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Per dare continuità all’Anno Internazionale della Salute delle Piante indetto dalle Nazioni Unite nel 2020, il Servizio Fitosanitario di Regione Lombardia, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, ha ideato “La salute delle piante”, un progetto che si compone di un percorso formativo e di un concorso proposti gratuitamente a tutte le scuole primarie e secondarie lombarde.

“Le piante sono vita, forniscono la maggior parte delle risorse alimentari di cui ci nutriamo e la quasi totalità dell'ossigeno che respiriamo. Le piante inoltre nutrono il suolo, fungono da riserva di carbonio, possono essere considerate come degli acquedotti naturali, ospitano l’80% della biodiversità presente sulla terra e sono fondamentali per il benessere psico-fisico dell’uomo. Per questo vogliamo agire nelle scuole per consolidare il senso di responsabilità e l’attenzione degli studenti nei confronti dell’ambiente e accrescere la consapevolezza del legame che intercorre tra la salute delle piante, il clima, la biodiversità e il benessere dell’uomo” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

Il progetto si colloca nel quadro di riferimento della strategia regionale per lo sviluppo sostenibile e vuole quindi contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. I materiali per il percorso formativo sono disponibili sul sito https://www.salutepianteinlombardia.it/.

Il percorso di formazione a cui le scuole possono partecipare consiste nella proposta di materiali di lavoro ed esercitazioni capaci di suscitare interesse, sviluppare conoscenze e accrescere la consapevolezza di bambini e ragazzi verso comportamenti responsabili nei confronti delle piante e della loro salute. La Regione Lombardia mette a disposizione materiali utili a sviluppare un percorso didattico pluridisciplinare volto alla conoscenza del mondo delle piante e della loro salute. Il concorso proposto per la fine del percorso didattico intende premiare i migliori elaborati realizzati dai diversi livelli di scuola. Le classi che desiderano partecipare al concorso dovranno iscriversi entro il 31 marzo 2021.

“La Regione Lombardia distribuisce ogni anno ai Comuni circa 100 mila piante. Nei mesi scorsi abbiamo introdotto in legge la promozione e la realizzazione di boschi didattici in Lombardia, in zone accessibili alla cittadinanza e dotati di idonee attrezzature. I boschi didattici sono superfici particolarmente idonee a illustrare ai cittadini le funzioni svolte dal bosco, l’utilità e la sostenibilità delle attività selvicolturali e del lavoro dell’Uomo in bosco. È una iniziativa rivolta soprattutto ai ragazzi per far capire come l’albero sia fonte di vita e sia parte della soluzione ai problemi causati dai cambiamenti climatici e dal dissesto idrogeologico” conclude Rolfi.


“Pieno coinvolgimento delle regioni come autorità di gestione degli interventi di sviluppo rurale nella futura Pac”. È quello che chiedono congiuntamente le più grandi regioni agricole d’Europa in una lettera, firmata anche dall’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Fabio Rolfi, indirizzata al vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans. Del gruppo Agriregions fanno parte 16 regioni di 7 Stati membri: Açores, Andalusia, Provincia autonoma di Bolzano – South Tyrol, Auvergne-Rhône-Alpes, Baden-Württemberg, Bavaria, Bretagne, Castilla y Léon, Emilia-Romagna, Extremadura, Lombardia, Nouvelle Aquitaine, Pays de la Loire, Sibiu County, Toscana, Wielkopolska.

“Lo sviluppo rurale - ha sottolineato Rolfi - è lo strumento più efficace della Pac per la protezione dell'ambiente. Gli enti locali più vicini al territorio hanno un maggior interesse a realizzare progetti di sviluppo sostenibile basati sull’innovazione, sulla razionalizzazione delle risorse e sulla valorizzazione delle filiere corte anche nell’interesse economico delle aziende agricole, che in Lombardia sono 45.000. L’impianto della riforma attualmente in discussione e la centralità che dà ai piani strategici nazionali rischia di ostacolare il ruolo delle Regioni e quindi di rallentare l'applicazione del Green Deal nelle aree rurali europee". 

“Le AgriRegions chiedono quindi l’intervento della Commissione europea affinché vengano riconosciute come il livello istituzionale appropriato per la gestione degli interventi di sviluppo rurale, considerate attori a pieno titolo nella definizione e nelle modifiche degli interventi di sviluppo rurale, nel quadro dei piani strategici nazionali, e pienamente coinvolte nella programmazione” conclude l’assessore lombardo. “L’agricoltura all’interno dei singoli Stati è estremamente diversificata per vocazione, territorio e clima. I piani strategici nazionali quindi necessitano di un ruolo attivo delle Regioni per essere attuati anche in virtù delle diverse filiere che devono essere rappresentate e aiutate nei processi di sviluppo”.

I NUMERI DELLA LOMBARDIA -Produzione agricola per provincia, in percentuale sul totale della Lombardia. Totale Lombardia 7,8 miliardi di euro (100%); Bergamo 8,8%; Brescia 27,4%; Como 2%; Cremona 15,4 %; Lecco 1,5%; Lodi 5,8%; Mantova 19,7%; Milano 5,5%; Monza 1%; Pavia 9%; Sondrio 2%; Varese 1,8%.

