“Questa mattina le Regioni italiane hanno sposato la linea della Lombardia, bocciando, su proposta del coordinatore della conferenza, lo schema di decreto sul Piano di gestione nazionale della nutria presentato dal ministro Costa. Non poteva essere altrimenti, visto che il documento prevede zero euro per gli interventi e mi auguro che a questo punto il governo ascolti la voce dei territori. Adesso serve un fondo nazionale cospicuo per arginare un problema che ormai ha assunto i connotati di una vera e propria emergenza. E le emergenze non hanno colore politico”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi al termine della seduta della commissione Politiche agricole in sede di Conferenza delle Regioni.
“I danni che questo roditore sta causando in Lombardia e in tutta la Pianura Padana sono ormai incalcolabili. Oltre a quelli diretti alle coltivazioni sono da registrare anche quelli alle arginature dei corpi idrici in cui costruisce le tane, contaminando i cicli produttivi dei nostri prodotti agroalimentari e creando pericoli per l’uomo. Gli agricoltori stanno chiedendo da anni interventi concreti. Servono soldi da parte del governo, non promesse, parole e documenti inutili. È necessario coordinare le forze tra istituzioni, associazioni di categoria ed enti coinvolti come parchi e consorzi di bonifica” aggiunge l’assessore.
“In Lombardia sono stati fatti interventi concordati tra Regione, Province, Comuni e volontariato, ma senza un grande piano nazionale di intervento non si può essere efficaci perché il peso di tutto il lavoro grava sulle spalle di regione, enti locali e volontari. Tra l’altro la nutria ha una capacità riproduttiva che lascia poco spazio alle solite lungaggini burocratiche romane. Serve intervenire subito” conclude Rolfi.
In Regione Lombardia “si conferma la costante crescita dell’avanzata del bosco per cause naturali: nel triennio 2016-2018 si è avuto un incremento medio annuo pari a 4.917 ettari . Il valore è superiore rispetto al precedente trend di 1.059 ettari”. E’ questo uno dei dati più importanti che emerge dal Rapporto sullo stato delle foreste in Lombardia del 2019, redatto da ERSAF l’Ente Regionale per il Servizio all’Agricoltura e alle Foreste . Un documento che, ogni anno mostra la fotografia dello stato di salute delle foreste e dei boschi lombardi. Il Rapporto è stato presentato alla VIII Commissione Agricoltura VIII Commissione, montagna, foreste e parchi dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi e dal presidente ERSAF Alessandro Fede Pellone.
La provincia con la maggiore superficie boscata in Regione Lombardia è Brescia, con 171.469 ha di bosco, mentre Como e Lecco sono quelle con il maggiore tasso di boscosità con il 47% del territorio coperto da bosco.
BOSCO AVANZA IN MONTANGA E IN COLLINA. L’aumento della superficie forestale interessa prevalentemente ancora la fascia montana (3.391 ettari annui), ma è elevato anche in pianura (939 ettari) e nella fascia collinare (587 ettari). Rispetto al trend 2013-2015 nel triennio 2016-2018 l’incremento annuale rilevato nelle aree montane è maggiore, mentre in collina e pianura l’aumento è stato inferiore”. Le province dove il fenomeno è maggiore sono quelle di Brescia e Sondrio. Da un punto di vista qualitativo l’espansione naturale ha interessato maggiormente i boschi di latifoglie rispetto alle conifere ed ai boschi misti: Castagneti (11,3%), le Peccete (11,1%), gli Orno- ostrieti (10,8%) e le Faggete (10,4%). La funzione prevalente del bosco e delle Foreste è quella produttiva (30%) seguita da quella multifunzionale (23%) e da quella naturalistica (22%).
UN TERZO DEL PATRIMONO E’ SOGGETTO A VINCOLO - Poco più di un terzo della superficie territoriale della Lombardia (36,8%), spiega il documento, è soggetta a vincolo idrogeologico , nell’ambito vincolato prevalgono i boschi che occupano il 59,5% del territorio, ben 522.134 ettari che corrispondono all’84,3% del bosco regionale.
LOMBARDIA HA IL 7,/% DI SUPERIFICE CERTIFICATA A LIVELLO NAZIONALE - La superfice certificata complessiva in Lombardia è di 69.711 ettari, distinta in 67.621 ettari di bosco, 1975 ettari di pioppeti e 115 ettari di aree naturalistiche. Per quanto riguardo i boschi in particolare la superficie certificata in questo ultimo anno è aumentata del 74% grazie alla certificazione ottenuta da diversi Consorzi forestali. La Lombardia ospita il 7.7% della superficie nazionale certificata e il 10,9% dei boschi lombardi sono certificati.
BRESCIA LA PROVINCIA PIU’ COLPITA DAGLI INCENDI - Il Rapporto rendiconta anche il tema delicato degli incendi “Nel 2019 si sono registrati 187 incendi boschivi che hanno percorso complessivamente la superficie di 1.265 ettari, di cui 806 boscati (63,7%)”. Due eventi di grandi dimensioni hanno interessato i comuni di Garzeno (CO) (433 ettari di cui 104 boscati) e Varese nell’area protetta Parco Naturale Campo dei Fiori (376 ettari di bosco). Intensa l’attività di Regione. La provincia di Brescia è quella con il maggior numero di incendi boschivi (n. 61) mentre la più estesa superficie percorsa dal fuoco ha interessato le province di Como con 566 ettari (pari al 44,7% della superficie percorsa totale) e Varese con 450 ettari (pari al 35,6%) interamente a bosco; è infatti Varese la provincia con la maggiore superficie boscata bruciata. il 64% degli inneschi è dovuto all’uomo e ha avuto origine volontaria o involontaria (rispettivamente 36% e 28%),
TRASFORMAZIONI DEL BOSCO - La provincia con la superficie trasformata più elevata è Sondrio con 27,41 ettari richiesti (33,1% del totale), al secondo posto abbiamo la provincia di Brescia con 21,3 ettari richiesti (25,8% del totale) e al terzo Varese con 14,23 ettari (17,2% del totale). Per quanto riguarda le nuove destinazioni d’uso del bosco che è stato richiesto di trasformare il 22,1% (18,24 ha) ha interessato terreni che sono stati destinati all’utilizzo agricolo confermando questa destinazione come la più richiesta.
NUOVE AREE - Durante il 2019 sono stati collaudati17 26,88 ettari di nuovi boschi realizzati artificialmente grazie a iniziative La provincia con la maggiore nuova superficie a bosco collaudata è Cremona con 12,14 ettari.
