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“Un milione e 800 mila euro ai caseifici Lombardi per acquistare formaggi DOP da destinare al circuito dell’indigenza. Una iniziativa dal doppio valore: economico e sociale. Alle imprese serve liquidità immediata per far fronte alla crisi generata dal Covid e le famiglie in difficoltà vedono sempre più compromessa la capacità di acquisto anche di generi alimentari. La Regione Lombardia interviene. Ringrazio Unioncamere per la collaborazione. Questa misura consente a tanti caseifici anche di liberare i magazzini dalle produzioni in eccedenza e di dare respiro al proprio ciclo produttivo, evitando di svalutare anche il prezzo del latte pagato agli allevatori”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi presentando i risultati del bando #iomangioLombardo.

La misura intende sostenere con 3 milioni di euro i caseifici e gli stagionatori di alcuni formaggi Dop (NOSTRANO VALTROMPIA, STRACHITUNT, VALTELLINA CASERA, SILTER, FORMAGGELLA DEL LUINESE, FORMAI DE MUT DELL’ALTA VAL BREMBANA, SALVA CREMASCO, QUARTIROLO LOMBARDO, TALEGGIO) attraverso l’assegnazione di un contributo per la fornitura di formaggio alla popolazione in difficoltà attraverso i comuni e i soggetti del terzo settore, iscritti nell’elenco annuale approvato da Regione Lombardia.

"In questo momento di profonda crisi economica e sociale è fondamentale realizzare più misure come sta facendo Regione Lombardia, misure complementari fra loro. Così si promuove la filiera produttiva e si unisce a questo anche l'aspetto dell'aiuto a chi fa fatica oggi più che mai  nella quotidianità. Il nostro sostegno ai prodotti lombardi forte da sempre lo diventa ancora di più ora e lo sarà anche finita l'emergenza Covid", ha osservato l'assessore allo Sviluppo Economico, Alessandro Mattinzoli. 

"Questa iniziativa è una importante iniezione di liquidità per il settore lattiero caseario sul quale incidono in modo pesante gli effetti negativi del lungo periodo di blocco della commercializzazione, del fermo di fiere e mercati e del calo dell’export, i canali dove si vendono tradizionalmente i prodotti tipici del territorio. Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia hanno colto appieno le esigenze del settore realizzando una iniziativa efficace nella sua semplicità” ha dichiarato il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio.


“Le dichiarazioni del consigliere Gian Antonio Girelli sono il festival del nulla. Non c’è stata alcuna bocciatura da parte della Regione Lombardia allo sviluppo dell’aeroporto di Montichiari, che non dipende da questa delibera, semmai da storici problemi gestionali. Forse Girelli ha letto solo il titolo: abbiamo dato parere negativo all'istanza di valutazione d’impatto ambientale del progetto perché non sono giunte le integrazioni richieste e necessarie per poter affrontare in maniera efficace le criticità emerse durante l’iter”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo Fabio Rolfi in merito alla delibera sull’aeroporto di Montichiari approvata dalla giunta regionale.

“Per altro ricordo al consigliere Girelli che le medesime perplessità sono giunte anche da enti territoriali governati dal centrosinistra, come il Comune di Castenedolo. Quindi invito, soprattutto in un momento come questo, tutti i rappresentanti politici bresciani a non diffondere fake news, sport nel quale il Pd bresciano è ormai campione olimpico” conclude Rolfi.


"Un anticipo di 56.384.901,48 euro per 9.767 domande finanziabili per gli anticipi sulle domande di superficie del Psr (Programma di sviluppo rurale) che conferma l'attenzione, la presenza e la vicinanza della Regione Lombardia alle sue imprese agricole". Lo ha detto l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi di Regione Lombardia, Fabio Rolfi, commentando i dati dell'Organismo pagatore regionale (Opr) al 30 novembre.

"I numeri dell'Opr - ha sottolineato l'assessore - sono una certificazione del grande lavoro dell'Assessorato e di Regione Lombardia per sostenere gli sforzi delle aziende del settore primario. Un lavoro incessante e continuo che mira anche alla riduzione, con traguardo ottimale quello dell'azzeramento, della burocrazia".

Il dato dell'Opr si riferisce alle Misure 10 (pagamenti agro-climaticoambientali), 11 (agricoltura biologica), 12 (indennità aree natura), 13 (indennità compensativa aree di montagna) e 214 (pagamenti agroambientali).

Nel dettaglio, sulla Misura 10, pagamenti per 35.331.555,06 euro a fronte di 3.947 domande. Sulla Misura 11, invece, 1.068 domande e un importo pagato pari a 10.480.922,24 euro. Per la Misura 12, quindi, 21 domande con l'erogazione di 207.598,90 euro. Sulla Misura 13, 4.685 le domande che hanno ottenuto finanziamento dalla Regione e un pagamento pari a 10.334.467,50 euro.

La Misura 214, infine, vede il finanziamento di 46 domande con un pagamento di 30.357,78 euro.

"La velocizzazione decisa sui pagamenti del Psr - ha concluso Rolfi - consente di rispondere in maniera puntuale e precisa alle richieste delle aziende del settore primario. Le aziende agricole ci chiedono infatti di essere rapidi, di sburocratizzare il sistema e di essere concreti soprattutto in questo periodo di difficoltà legato al Covid-19. La Regione, quindi, si è mossa in anticipo su questi obiettivi. Ricordo infatti che contiamo, come Regione Lombardia, di liquidare ancora 30 milioni di euro di quota Feasr sul Psr prima del 31 dicembre 2020 arrivando così a circa il 106% di spesa su quanto preventivato per quest'anno".


 

“La Regione Lombardia ha stanziato 9 milioni di euro per la creazione di nuovi boschi in pianura e collina, il miglioramento di quelli esistenti e opere di sistemazione idraulico forestale. Saranno finanziate 95 domande, di cui 42 pervenute da enti pubblici e 53 da imprese agricole, fondazioni, onlus e consorzi forestali”. Lo ha annunciato in occasione della giornata dell'albero l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi. Queste risorse serviranno per interventi mirati alla protezione, conservazione, valorizzazione degli ecosistemi forestali, alla tutela della biodiversità, alla creazione di nuovi boschi nelle aree a insufficiente coefficiente di boscosità e alla prevenzione del dissesto idrogeologico nelle aree delle colline pedemontane. Oltre ai 95 progetti finanziati sono giunte altre 23 domande non ammesse a finanziamento per mancanza di risorse, ma che mantengono la validità in graduatoria per ventiquattro mesi.