Numero delle aziende agricole lombarde per provincia: Bergamo 4.880, Brescia 9.712, Como 2.064, Cremona 3.804, Lecco 1.103, Lodi 1.288, Mantova 7.461, Milano 3.520, Monza 891, Pavia 6.075, Sondrio 2.280, Varese 1.610


Milano è la capitale indiscussa del panettone, il grande lievitato che proprio da qui è partito per conquistare nel corso dei secoli i pasticcieri di tutto il mondo. E il 20 febbraio sarà Milano, nello storico Palazzo Bovara, sede del Circolo del Commercio di Confcommercio Milano, a ospitare la Finale Italia della Coppa del Mondo del Panettone, il grande evento internazionale per mettere a confronto le migliori produzioni artigianali sul lievitato per eccellenza. A sfidarsi saranno i 32 qualificati durante i tre eventi di selezione Sud, Nord e Centro, organizzati rispettivamente a Reggio Calabria, Robecco sul Naviglio e Pistoia.
A presentare i panettoni ai giurati ci saranno inoltre i ragazzi dell'Associazione Maestro Martino di Villa Terzaghi, la scuola di cucina e ristorante didattico di Robecco sul Naviglio (MI) già protagonista delle Selezioni Nord della Coppa del Mondo del Panettone.
"La Lombardia - afferma Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia - si apre al mondo grazie a uno dei suoi prodotti simbolo e a una iniziativa dal respiro internazionale. Il panettone riesce a mantenere intatta una tradizione secolare e contemporaneamente a rappresentare una delle certezze per il futuro dell'Italia. Ringrazio davvero gli organizzatori e tutti coloro che hanno dato una mano per realizzare questo evento anche in un periodo così complicato. La collaborazione della Regione Lombardia con Confcommercio e con l'associazione Maestro Martino è sempre più stretta e fattiva. Con l'obiettivo unico di promuovere i prodotti di eccellenza del nostro territorio, che rappresentano non solo una ricchezza storica e culturale ma anche un motore economico importante in grado di valorizzare a livello globale interi territori".
"La Finale Italia - spiega Giuseppe Piffaretti, patron della Coppa del Mondo del panettone - rappresenta l'evento di punta per il concorso: dopo i tre eventi nazionali dei mesi scorsi, ora i qualificati possono confrontarsi con i colleghi di tutta Italia in una competizione che proprio qui, nel cuore di Milano, patria natale del grande lievitato, decreterà i finalisti per il concorso internazionale".


La Regione Lombardia ha approvato, su proposta degli assessori Fabio Rolfi (Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi) e Raffaele Cattaneo (Ambiente e Clima) il nuovo programma pluriennale 2021-2023 per iniziative di educazione ambientale e di valorizzazione delle aree protette regionali. Il piano sarà finanziato con 900 mila euro che serviranno a sostenere progetti di sensibilizzazione ambientale rivolti a studenti e a cittadini.
 
“La Lombardia conta aree protette straordinarie che vogliamo valorizzare al meglio e far conoscere sia ai lombardi che ai turisti, anche in proiezione futura, visto che gli effetti del post Covid si faranno sentire anche sugli spostamenti e sulla ricerca di mete che siano a stretto contatto con la natura, con la cultura e la storia della nostra regione. – ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia – Intendiamo proteggere il capitale naturale e paesaggistico della Lombardia per conservare e ripristinare la biodiversità. Non si tratta di uno stanziamento fine a sé stesso, ma di un investimento su iniziative che possano essere spendibili anche in chiave comunicativa per una Lombardia sempre più ecosostenibile, rivolta ai giovani, alle nuove tecnologie e con una crescente sensibilità ambientale”.
 
 
 
“La sensibilizzazione verso le aree protette rappresenta un'iniziativa di educazione ambientale che si colloca all'interno delle politiche a sostegno all'ambiente promosse dalla nostra Regione – prosegue l’assessore all’Ambiente e clima Raffaele Cattaneo - È fondamentale aumentare la consapevolezza di tutti sull'importanza e sulla centralità per il nostro futuro di temi come la biodiversità e la tutela dei sistemi verdi, due aspetti fondamentali nel contesto dello sviluppo sostenibile. Questo in un’ottica di sostegno a iniziative concrete che tutelano il patrimonio ambientale della nostra regione, che si rendono necessarie per aiutare i nostri giovani a sviluppare la consapevolezza verso la sostenibilità ambientale”.
 
 
 
Le risorse, nel triennio, saranno così distribuite:
 
“Bioblitz: esploratori della biodiversità”: 216 mila euro agli enti gestori dei parchi regionali, per un supporto alla ricerca scientifica con particolare riferimento all’Osservatorio regionale della Biodiversità, al fine di ampliare la conoscenza e la sensibilizzazione rispetto al tema della biodiversità.
 
“Territorio: una scuola a cielo aperto”:384 mila euro agli enti gestori dei parchi regionali al fine di coinvolgere le scuole di ogni ordine e grado in progetti rivolti alla conoscenza del territorio compreso in parchi regionali e altre aree protette, alla scoperta delle sue componenti e del patrimonio naturale, paesaggistico e culturale.
 
“Ben-essere in natura”: 186 mila euro agli enti gestori dei parchi regionali al fine di utilizzare il contesto delle aree naturali protette come luoghi per realizzare progetti diversificati per il benessere della persona, recuperando il delicato rapporto tra uomo-natura, diffondendo la cultura del benessere psico-fisico nell’ambiente naturale, per stimolare stili di vita sostenibili, sviluppare itinerari tematici e forme di turismo responsabile.
 
Giornate formative annuali: iniziativa rivolta agli operatori che lavorano nel campo dell’educazione ambientale nelle aree protette, al fine di fornire un aggiornamento e un’occasione di confronto delle diverse realtà dei parchi e delle riserve naturali regionali sui temi dell’ambiente e della sostenibilità. Per questa iniziativa sono assegnati 5 mila euro rispettivamente al Parco Lombardo della valle del Ticino, Parco delle Orobie Valtellinesi, Parco delle Groane.
 