IN REGIONE RICHIESTA DI LEGNAME DOPPIO RISPETTO A QUELLO TAGLIATO - L’utilizzo prevalente del legname richiesto al taglio è quello energetico (72,4% sul totale; 451.574 metri cubi ) di cui il 40% è stato dichiarato per autoconsumo e la restante quota per uso commerciale. Il volume destinato al legname da opera ed altri usi commerciali rappresenta il 25,4% del totale (141.362 metri cubi ), di questo solo una piccola quota sarà destinata all’autoconsumo (0,9%). Considerando anche la massa ottenuta dalle piantagioni di pioppo, il volume richiesto in Lombardia nell’anno raggiunge un valore quasi doppio rispetto a quello monitorato dalle denunce di taglio bosco, pari a circa 1,2 milioni di metri cubi. Il legname da opera richiesto proviene quasi interamente dalle province di Sondrio, da dove arriva ben il 41,5% Brescia, Bergamo (9,8%). La provincia con il maggior volume di legname tagliato per finalità energetica è Brescia (20,4% del seguita da Bergamo e Varese.
ROLFI : VALORIZZAZIONE ECONOMICA E EDUCATIVA - “La chiave per una maggiore tutela del patrimonio boschivo è la valorizzazione economica del legno e la valorizzazione della multifunzionalitá delle foreste. Per questo negli ultimi tre anni abbiamo dato una accelerazione notevole alla certificazione dei boschi lombardi, garantendo il riconoscimento internazionale di gestione sostenibile” ha spiegato l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi. “Stiamo facendo un lavoro di squadra con i consorzi forestali, con le aziende lombarde del settore e con i comuni affinché si crei una vera e propria filiera bosco-legno-energia in Lombardia. Usare legno locale – ha proseguito l’assessore - significa prevenire i rischi idrogeologici, limitare le emissioni e valorizzare la materia prima locale, dando occupazione alla gente di montagna. In Lombardia abbiamo i migliori trasformatori di legno al mondo ed è giusto metterli nelle condizioni di poter usare materia prima locale di qualità”. “La Regione inoltre sta promuovendo e finanziando la creazione e il mantenimento di boschi didattici particolarmente idonei a illustrare ai cittadini le funzioni svolte dal bosco, l'utilità delle attività selvicolturali e del lavoro dell'uomo in bosco“, ha concluso Rolfi.
La Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Fabio Rolfi, ha approvato una delibera riguardante la delimitazione territoriale dei danni causati alle strutture e infrastrutture agricole in provincia di Pavia dagli eventi alluvionali del 2 e 3 ottobre 2020. Contestualmente è stata inoltrata al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali la proposta di declaratoria dell’eccezionalità.
“Passati i tempi tecnici per la raccolta dei danni e dei sopralluoghi abbiamo inviato immediatamente la richiesta al governo, nella speranza che i tempi di risposta siano altrettanto rapidi. Ho visto personalmente i danni causati dalle alluvioni di ottobre in Lomellina e nelle zone limitrofe ed è necessario un rapido ripristino” ha dichiarato Rolfi.
“Il danno alle strutture agricole è di circa 3,2 milioni di euro mentre il danno alle infrastrutture al servizio dell’agricoltura, intese come canali di irrigazione e bonifica e come strade interpoderali, viene stimato in 10 milioni di euro. L’acqua ha provocato asportazione di argini e di terreni, di interi tratti delle strade poderali e interpoderali con conseguente interruzione della possibilità di transito dei mezzi agricoli, rottura di fossi e formazione di voragini. Sono andate distrutte parecchie camere di risaia e i terreni ricoperti di depositi di sabbia, ghiaia, legname e detriti vari. L’acqua ha raggiunto anche parecchie cascine e sono stati sommersi attrezzature, mezzi agricoli, essiccatoi e cisterne di carburante agricolo. Si sono registrati danni a parecchie attività di apicoltura con distruzione delle arnie e delle famiglie di api” aggiunge l’assessore.
Alla luce di quanto registrato si ritiene che sussistano i presupposti per chiedere che vengano applicate le misure volte al ripristino delle strutture agricole nei territori dei comuni di: Bereguardo, Bastida Pancarana, Candia Lomellina, Cervesina, Langosco, Palestro, Pancarana, Pavia, Rosasco, Vigevano.
Si chiede inoltre che vengano applicate le misure volte al ripristino delle infrastrutture agricole nei comuni di: Candia Lomellina, Confienza, Langosco, Palestro, Robbio, Rosasco, Sartirana Lomellina.
“Il fiume Sesia, da monte a valle, ha raggiunto livelli mai registrati da quando esistono le stazioni automatiche. La piena è risultata abbondantemente superiore sia a quella del 2000 che del 1993 e ha avuto una potenza paragonabile alla maggiore piena storica degli ultimi 100 anni verificatasi nel 1968” conclude Rolfi.
“La sostenibilità in agricoltura non si ottiene con l’ideologia, ma con il pragmatismo e l’innovazione. La ricerca scientifica ha fatto passi da gigante in ambito di genetica. Confondere le New Breeding Techniques con gli Ogm, come fanno alcune sigle ambientaliste, significa volere generare confusione attraverso le scorciatoie ideologiche. Le Nbt sono tecniche che velocizzano processi naturali di evoluzione genetica. Quindi nulla a che vedere con gli Ogm, tema vecchio e sepolto. Su questi temi bisogna essere precisi ed evitare confusioni e fraintendimenti anche a livello comunicativo”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi in merito al manifesto di alcune associazioni ambientaliste contro le Nbt, le tecniche di miglioramento genetico che permettono di far progredire le colture rendendole produttive, resistenti alle malattie e ai parassiti o agli effetti dei cambiamenti climatici.
“Le Nbt possono garantire piante resistenti in grado di far fronte a cambiamenti climatici e parassiti, che stanno portando danni enormi all’agricoltura italiana. Consentirebbero inoltre di ridurre trattamenti chimici offrendo agli agricoltori maggiore produttività, minori costi e più sostenibilità sia ambientale che economica. Ogni progresso in questo ambito è da guardare con favore” aggiunge Rolfi.
“La Lombardia è la prima regione agricola d’Italia: invitiamo il governo a giocare un ruolo da protagonista in Europa per arrivare velocemente a un chiarimento normativo e procedurale che faccia distinzione netta e incontrovertibile tra Ogm e Nbt e sdogani una tecnologia fondamentale per una agricoltura sostenibile e moderna per non far perdere all’Italia tempo prezioso rispetto a competitor mondiali. La Regione Lombardia giocherà un ruolo da protagonista con sperimentazioni, alle quali stiamo lavorando insieme al mondo accademico, da mettere in campo già nel 2021 per le principali colture intensive che hanno bisogno di recuperare competitività” conclude l’assessore.