“Il bando ha avuto un successo straordinario, sintomo della sensibilità crescente verso le tematiche ambientali e il verde come fattore per migliorare la qualità di vita nelle città. Con queste risorse andiamo a mitigare anche il rischio idrogeologico. Le foreste urbane sono un obiettivo tanto ambizioso quanto auspicabile. È necessario - ha proseguito l'assessore Rolfi - mettere in pratica un grande piano di tutela di questi ambienti anche per far fronte ai cambiamenti climatici in atto. Questo è un primo passo concreto, visto l’investimento. La Regione Lombardia è in campo per salvaguardare i boschi e per promuovere modelli più sostenibili di vita anche nei centri urbani. Non solo a parole, ma investendo in progetti lungimiranti condivisi con gli enti locali e utili non solo al miglioramento della qualità della vita, ma anche alla diffusione di una rinnovata cultura ambientale”.

Località – Richiedente – contributo

BERGAMO

Bergamo - Parco dei Colli di Bergamo - € 107.490,57

Bergamo - Parco dei Colli di Bergamo - € 43.932,42

Spirano - Comune di Spirano - € 14.723,20

BRESCIA

Brescia - Comune di Brescia - € 98.149,44

Lonato del Garda - Az. Agricola - € 48.178,15

Brescia - Comune di Brescia - € 25.264,19

Brescia – Az. Agricola - € 104.602,91

San Gervasio Bresciano - Comune di San Gervasio Bresciano - € 90.215,61

Brescia - Fondazione "Bobo Archetti" - € 94.970,55

Coccaglio - Az. Agricola - € 23.776,54

Brescia - Az. Agricola - € 83.105,31

Capriano del Colle - Parco del Montenetto - € 31.471,62

Capriano del Colle - Parco del Montenetto - € 34.093,07

Provaglio d'Iseo Comune di Provaglio - € 39.990,12

San Felice del Benaco - Comune di San Felice del Benaco - € 43.899,70

San Felice del Benaco - Comune di San Felice del Benaco - € 43.911,80

Lonato del Garda - Fondazione Ugo da Como - € 21.576,38

Puegnago - Comune di Puegnago - € 107.437,06

COMO

Cantù (roggia s. Antonio) - Comune Cantù - € 35.548,47

Cantù (roggia mariola) - Comune Cantù - € 44.805,83

Orsenigo - Az Agricola - € 29.579,36

Uggiate Trevano - Comune Uggiate Trevano - € 45.100,00

Alzate Brianza – Az. Agricola - € 34.901,62

Alzate Brianza – Az. Agricola - € 54.993,97

Orsenigo, Alzate Brianza – Az. Agricola - € 29.958,68

Capiago Intimano - Az Agricola - € 45.337,14

CREMONA

Gussola - Consorzio Forestale Padano - € 108.600,44

Gussola - Consorzio Forestale Padano - € 109.641,45

Soncino – Az. Agricola - € 25.736,34

MONZA BRIANZA

Monza - Autodromo di Monza - € 54.268,75

Monza - Autodromo di Monza - € 107.646,82

Bovisio Masciago, Desio, Lissone, Muggiò, Nova Milanese, Seregno, Varedo, Cinisello Balsamo, Paderno dugnano - Parco Grugno Torto - € 612.827,96

Seveso - Az. Agricola - € 67.982,37

Barlassina - Parco delle Groane - € 69.076,65

Triuggio - Parco Valle Lambro - € 56.100,00

Usmate con Velate - Parco Pane - € 39.560,74

LECCO

Montevecchia - Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone - € 64.142,80

Missaglia (loc. Maresso) - Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone -€ 44.347,72

Missaglia (loc. Lomaniga) - Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone - € 44.424,59

