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“L’agricoltura di montagna è una pratica eroica che caratterizza la Lombardia per la qualità dei prodotti. Vogliamo continuare a sostenere gli agricoltori di alta quota che con la loro attività rappresentano un presidio ambientale e sociale contro lo spopolamento della montagna e contro incendi e fenomeni di dissesto idrogeologico. Oggi stanziamo 4,7 milioni di euro alle comunità montane lombarde per le misure forestali. Sono fondi straordinari che si aggiungono agli 1,5 milioni già stanziati a novembre. Con queste risorse apriamo i cantieri per la realizzazione di interventi di protezione, conservazione, valorizzazione degli ecosistemi forestali, di tutela della biodiversità e sosteniamo i livelli occupazionali e della qualità della vita nelle aree montane”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi presentando il riparto delle risorse regionali.

“Abbiamo investito oltre 20 milioni di euro in due anni tra filiera agricola di montagna e filiera bosco legno. Curare i boschi e promuovere l’agricoltura significa rendere più attrattiva la montagna anche sotto il profilo turistico” aggiunge l’assessore. “I prodotti agroalimentari saranno al centro del rilancio della Lombardia. Anche in quest’ottica il nostro progetto è quello di dedicare interamente alla montagna una linea di finanziamento all’interno del prossimo piano di sviluppo rurale” ha concluso l’assessore. 

Le risorse saranno messe a disposizione delle comunità montane per realizzare interventi volti a garantire la gestione sostenibile delle risorse forestali del territorio regionale. Saranno finanziate attività di prevenzione e ripristino delle foreste danneggiate, sistemazioni Idraulico-Forestali, miglioramenti forestali, tagli di esotiche a carattere infestante e la costruzione o manutenzione straordinaria di strade agro-silvo-pastorali.

“Sono risorse reali per interventi veloci di taglio e asportazione delle piante malate o morte, di lotta diretta agli insetti nocivi, asportazione di piante secche per prevenire incendi, ma anche miglioramenti delle strade di montagna perché spesso anche la logistica rappresenta un problema. Abbiamo messo a disposzione risorse straordinarie perché siamo convinti che il ritorno ambientale ed economico per i territori possa crescere ancora di più” conclude Rolfi.

I fondi saranno così suddivisi:

Brescia
PARCO ALTO GARDA BRESCIANO € 183.732,88 
SEBINO BRESCIANO € 89.413,45 
VALCAMONICA € 603.299,39 
VALLE SABBIA € 292.879,71 
VALLE TROMPIA € 240.628,88 

Bergamo
DI SCALVE € 82.901,08 
LAGHI BERGAMASCHI € 166.368,85 
VALLE BREMBANA € 281.280,25 
VALLE IMAGNA€ 85.534,28 
VALLE SERIANA € 252.168,01 

Como
LARIO INTELVESE € 124.359,85
TRIANGOLO LARIANO € 159.553,81 
VALLI DEL LARIO E DEL CERESIO € 183.969,89 

Lecco
LARIO ORIENTALE - VALLE SAN MARTINO € 108.455,02 
VALSASSINA VALVARRONE VAL D'ESINO E RIVIERA € 176.183,15 

Pavia
OLTREPO' PAVESE € 241.797,69 

Sondrio
ALTA VALTELLINA € 252.726,50 
VALCHIAVENNA € 169.120,72 
VALTELLINA DI MORBEGNO € 216.977,36 
VALTELLINA DI SONDRIO € 301.613,28 
VALTELLINA DI TIRANO € 241.997,49 

Varese
PIAMBELLO € 90.478,41
VALLI DEL VERBANO € 154.560,06

TOTALE LOMBARDIA 4.700.000,00 EURO


“Dopo aver sentito la panzana che collegava la diffusione del coronavirus alla presenza di allevamenti in pianura Padana ora assistiamo all’ennesima caccia alle streghe contro la zootecnia lombarda. Greenpeace ha fatto una scoperta sconvolgente: i fondi europei per l’agricoltura arrivano dove ci sono più aziende agricole. A me sembra naturale, a qualcuno invece è servita l’indagine di una presunta unità investigativa”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi in merito ai risultati dell’inchiesta fatta da Greenpeace Italia. “L’agricoltura è una attività essenziale per l’uomo perché gli permette di nutrirsi. E in più, dati Ispra, rappresenta solo il 7% delle emissioni totali in atmosfera in Italia”.