Regione Lombardia, durante la giunta odierna, ha approvato l’accordo di programma per la riqualificazione dell’area mercatale del comune di Rovato, in provincia di Brescia, e la valorizzazione dell’intero comparto.
2,5 MILIONI PER RAFFORZARE RUOLO COMMERCIALE - Regione cofinanzierà, con un importo massimo di 2,5 milioni di euro, le opere e gli interventi previsti, volti a rafforzare il ruolo storico di “città degli scambi” tra pianura, il Sebino e la Valcamonica, nonché di porta privilegiata di accesso alle peculiarità paesaggistiche, ambientali, culturali ed economiche della Franciacorta.
FACCIAMO LEVA SUL COMMERCIO PER RILANCIO TERRITORIO - “Attraverso lo strumento della programmazione negoziata - spiega l’assessore agli Enti locali e alla programmazione negoziata, Massimo Sertori - Regione concorre con risorse importanti al rilancio di un territorio come quello di Rovato e mira a favorirne uno sviluppo adeguato al contesto”. “Di fatto, facendo leva sul comparto del commercio - sottolinea Sertori - rafforziamo ulteriormente il collegamento tra Regione e territorio bresciano, soprattutto nel periodo storico che stiamo attraversando, che ha visto la provincia di Brescia essere una delle realtà più colpite dalla pandemia”.
CAPITALE FRANCIACORTA NECESSITA DI POLO ADEGUATO “La capitale della Franciacorta necessita di un’area mercato innovativa, funzionale e adeguata a ospitare eventi di rilievo nazionale, partendo da Lombardia carne che è un riferimento per la zootecnia italiana. La Regione aveva garantito il sostegno: impegno mantenuto. Questa è una svolta per Rovato” ha aggiunto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia. “Con questo accordo di programma, frutto di una grande sinergia tra la Regione Lombardia e il Comune di Rovato, sarà realizzato il mercato coperto, verranno sistemate le aree esterne, sarà riorganizzata la zona dei parcheggi e nel 2022 verranno sistemati anche fossato e mura del castello e i collegamenti stradali e ciclopedonali. Vogliamo creare un polo attrattivo e connetterlo con il territorio della Franciacorta in modo da ripristinare il ruolo di centralità che il mercato di Rovato storicamente ha sempre ricoperto per una zona conosciuta nel mondo per i vini e i prodotti agroalimentari” conclude Rolfi.
“Grazie alla collaborazione tra Regione Lombardia e Parco Oglio Nord nel 2020 sono stati catturati e smaltiti 448 esemplari di siluro lungo l’asta del fiume Oglio, tra le province di Brescia, Bergamo e Cremona. Un risultato importante che certifica la bontà del percorso intrapreso per la tutela delle specie autoctone, dell’ecosistema e dell’attività dei pescatori. Quest’anno la Regione Lombardia ha investito 150 mila euro su tutto il territorio regionale per attività di contenimento di questa specie. I risultati sono ottimi, ma per essere efficaci dobbiamo proseguire nel percorso che porta anche alla valorizzazione della carne di questo pesce”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, presentando i dati del 2020 relativi al contenimento del pesce siluro nel fiume Oglio. “Parallelamente, con i pescatori professionisti del lago d’Iseo abbiamo definito le modalità per la pesca professionale del siluro nel Sebino stabilendo periodi e strumentazione. Questo è fondamentale per contenere ulteriormente la diffusione di questa specie aprendo anche alla valorizzazione commerciale della carne di siluro, visto che alcuni ristoranti hanno già aderito inserendo il prodotto nel menù”.
Come modalità di intervento è stata utilizzata l’elettropesca, che consiste nella somministrazione di un campo elettrico al fine di catturare i pesci, effettuata solo da personale autorizzato e notificando l’attività agli enti competenti.
“Grazie all’esperienza degli anni scorsi abbiamo affrontato alcune difficoltà tecniche proprie del Fiume Oglio, come la presenza di numerosi sbarramenti che frammentano l’asta fluviale e la scarsa urbanizzazione che limita l’accessibilità con le imbarcazioni utilizzate per l’elettropesca. Nel 2020 infatti abbiamo raggiunto un obiettivo numerico e di biomassa decisamente significativo. Il fiume Oglio mantiene ancora oggi un popolamento ittico di elevata qualità, messo in pericolo da questo predatore che si adatta anche a condizioni ambientali non ottimali” aggiunge Rolfi.
“Le attività hanno consentito, oltre a un significativo prelievo, anche di accrescere le competenze tecniche per la programmazione di interventi futuri. Vogliamo effettuare operazioni che garantiscano efficacia, selettività e sicurezza degli interventi. Nel tratto medio-basso, luogo di riserve naturali, sono ancora ben presenti specie quali alborella, cavedano, pigo, tinca, scardola e triotto: proprio questo elemento giustifica la continuazione delle attività lungo tutta l’asta fluviale” conclude l’assessore.
“La presenza del siluro nel Fiume Oglio rappresenta da anni una costante minaccia in continuo aumento; le capacità predatorie di questa specie generano effetti devastanti sia sulla fauna ittica che per le specie di mammiferi che vivono sul fiume. – ha aggiunto il presidente del Parco Oglio Nord, Luigi Ferrari - Durante le catture sono stati prelevati esemplari di dimensioni notevoli anche presenti nelle rogge adiacenti al fiume. Gli interventi volti al contenimento del siluro dovranno continuare anche nei prossimi anni, auspicando in un aumento delle risorse economiche, che garantiranno un’azione più efficace di contenimento. In questa azione Parco e Regione continueranno a lavorare sinergicamente come fatto in quest’ultimo triennio.