Olgiate Molgora - Comune Olgiate Molgora - € 18.551,07

Airuno - Comune Airuno - € 44.797,98

Imbersago (est) - Comune Imbersago - € 44.777,86

MILANO

Vanzago - WWF Oasi - € 42.025,62

Pogliano Milanese, Vanzago - WWF Oasi - € 49.566,73

Abbiategrasso - Consorzio Forestale del Ticino - € 107.279,68

Abbiategrasso - Consorzio Forestale del Ticino - € 104.446,64

Abbiategrasso - Az. Agricola - € 78.005,83

Abbiategrasso – Az. Agricola - € 39.019,02

Morimondo – Az. Agricola - € 110.069,54

Morimondo – Az. Agricola - € 110.617,32

Magenta - Parco Lombardo della Valle del Ticino - € 52.249,15

Magenta - Parco Lombardo della Valle del Ticino - € 52.482,71

Milano - Italia Nostra Onlus - € 39.972,87

Settimo Milanese - Comune di Settimo Milanese - € 35.063,88

Solaro - Parco Regionale delle Groane - € 39.078,24

Pioltello - Comune di Pioltello - € 83.090,19

MANTOVA

Dosolo - Consorzio Forestale Padano - € 1.426.524,75

Borgomantovano - Consorzio Forestale Padano - € 1.470.813,75

Canneto sull'Oglio - Parco Oglio Sud - € 24.129,91

Monzambano - Parco Regionale del Mincio - € 14.304,34

Marcaria - Parco Oglio Sud - € 42.415,20

Marcaria - Parco Oglio Sud - € 66.217,75

Canneto sull'oglio - Parco Oglio Sud - € 67.801,98

San Giorgio Bigarello - ERSAF - € 65.272,53

Marcaria – Az. Agricola - € 20.773,56

Gazzuolo – Az. Agricola - € 12.651,36

Roncoferraro – Az. Agricola - € 14.576,74

PAVIA

Breme-Bressana Bottarone -San Genesio - Provincia di Pavia - € 95.522,94

Zeme - Provincia di Pavia - € 96.712,34

Vigevano - Az.Agricola - € 109.332,41

Vigevano - Az.Agricola - € 109.332,41

Zerbolò - Az. Agricola - € 109.332,41

Zerbolò - Az. Agricola - € 109.332,41

Gambolò – Az. Agricola - € 109.321,79

Gambolò – Az. Agricola - € 82.582,22

Sartirana – azienda - € 28.269,52

Vigevano - Az. Agricola - € 109.332,41

Vigevano - Az. Agricola - € 109.332,41

Sartirana, Torre Beretti – Az. Agricola - € 28.269,52

Zerbolò – Az. Agricola - € 28.202,59

Zerbolò - Az. Agricola - € 28.202,59

Vigevano - Az.Agricola - € 28.202,59

Vigevano - Az.Agricola - € 28.202,59

Zerbolò - Az. Agricola - € 12.266,72

Calvignano – Az. Agricola - € 108.539,74

Calvignano – Az. Agricola - € 109.611,74

VARESE

Somma Lombardo (loc. Brughiera) - Az Agricola - € 94.989,02

Somma Lombrdo – Az. Agricola - € 97.444,49

Varese (torrente val galina) - Comune Varese - € 40.800,00

Varese (torrente brinzina) - Comune Varese - € 40.800,00

Lonate Pozzolo – Az. Agricola - € 52.481,76

Lonate Pozzolo, Nosate – Az. Agricola - € 47.359,45

Barasso - Az Agricola - € 24.602,75

Ranco (torrente caravalle) - Comune Ranco - € 43.864,91

Origgio, Gerenzano, Uboldo - Comune Origgio - € 33.033,14


"Direttamente sul conto corrente di ciascuna azienda dei settori agriturismo, florovivaismo e allevamenti di vitelli a carne bianca danneggiata dal Covid-19, ben 6.604,77 euro da parte di Regione Lombardia. Un sostegno vero, e decisamente concreto, da parte di Regione Lombardia nell'ambito della Misura 21 del Psr, il Programma di sviluppo rurale". Lo annuncia l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi di Regione Lombardia, Fabio Rolfi, presentando il Decreto 15037 dell'1 dicembre che definisce l'elenco delle aziende beneficiarie dell'azione di sostegno straordinario alle imprese colpite finanziariamente dal Covid.

"Nell'ambito della Misura 21 del Psr - - sottolinea l'assessore Rolfi - Regione Lombardia, a fronte della situazione di crisi legata al Covid-19, aveva stanziato, a ottobre, per agriturismi, aziende agricole di produzione florovivaistica e allevamenti di vitelli a carne bianca 20 milioni di euro quale parziale ristoro per i danni economici causati dal Covid. Sono arrivate 3.126 domande e ne sono state approvate, e finanziate, 3.016. Chiusa velocemente la fase di valutazione e ricordando quindi che contro la crisi servono liquidità immediata e burocrazia zero si è determinato l'importo per ciascuna azienda, ovvero 6.604,77 euro che ogni azienda riceverà, a fondo perduto, direttamente sul conto corrente entro fine dicembre".

"Si tratta di un aiuto concreto e utile nel periodo difficile che tutte le imprese, e anche quelle agricole che, non fermandosi mai, hanno garantito a tutti cibo di qualità. A queste aziende, come Regione, manifestiamo la nostra vicinanza e il sostegno riconoscendo loro il ristoro in forma diretta e con burocrazia zero". "Abbiamo infatti inteso intervenire con rapidità ed efficacia e individuato queste tre filiere come le più colpite dalle difficoltà del momento pandemico".

"Come avevo commentato alla chiusura della presentazione delle domande ai primi di novembre - aggiunge l'assessore - la presentazione di 3.126 domande su una platea possibile di 3.900 imprese ha confermato che il provvedimento di Regione Lombardia e del mio Assessorato ha colto nel segno, rispondendo a una reale esigenza del tessuto produttivo del settore primario. È questa la conferma del dialogo, costante, continuo e proficuo tra Regione Lombardia, associazioni di categoria e imprese".

"Come Regione siamo a fianco delle nostre imprese agricole e le sosteniamo direttamente con azioni concrete, che ne sostengano anche il processo di ragionamento come sistema. Siamo in campo con le aziende del settore primario perché possano continuare a lavorare, abbiano le risorse per superare la pandemia e possano quindi tornare ad affrontare, e vincere, le sfide del futuro. Consce di avere sempre il supporto di Regione Lombardia".

Di seguito il numero delle aziende che hanno ottenuto il finanziamento suddiviso per provicia:

Bergamo 431 aziende

Brescia 638 aziende

Como 306 aziende

Cremona 146 aziende

Lecco 171 aziende

Lodi 41 aziende

Monza e Brianza 102 aziende

Milano 232 aziende

Mantova 404 aziende

Pavia 245 aziende

Sondrio 128 aziende

Varese 184 aziende. (LNews)


“Non esiste alcun nodo legato al finanziamento del progetto di realizzazione dell’ascensore in Castello. I 4 milioni di euro ci sono e sono già a bilancio. Purtroppo il dato vero è che il Comune di Brescia non ha presentato la documentazione richiesta nei tempi stabiliti. E questo avrebbe potuto determinare la perdita del finanziamento. Ma la Regione confermerà i fondi perché la città aspetta da troppo tempo questa opera, per rendere finalmente più accessibile e fruibile il castello urbano più grande d’Italia e perché vogliamo che questa infrastruttura sia il simbolo di Brescia capitale della Cultura 2023”. Lo hanno detto gli assessori regionali lombardi Stefano Bruno Galli (Autonomia e Cultura) e Fabio Rolfi (Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi).

“Chiediamo all’assessore Muchetti, al sindaco e a tutta la giunta del Comune di Brescia di evitare polemiche politiche, peraltro infondate, almeno su progetti come questo, trovando un accordo anche con la Sovrintendenza. Lavoriamo insieme con efficienza e pragmatismo per dare alla città ciò di cui ha bisogno. È un’opera auspicata e pensata già dalla giunta Paroli e che questa amministrazione comunale non ha mai sposato in pieno visto che in 7 anni non ha stanziato un euro a bilancio e non ha partorito un progetto. Se siamo arrivati oggi a parlare della realizzazione dell’ascensore in Castello, con fondi regionali, è grazie alla determinazione degli Amici del Cidneo. Al Comune compete la parte tecnica amministrava; ognuno faccia la propria parte nel rispetto dei tempi e procedure. Non c’è bisogno di dichiarazioni strampalate e futili polemiche” concludono Rolfi e Galli.


“Apprendiamo dalla stampa dell’iniziativa di A2a volta a regalare buoni spesa Amazon ai nuovi clienti. Una follia in un periodo di difficoltà per i nostri commercianti e di grandi guadagni per i colossi dell’e-commerce. Uno schiaffo a chi rischia di chiudere la propria attività. Mentre la Regione Lombardia investe 167 milioni di euro per aiutare commercianti e professionisti ci sono partecipate a maggioranza pubblica che vanno nella direzione opposta”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi.

“Sono totalmente dalla parte di Confcommercio Lombardia: si tratta di una iniziativa inopportuna e sbagliata. I nostri commercianti vanno aiutati anche nelle scelte di consumo. Stupisce che a promuovere questo messaggio sia una società controllata dai comuni di Brescia e Milano, con manager scelti da Del Bono e Sala. Mi auguro che i sindaci si facciano sentire e che la società faccia una retromarcia, magari investendo le risorse per aiutare i nostri commercianti” conclude Rolfi.