“La Lombardia è orgogliosamente la prima regione agricola d’Italia. Siamo la terra dei più importanti prodotti Dop, ossia le produzioni di qualità, e alleviamo oltre il 50% dei maiali italiani. La nostra zootecnia è un esempio straordinario di economia circolare. Abbiamo gli allevamenti più controllati d’Europa e abbiamo il 30 per cento degli impianti di biogas agricoli presenti a livello nazionale. Per noi la sostenibilità ambientale è un valore e lo dimostriamo con i fatti, non con le chiacchiere, continuando a investire in innovazione e tecnologia. Proprio in questi giorni abbiamo destinato 1,7 milioni di euro a 26 aziende per ridurre le emissioni di ammoniaca e gli impatti ambientali dalla gestione dei reflui zootecnici attraverso l’acquisto di iniettori, coperture per lo stoccaggio e impiantistica di trattamento dei reflui” aggiunge l’assessore.

“Chi continua a criticare evidentemente preferisce la chimica nei campi, noi preferiamo la materia organica che ha reso la pianura Padana la zona più fertile d’Europa. Tant’è che abbiamo vietato l'impiego per uso agronomico dei fanghi da depurazione in 168 Comuni del territorio regionale. Un impegno verso la sostenibilità ambientale certificato anche dall’Unione europea visto che abbiamo ricevuto comunicazione positiva sulla proposta avanzata che pone la nostra regione in una condizione di idoneità per l’uscita dall’infrazione europea.  Il futuro è quello di ridurre ulteriormente le emissioni atmosferiche e odorigene puntando su sistemi di iniettori che consentono di incorporare immediatamente nel terreno gli effluenti evitando il contatto con l’aria” conclude l’assessore. “Questi sono i fatti, che consentono alle nostre aziende di coniugare sostenibilità e redditività, altre teorie sono chiacchiere cariche di ideologia che servono solo a danneggiare le nostre aziende e a fare gli interessi dei competitor stranieri e dei produttori di cibo sintetico”.


"Ci siamo mossi subito per dare piena attuazione alla nuova legge regionale che prevede la possibilità di effettuare la caccia di selezione al cinghiale durante tutto l'anno anche nelle ore serali con visore notturno e che ha diversificato anche il periodo relativo alla caccia di selezione per altri ungulati. Ricordo che abbiamo anche introdotto la possibilità di utilizzare la tecnica del foraggiamento, ossia il posizionamento di piccole quantità di cibo per attirare il cinghiale. La Lombardia dimostra con i fatti di essere all'avanguardia nazionale nella gestione della fauna selvatica. Abbiamo predisposto interventi provincia per provincia per contenere un animale che sta devastando le coltivazioni e che rappresenta un pericolo per la sicurezza dell'uomo, come dimostrano i dati. In Lombardia abbiamo un incidente ogni tre giorni causato dai cinghiali". Lo ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, presentando gli interventi messi in campo per contenere il cinghiale in Lombardia.
 
"Nella stagione 2019/2020 - ha aggiunto Rolfi - in Lombardia sono stati abbattuti 9.200 cinghiali, ben 1.827 in più rispetto alla stagione precedente. La caccia di selezione è un metodo efficace e concreto per aiutare l'agricoltura". "I capi abbattuti in selezione, infatti, sono passati in un anno - ha continuato - da 2.324  a 3.118. Questa attività deve però essere sostenuta da norme avanzate. La legge nazionale ormai è anacronistica". "A livello lombardo - ha concluso Rolfi - stiamo facendo il possibile per contenere, nella cornice normativa nazionale, una proliferazione continua".
 
La situazione nelle province in cui è attiva la caccia di selezione:
 
Bergamo: già inviata la richiesta di parere a Ispra, si prevede di avviare a partire da fine giugno 2020 l'intervento Annuale di prelievo del cinghiale.
 
Brescia: tutte le richieste pervenute dai comprensori alpini sono state inviate a Ispra. La prossima settimana verranno fatti i decreti di approvazione per CA3 (Media Valle Camonica), CA4 (Bassa Valle Camonica) e CA8 (Alto Garda)
 
Como: iniziata il 13 giugno per la penisola Lariana e Prealpi comasche.
 