TRATTO 1: OGLIO A CASTELLI CALEPIO – CAPRIOLO
Numero esemplari catturati 114
TRATTO 2: OGLIO A PALAZZOLO SULL’OGLIO
Numero esemplari catturati: 49
TRATTO 3: OGLIO A RUDIANO –PUMENENGO
Numero esemplari catturati: 87
TRATTO 4: OGLIO DA PUMENENGO A SONCINO
Numero esemplari catturati: 32
TRATTO 5: CANALI DI TORRE PALLAVICINA
Numero esemplari catturati: 129
TRATTO 6: OGLIO A PONTEVICO – ROBECCO D’OGLIO
Numero esemplari catturati: 37
Totale: l’intervento effettuato ha consentito la cattura e la rimozione complessiva di 448 esemplari, per un peso complessivo di circa 1752 kg
“Lombardia ed Emilia-Romagna vogliono affrontare in maniera decisa le criticità del settore suinicolo, uno dei comparti zootecnici più importanti della filiera agroalimentare italiana. Oggi abbiamo riunito il tavolo interregionale per stabilire i contenuti di un documento che sottoporremo a tutti gli attori: un vero e proprio patto di filiera al quale saranno vincolati gli aiuti economici regionali”. Lo hanno detto gli assessori all’Agricoltura di Regione Lombardia e Regione Emilia-Romagna, Fabio Rolfi e Alessio Mammi, che questa mattina hanno presieduto in videoconferenza il tavolo interregionale sulla suinicoltura. Il mercato suinicolo negli ultimi mesi è sotto pressione a livello europeo; la situazione di stallo e il conseguente crollo dei prezzi è stato causato principalmente da due fattori: la Peste Suina Africana arrivata in Germania, che ha causato il blocco delle importazioni di carni da parte dei maggiori Paesi importatori (Cina in primis) con conseguente surplus di carne sul mercato europeo e le misure COVID con la conseguente chiusura dei canali HORECA e la perdita di buona parte delle vendite a banco.
“Ora è tempo di intervenire per uno sviluppo sostenibile della filiera suinicola nazionale. Bisogna partire dal rafforzamento delle forme organizzative tra gli allevatori, promuovere una forma efficace di collaborazione strategica dell’intera filiera, studiare una diversificazione dei prodotti per renderli più appetibili agli occhi dei consumatori e raccontare i passi avanti fatti in termini di sostenibilità e benessere animale, investendo ulteriormente in questa direzione” aggiungono Rolfi e Mammi.
“Nel concreto, bisogna attuare strumenti come il Sistema di Qualità Nazionale, che possano differenziare e valorizzare le destinazioni delle carni suine fresche diverse da quelle dei prodotti DOP e utilizzare le risorse del Piano di sviluppo rurale per un rinnovamento delle strutture, in modo da migliorare sia il benessere animale che la sostenibilità ambientale degli allevamenti” aggiungono i due assessori. “Vogliamo valorizzare tutta la carne e non solo le parti dedicate alla produzione del prosciutto, per uscire da una logica “prosciuttocentrica” e agevolare così la redditività del comparto. Bisogna costruire inoltre una vera e propria organizzazione interprofessionale che valorizzi tutte le componenti di questa disaggregata filiera, e lavorare concretamente a una Ocm zootecnia per il rilancio del settore in un’ottica concreta e condivisa”.
“A livello economico le Regioni chiedono al governo di inserire nella legge di Bilancio l’aumento della percentuale di compensazione Iva fino al 10% per i produttori suinicoli. Serve un intervento immediato a burocrazia zero per un settore che sta alla base della Dop economy dell’agroalimentare italiano e che sta soffrendo più di altri gli effetti della crisi. Intendiamo inoltre avanzare una richiesta al Ministro Bellanova affinché vengano utilizzati per il settore i saldi residui dei bandi nazionali, integrandoli con risorse aggiuntive per far fronte alle esigenze” concludono.
"Il mercato cinese è fondamentale per la suinicoltura lombarda e italiana, soprattutto per quanto riguarda le parti del maiale non interessate dalla filiera del prosciutto. La Lombardia è la prima regione d'Italia, alleviamo più della metà dei suini nazionali. Chiediamo al governo italiano di alzare la voce contro il blocco cinese delle importazioni della carne italiana". Lo ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura Fabio Rolfi in merito al blocco dell'importazione di alcuni container di carne suina italiana da parte della Cina. "I rapporti economici con la Cina sono sempre stati positivi e vogliamo proseguire la collaborazione perché le nostre aziende non possono prescindere da sbocchi commerciali così importanti. Per questo è inaccettabile associare la diffusione del Covid alla carne suina lombarda. Ho chiesto al console di evidenziare queste problematiche al proprio governo nel solco della consolidata collaborazione tra Lombardia e Cina in ottica di interscambi commerciali. Il problema deve essere risolto il prima possibile e queste ombre devono essere scacciate perché diffondere notizie false crea un danno d'immagine incalcolabile" prosegue Rolfi. "La suinicoltura italiana sta soffrendo per il calo dei consumi e per la riduzione dei prezzi, si sta lavorando per scongiurare l'arrivo della peste suina e per fare un patto di filiera che consenta di fare rete e trovare nuove proposte commerciali. Il settore non può sopportare la chiusura dei mercati esteri e la Regione Lombardia farà di tutto per evitare questa situazione" conclude l'assessore. I numeri della suinicoltura La Lombardia ha un patrimonio suinicolo di 4.493.125 capi, pari al 52,6% del totale nazionale. A livello provinciale, i suini allevati sono così suddivisi: Bergamo 297.011 Brescia 1.356.038 Como 2.148 Cremona 969.149 Lecco 4.269 Lodi 356.688 Mantova 1.190.459 Monza e Brianza 3.504 Milano 77.929 Pavia 233.078 Sondrio 1.834 Varese 1.018
Da modello internazionale per investimenti, industria, cultura, attenzione all'economia circolare, alle start-up tecnologiche, alle iniziative hi-tech, nel marzo 2020 Milano e la Lombardia balzano alla cronaca per essere i territori maggiormente colpiti dal virus per il nostro Paese, dando al contempo prova di incredibile resilienza. A cominciare proprio dai protagonisti della cucina che si ritrovano in prima fila a dar manforte per
fronteggiare l'emergenza. La ristorazione che, con turismo, commercio al dettaglio e spettacolo, è fra i settori più colpiti dal continuo 'stop and go' imposto dalla pandemia, però, resiste. Proprio partendo da queste considerazioni
Gambero Rosso ha deciso non solo di realizzare anche in quest'anno
così strano la guida enogastronomica di Milano, ma ha allargato il
raggio d'azione a tutta la regione: si parte dal capoluogo, poi si
esplorano, con capitoli dedicati, le singole province, raccontando
tutto il buono che c'è dal punto di vista enogastronomico.