“La Regione Lombardia è in prima linea ancora una volta per la difesa del suolo in zone particolarmente sensibili come la Val Brandet. Le precipitazioni del 2 e 3 ottobre sono state intense e le piene hanno causato fenomeni erosivi agli argini e di trasporto solido lungo la valle, interrompendo la strada e mettendo a rischio la frazione di S. Antonio. La Regione Lombardia ha stanziato 500 mila euro per procedere con interventi urgenti a salvaguardia della pubblica incolumità”. Lo hanno annunciato gli assessori regionali lombardi Fabio Rolfi (Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi) e Pietro Foroni (Territorio e Protezione civile) in seguito al decreto regionale firmato ieri.

Gli interventi saranno finalizzati a mitigare il rischio lungo la valle e soprattutto per la frazione di S. Antonio. Come ente attuatore è stato individuato direttamente il Comune di Corteno Golgi (BS)

“Gli interventi da fare per mettere in sicurezza tutta la zona sono consistenti, ma era necessario agire subito per tutelare l’abitato e fare in modo che il versante della strada non franasse nel fiume. Quindi queste risorse serviranno alla pulizia dell’alveo, al ripristino degli argini, a realizzare opere provvisorie in difesa dei ponti e al riempimento delle voragini che si sono create. C’è stata una collaborazione fattiva e tempestiva con il Comune per stilare un resoconto delle opere più urgenti da realizzare e agire così in poche settimane” concludono gli assessori.


2,8 Milioni di euro nel biennio 2021-2022 per sostenere progetti di contrasto allo spreco alimentare e recupero e distribuzione del cibo con finalità caritativa. Questa la dotazione finanziaria, in aumento di 400.000 euro rispetto al biennio 2019-2020, del prossimo bando di Regione Lombardia.

“Regione Lombardia, negli ultimi anni, ha concretamente mostrato una grande attenzione verso questi temi molto importanti. Con il bando vogliamo sostenere, in maniera ancora maggiore rispetto all’ultimo biennio, tutte quelle realtà, grandi e piccole, che compiono un lavoro straordinario e ogni giorno svolgono attività di recupero e distribuzione delle derrate alimentari a favore di persone che non riescono a garantirsi un’alimentazione sufficiente e sicura. Quest’anno, a fronte del calo del reddito che molte famiglie hanno avuto, il tema assume una rilevanza ancora più significativa e sarà ancora più essenziale sensibilizzare tutti rispetto all’importanza di non sprecare il cibo”. Lo ha detto l’assessore regionale alle politiche sociali, abitative e disabilità Stefano Bolognini.

“Nel prossimo biennio – ha aggiunto l’assessore Bolognini – intendiamo quindi potenziare e consolidare sia il lavoro svolto negli scorsi anni in materia di raccolta e distribuzione dei prodotti alimentari, sia i modelli organizzativi di risposta ai bisogni. Nell’ultimo piano d’azione 2019-2020 abbiamo finanziato 10 progetti ed enti, sia a livello regionale, che a livello locale. Stimiamo, inoltre, che, nell’ultimo biennio, questi progetti abbiano raggiunto più di 230mila adulti e oltre 114mila minori, per circa 75mila famiglie. Gli interventi del Piano hanno sostenuto oltre 1.500 strutture assistenziali, come mense, comunità e strutture caritative, e sono stati coinvolti più di 2.500 donatori per una raccolta stimata di oltre 40mila tonnellate di cibo da grande distribuzione, piccole e medie imprese, produttori artigianali, ristorazione organizzata e raccolte locali. Sono numeri importanti – ha concluso Bolognini –, che Regione Lombardia punta ad aumentare ancora di più nei prossimi anni con l’aiuto delle realtà del Terzo Settore che svolgono questa fondamentale attività, per aiutare e raggiungere sempre più persone che, pur in una situazione di povertà, faticano ad accedere ai servizi e per raggiungere il nostro obiettivo di ridurre lo spreco alimentare del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030”.

Le domande di partecipazione potranno essere inoltrate sulla piattaforma Bandi Online di Regione a partire dal 15 dicembre 2020 fino al 25 gennaio 2021 e il contributo sarà interamente a fondo perduto.

“Il tema dell’indigenza sarà sempre più centrale nel periodo post Covid. L’obiettivo della Regione Lombardia è quello di legare questo tema alla produzione agroalimentare lombarda per avere una valenza economica per il nostro territorio oltre che sociale. – ha aggiunto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi - Con il bando #iomangioLombardo per esempio abbiamo dato 3 milioni di euro ai caseifici lombardi per acquistare formaggi Dop da destinare alle famiglie in difficoltà. Accanto a iniziative economiche stiamo agendo anche sotto il profilo educativo per formare i ragazzi a un approccio più consapevole al cibo e ridurre gli sprechi”.


La Regione Lombardia ha stanziato 867 mila euro per gli enti gestori delle riserve naturali del territorio lombardo con l’obiettivo di contribuire alla tutela dell'ambiente, alla salvaguardia delle risorse naturali disponibili, al mantenimento di strutture e infrastrutture presenti e al recupero di aree degradate. È quanto stabilito dalla giunta regionale su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi.

“Saranno contributi straordinari che finanzieranno in maniera completa interventi di rinaturalizzazione, di conservazione della biodiversità e di sistemazione idraulico-forestale. Le riserve naturali sono luoghi dove vivono specie naturalisticamente rilevanti che intendiamo salvaguardare per la biodiversità, anche garantendo agli enti gestori gli strumenti e le risorse per svolgere al meglio il proprio lavoro” ha detto Rolfi. “Valorizzare queste realtà significa offrire anche ai cittadini maggiori possibilità di fruire, in condizioni migliori, di luoghi straordinari. Nel periodo post Covid i flussi turistici saranno necessariamente diversi e siamo convinti che sempre più persone si recheranno nelle riserve naturali”.

Queste risorse saranno utilizzabili per la manutenzione straordinaria e la riqualificazione del patrimonio naturale, per il ripristino di aree degradate, per la manutenzione delle sedi o centri visita per il rafforzamento delle infrastrutture, per interventi su elementi caratteristici esistenti come muretti a secco o errazzamenti e per il riequilibrio della funzionalità ecologica degli habitat.

Gli interventi devono essere coerenti con le previsioni del Piano della Riserva e, dove dovuto, con le misure di conservazione di Rete Natura 2000. Potranno essere realizzati in aree private o pubbliche di proprietà dell’ente gestore della Riserva, comune, provincia, demanio dello Stato e regionale. Le aree sulle quali si realizzeranno gli interventi dovranno essere fruibili al pubblico gratuitamente, ad esclusione di quelle aree in cui non sia consentito l’accesso al pubblico per motivi di conservazione degli habitat naturali.