Sondrio Film Festival (Mostra internazionale dei documentari sui parchi): 24 mila euro al Parco delle Orobie Valtellinesi, per sostenere i costi per la realizzazione della trentennale manifestazione che promuove la visione di filmati sulle aree protette provenienti da tutto il mondo e attività di informazione e educazione ambientale
 
Archivio Regionale sull’Educazione Ambientale nei Parchi lombardi: 75 mila euro al Parco Nord Milano, per dare continuità alla gestione di un servizio messo a disposizione delle aree protette lombarde e di altri soggetti pubblici e privati che a vario titolo svolgono attività inerenti all’educazione ambientale e alla diffusione della cultura e dei valori legati alla protezione dell’ambiente e alla sostenibilità

La Regione Lombardia ha aperto l’avviso pubblico per l’assegnazione di fondi per la realizzazione di orti didattici, urbani e collettivi, con una somma disponibile di 150 mila euro. Possono presentare domanda di finanziamento i Comuni, gli Istituti scolastici pubblici e privati e gli Enti gestori di aree protette aventi sede in Lombardia. Gli interventi saranno cofinanziati con la copertura al 50% delle spese sostenute per la realizzazione, fino a un massimo di € 10.000,00 per gli orti urbani e di € 1.800,00 per gli orti scolastici e collettivi.

“I progetti possono riguardare la realizzazione di nuovi orti didattici, orti urbani, orti collettivi oppure l’ampliamento di interventi già esistenti. Devono inoltre prevedere l'applicazione di tecniche di agricoltura sostenibile e iniziative formative e informative realizzate con il coinvolgimento delle associazioni agricole di categoria e di aziende agricole, fattorie didattiche e fattorie sociali. Riteniamo siano strumenti per diffondere, soprattutto tra le giovani generazioni, la cultura del verde e dell’agricoltura, la riqualificazione di aree abbandonate e la promozione di una maggiore consapevolezza sulla produzione e il consumo di cibo” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi.

Gli orti devono essere realizzati su terreni fertili e non inquinati e non potranno essere soggetti a cambio di destinazione d’uso per i successivi 5 anni. Le domande di partecipazione potranno essere presentate a partire dal 22/02/2026 e fino al 12/03/2026 utilizzando esclusivamente il modulo scaricabile dal sito www.ersaf.lombardia.it

“Negli ultimi quattro anni abbiamo finanziato 307 orti didattici e urbani in tutta la Lombardia. Vogliamo contribuire a diffondere la consapevolezza di come viene prodotto il cibo, dell’importanza delle filiere corte e di come l’agricoltura sia la principale attività ambientale dell’uomo” conclude l’assessore.


"Chiediamo al Governo italiano di far sentire la propria voce in Europa per sospendere le importazioni di riso dal Myanmar, Paese sede di un colpo di Stato e soggetto ad agevolazioni tariffarie per l'esportazione di riso in Europa. Non possiamo continuare a sostenere economicamente uno Stato in cui è in corso un golpe. L'Italia produce metà del riso europeo e la Lombardia il 40% del riso italiano. Sarebbe opportuno che le istituzioni italiane tutelassero i nostri risicoltori, la qualità dei nostri prodotti e la sicurezza alimentare che il nostro riso sa garantire".

Lo ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi.

Nel 2020 il riso in arrivo dal Myanmar in Italia è aumentato dell'80,5%.

"È attivo in Unione europea – ha aggiunto Rolfi - il regime agevolato EBA per il Paese del sudest asiatico. Questo comporta esenzioni tariffarie sulle produzioni di riso di varietà Japonica. Visto che si tratta di una delle maggiori risorse economiche di quel Paese bisogna sospendere qualsiasi concessione. Non è possibile continuare a penalizzare i nostri agricoltori per agevolare quelli di uno Stato in cui governano i militari. L'Italia alzi la voce, dimostri la propria autorevolezza da grande Paese agricolo e colga l'occasione per ridiscutere questi accordi totalmente punitivi verso le nostre aziende e oggi dopo il golpe non più accettabili anche sotto il profilo delle relazioni internazionali".

"La Lombardia produce oltre 600.000 tonnellate all'anno di riso, abbiamo più di 90.000 ettari: 13.029 a Milano, 76.875 a Pavia, 1.045 a Mantova e 1.914 a Lodi. Abbiamo assistito – ha concluso l'assessore - lo scorso anno a inondazioni che hanno danneggiato le risaie della Lomellina. Il libero commercio deve essere equo, cioè basarsi complessivamente sulle stesse regole". (LNews)


“La Regione Lombardia è contraria alla trasformazione di quasi 9.000 ettari del Parco agricolo sud di Milano in area naturale. La connotazione agricola del parco è già garanzia ambientale. La presenza di aziende agricole fornisce al territorio una economia sana, è sinonimo di cibo a filiera corta e rappresenta una importante cintura verde per l’area metropolitana di Milano. Non vogliamo arrivare allo scontro istituzionale con i sindaci che hanno sostenuto questa proposta e con la governance del Parco, ma di sicuro questa azione non va bene proprio perché risulta essere divisiva. Regione Lombardia è a disposizione per cercare una mediazione. Auspico la disponibilità da parte di tutti ad ascoltare chi lavora la terra e produce cibo sicuro e di qualità per i milanesi. Parliamo peraltro di una agricoltura sostenibile, multifunzionale, innovativa. Gli agricoltori sono i protagonisti del mantenimento ambientale e paesaggistico del Parco, non la parte da punire”.

Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, che oggi ha ricevuto dai rappresentanti di Coldiretti e Confagricoltura una petizione, firmata da un migliaio di imprenditori agricoli, contro la trasformazione di circa 9.000 ettari del Parco Agricolo Sud Milano in area naturale.

“Il Parco agricolo Sud è una delle aree rurali più importanti della Lombardia ed è stato istituito proprio per la sua natura agricola che funge da cintura all’urbanizzazione della città. Trasformarlo in area naturale significherebbe creare vincoli antistorici per l’attività degli agricoltori che stanno già facendo tutto quanto possibile in termini di sostenibilità ambientale e che non possono perdere mercato a causa di limiti e imposizioni non compatibili con l’attività economica” chiude Rolfi.


"La Lombardia torna zona gialla, un'ottima notizia per tutti i cittadini e finalmente una boccata d'ossigeno per bar e ristoranti chiusi o semichiusi da mesi. Sono più di 7000 gli esercizi Bresciani che potranno tornare a respirare. Il pensiero va anche a tutte quelle attività imprenditoriali che hanno subito ripercussioni pesanti a causa degli errori del governo e della conseguente zona rossa della scorsa settimana. Il lavoro del presidente Fontana e i sacrifici dei lombardi sono stati ripagati. I ricorsi presentati dalla Regione hanno già portato a importanti risultati. Ora è necessaria responsabilità. Questo non è un liberi tutti e bisogna continuare a rispettare le misure di sicurezza previste". Lo ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura Fabio Rolfi.
 

“I giovani in agricoltura portano nuove idee e innovazione, elementi cardine per una sempre crescente sostenibilità ambientale dei cicli produttivi. La Regione in questa programmazione ha aiutato 1.141 agricoltori lombardi under40 ad avviare la propria azienda o a subentrare in una attività esistente. Abbiamo investito oltre 29 milioni di euro. Già nella prossima misura, il cui bando aprirà a marzo, raddoppieremo il premio. La Lombardia agricola guarda al futuro, promuove il ricambio generazionale e i numeri lo certificano ampiamente”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi presentando i dati della misura regionale dedicata a favorire l’insediamento dei giovani in agricoltura. Nel periodo 2014-2020 la Regione ha ammesso a finanziamento 1.141 nuove aziende, di cui 638 in zone svantaggiate e aree interne, per un ammontare di euro 29.190.000 di contributi. Il prossimo bando verrà pubblicato entro il mese di marzo.

“Investiremo un altro milione e mezzo, che poi integreremo con le risorse che del Regolamento di transizione non appena arriverà il via libera dalla Commissione Europea. Aumenteremo il premio ai giovani agricoltori, che passerà da 20.000 euro a 40.000 euro per le aziende di pianura e da 30.000 euro a 50.000 euro per le aziende di montagna” aggiunge Rolfi.

“Il settore primario è sempre più attrattivo per i ragazzi lombardi che vedono nell’agricoltura un ambito in cui costruire il proprio futuro, anche a livello economico. Del resto, siamo la prima regione d’Italia sia per produzione agricola, con 7.7 miliardi di euro su 57 miliardi totali a livello nazionale, che per valore della trasformazione con 3.6 miliardi di euro sui 31 italiani” conclude l’assessore.

Di seguito il numero di aziende agricole under40 avviate con il contributo regionale dal 2014 a oggi e la somma erogata dalla Regione Lombardia:

Bergamo             241 aziende       6.820.000 euro

Brescia 229 aziende       5.850.000 euro

Como    51 aziende        1.430.000 euro

Cremona 45 aziende 900.000 euro

Lecco    28 aziende          740.000 euro

Lodi       13 aziende          270.000 euro

Monza Brianza  4 aziende            80.000 euro

Milano  24 aziende          480.000 euro

Mantova             150 aziende       3.000.000 euro

Pavia     165 aziende       3.950.000 euro

Sondrio 170 aziende      5.100.000 euro

Varese 21 aziende          570.000 euro

Totale complessivo: 1.141 aziende 29.190.000 euro


“Nella stagione venatoria 20/21 gli abbattimenti di cinghiali in Lombardia sono diminuiti a causa del lockdown e della sospensione delle attività di caccia. Se i prelievi in controllo e selezione sono aumentati, gli abbattimenti con la caccia collettiva si sono dimezzati rispetto allo scorso anno. Abbiamo chiesto dunque all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale l’estensione del periodo di caccia al cinghiale a tutto il mese di febbraio. La proliferazione incontrollata di questo animale rappresenta un pericolo per l’agricoltura e per l’uomo. Le segnalazioni che ci stanno arrivando da numerosi territori della Lombardia certificano come sia necessario affrontare il problema in maniera seria, pragmatica e senza ideologie”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi presentando i dati relativi agli abbattimenti di cinghiali nella nostra regione.

Durante la stagione venatoria 2019/2020 gli abbattimenti in Lombardia erano stati 9.198, nello stesso periodo della stagione 2020/21 sono scesi a 7.559. L’attività di controllo ha fatto registrare un aumento (da 1.222 a 1.342) e anche i prelievi con la caccia di selezione sono cresciuti da 3.118 a 3.830. Si sono invece dimezzati i numeri relativi alla caccia collettiva: da 4.858 della scorsa stagione a 2.387 di quest’anno.

“Nel primo periodo di applicazione della nuova legge regionale avevamo registrato subito un aumento degli abbattimenti del 25%. Purtroppo i vari lockdown hanno vanificato il lavoro. Per questo ritengo necessario estendere di un mese il periodo di caccia: questo consentirebbe di rispettare comunque l'arco temporale massimo di tre mesi previsto e di effettuare al contempo interventi necessari” aggiunge l’assessore. “I cinghiali in Lombardia hanno causato 128 incidenti stradali nel 2019, in pratica uno ogni tre giorni”.