Ma non basta ancora: si accende una luce speciale sulle singole
tradizioni culinarie, individuando, per ciascun capoluogo di
provincia, il miglior 'ambasciatore del territorio'. Nell'anno più
difficile per la ristorazione italiana, 'Lombardia 2021' del Gambero
Rosso, al di là dei campioni di 'gamberi', 'bottiglie', 'mappamondi' e
'forchette' (queste ultime per una volta tutte a pari merito), vuole
essere un omaggio alla resilienza di un settore che, ad ogni livello,
dalla piccola bottega familiare al ristorante di fine dining, sta
mettendo in campo iniziative di ogni tipo per continuare ad esserci. Nel corso della presentazione, è intervenuto Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi della Regione Lombardia: ''L'obiettivo per il 2021 deve essere quello
di rendere più forte l'alleanza tra agricoltura e ristorazione. Dopo
la pandemia, il settore del food dovrà rinnovarsi e potenziare la
comunicazione per essere la locomotiva del rilancio. La Lombardia e
l'Italia vincono se puntano su qualità, racconto e distintività dei
prodotti. Gambero Rosso e Regione Lombardia su questo vanno di pari
passo e non posso fare altro che augurarmi che la collaborazione sia
sempre più stretta per aiutare agricoltori e ristoratori a promuovere
al meglio il lavoro che fanno quotidianamente per il quale sono
conosciuti e apprezzati nel mondo".
''Ringrazio l'assessore Rolfi per l'attenzione e il sostegno nei
confronti dell'intero comparto agroalimentare - ha dichiarato il
presidente di Gambero Rosso, Paolo Cuccia - e per la fiducia che
ripone in Gambero Rosso. La Lombardia riveste il ruolo fondamentale di
regione traino per tutti i comparti produttivi eccellenti ed è un
riferimento per l'enogastronomia di qualità del nostro Paese. Con
questa pubblicazione abbiamo voluto dare un ulteriore segnale di
sostegno a tutti i professionisti duramente colpiti dalla pandemia,
ambasciatori dei meravigliosi territori di questa Regione. Come
Gambero Rosso continueremo a mettere a disposizione i nostri strumenti
nel campo della comunicazione, della promozione e della formazione che
rappresentano le chiavi d'accesso al nuovo mondo. Milano e la
Lombardia sono indispensabili per la vita economica del nostro Paese".
L'amministratore delegato, Luigi Salerno, ha aggiunto: ''Dobbiamo
ripartire dalla forza e dalla tenacia che i protagonisti della
ristorazione e di tutto il comparto agroalimentare hanno dimostrato e
lavorare insieme con nuove iniziative che siano di supporto al
rilancio di questo settore fondamentale italiano".
La Regione Lombardia ha approvato oggi, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, i criteri e le modalità di attuazione del trasferimento di malghe e alpeggi facenti parte del patrimonio regionale al patrimonio degli enti locali.
“Una svolta federalista per coinvolgere comuni, province e comunità montane nella gestione di queste strutture e valorizzarle ulteriormente anche in ottica di sviluppo di tutta l’agricoltura di montagna. Il trasferimento di competenze verrà fatto sulla base di progetti di valorizzazione dei beni nonché secondo criteri di territorialità, sussidiarietà, adeguatezza e capacità finanziaria. Un provvedimento concordato al tavolo regionale dedicato al comparto” ha detto Rolfi. “Proseguiamo il percorso intrapreso due anni fa nell’ottica di assegnare le malghe alla gente di montagna, favorendo l’aspetto territoriale e locale dei progetti”.
L'ente locale, a seguito del trasferimento, disporrà del bene nell'interesse della collettività lombarda e sarà tenuto a favorirne la massima valorizzazione funzionale. Il trasferimento è subordinato alla verifica ed alla valutazione di un progetto di valorizzazione. La concessione avrà durata quinquennale e comporta per l’ente locale concessionario l’obbligo di mantenere la destinazione d’uso e di attuare il progetto di valorizzazione proposto. In caso di esito positivo della valutazione la Regione Lombardia potrà approvare in una seconda fase il trasferimento del bene a titolo gratuito al patrimonio indisponibile dell’Ente locale.
“Vogliamo legare di più la gestione di questi beni ambientali, culturali ed economici agli agricoltori, responsabilizzando e valorizzando il ruolo delle comunità locali. Si tratta di presidi che sorgono in luoghi difficili da raggiungere. Se ben gestiti, seguendo cioè le linee guida redatte dalla Regione possono portare alla valorizzazione ottimale del lavoro degli agricoltori. Concretamente penso alla promozione della multifunzionalità, la vendita diretta in malga, il collegamento con i percorsi ciclo-turistici e la promozione del turismo eno-gastronomico, grazie ai prodotti lattiero-caseari delle nostre montagne, di cui molti sono a denominazione di origine protetta (Dop)” conclude Rolfi.
Di seguito l’elenco di Malghe e Alpeggi di proprietà di Regione Lombardia interessati dal provvedimento
Nome malga e località
Bergamo
Azzaredo a Mezzoldo
Costa del Palio a Morterone e Brumano LC/BG
Foppabona a Introbio e Valtorta LC/BG
Brescia
Campei de sima a Toscolano Maderno
Campiglio di fondo a Toscolano Maderno
Campolungo a Bienno
Casinetto - Poffe a Bovegno
Cigoleto -Stabil solato a Bovegno
Covalo a Ono S. Pietro
Dos Boscà a Valvestino
Faisecco a Bienno
Glisuner a Angolo Terme
Padone a Angolo Terme
Prato della noce a Vobarno
Rosellino Val di Frà a Esine
Rosello a Esine
Scandolaro a Esine
Stabil Fiorito a Bovegno
Vaia a Bagolino
Val Gabbia a Berzo inferiore
Valle delle Cerese a Tremosine
Valle dell'Orso a Gianico
Vesta di Cima a Gargnano
Como
Bedolo a Schignano
Gotta a Peglio Intelvi
Monte Rai a Canzo
Nava-Comana a Schignano
Piotti Terz’Alpe a Canzo
Sondrio
Boron a Valdidentro SO
Capello a Delebio
Culino a Rasura
Dosso Cavallo a Bema
Legnone a Delebio
Luserna a Delebio
Pioda Remoluzza Cameraccio a Val Masino
Zocca a Val Masino
Continuano gli eventi dipreselezione italiana della Coppa del Mondo del Panettone: il 12 dicembre appuntamento nella meravigliosa Villa Terzaghi, a Robecco sul Naviglio (MI) sede della scuola di cucina e ristorante didattico dell’associazione Maestro Martino presieduta dallo chef Carlo Cracco.
Il concorso internazionale sul panettone punta i fari sulle sue origini e fa tappa nella scuola dell’Associazione Maestro Martino, nel cuore del parco del Ticino a 20 km da Milano. Alle Selezioni Nord partecipano trenta pasticcieri in gara provenienti dalle regioni Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige e Veneto. I dieci che si qualificheranno, si ritroveranno con i finalisti delle Selezioni Centro e Sud per competere nella Finale Italia della Coppa del Mondo del Panettone, prevista il 20 febbraio a Milano.