La ripartizione delle risorse è stata stabilita in base all’estensione della riserva:

Riserva – ente gestore – contributo:

Bergamo

Fontanile Brancaleone - Comune di Caravaggio - 10.115 euro

Valpredina - WWF - delegazione della Lombardia - 10.115 euro

Valle del Freddo - Comunità Montana laghi bergamaschi - 10.115 euro

Boschi del Giovetto di Palline - ERSAF - 24.771,43 euro

Brescia

Piramidi di Zone - Comune di Zone - 10.115 euro

Sorgente Funtanì - Comune di Vobarno - 10.115 euro

Valli di S. Antonio - Comune di Corteno Golgi - 24.771,43 euro

Rocca del Sasso e parco lacuale - Comune di Manerba - 24.771,43 euro

Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo - Ente Riserva Naturale Incisioni Rupestri - 24.771,43 euro

Valle del Prato della Noce – ERSAF - 69.360 euro

Torbiere del Sebino - Ente per la gestione delle Torbiere del Sebino - 24.771,43 euro

Como

Lago di Montorfano - Parco della Valle del Lambro - 10.115 euro

Sasso Malascarpa - ERSAF - 10.115 euro

Valle Bova - Comune di Erba - 24.771,43 euro

Valsolda – ERSAF - 24.771,43 euro

Lago di Piano - Comunità montana Valli del Lario e del Ceresio - 24.771,43 euro

Pian di Spagna - Lago di Mezzola Ente Riserva Naturale - 69.360 euro

Cremona

Bosco Ronchetti - Provincia di Cremona - 10.115 euro

Naviglio di Melotta - Provincia di Cremona - 24.771,43 euro

Lanca di Gerole - Provincia di Cremona - 24.771,43 euro

Lecco

Lago di Sartirana - Comune di Merate - 10.115 euro

Lodi

Monticchie - Comune di Somaglia - 24.771,43 euro

Mantova

Isola Boschina - ERSAF - 10.115 euro

Garzaia di Pomponesco - Comune di Pomponesco - 10.115 euro

Palude di Ostiglia - Comune di Ostiglia - 10.115 euro

Isola Boscone - Comune di Boscocarbonara - 10.115 euro

Complesso Morenico di Castellaro Lagusello - Parco del Mincio - 10.115 euro

Milano

Bosco WWF di Vanzago - WWF Bosco di Vanzago - 24.771,43 euro

Pavia

Garzaia della Roggia Torbida - Provincia di Pavia - 10.115 euro

Garzaia della Carola - Provincia di Pavia - 10.115 euro

Palude Loja - Provincia di Pavia - 10.115 euro

Garzaia del Bosco Basso - Provincia di Pavia - 10.115 euro

Garzaia di Villa Biscossi - Provincia di Pavia - 10.115 euro

Stagni di Lungavilla - Comune di Lungavilla - 10.115 euro

Boschetto di Scaldasole - Provincia di Pavia - 10.115 euro

Garzaia di Porta Chiossa - Provincia di Pavia - 10.115 euro

Garzaia della Cascina Isola - Provincia di Pavia - 10.115 euro

Abbazia Acqualunga - Provincia di Pavia - 10.115 euro

Monte Alpe - ERSAF - 24.771,43 euro

Sondrio

Piramidi di Postalesio - Comune di Postalesio 10.115 euro

Paluaccio di Oga - Comunità montana Alta Valtellina 10.115 euro

Marmitte dei Giganti - Comunità Montana della Valchiavenna - 10.115 euro

Bosco dei Bordighi - Comunità montana Valtellina di Sondrio - 10.115 euro

Pian di Gembro - Comunità montana Valtellina di Tirano - 10.115 euro

Val di Mello - Comune di Val Masino - 78.030,00 euro

Varese

Lago di Biandronno - Provincia di Varese - 10.115 euro

Palude Brabbia - Provincia di Varese - 24.771,43 euro


La Regione Lombardia ha approvato, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, una delibera con cui si stabiliscono le modalità di riparto dei contributi da destinare a ogni Centro di Recupero per Animali Selvatici per il soccorso e la cura della fauna selvatica omeoterma in difficoltà. I C.R.A.S. autorizzati sul territorio lombardo potranno così accedere ai contributi, approvati annualmente dalla Giunta secondo le disponibilità di bilancio, in base all’attività svolta nell’anno precedente. Per il 2021 i fondi regionali ammontano a più di 300 mila euro.

“I Cras lombardi si sono presi carico di oltre 8.500 animali nel 2019. Svolgono un’attività fondamentale per l’ecosistema lombardo e per la biodiversità. Ringrazio tutte le realtà che operano in questi centri. La Regione vuole essere al loro fianco e destinerà ogni anno risorse economiche per il loro lavoro” ha dichiarato Rolfi. “Visto che il tema della fauna selvatica sarà sempre più rilevante nel prossimo futuro, ritengo ancora insufficiente il numero di Cras presenti in Lombardia. La Regione sta lavorando per ampliare la rete e renderne più omogenea la presenza territoriale. Il prossimo che intendiamo aggiungere sarà sul territorio di Brescia. Stiamo valutando diverse ipotesi per individuare una struttura idonea”.

Nello specifico, i Cras hanno come funzione fondante quella di detenere, curare e riabilitare soggetti appartenenti alla fauna selvatica, allo scopo di liberarli qualora ne sussistano le condizioni o di detenerli

in via permanente nel caso essi risultino irrecuperabili.

“Ogni giorno vengono curati nei CRAS animali feriti, entrati a contatto con i cavi dell’alta tensione, vittime di bocconi avvelenati o di incidenti. Questi centri si caratterizzano anche per l’educazione al pubblico in materia ambientale, per la collaborazione con progetti di ricerca scientifica e per la reintroduzione di animali e la conduzione di programmi di riproduzione per specie a rischio di estinzione. La Lombardia anche grazie a un territorio vasto e variegato ha un patrimonio di biodiversità inestimabile che va difeso e tutelato. Le risorse saranno distribuite in base al numero di animali accolti dal singolo centro, con particolare riguardo per specie particolarmente protette, e alla presenza di particolari strutture per la gestione delle diverse specie e in considerazione dei servizi erogati” conclude Rolfi.