Varese: iniziata il 14 giugno per CA Nord Verbano e inizierà il 1° luglio per ATC1 e ATC2
 
Cremona: piano di interventi inoltrato a Ispra. In attesa del parere.
 
Lecco: i cacciatori stanno ritirando i tesserini, si prevede di iniziare la caccia di selezione al cinghiale settimana prossima. 
 
Lodi: Caccia di selezione attiva per ATC nord. ATC sud in fase di avvio (piano attivo).
 
Milano: vecchio piano prorogato fino al 31.12.2025
 
Pavia: vecchio piano prorogato fino al 30.06.2026
 
Totale abbattimenti cinghiali per singola provincia (controllo + caccia di selezione + caccia collettiva) nella stagione venatoria 2019/20
 
Bergamo 1.181 (l'anno precedente erano 941)
Brescia 1.241 (l'anno precedente erano 614)
Como 2.189 (l'anno precedente erano 1.916)
Cremona 119 (l'anno precedente erano 152)
Lecco 306 (l'anno precedente erano 260)
Lodi 4 (l'anno precedente erano 6)
Milano 12 (l'anno precedente erano 8)
Pavia 2.332 (l'anno precedente erano 1.973)
Sondrio 362 (l'anno precedente erano 279)
Varese 1.452 (l'anno precedente erano 1.222)
Totale Lombardia 9.198 (l'anno precedente erano 7.371)
 
 
Numero sinistri stradali causati dai cinghiali nel 2019
Bergamo 13
Brescia 7
Como 9
Cremona 5
Lecco 0
Lodi 1
Milano 6
Mantova 0
Pavia 50
Sondrio 2
Varese 35
Totale complessivo Lombardia 128 

 "Ci avevano detto che la sanatoria sarebbe servita all'agricoltura. E invece le richieste di regolarizzazione degli immigrati in ambito agricolo sono solo poche centinaia in tutta Italia. L'avevamo detto fin dall'inizio: gli imprenditori agricoli non sono 'schiavisti', fanno contratti regolari e non devono essere descritti come persone che sfruttano i lavoratori. I numeri dimostrano come la sanatoria voluta dal Governo sia un provvedimento ideologico totalmente inutile per il settore". Lo ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, commentando i dati relativi alla regolarizzazione degli immigrati. Sono circa 10.000 le persone che hanno presentato la domanda. Le richieste che riguardano il comparto agricolo sono poche centinaia.

Governo ascolti le associazioni di categoria, non solo i sindacati

"Il Governo - ha aggiunto l'assessore Rolfi - continua ad ascoltare solo i sindacati e non le associazioni agricole di categoria che chiedono la reintroduzione dei voucher per la regolarizzazione del lavoro stagionale, tagli decisi alla burocrazia e fondi adeguati per le filiere in crisi".

Gli effetti negativi della sanatoria

"Gli effetti della sanatoria - ha concluso l'assessore - sono stati negativi: gli sbarchi sono quadruplicati rispetto allo scorso anno e c'è anche chi prospetta l'ombra del racket per la compravendita di documenti. Di fatto è l'unica sanatoria al mondo che fa aumentare gli irregolari". (LNews)


"Nessuna grazia per l'assassino di Francesco e Giovanna. Cinque anni fa Brescia e' stata scossa da questo atroce delitto. La citta' non merita un secondo schiaffo. Sono al fianco di Marco, figlio della coppia uccisa, e dei familiari. C'e' una sentenza che prevede l'ergastolo e il colpevole deve scontare l'ergastolo. Giustizia e' scontare per intero la pena." Lo ha detto l'assessore regionale lombardo
Fabio Rolfi, ex vicesindaco di Brescia, in merito alla richiesta
di grazia inoltrata al Presidente della Repubblica da parte di
Muhamad Adnan per il duplice omicidio del 2015.
 "In un periodo in cui troppi criminali vengono facilmente
scarcerati, sarebbe un segnale devastante quello di rimettere in
liberta' una persona che ha ammazzato crudelmente una coppia per
invidia, distruggendo una famiglia. Lo Stato deve dimostrare la
propria fermezza nel rispetto delle vittime e sarebbe
auspicabile che a nome di una citta' che crede nella giustizia il
sindaco presentasse al Capo dello Stato la necessita' che la
giustizia faccia per intero il proprio corso" conclude 