“Il nostro obiettivo è celebrare il panettone artigianale - spiega Giuseppe Piffaretti, patron della Coppa del Mondo del Panettone- un prodotto unico che, a partire dalle sue origini, è riuscito a superare confini estagioni per imporsi sulla scena mondiale. Ma non solo: con eventi diselezione in cinque nazioni e un concorso finale internazionale, laCoppa del Mondo del Panettone persegue l’intento di raccontare epremiare i processi rigorosi e l’attenta scelta delle materie prime chesono alla base della creazione di un prodotto artigianale di altolivello”.
“Siamo contenti di ospitare a Villa Terzaghi un appuntamento della Coppa del Mondo del Panettone - afferma lo chef Carlo Cracco presidente dell’associazione Maestro Martino - sarà un’occasione unica per i nostri studenti per incontrare grandi professionisti e cimentarsi in una ricetta della tradizione. Il nostro obiettivo come associazione è quello di permettere alle nuove generazioni di confrontarsi con i maestri della cucina e della pasticceria per innovare e sostenere la crescita culturale della Cucina Italiana.”
“Il panettone è uno dei simboli di Milano e della Lombardia nel mondo. Promuoverlo con iniziative di questo calibro significa non solo celebrarne l’importanza storica, ma anche valorizzarne l’influenza culturale che continua ad avere. – ha aggiunto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia – Per questo la Regione Lombardia proseguirà in un progetto istituzionale che porterà a un protocollo operativo di promozione dei più importanti prodotti agroalimentari del territorio, con l’obiettivo di tramandare l’arte culinaria alle giovani generazioni di chef e di creare economia partendo dalla qualità delle nostre materie prime”.
Villa Terzaghi è la scuola di cucina e ristorante didattico dell’associazione Maestro Martino dedicata ai migliori studenti degli istituti alberghieri della Lombardia, selezionati ogni anno dall’Associazione in base a criteri meritocratici.Gli studenti partecipano gratuitamente ad un percorso di formazionein cui convergono esperienze, riflessioni e testimonianze da parte di professionisti, aziende e innovatori del settore da cuitrarre spunti per la ristorazione del futuro.
Le brigate di quest’anno saranno protagoniste il 12 dicembre con una proposta fuori concorso dedicata all’innovazione del Panettone.Guidate da Marco Pedron, pastry chef del ristorante Cracco, in collaborazione con Pasquale Moro esperto di lievitati, entrambi docenti di Villa Terzaghi, realizzeranno una ricetta innovativa dedicata al dolce lombardo per eccellenza che verrà presentato durante la selezione.
Un’ottima occasione per gli studenti per entrare nel mondo delle competizioni e scoprire le nuove frontiere della pasticceria applicata al lievitato milanese conosciuto in tutto il mondo.
A margine delle Selezione del Nord dei candidati alla Coppa del Mondo del Panettone verrà siglato il protocollo d’intesa tra l’Associazione Maestro Martino, rappresentata dallo suo Presidente lo chef Carlo Cracco e la Regione Lombardia, rappresentata dall’Assessore all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi, Fabio Rolfi.
SI tratta di un importante accordo istituzionale nell’ambito del quale nascono in Villa Terzaghi due progetti istituzionali di promozione e sviluppo di livello internazionale:
•Polo internazionale del Panettone
•L’Accademia della Polenta
I due progetti si ispirano ai valori di Tradizione e Innovazione e prevedono dal 2021 workshop, seminari, mostre e convegni, laboratori dedicati di produzione, ricerca e innovazione con le migliori tecnologie e strumenti per la preparazione della polenta e del panettone.
Sono previste nell’ambito dell’accordo, tra le altre cose, l’organizzazione di una Masterclass con evento annuale dedicato alla valorizzazione e degustazione, con innovative creazioni dei migliori professionisti e di cuochi e pasticceri emergenti.
"Il voto del Parlamento è il riconoscimento della fondatezza della posizione della Regione Lombardia: per risolvere il problema in maniera strutturale, al di là dei finanziamenti una tantum, servivano trasferimenti maggiori da Roma per il fondo trasporto regionale, largamente insufficiente rispetto al fabbisogno. Le polemiche faziose e strumentali del sindaco Del Bono e dei consiglieri regionali del PD si sciolgono come neve al sole. La politica si fa risolvendo problemi, non cavalcandoli per ragioni di partito. Ringrazio l'on. Bordonali che ha promosso l'iniziativa e tutti coloro che hanno sostenuto l'emendamento, permettendo alla città di avere un riconoscimento economico meritato". Lo ha detto l'assessore regionale lombardo Fabio Rolfi in merito all'approvazione dell'emendamento sulla metropolitana di Brescia.
“Qualche giorno fa il botulino ha causato la morte di 38 delle 41 vacche che Gianpaolo Zani, allevatore di Pralboino, aveva in stalla. La notizia è circolata subito nel mondo agricolo. Diversi allevatori Lombardi hanno deciso di intervenire, regalando subito a Gianpaolo più di 30 vacche da latte per non fermare l'attività e ripartire immediatamente. Questa è l’agricoltura, questa è la Lombardia: poche parole, tanta voglia di lavorare, cuore, passione, solidarietà, resilienza, voglia di superare i problemi”. Lo ha scritto su Facebook l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi che questa mattina si è recato a Pralboino, in provincia di Brescia, per visitare la stalla dove è successo l’episodio.
“La Regione Lombardia è qui per dimostrare vicinanza, ma non solo: il botulino porta a una moria folgorante per il bestiame. La causa è la presenza di carcasse di animali selvatici nelle stalle. Bisogna affrontare il tema della proliferazione di nutrie e di fauna selvatica con un piano nazionale serio ed efficace e con risorse adeguate. Dal governo riceviamo solo silenzi e documenti inutili: il nuovo schema di decreto sul Piano di gestione nazionale della nutria presentato dal governo, per esempio, prevede zero euro per gli interventi. La Lombardia ha già chiesto ufficialmente l’istituzione di un fondo nazionale, perché gli interventi degli enti locali e del volontariato non possono affrontare quella che ormai è una vera e propria emergenza” ha poi aggiunto Rolfi.
“Chiedo al ministro Bellanova di impegnarsi in Europa affinché il botulismo venga riconosciuto come una malattia indennizzabile agli allevatori. Purtroppo i casi si stanno ripetendo ed è dovere delle istituzioni difendere le aziende agricole. Non possiamo pensare che ogni episodio venga coperto dalla solidarietà del mondo agricolo” conclude l’assessore lombardo all’Agricoltura.