“La Regione Lombardia ha già sfruttato tutte le possibilità concesse dalla normativa nazionale. Con la nuova legge regionale abbiamo introdotto la possibilità di effettuare la caccia di selezione al cinghiale durante tutto l’anno anche nelle ore serali con visore notturno – conclude Rolfi -. Dallo scorso anno è praticabile in Lombardia anche la tecnica del foraggiamento, ossia il posizionamento di piccole quantità di cibo per attirare il cinghiale. Ora però serve un intervento nazionale, anche di carattere normativo per facilitare i piani di contenimento e le attività di controllo: il governo non può continuare a lavarsene le mani come se il problema non esistesse”.

I DATI SUI CINGHIALI ABBATTUTI PER SINGOLA PROVINCIA

 

STAGIONE 20/21

 

PROVINCIA: CONTROLLO – SELEZIONE – COLLETTIVA

BERGAMO: 250; 157; 787

BRESCIA: 136; 246; 318

COMO: 206; 1711; 252

VARESE: 84; 494; 460

CREMONA: 156; Non consentita; Non consentita

MANTOVA: 0; 0; Non consentita

LECCO: 57; 345; 37

MONZA : Non previsto; Non consentita; Non consentita

MILANO: 11; 93; non consentita

LODI: 0; 0; 0

PAVIA: 49; 784; 533

SONDRIO: 393; Non consentita; Non consentita

TOTALE LOMBARDIA: 1342; 3830; 2387 (tot. 7.559)

STAGIONE 19/20

 

PROVINCIA: CONTROLLO – SELEZIONE – COLLETTIVA

BERGAMO: 245; 41; 895

BRESCIA: 27; 247; 967

COMO: 152; 1710; 327

VARESE: 25; 384; 1043

CREMONA: 119; Non consentita; Non consentita

MANTOVA: Non previsto; Non consentita; Non consentita

LECCO: 11; 237; 58

MONZA: Non previsto; Non consentita; Non consentita

MILANO: 10; 2; Non consentita

LODI: 4; In fase di avvio; Non consentita

PAVIA: 267 (settembre 2020); 497; 1568

SONDRIO: 362; Non consentita; Non consentita

TOTALI: 1.222; 3.118; 4.858 (tot. 9.198)

Numero sinistri stradali causati dai cinghiali nel 2019

Bergamo 13

Brescia 7

Como 9

Cremona 5

Lecco 0

Lodi 1

Milano 6

Mantova 0

Pavia 50

Sondrio 2

Varese 35

Totale complessivo Lombardia 128


🔴Campagna di Vaccinazione Anti COVID-19 in Lombardia. Ecco le info:
✳️ ADESIONE ALLA VACCINAZIONE (si parte dagli Over 80 - in totale 726 mila lombardi).
Da lunedì 15 febbraio 2021 i cittadini che hanno più di 80 anni (comprese le persone nate nel 1941) possono manifestare la propria adesione alla vaccinazione anti covid-19 collegandosi alla piattaforma dedicata vaccinazionicovid.servizirl.it
Per richiedere la vaccinazione è necessario avere a portata di mano:
1) la Tessere Sanitaria del soggetto da vaccinare;
2) il Numero di cellulare o Telefono fisso.
Possono inserire la richiesta anche i familiari della persona da vaccinare, purché muniti dei dati sopra richiesti.
Per l’inserimento dei dati ci si potrà rivolgere anche:
- al Medico di famiglia;
- alle Farmacie.
Al termine della procedura il sistema genera una ricevuta contenente il numero di richiesta adesione e un riepilogo dei dati forniti.
✳️ PRENOTAZIONE DELL’APPUNTAMENTO
Terminata la fase di adesione, indicativamente entro 48 ore, il cittadino riceve un SMS (o una telefonata se è stato inserito nella piattaforma un numero fisso), in cui vengono fornite le indicazioni dell’appuntamento (data, ora e luogo di somministrazione). Al momento non è prevista la possibilità di modificare data, ora e luogo della somministrazione.
Qualche giorno prima della vaccinazione, un SMS ricorda al cittadino l'appuntamento fissato.
⚠️ Per i soggetti costretti a letto la somministrazione avverrà a domicilio: in questo caso verranno impiegati medici di famiglia, medici dell’Esercito e Usca (unità speciali di continuità assistenziale, composte da medici e infermieri).
⚠️ Per ottenere una migliore protezione dal coronavirus occorrono due dosi di vaccino. L’appuntamento per la seconda dose, dopo un intervallo di 21 giorni dalla prima, viene fissato contestualmente alla somministrazione della prima dose.
⚠️ Le somministrazioni cominceranno giovedì 18 febbraio 2021.
⚠️ NUMERO VERDE GRATUITO per informazioni (attivo dalle 13.00 di oggi sabato 13 febbraio)
📞 800 894 545
⚠️ *PER ADESIONI ONLINE *(il sistema sarà attivo a partire dalle ore 13.00 di lunedì 15 febbraio)
vaccinazionicovid.servizirl.it

“La Lombardia si conferma prima regione italiana per valore della produzione agricola, con 7.7 miliardi di euro su 57 miliardi totali a livello nazionale, e per valore della trasformazione con 3.6 miliardi di euro sui 31 italiani. Dati che certificano la qualità del settore primario lombardo. Siamo la regione più importante di un comparto che sarà strategico per il rilancio economico post Covid”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi in merito ai dati contenuti nell’Annuario dell’Agricoltura italiana 2019 realizzato dal CREA. “In Lombardia abbiamo 44.688 aziende agricole delle quali 3.500 gestite da under 35. Segno di visione del futuro, della capacità di innovazione che contraddistingue la Lombardia e di come il settore agricolo sia tornato attrattivo”.