“È inaccettabile che l’Anas pensi di fare i lavori di giorno in questo periodo dopo aver avuto a disposizione interi mesi di lockdown. Si rischia di creare altri danni economici agli operatori del Lago di Garda, già colpiti duramente, che si stanno impegnando per far ripartire uno dei motori turistici d’Europa. I lavori devono essere fatti di notte: pieno sostegno da parte della Regione Lombardia ai sindaci che hanno denunciato pubblicamente il problema. Ho già parlato con l’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture Claudia Terzi. A breve istituiremo un tavolo con i sindaci del Garda e Anas per trovare una soluzione. La Regione Lombardia vuole scendere in campo per tutelare l’attrattività turistica, e quindi l’economia, del lago”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura Fabio Rolfi in merito ai lavori stradali previsti dal 10 giugno sulla Gardesana.


“I numeri non hanno colore politico, per fortuna. E quelli relativi alla sanatoria di clandestini esprimono esplicitamente un concetto: all’agricoltura questo provvedimento non serve. Il governo ha passato mesi a descrivere gli imprenditori agricoli come sfruttatori di immigrati irregolari e ora il settore attende delle scuse. Sono solo 2.200 in tutta Italia le richieste di regolarizzazione provenienti dal settore agricolo, meno del 10% del totale. Il ministro Bellanova dovrebbe occuparsi di agricoltura, non di immigrazione”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi in merito ai numeri ufficiali diffusi dal governo. 

“Le associazioni agricole chiedono da mesi di reintrodurre i voucher, il governo ha risposto con due dita negli occhi, con provvedimenti colmi di ideologia e poco concreti. Sulle filiere in crisi da Roma hanno messo 500 milioni in tutta Italia per diversi settori, quando solo il florovivaismo ha subito 800 milioni di euro di danni. Sui rimborsi per i danni da maltempo, stiamo aspettando ancora le risorse per ciò che è successo ad agosto dello scorso anno. Troppo lenti e troppo tardi. Meno chiacchiere e più pragmatismo” conclude l’assessore.


"L'agricoltura lombarda ha bisogno di interventi concreti per affrontare l'emergenza economica causata dal Covid. Visitero' 100 aziende agricole in 100 giorni per toccare con mano le esigenze del comparto e in alcune di queste tappe sara' al mio fianco il presidente Fontana. L'economia reale non si puo' governare rimanendo chiusi in un palazzo. Passero' dunque i mesi di giugno, luglio e agosto nei campi della Lombardia per ascoltare i nostri imprenditori, conoscere al meglio le nostre aziende e calibrare gli interventi della Regione". Lo ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi,
che, oggi, e' stato nell'allevamento di lumache Regina Del Bosco gestito da due giovani ragazze di Passirano (BS) e al caseificio Carioni di Trescore Cremasco (CR). Mercoledi' l'assessore visitera' altre quattro aziende del territorio bergamasco.
   "In Lombardia - ha ricordato l'assessore - aziende altamente
innovative ed ecosostenibili. Oggi ho incontrato due giovani
sorelle bresciane che gestiscono un'azienda di elicicoltura che
e' una eccellenza nazionale per qualita' dei prodotti e un
caseificio che ha una attenzione particolare verso la sicurezza
alimentare e il benessere dei consumatori". "Compito delle
istituzioni - ha continuato - e' dare una mano a questi
imprenditori per farsi conoscere ed essere sempre piu'
competitivi sul mercato". (ANSA).


Approvati oggi dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore Massimo Sertori (Enti locali e Montagna) e di concerto con l’Assessore Fabio Rolfi (Agricoltura e Sistemi verdi), i criteri e le modalità del contributo per la manutenzione straordinaria e il recupero dei terrazzamenti e dei muretti a secco, elementi strutturali tipici del paesaggio agrario montano. Saranno stanziati 3 milioni di euro a fondo perduto, disponibili già dal 2020, con un contributo fino al 50% della spesa dell’intervento ritenuta ammissibile. Il bando sarà pubblicato entro 30 giorni e la parte operativa sarà affidata alle comunità montane lombarde.