(Milano, 19 dic) Con decreto regionale del 17 dicembre, è stata approvata la graduatoria dei progetti ammessi al contributo a valere sul Bando Terrazzamenti 2020, approvato il 23 luglio 2020. Il bando, promosso per la prima volta dagli Assessori regionali a Enti Locali e Montagna, Massimo Sertori e Agricoltura e Sistemi Verdi, Fabio Rolfi, è rivolto a soggetti pubblici e privati e persegue le finalità della salvaguardia e dello sviluppo del territorio montano e della tutela del paesaggio agrario e finanzia la realizzazione di interventi di ripristino, conservazione e parziale completamento di terrazzamenti e muretti a secco. A fronte di un investimento complessivo dei soggetti richiedenti di 10,3 milioni di euro sono stati individuati progetti ammessi per un totale di investimento di 9,8 milioni mentre sono stati ammessi a finanziamenti interventi per 4,6 milioni di euro.
“L’iniziativa ha avuto un ottimo successo - commenta l’Assessore Massimo Sertori - in quanto sono pervenute 408 domande di finanziamento, di cui 366 ammesse a contributo. Il bando prevedeva una dotazione finanziaria iniziale di 3 milioni di euro, ma abbiamo deciso di ampliare la disponibilità finanziaria cn ulteriore risorse regionali per dare un maggior sostegno all’economia locale.” Il bando secondo Sertori “È frutto di un positivo lavoro di collaborazione con le Comunità Montane lombarde che, più di altri enti, hanno come punto di forza la conoscenza del territorio e delle realtà locali ed economiche che vi operano. Le istruttorie, infatti, sono state svolte dalle Comunità Montane, a cui Regione Lombardia sta trasferndo le risorse per finanziare direttamente gli interventi per poter realizzare gli interventi fino al 31 ottobre 2021”. “I progetti ammessi - continua l’assessore Valtellinese -, anche in considerazione della peculiarità del nostro territorio, hanno interessato le comunità Montane della Provincia di Sondrio per oltre 1,6 milioni di euro.” “Anche questa iniziativa a favore dei territori montani - conclude Sertori - va nella direzione del mantenimento del territorio e nello stesso tempo incentiva le attività economiche che hanno pagato duramente il prezzo delle conseguenze dovute alla pandemia da Covid”.
“L’agricoltura di montagna è fondamentale per l’economia e per il territorio lombardo, perché da un lato offre prodotti agroalimentari straordinari che caratterizzano queste zone e dall’altro consente di tutelare aree fragili e prevenire problemi ambientali e idrogeologici” ha dichiarato l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi. “Queste opere non sono solo di interesse paesaggistico, ma sono parte integrante di una economia locale che permette di evitare lo spopolamento della montagna. Nel prossimo Piano di sviluppo rurale intendiamo dedicare un sostegno a queste strutture come elementi essenziali per l’agricoltura in alta quota. Brescia è la prima provincia per numero di interventi finanziati dal bando con oltre 100 progetti. In particolare, in Valcamonica oltre 860 mila euro per 68 interventi”.
“È necessario semplificare la vita a chi svolge questa attività eroica e siamo intervenuti proprio per offrire infrastrutture adeguate ai nostri agricoltori. Senza muretti a secco e terrazzamenti non avremmo l’olivicoltura sui laghi, i vigneti in Valtellina e Valcamonica, gli agrumi in Alto Garda. Prodotti ormai conosciuti e apprezzati a livello internazionale che generano indotto economico. Per valorizzarli al meglio la Regione Lombardia non sta solamente investendo risorse, ma anche promuovendo alleanze economiche sul territorio per garantire un futuro sempre più competitivo all’agricoltura di montagna che ha costi di produzione più alti e che deve puntare sulla distintivitá e sul racconto del territorio per vincere le sfide globali di questo periodo storico” conclude Rolfi.
INTERVENTI AMMESSI E BENEFICIARI DEL FINANZIAMENTO -
CM di riferimento contributo erogabile n° interventi ammessi
BERGAMO
Comunità Montana Dei Laghi Bergamaschi 607.174,78 € 33 interventi
Comunità Montana di Scalve 21.401,21 € 1 interventi
Comunità Montana Valle Brembana 70.945,35 € 5 interventi
Comunità Montana Valle Imagna 191.383,52 € 13 interventi
Comunità Montana Valle Seriana 10.546,83 € 1 interventi
BRESCIA
Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano 223.646,39 € 19 interventi
Comunità Montana Sebino Bresciano 259.854,81 € 13 interventi
Comunità Montana Valle Camonica 867.888,23 € 68 interventi
Comunità Montana Valle Sabbia 15.187,00 € 1 interventi
Comunità Montana Valle Trompia 25.468,74 € 3 interventi
COMO
Comunità Montana Lario Intelvese 124.116,75 € 9 interventi
Comunità Montana Triangolo Lariano 80.702,26 € 5 interventi
Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio 95.469,23 € 6 interventi
LECCO
Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d'Esino e Riviera 144.791,78 € 9 interventi
Comunità Montana Lario orientale - Valle San Martino 197.212,75 € 13 interventi
SONDRIO
Comunità Montana Alta Valtellina 11.746,00 € 1 interventi
Comunità Montana Valchiavenna 109.733,27 € 7 interventi
Comunità Montana Valtellina di Morbegno 273.926,31 € 23 interventi
Comunità Montana Valtellina di Sondrio 891.630,84 € 79 interventi
Comunità Montana Valtellina di Tirano 427.041,45 € 55 interventi
VARESE
Comunità Montana Del Piambello 22.962,89 € 2 interventi
complessivo 4.672.830,39 € 366 interventi
“L'Agenzia per le erogazioni in agricoltura deve alle aziende agricole e ai Consorzi di Difesa della Lombardia 21 milioni di euro di contributi per le assicurazioni zootecniche. In molti casi si tratta di pratiche del 2015 e addirittura per le annualità 2018, 2019 e 2020 siamo a quota zero euro di rimborsi. Una follia. La tenuta del sistema dei consorzi di difesa e delle assicurazioni zootecniche che anticipano i premi assicurativi è a rischio. I consorzi non sono istituti di credito e le banche stanno iniziando a chiedere il rientro delle anticipazioni”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi.
“Chiedo al ministro Bellanova di ascoltare i reiterati appelli da parte del mondo agricolo e delle Regioni e di intervenire. Ho anche chiesto ufficialmente al Coordinatore della Commissione Politiche Agricole della conferenza Stato Regioni Donato Pentassuglia di convocare una riunione urgente per affrontare la questione alla presenza del direttore di Agea per sbloccare una situazione non più tollerabile dato che i soldi sono comunque a disposizione dell’agenzia. La situazione assume contorni paradossali visto che lo Stato non può rimborsare gli agricoltori per i danni alle colture assicurabili, ma poi attraverso le assicurazioni di Agea tarda di più di cinque anni per pagare” aggiunge l’assessore lombardo.