I dati relativi agli animali accolti nel 2019 dai Cras della Lombardia

CRAS di VANZAGO (Vanzago, MI), gestito dall’ Associazione WWF Vanzago, più di 3000 animali accolti nel 2019

CRAS LA FAGIANA, a Pontevecchio di Magenta (MI), gestito dall’ Associazione LIPU, circa 1600 animali accolti nel 2019

CRAS WWF DI VALPREDINA, a Valpredina (BG), gestito dall’ Associazione WWF Bergamo-Brescia, più di 2000 animali accolti nel 2019

CRAS PARCOBALENO, a Mantova, gestito dalla Coldiretti sez. di Mantova, più di 300 animali accolti nel 2019

CRAS DEL PARCO DELL'ADAMELLO, a Paspardo (BS) gestito dall’Associazione Lontano Verde, circa 350 animali accolti nel 2019

CRAS LOGHINO BOSCO, a Curtatone (MN) gestito dall’associazione ANPANA Sez. di Mantova, circa 360 animali accolti nel 2019

CRAS SAN ROCCO DI PONTE IN VALTELLINA, gestito dalla Provincia di Sondrio, più di 200 animali accolti nel 2019

CRAS DI CALVATONE, a Calvatone (CR), gestito attualmente dall’associazione Nucleo Operativo Guardie Ecozoofile sez. di Cremona, autorizzata alla gestione nel 2020; nel 2019 il CRAS, gestito dall’Associazione Anpana sez. di Cremona aveva accolto più di 800 animali

CRAS DI CODEVILLA, gestito dal Comune di Codevilla (PV), nuovo CRAS autorizzato nel 2020


"Una decisione che ha diviso e che deve essere rivalutata. Penso che questa scelta sia dannosa per una delle aree rurali più importanti della regione. L'agricoltura è l'essenza di questo parco, visto che è stato istituito proprio per la sua natura rurale che funge da cintura all'urbanizzazione della città". Lo ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, in merito alla decisione del Comitato tecnico agricolo del Parco Agricolo Sud Milano che con 5 voti a favore e 4 contrari si è espresso sulla trasformazione in aree naturali di quasi 9.000 ettari del Parco, gran parte dei quali coltivati.

"Saranno coinvolte e inevitabilmente impattate - ha aggiunto - circa 200 aziende. Le aree naturali sono, volenti o nolenti, un vincolo per l'attività degli agricoltori che stanno già facendo tutto quanto possibile in termini di sostenibilità ambientale e che non possono perdere mercato a causa di limiti e imposizioni non compatibili con l'attività economica".

"Auspico da parte della governance del Parco - ha spiegato l'assessore - la disponibilità ad ascoltare di più chi lavora la terra producendo cibo sicuro e di qualità per i cittadini milanesi. Parliamo peraltro di una agricoltura già sostenibile, multifunzionale, innovativa. Gli agricoltori sono i protagonisti del mantenimento ambientale e paesaggistico del Parco".

"L'auspicio - ha aggiunto - è che ci sia la volontà da parte di tutti di arrivare a una mediazione e a una nuova valutazione di quanto deliberato anche alla luce delle preoccupazioni e delle proteste in atto da parte degli agricoltori. In tal senso la Regione Lombardia esaminerà con molta attenzione richieste e istanze che perverranno, con l'obiettivo di valorizzare e non punire l'attività agricola e l'attività venatoria, questa oggi più che mai necessaria per contenere la fauna selvatica".

"Notiamo - ha concluso l'assessore Rolfi - un insolito silenzio da parte del Comune di Milano. Chiediamo anche all'ente comunale di esprimere un parere chiaro, visto che è soggetto protagonista del Parco agricolo". (LNews)


"Iginio Massari rappresenta un orgoglio lombardo del mondo e questo riconoscimento ne è solo l'ennesima conferma. Il pasticcere bresciano è da sempre al vertice ed è la voce più autorevole di un intero settore. Fa piacere vedere come diverse pasticcerie lombarde abbiano ricevuto il riconoscimento delle Tre torte d'oro: Besuschio - Abbiategrasso (Milano); Cortinovis - Ranica (Bergamo); Dolce Reale - Montichiari (Brescia); Ernst K Knam a Milano; Fusto Milano a Milano; Pasticceria Roberto a Erbusco (Brescia). Abbiamo bisogno di Maestri artigiani di questo calibro per promuovere la Lombardia e la tradizione alimentare". Lo ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, in merito ai premi assegnati dalla guida Pasticceri&Pasticcerie di Gambero Rosso in collaborazione con Hausbrandt. (LNews)


Si è svolto questa mattina in videoconferenza l’incontro tra la Regione Lombardia e 39 comuni montani lombardi per valutare lo stato di attuazione della Carta delle foreste di Lombardia, un documento finalizzato a promuovere una gestione sostenibile e durevole delle Foreste e degli Alpeggi Demaniali Regionali. 

 

L’impegno degli enti si basa su dieci punti specifici: conservazione della biodiversità, multifunzionalità, identità locale, qualificazione paesaggistica, sviluppo sostenibile, turismo responsabile, didattica, ricerca, comunicazione e visione del futuro. La Regione si è impegnata a sottoscrivere entro il 2025 almeno 10 Contratti di Foresta per la valorizzazione economica delle risorse ambientali, anche come opportunità per il contrasto allo spopolamento delle aree montane, e a rivedere entro il 2024 il Piano di Assestamento Forestale Semplificato, garantendo inoltre il reimpiego per la conduzione del patrimonio delle 20 Foreste di Lombardia tutti gli introiti derivanti dalla gestione. I Comuni saranno chiamati ad attuare nelle comunità locali i principi espressi dalla Carta delle Foreste di Lombardia e a sviluppare i Contratti di Foresta per lo sviluppo unitario del territorio.

 

“La Lombardia è la terza regione italiana per superficie forestale con quasi 620mila ettari che ricoprono il 26% del territorio regionale e il 2% di quello nazionale. Dobbiamo dare un valore ambientale ed economico a questo patrimonio anche a tutela delle comunità montane. – ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia – Questo documento testimonia la volontà di fare rete istituzionale e di accrescere l’attrattività delle montagne e degli alpeggi, promuovendo questi ambienti come luoghi per lo sport, per il turismo sostenibile, per l’enogastronomia con l’obiettivo di intercettare i nuovi flussi turistici anche in chiave post Covid. La Regione Lombardia ha voluto coinvolgere i Comuni anche nella gestione delle strutture perché gli enti locali sono i primi portatori di interesse alla conservazione della biodiversità e allo sviluppo sostenibile anche in chiave economica”.

 

Le foreste lombarde sono concentrate principalmente nelle province di Brescia (28% del patrimonio regionale), Sondrio (20%), Bergamo (18%) e Como (10%).