“Le prime stime Istat sul 2020 parlano di una riduzione del 3.3% nazionale dei volumi di produzione agricola. Il sistema agroalimentare italiano vale 522 miliardi di euro e rappresenta il 15% del PIL nazionale; siamo primi in Europa per valore aggiunto agricolo. Per questo non possiamo accettare che il ministero dell’Agricoltura sia merce di scambio tra partiti. Il settore non merita di essere l’ultima ruota del carro delle politiche del governo” aggiunge Rolfi.

L’Italia continua a detenere il primato dei prodotti agro-alimentari DOP-IGP nell’UE con 309 prodotti registrati. La regione Lombardia conta 75 prodotti DOP IGP, 34 di cibo e 41 di vino. Il valore economico DOP IGP complessivo della regione è di 2.194 milioni di euro di valore alla produzione, + 12% rispetto al 2018, e ha un peso del 13% sul totale nazionale.

PRODUZIONE AGRICOLA SUDDIVISA PER PROVINCIA (IN PERCENTUALE SUL TOTALE LOMBARDIA)

TOTALE LOMBARDIA 7,8 MILIARDI DI EURO (100%); Bergamo 8,8%; Brescia 27,4%; Como 2%; Cremona 15,4 %; Lecco 1,5%; Lodi 5,8%; Mantova 19,7%; Milano 5,5%; Monza 1%; Pavia 9%; Sondrio 2%; Varese 1,8%.

NUMERO AZIENDE AGRICOLE PER PROVINCIA

Bergamo 4.880

Brescia 9.712

Como 2.064

Cremona 3.804

Lecco 1.103

Lodi 1.288

Mantova 7.461

Milano 3.520

Monza 891

Pavia 6.075

Sondrio 2.280

Varese 1.610


“Le associazioni ambientaliste hanno depositato l’ennesima richiesta di referendum per abolire la caccia. Anche in piena pandemia dimostrano di avere una vera e propria ossessione. Se si dovesse svolgere il referendum entreremo definitivamente nel merito della questione per dimostrare come il ruolo della caccia sia fondamentale per il controllo dell’ecosistema e come questa attività rappresenti anche una filiera economica rilevante. Vorrebbero essere le associazioni ambientaliste a controllare la proliferazione dei cinghiali che stanno devastando l’agricoltura italiana e che in Lombardia causano in media un incidente stradale ogni tre giorni?”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi in merito all’avvio da parte delle associazioni animaliste di una raccolta firme per un referendum abrogativo della legge quadro sulla caccia.

“I cacciatori sono parte integrante delle comunità locali, protagonisti della gestione faunistica dei territori e attori fondamentali della gestione ambientale. Meritano rispetto e dignità, nonché un quadro certo di regole entro le quali svolgere la propria passione peraltro necessaria per la collettività” ha concluso Rolfi.


“Dal 2015 a oggi abbiamo aperto e chiuso 88 bandi con i fondi del Piano di sviluppo rurale, abbiamo messo a bando il 120% delle risorse, grazie ai trascinamenti di fondi precedenti, e assegnato il 98,5% di quelle disponibili. Ancora una volta la Lombardia si dimostra puntuale nei pagamenti e utilizza tutti i fondi europei. Le aziende agricole che ne hanno beneficiato in questi anni sono state 17.000. Nel 2020 abbiamo dato alle aziende agricole più di 98 milioni di euro, tra i quali 20 in forma urgente per tamponare la crisi dovuta al Covid”. Sono le cifre presentate dall’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi durante la riunione dell’VIII Commissione consiliare.

“Il 60% delle risorse erogate è andato a misure legate alle priorità ambientali, il 40% per misure legate a competitività, innovazione e per le filiere. L’agricoltura lombarda è sempre più green, innovativa, attenta al consumo delle risorse” ha aggiunto Rolfi.

TRANSIZIONE E FUTURA PAC: “Il biennio 21-22 è quello della transizione. La Lombardia avrà risorse nuove da investire con le regole già in atto. Per la futura Programmazione agricola comunitaria invece la Lombardia si sta battendo in conferenza Stato Regioni per modificare i criteri storici di riparto tra regioni, che attualmente penalizzano la Lombardia come molte altri territori. Gli attuali criteri si basano su regolamenti non più esistenti e concentrano il 50% delle risorse su 5 regioni del mezzogiorno. In sede di Commissione Politiche agricole si registra una convergenza su nuovi criteri da parte di 14 regioni, sia trasversale per area geografica e visione politica. Se vogliamo realizzare gli obiettivi imposti dal green deal europeo abbiamo necessità di avere le risorse adeguate” ha dichiarato l’assessore.

SERVE VISIONE: “Serve visione per programmare gli interventi dei prossimi dieci anni. Le linee che seguirà la Regione Lombardia saranno legate a innovazione, abbattimento della burocrazia e valorizzazione di zootecnia e agricoltura alpina. Pensiamo a una ocm zootecnia e a politiche specifiche per la montagna e per il settore forestale con dotazioni e bandi dedicati che si differenzino per politiche, interventi e criteri di premialità dalle politiche attuate per l’agricoltura di pianura. Chiaramente la governance deve rimanere regionale: gestire un Piano Strategico Nazionale Unico relegando le regioni a organismi delegati non è compatibile con problematiche molto differenti tra territori e rischia di ingolfare la macchina amministrativa. L’Italia deve proporre il piano strategico nazionale, per la redazione del quale le regioni devono essere coinvolte, entro giugno e siamo in ritardo in una situazione di instabilità politica, senza ministro dell’agricoltura. Rischiamo di perdere tempo prezioso e non cogliere sfide importanti per tutto il comparto” ha concluso.