“Questo non è solo un danno economico, ma anche un forte elemento di incertezza sull'apertura della campagna assicurativa 2021 per le produzioni zootecniche visto che i Consorzi di difesa, già pesantemente esposti per questa situazione, dovrebbero anticipare parte dei premi alle compagnie di assicurazione nel mese di gennaio. La Lombardia è la regione italiana con la più alta diffusione dello strumento assicurativo e annovera più della metà degli allevamenti zootecnici assicurati a livello nazionale. Per questo, come spesso capita, siamo il territorio più penalizzato dalle incapacità e dall’inefficienza della macchina burocratica statale” conclude Rolfi.
“Per l’agricoltura, il sistema agroalimentare, i parchi regionali e le attività di caccia e pesca in Lombardia ci saranno 230 milioni di euro di fondi regionali nei prossimi tre anni. Sarà il periodo che porterà al prossimo Piano di sviluppo rurale. Per questo vogliamo investire nel settore primario e accompagnarlo verso il futuro. La Lombardia è pronta. Siamo la prima regione agricola d’Italia, con una produzione agroindustriale da 13,5 miliardi di euro all’anno, 56.000 strutture produttive, il 53% dei suini italiani, il 26% dei bovini; produciamo il 42% del riso italiano, il 25% del mais, il 43% del latte nazionale. Il settore primario sarà necessariamente uno dei motori della ripartenza lombarda”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi in seguito all’approvazione del bilancio regionale da parte del Consiglio. Per il triennio 2021-23 sono previsti fondi regionali per 141 milioni di euro in spese correnti e altri 95 milioni di euro per investimenti.
“Sono fondi extra Psr che vogliamo destinare alle esigenze dell’agricoltura lombarda per il prossimo futuro: 40 milioni andranno a finanziare un fondo per lo sviluppo infrastrutturale attraverso i consorzi di bonifica: lo studio di nuovi progetti, manutenzioni straordinarie e nuovi bacini irrigui nelle ex cave. Altro grande investimento sarà quello relativo al rinnovo dei mezzi agricoli: 3 milioni di euro per finanziare un bando che servirà agli agromeccanici per acquistare nuovi mezzi a basso impatto ambientale, nell’ottica di una agricoltura sempre più green, sostenibile e attenta alle esigenze del mercato” ha aggiunto Rolfi.
“Mettiamo 4,6 milioni di euro anche per il fitosanitario, una delle grandi sfide del futuro: studiare e combattere gli agenti esterni, insetti alieni su tutti, che stanno creando danni milionari all’agricoltura lombarda è fondamentale per non vanificare gli investimenti fatti dalle aziende agricole e per difendere il reddito dei lavoratori. Ci sono intere filiere a rischio, pensiamo in particolare a quella della frutta, e non possiamo permetterci di perdere un patrimonio che è parte integrante della nostra economia. Sulla digitalizzazione del sistema agricolo investiamo 4 milioni di euro: è essenziale aggiornare strumenti informatici per avere una burocrazia sempre meno impattante, più veloce nei pagamenti e più accessibile per rendere semplice l’accesso ai bandi” precisa l’assessore.
“Un grande investimento da 28 milioni di euro sarà poi dedicato ai parchi regionali, non solo per le attività di gestione: vogliamo che siano sempre più efficaci nella comunicazione, nell’informazione alla cittadinanza e nella educazione ambientale verso le giovani generazioni. La Lombardia ha aree protette regionali uniche, che meritano di essere valorizzate a dovere” conclude Rolfi.
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha firmato un'ordinanza, i cui effetti saranno efficaci da domani, giovedì 10 dicembre.
L'ordinanza oltre a confermare l'obbligo della misurazione della temperatura corporea per l'accesso sui luoghi di lavoro (art. 1), prevede, fra l'altro, una serie di provvedimenti relativi alle 'Misure in ordine alle attività formative per adulti', alle 'Disposizioni per l'attività sportiva di base e l'attività motoria svolta presso centri e circoli sportivi' e alla 'Attività agricole, controllo faunistico, venatorie e piscatorie'.
Ecco nello specifico quanto previsto dalla nuova ordinanza
Art. 2 - Misure in ordine alle attività formative per adulti
Art. 3 - Disposizioni per l'attività sportiva di base e l'attività motoria svolta presso centri e circoli sportivi
Art. 4 - 'Attività agricole, controllo faunistico, venatorie e piscatorie'
1) sono consentite:
2) Con riferimento alle attività di pesca:
3) Con riferimento all'attività di controllo della fauna selvatica e all'attività venatoria:
Gli spostamenti nonché l'esercizio di tutte le attività sopra disposte, dovranno avvenire nel rispetto delle misure di distanziamento sociale e con l'utilizzo dei previsti dispositivi di protezione individuale.
Le disposizioni degli artt. 1, 2 e 3.1 dell'ordinanza producono i loro effetti dalla data del 10 dicembre 2020 e sono efficaci fino al 15 gennaio 2021.
Le disposizioni degli artt. 3.2 e 4 dell'ordinanza producono i loro effetti dalla data del 10 dicembre 2020 e sono efficaci fino alla data in cui il territorio della Regione Lombardia permane nell'attuale classificazione regionale di cui all'art. 2 DPCM 3 dicembre 2020 (c.d. zona arancione). (LNews)
“La Commissione europea ha comunicato la sua opinione sulla cumulabilità del credito d’imposta della legge 160 del 27 dicembre 2019 con i contributi erogati nell’ambito del Programma di sviluppo rurale, interpretando che possa essere ammessa solo se la somma dei due non comporti il superamento delle percentuali di contribuzione previste dal regolamento FEASR. Questa posizione, che ci lascia perplessi, e che potrebbe sembrare una questione meramente tecnica, impedisce alle imprese lombarde di usufruire di alcune delle disposizioni fiscali generali che in questo momento sarebbero di aiuto per superare il momento di difficoltà causato dalla pandemia”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi.
“Una differente interpretazione sulla questione può comportare seri danni a migliaia di aziende agricole italiane che magari hanno già effettuato l’acquisto di beni strumentali per innovare la produzione e ora si trovano a non sapere come comportarsi. Ho inviato una lettera al ministro Bellanova per chiedere un chiarimento definitivo a nome degli agricoltori lombardi. Serve una posizione ufficiale del governo per non lasciare spazio a dubbi” conclude l’assessore.