Di seguito l’elenco dei Comuni che hanno sottoscritto la Carta delle foreste con la Regione Lombardia:

Comune di Alta Valle d'Intelvi

Comune di Anfo

Comune di Angolo Terme

Comune di Bagolino

Comune di Bema 

Comune di Berzo Inferiore

Comune di Bienno 

Comune di Bovegno

Comune di Brienno 

Comune di Brumano

Comune di Canzo 

Comune di Capovalle

Comune di Curno 

Comune di Delebio

Comune di Esine 

Comune di Gardone Riviera

Comune di Gargnano 

Comune di Gianico

Comune di Introbio 

Comune di Lecco

Comune di Magasa 

Comune di Mezzoldo

Comune di Morterone 

Comune di Ono San Pietro

Comune di Ostiglia 

Comune di Rasura

Comune di San Giorgio Bigarello 

Comune di Schignano

Comune di Solto Collina 

Comune di Tignale

Comune di Toscolano-Maderno 

Comune di Tremosine sul Garda

Comune di Valbrona 

Comune di Valdidentro

Comune di Valmasino

Comune di Valsolda

Comune di Valtorta 

Comune di Valvestino

Comune di Vobarno


“Ho incontrato oggi i rappresentanti dei 150 pescatori professionisti lombardi. La Regione Lombardia interverrà economicamente per ristorare il calo di fatturato causato dal Covid. Abbiamo messo a disposizione 104 mila euro. Oggi abbiamo condiviso criteri e tempistiche e in due settimane la delibera sarà approvata dalla Giunta. Le risorse sono disponibili grazie al decreto ministeriale di luglio dedicato al sostegno delle filiere di pesca e acquacoltura che abbiamo fortemente sollecitato. La Regione Lombardia si è battuta affinché il finanziamento riguardasse anche la pesca professionale in acque interne, spesso dimenticata, e l’obiettivo è stato raggiunto”.  Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi al termine dell’incontro che si è svolto oggi in videoconferenza con i rappresentanti dei pescatori professionisti lombardi.

Per accedere al fondo sarà necessaria l’iscrizione al registro delle imprese presso la CCIAA, nella sezione Pesca o Pesca in acque dolci come impresa attiva nella pesca professionale e si dovrà essere in possesso della licenza di tipo A in corso di validità alla data del 1° febbraio 2020 per l’esercizio della pesca professionale.

Il 50% delle risorse disponibili sarà ripartito in quote uguali per ogni pescatore (imprenditore individuale, collaboratore dell’impresa familiare o socio dell’impresa associata) e il restante 50% verrà assegnato proporzionalmente ai fatturati legati alla gestione del pescato, conseguiti dalle imprese nell’anno 2019.

“Abbiamo chiesto una riformulazione del programma comunitario per il sostegno al settore, prevedendo un fondo da 300 mila euro per contrastare gli effetti economici del fermopesca. Contiamo di avere il via libera tra febbraio e marzo. Vogliamo testimoniare la vicinanza concreta della Regione Lombardia a una filiera piccola nei numeri ma enorme per quanto riguarda la caratterizzazione dei prodotti tipici e per le economie dei nostri laghi, partendo dalla ristorazione e dal turismo, settori fondamentali per la ripartenza post COVID” conclude Rolfi.


“Abbiamo velocizzato in maniera decisa i pagamenti dei fondi del Psr. Le aziende agricole ci chiedono di essere rapidi, di sburocratizzare il sistema e di essere concreti soprattutto in questo periodo di difficoltà. La Regione si è mossa in anticipo su questi obiettivi. Contiamo di liquidare ancora 30 milioni di euro di quota FEASR sul PSR prima del 31 dicembre 2020 arrivando a circa il 106% di spesa su quanto preventivato per quest’anno” ha dichiarato l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura Fabio Rolfi.

“La Regione Lombardia, nell’ambito del Piano di sviluppo rurale, ha stanziato due milioni di euro per nuove domande iniziali relative alla conversione a biologico delle aziende agricole lombarde e per l’introduzione di pratiche agricole a basso impatto ambientale” ha detto Rolfi.

Saranno distribuiti 1,5 milioni di euro a 203 aziende agricole lombarde che aderiscono per la prima volta alla misura 10.1 che promuove l’introduzione e il mantenimento di pratiche agricole a basso impatto ambientale, proponendo modelli produttivi più attenti a un uso sostenibile delle risorse, in termini di tutela della qualità delle acque e dei suoli agricoli, di salvaguardia della biodiversità e di valorizzazione del paesaggio agrario. Altri 500 mila euro saranno destinati a 67 aziende agricole lombarde che aderiscono per la prima volta alla misura 11 dedicata alla conversione e al mantenimento dei metodi di produzione biologica.

“La Regione Lombardia vuole aiutare concretamente gli agricoltori nell’ambito delle produzioni innovative in materia di sostenibilità ambientale. L’agricoltura lombarda è sempre più green e all’avanguardia. C’è molta sensibilità, sui mercati esteri e interno, sui prodotti biologici e sul basso impatto ambientale dei sistemi di produzione. Per questo la Regione vuole investire ulteriormente in questo ambito e nelle aziende che hanno visione del futuro” ha aggiunto Rolfi.

                                                                                                                                                                                            

 

Misura Pratiche basso impatto ambientale:

Bergamo – 14 aziende 74 mila euro

Brescia – 55 aziende 436 mila euro

Como – 7 aziende 27 mila euro

Cremona –32 aziende 320 mila euro

Lecco – 6 aziende 24 mila euro

Lodi – 25 aziende 217 mila euro

Monza Brianza – 3 aziende 16 mila euro

Milano – 17 aziende 135 mila euro

Mantova – 37 aziende 215 mila euro

Sondrio – 6 aziende 10 mila euro

Varese – 1 azienda 1,2 mila euro

Totale 203 aziende 1 milione e 475 mila euro

Misura sul biologico:

Bergamo – 15 aziende 43 mila euro

Brescia – 24 aziende 283 mila euro

Como – 1 azienda 3 mila euro

Cremona – 3 aziende 6 mila euro

Milano – 5 aziende 60 mila euro

Mantova – 13 aziende 65 mila euro

Sondrio – 3 aziende 7 mila euro

Varese – 2 aziende 3 mila euro

Sede legale fuori regione – 1 azienda 67 mila euro

Totale 67 aziende 533 mila euro


“Chiediamo al governo di inserire nella legge di Bilancio l’aumento della percentuale di compensazione Iva fino al 10% per i produttori suinicoli. Serve un intervento immediato a burocrazia zero per un settore che sta alla base della Dop economy dell’agroalimentare italiano e che sta soffrendo più di altri gli effetti della crisi. La Lombardia è la prima regione italiana per capi allevati. Il comparto non può più attendere l’immobilismo di Roma”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi.