Gli assessori di Regione Lombardia, Guido Guidesi (Sviluppo economico) e Fabio Rolfi (Agricoltura) hanno inviato oggi una lettera indirizzata al presidente del Consiglio uscente, Giuseppe Conte per chiedere lo “sblocco immediato dei pagamenti del Fondo Ristorazione di 600 milioni di euro ad oggi ancora non disponibile. Ogni giorno di ritardo sono pensieri, preoccupazioni e difficoltà aggiuntive per i lavoratori della fieliera agroalimentare, già particolarmente in difficoltà a causa della persistente emergenza sanitaria".

“La misura – continua la missiva - rivolta a ristoranti, pizzerie, mense, servizi di catering, agriturismi e alberghi con somministrazione di cibo permette di richiedere contributi a fondo perduto da un minimo di mille euro fino a un massimo di diecimila euro per l’acquisto di prodotti 100% Made in Italy. Ad oggi è noto esclusivamente l’importo dei bonus richiesti in via telematica: si tratta di oltre 221 milioni di euro, per una media di 7.139 euro a domanda”.

“Non c'è più tempo da perdere, - concludono i due assessori - per questo confidiamo in una risoluzione immediata da parte del Presidente del Consiglio uscente, Giuseppe Conte.


“Il ricorso della Regione Lombardia contro il provvedimento del governo è stato presentato in difesa di tutto il territorio regionale. Vogliamo tutelare la salute e il lavoro dei lombardi, evitando distinzioni e suddivisioni subregionali che porterebbero solo a una frammentazione controproducente del sistema sanitario regionale, con complicazioni anche in materia di mobilità sanitaria”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi in merito al ricorso presentato al Tar dalla Regione.

“La nostra azione sta riscontrando il sostegno del mondo economico lombardo. Diverse associazioni imprenditoriali e comitati di cittadini ci hanno offerto l’appoggio ad adiuvandum e sarebbe opportuno che anche i sindaci mandassero messaggi di unità istituzionale visto che il tema non riguarda una parte politica, ma interessa 10 milioni di persone. Ora è necessario che il governo riveda all’origine i parametri, perché cambiare colore significa decidere del futuro di migliaia di imprese e le scelte devono essere chiare e inconfutabili di fronte ai cittadini. In questo caso invece abbiamo visto una regione con dati in continuo miglioramento che è stata penalizzata pesantemente dal governo con l’attribuzione della zona rossa" conclude Rolfi.


"Il tweet con cui la sezione Bresciana dell'ANPI nega la morte di 10 mila italiani ammazzati e gettati nelle foibe dai comunisti slavi è semplicemente vergognoso ed è motivo di imbarazzo per tutta la città. Chi nega le foibe è paragonabile a chi nega la Shoah. Chiedo al sindaco di Brescia Emilio Del Bono di prendere le distanze da queste dichiarazioni antistoriche e cariche di odio e di non invitare più i rappresentanti di ANPI Brescia alle iniziative istituzionali. Indipendentemente dalle proprie idee politiche non si può dare spazio a chi tenta di cancellare pagine di storia del nostro Paese. Decine di migliaia di persone sono state perseguitate, ammazzate o costrette a fuggire da un regime sanguinario. Evidentemente la sinistra bresciana non ha fatto i conti con la storia. Chi rappresenta tutta la città però non può rimanere in silenzio di fronte alla gravità di parole negazioniste". Lo ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura Fabio Rolfi in merito al tweet di ANPI Brescia sul tema delle foibe.


“La Regione Lombardia ha pubblicato un bando da 867 mila euro rivolto agli Enti Gestori delle Riserve Naturali per sostenere le spese finalizzate alla realizzazione di interventi di tutela ambientale, di

salvaguardia delle risorse naturali disponibili, di mantenimento di strutture e infrastrutture e di recupero di aree degradate”. Ne ha dato notizia l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi.

Il contributo in capitale a fondo perduto verrà disposto nella misura del 100% per gli interventi di sistemazione idraulico-forestale, di forestazione e, in generale, per le azioni di rinaturalizzazione o comunque volte al miglioramento e alla conservazione della biodiversità e nella misura del 90% per tutti gli altri interventi. Le domande potranno essere presentate fino al 28 febbraio 2021.

“Le riserve naturali sono luoghi dove vivono specie naturalisticamente rilevanti che intendiamo salvaguardare per la biodiversità, anche garantendo agli enti gestori gli strumenti e le risorse per svolgere al meglio il proprio lavoro. Vogliamo valorizzare in modo concreto questi enti offrendo risorse economiche che serviranno – ha spiegato l’assessore Rolfi – per offrire ai cittadini maggiori possibilità di fruire, in condizioni migliori, di luoghi straordinari. Nel periodo post Covid i flussi turistici saranno necessariamente diversi e siamo convinti che sempre più persone si recheranno nelle riserve naturali”.

L’obiettivo della Regione è quello di consolidare il patrimonio naturale che caratterizza i diversi ambiti territoriali dell’area protetta e di favorirne il riequilibrio della funzionalità ecologica.