 

DUPLICE FUNZIONE: COLTIVAZIONE E MANUTENZIONE TERRITORIO - “Stiamo parlando di un’arte rurale che si é sviluppata in altri tempi - spiega Sertori - grazie al lavoro e al sacrificio dei nostri antenati che con la costruzione di manufatti davvero “arditi”, hanno reso coltivabili superfici impervie come quelle valtellinesi, portando delle caratteristiche uniche al paesaggio e uno spettacolo per gli occhi”. “Abbiamo ritenuto importante - aggiunge - aiutare concretamente questo tipo di attività che svolge una funzione importante sia per i prodotti che genera, sia per la manutenzione del territorio”.

 

AIUTO CONCRETO PER LA MONTAGNA - Secondo Sertori “Col passare del tempo oggi si pone il problema di ricostruire i muretti a secco e i terrazzamenti laddove abbiano ceduto, pertanto queste risorse rappresentano un aiuto atteso dai territori. Averle messe a disposizione in questo momento così delicato dimostra la nostra volontà di aiutare concretamente la montagna lombarda, messa a dura prova anche dall’emergenza Covid e dalla conseguente crisi economica”.

 

LOMBARDIA SARÁ UN CANTIERE APERTO - “Dopo il piano Marshall - rimarca Sertori - che finanzia Comuni e Province e consente di avviare oltre 1500 cantieri in tutta la Lombardia, dopo aver implementato con 7,8 milioni di euro la dotazione del bando per il ripristino dei dissesti nei piccoli Comuni finanziando quindi ulteriori cantieri, anche questa iniziativa va nella direzione di incentivare l’attività economica e l’occupazione in un comparto di assoluta qualità”.

 

FATTORE IDENTITÀ COME LEVA PER LA CRESCITA - “Si tratta di un primo segnale di attenzione verso questo settore e di un tassello importante in direzione di una politica che fa leva sul fattore di identità per la crescita territoriale. Vedremo quale sarà la risposta al bando, ma se sarà positiva come auspichiamo, non escludiamo di poter integrare ulteriormente la dotazione finanziaria”, conclude Sertori.

 

AGRICOLTURA EROICA DI MONTAGNA: “I muretti a secco sono stati riconosciuti come patrimonio immateriale dell'umanità dall’Unesco; i terrazzamenti sono testimonianza dell’ingegno dell’uomo e della capacità di vivere in armonia con l’ambiente” ha aggiunto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi. “Vogliamo valorizzare queste opere che consentono di fare agricoltura in zone difficili, dove l’attività agricola è da considerarsi eroica. Senza questi interventi non avremmo l’olivicoltura sui laghi, i vigneti in Valtellina e Valcamonica, gli agrumi in Alto Garda.  L'agricoltura è identità e rappresenta una parte rilevante della storia della Lombardia. La sostenibilità ambientale è una delle linee guida della Regione Lombardia in ambito agricolo: terrazzamento e muretti a secco sono compatibili al 100% con l’ambiente circostante e necessitano di risorse per la conservazione e la valorizzazione. Noi stiamo facendo la nostra parte non solo investendo risorse, ma anche promuovendo di alleanze economiche sul territorio per garantire un futuro sempre più competitivo al comparto agroalimentare lombardo. L’agricoltura di montagna ha costi di produzione più alti. Finanziare la manutenzione o la realizzazione di queste infrastrutture significa ridurre un gap che rende questa pratica più sconveniente. Muretti a secco e terrazzamenti meritano di essere sostenuti tanto quanto le nostre stalle”.

 

I BENEFICIARI DELLA MISURA - Beneficeranno della misura i proprietari, conduttori o possessori delle aree interessate; le imprese agricole, singole o associate e gli Enti di diritto pubblico (quali Comuni, Enti Gestori di Parchi e Riserve Naturali).

TIPOLOGIA DI INTERVENTI - Gli interventi finanziabili attraverso questa misura riguardano le seguenti tipologie:

a) ripristino, attraverso interventi di manutenzione straordinaria, di terrazzamenti già posti a coltivazione e che presentino fenomeni di dissesto;

b) ripristino, attraverso interventi di manutenzione straordinaria, di muretti a secco presenti a margine di porzioni di terrazzamenti coltivati e che presentino fenomeni di dissesto, con possibilità di realizzazione di piccoli nuovi tratti; 

c) interventi di recupero a fini colturali dei terrazzamenti precedentemente coltivati e oggetto di colonizzazione da parte di boschi o macchie di vegetazione, da meno di 30 anni.

d) realizzazione o ripristino di sistemi di convogliamento, ruscellamento o raccolta delle acque a tutela della stabilità e dell’integrità di terrazzamenti coltivati esistenti;

e) interventi di manutenzione straordinaria o sistemazione di sentieri e/o strade interpoderali.