“Condividiamo l’appello di Coldiretti: servono forme di sostegno fiscale per i produttori di carne suina. Il ministro Bellanova batta un colpo. I nostri allevatori hanno bisogno di una boccata d’ossigeno visto che rappresentano un asset strategico per l’economia italiana. Fino a questo momento dallo Stato è arrivato il nulla totale sul tema della prevenzione della peste suina, visto che il contenimento dei cinghiali selvatici è stato azzerato, e il sostegno economico è rappresentato solo dai bandi indigenti elaborati tardivamente e che non hanno una strategia a medio termine” aggiunge Rolfi.

“La Lombardia vuole lavorare per unire la filiera suinicola e facilitare il rapporto istituzionale volto a una programmazione sinergica tra produttori, trasformatori e stagionatori. Questa crisi dovuta al blocco del canale Horeca va affrontata con capacità, rapidità ed efficacia visto che il prezzo dei suini si è ridotto da marzo a giugno di oltre un terzo del valore e da ottobre a novembre di oltre il 17%” conclude l’assessore.

La Lombardia ha un patrimonio suinicolo di 4 milioni 493 mila e 125 capi, pari al 52,6% del totale nazionale. A livello provinciale, i suini allevati sono così suddivisi:

Bergamo 297.011

Brescia 1.356.038

Como 2.148

Cremona 969.149

Lecco 4.269

Lodi 356.688

Mantova 1.190.459

Monza e B. 3.504

Milano 77.929

Pavia 233.078

Sondrio 1.834

Varese 1.018


“La peste suina si combatte solo in un modo: con gli abbattimenti dei cinghiali. Mentre il ministro Bellanova garantisce impegno solo con gli annunci e con i comunicati stampa, l’azione del governo va nella direzione opposta”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi in merito alle dichiarazioni rilasciate dal ministro Teresa Bellanova sulle iniziative di contrasto alla peste suina africana.

“I cinghiali selvatici sono i vettori principali di peste suina. Un caso è stato rilevato in Germania solo due mesi fa. L’arrivo in Italia di questa malattia comporterebbe un danno incalcolabile all’economia italiana e in particolar modo alla Lombardia, dove viene allevato il 53% dei suini italiani, alla base delle grandi filiere agroalimentari. Servono azioni concrete, non chiacchiere. Le Regioni sono lasciate sole, gli agricoltori abbandonati nonostante le promesse dei ministri competenti e dei loro sostenitori. A oggi non ci sono misure concrete, le iniziative delle Regioni vengono impugnate dal governo e i piani per contenere la fauna selvatica vengono attaccati dalle associazioni pseudoambientaliste” aggiunge Rolfi.

“Servono piani di contenimento portati a termine, semplificazioni all’attività venatoria che è l’unica che consente di contrastare la fauna selvatica e sostegno alle iniziative delle Regioni. Basti pensare che la nuova legge regionale lombarda ha portato immediatamente a un aumento del 25% di abbattimenti. Il lockdown imposto dal governo anche all’attività di contenimento della fauna selvatica può comportare per i prossimi mesi un drastico aumento dei cinghiali e di conseguenza di incidenti stradali, di danni all’agricoltura e di rischi di peste suina. Una scelta del governo di cui il ministro dovrebbe assumersi le responsabilità. Proprio nei giorni scorsi Lombardia e Piemonte hanno chiesto congiuntamente al ministro Bellanova di consentire la caccia anche nelle zone rosse, visto che può essere praticata in totale sicurezza come le altre attività individuali all’aperto. Dal governo è arrivato un no secco, nel silenzio del ministro Bellanova che ha la competenza in materia di caccia oltre che di agricoltura. Atteggiamento da Ponzio pilato di cui sarà chiamata a rispondere” conclude l’assessore lombardo.


“Ho scritto personalmente a Donato Pentassuglia, coordinatore della commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni, per chiedere una convocazione urgente che porti all’ordine del giorno una condivisione da parte di tutte le Regioni italiane di un documento con le linee guida per svolgere l’attività venatoria anche nelle zone rosse. Questo consentirebbe anche di avere un protocollo immediatamente operativo in caso di futuri ulteriori lockdown. Non è ammissibile che la caccia sia stata vietata visto che si tratta di una attività che si svolge all’aria aperta e che consente di mantenere il distanziamento sociale. In queste settimane abbiamo chiesto più volte l’intervento del ministro Bellanova, ma non abbiamo ricevuto nemmeno risposta”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi.

“Ora la Lombardia chiede a tutte le Regioni italiane di muoversi in modo congiunto. Esistono già dei documenti redatti in maniera eccellente dal mondo venatorio, a partire da Federcaccia, che possono essere adottati come modello di partenza e che prevedono l’utilizzo di dispositivi di sicurezza, il distanziamento sociale, spostamenti in sicurezza e misure specifiche per le diverse forme di caccia e attività connesse. L’attività venatoria serve anche per il contenimento della fauna selvatica, destinata a generare disastri ancora maggiori di quelli che sta già creando. Serve un intervento immediato” conclude Rolfi.


La Regione Lombardia ha chiesto ufficialmente all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale l’estensione di un mese del periodo per la caccia collettiva al cinghiale, che la vigente normativa individua tra il 1° ottobre e il 31 dicembre, con facoltà per le Regioni di disporne lo “slittamento” dal 1° novembre al 31 gennaio. 

 

“Dobbiamo necessariamente rimediare alla sospensione momentanea dell’attività venatoria derivante dal DPCM del 3 novembre per le zone rosse come la Lombardia. La Regione potrebbe sospendere in ogni caso la caccia collettiva al cinghiale fino al prossimo 7 dicembre per poi decretare un’estensione al mese di

febbraio 2021. In questo modo rispetteremmo comunque l’arco temporale massimo di tre mesi

previsto per questa forma di caccia” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

 

“La proliferazione incontrollata della fauna selvatica durante il periodo di lockdown rischia di comportare un grave pericolo sia per l’uomo, visti i numerosi incidenti stradali causati, che per l’agricoltura. Grazie all’attuazione della disciplina regionale per la gestione faunistico-venatoria del cinghiale, sempre più a regime sull’intero territorio lombardo, cominciamo a riscontrare effetti positivi in termini di contenimento numerico e territoriale delle popolazioni di cinghiale. La sospensione dell’attività venatoria e il blocco totale dei prelievi, sia in selezione che in collettiva, comporteranno l’effetto negativo di una risalita della curva degli impatti socio-economici provocati dalla specie” aggiunge Rolfi.

 

“Un riavvio della caccia collettiva, unitamente alla ripartenza della caccia individuale di selezione, potrebbe consentire di ovviare, almeno parzialmente, al rischio di seria compromissione degli sforzi fatti, sia dalla Regione che dai cacciatori, per limitare questa specie fortemente problematica” ha concluso l’assessore.


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