“È fondamentale mantenere in efficienza sia le strutture, come sedi e centri visita, che le infrastrutture come piste ciclabili, sentieri e aree di sosta per una fruizione sostenibile di questi luoghi. Intendiamo inoltre favorire il riequilibrio della funzionalità ecologica degli habitat, il recupero di aree degradate mediante interventi di risanamento” conclude l’assessore.


I gruppi di azione locali della Lombardia hanno già impegnato il 75% delle risorse disponibili con il Piano di sviluppo rurale 14-20: un totale di 51 milioni di euro sui 68 totali. È quanto emerso dal tavolo tecnico convocato dall'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi con tutti i presidenti e i direttori dei Gal lombardi, organizzazioni che eseguono interventi per lo sviluppo locale, riguardanti diversi settori dell'economia locale mirati al miglioramento dei servizi per la popolazione.

"Il lavoro dei Gal è fondamentale per favorire lo sviluppo delle aree rurali lombarde. - ha dichiarato Rolfi al termine dell'incontro - Dopo un inizio di attività difficile che ha caratterizzato gli anni scorsi, ora la macchina si è messa in moto. Abbiamo rimodulato gli obiettivi, per sollecitare la realizzazione degli interventi. I Gal rappresentano un progetto estremamente interessante di collaborazione tra pubblico e privato e la Regione Lombardia sta investendo risorse rilevanti per realizzare interventi concreti di sviluppo".

Quasi tutti  i Gal prevedono di raggiungere il 100% dell’impegno entro giugno 2021.

“Già a questo punto abbiamo livelli di spesa molto alti, con punte del 90%. Dati che confermano l’efficienza del sistema Gal. Sono gruppi che agiscono con senso di responsabilità e in grado di animare il territorio promuovendo proposte di bandi che incontrano le esigenze delle comunità locali e in particolar modo degli agricoltori. In questi due anni, che saranno di transizione tra l’attuale programmazione agricola comunitaria e la prossima, proseguirà il progetto dedicato ai gal e saranno garantiti bandi e risorse, circa 15 milioni, per consentire lo scorrimento delle graduatorie o far nuove proposte per i territori. Il riparto delle risorse sarà definito in maniera collegiale con premialità per i gruppi che in questi anni hanno saputo garantire risultati negli investimenti” conclude Rolfi. “Nel complesso svolgono una azione fondamentale di progettazione per territori considerati marginali e per settori e filiere economiche di confine, magari piccole e di qualità, artigianato locale, trasformazione agricola: tutte attività che sono occasione di promozione dei territori e volano per il turismo”.

Risorse impegnate dai singoli Gal nell’ambito del Piano di sviluppo 2014-2020:

COLLI DI BERGAMO        4.665.769,37

GARDA E COLLI MANTOVANI   2.995.455,01

GARDAVALSABBIA2020        4.976.559,87

OGLIO PO           3.014.580,73

OLTREPO PAVESE            1.809.903,35

QUATTRO PARCHI LECCO E BRIANZA      4.547.026,37

RISORSA LOMELLINA  4.127.049,20

TERRE DEL PO  4.581.144,16

VALLE BREMBANA 2020         5.935.665,31

VALLE SERIANA E DEI LAGHI BERGAMASCHI     5.340.507,18

VALTELLINA:Valle dei sapori 2014-2020               5.817.590,94

LAGO DI COMO               3.512.480,17

Totale GAL         51.323.731,67


“È vergognoso che un’azienda di proprietà dello Stato come Trenitalia non faccia altro che pensare al proprio tornaconto economico, dimostrando incoscienza e mancanza di rispetto verso la propria utenza”. Questo il commento del Deputato leghista On. Eva Lorenzoni (che presenterà interrogazione al Ministero nelle prossime ore) e dell’Assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi, circa la decisione di Trenitalia di cancellare l’ultimo treno Frecciarossa da Milano in direzione Brescia-Venezia.

“Alcuni pendolari – Spiegano Lorenzoni e Rolfi – ci hanno segnalato la scomparsa dall’orario di febbraio del Frecciarossa che ogni giorno parte da Milano alle 17.45 e arriva a Brescia alle 18.21. Dopo le numerose cancellazioni di treni da parte del gestore sulla direttrice, questo treno è l’ultimo mezzo che consente ai lavoratori titolari di abbonamento ad alta velocità di fare ritorno a Brescia e nel Veneto dal capoluogo lombardo. Un conto è ridurre le corse per il fisiologico calo dell’utenza causato dalla pandemia, ma lasciare totalmente sguarnita una tratta come la Milano-Venezia nelle ore serali è tutt’altro discorso. Tra l’altro a rendere l’operazione ulteriormente censurabile c’è un altro elemento: i due Frecciarossa del mattino sono stati comunque mantenuti, obbligando così l’utenza proveniente da Brescia a un esborso salato per un abbonamento che garantisce loro il servizio soltanto all’andata. Di fatto l’ultimo treno ad alta velocità per il ritorno sarà quello delle 16.13. Questa scelta avrà conseguenze pesanti su tutti i pendolari, non soltanto su quelli ad alta velocità. Per i viaggiatori del Frecciarossa l’unica alternativa per tornare sarà utilizzare i treni regionali, portando ad un incremento di circa un centinaio di persone su questi mezzi nell’ora di punta serale. Ovviamente ciò renderà impossibile qualsiasi distanziamento sociale. Trenitalia svolge un servizio commerciale, ma è comunque un’impresa controllata al 100% dallo Stato, gestisce denaro pubblico e deve offrire servizi alla collettività. È necessario e che la decisione venga rivista – concludono Lorenzoni e Rolfi – e che il Frecciarossa delle 17.45 venga reinserito nell’orario di febbraio”.


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