"Il Governo mette a disposizione 500 milioni di euro a livello nazionale per le filiere agricole in difficoltà senza una visione strategica su dove investirli. Troppo pochi, soprattutto perché stanziati senza una idea delle priorità; si rischia una distribuzione a pioggia senza azioni concrete e incisive. Dal governo abbiamo sentito poche idee e tanta confusione. L'esatto contrario di ciò di cui hanno bisogno oggi le aziende agricole". Lo ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi che, stamattina, ha partecipato a una videoconferenza con il ministro Bellanova. "Se pensiamo che solo il florovivaismo ha subito circa 800 milioni di euro di danni - ha sottolineato l'assessore - capiamo come l'intervento del governo sia solo un piccolo palliativo per l'agricoltura. Fondi dati volendo accontentare tutti non danno risposte concrete a nessuno". "Bisogna avere una strategia specifica per i settori più colpiti - ha aggiunto - come suinicoltura, florovivaismo, vitelli a carne bianca e agriturismo". "Invece il ministro - ha continuato - non ha prospettato una visione d'insieme, anche in vista della futura strategia europea Farm to Fork che peserà in maniera sostanziosa sulla Pac. E neppure ci ha detto le sue priorità". "Dal Governo - ha rimarcato l'assessore - troppa burocrazia e troppa lentezza. Ancora siamo in attesa dei bandi indigenti. Non sappiamo nemmeno quale sarà il paniere delle Dop coinvolte e con quale entità". "Riceviamo - ha continuato - decreti su decreti da Roma. Una politica che fa capire come il Governo non stia percependo le reali difficoltà delle imprese agricole". "Il ministro - ha concluso l'assessore Rolfi - sta troppo in ufficio e troppo poco nelle aziende". (LNews) gus


“Siamo qui oggi per dire che la Regione Lombardia fa sul serio nella lotta alla cimice asiatica, un insetto che sta devastando il comparto ortofrutticolo italiano. Dopo aver destinato 12,5 milioni di euro a 410 aziende lombarde per installare reti anti insetto oggi rilasciamo i primi esemplari di vespa samurai, piccolo parassitoide delle dimensioni di 1 millimetro che non rappresenta alcun pericolo per l’uomo e che si nutre di uova di cimice”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi che stamattina è stato alla Latteria agricola Mantovana vecchia dì Pegognaga (Mn) per il primo rilascio di vespa samurai. Nella giornata odierna è stato effettuato un rilascio anche nei comuni bresciani di Calcinato e Sulzano.
 
In accordo con il CREA-DC di Firenze e il servizio fitosanitario del ministero, la Regione Lombardia ha programmato il rilascio della vespa samurai in 25 siti sul territorio regionale. Saranno 15 in provincia di Mantova, 5 in provincia di Brescia e 5 in provincia di Sondrio. Nelle altre province i lanci verranno effettuati a partire dal prossimo anno, quando si pensa sarà disponibile un maggior numero di parassitoidi. Il protocollo prevede almeno due lanci in ogni sito, ognuno costituito da almeno 100 femmine e 10 maschi.
 
“Partiamo dalle tre province più colpite. I raccolti di pere mantovane subiscono danni fino al 70%, così come le pesche e le prugne a Brescia e le mele in Valtellina. Ma la cimice asiatica colpisce tutto il territorio lombardo, con danni stimati in 15 milioni di euro all’anno a una produzione lorda vendibile del 35%” aggiunge Rolfi.
 
I siti scelti hanno una rilevante presenza di cimice asiatica e vengono controllati sia nella fase precedente che successiva al rilascio, seguendo il protocollo del ministero. I dati saranno raccolti a livello centrale per redarre un report nazionale previsto per novembre.

“L’unica campagna a cui serve la regolarizzazione di immigrati clandestini è quella ideologica del ministro Bellanova. Per l’agricoltura è un intervento inutile, anzi dannoso perché ha contribuito a descrivere gli agricoltori come degli schiavisti che sfruttano le persone. Un autogol per l’Italia. Le nostre imprese hanno bisogno di voucher e di semplificazione per l’assunzione di personale, non di ideologia”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi in merito alla regolarizzazione di immigrati irregolari. È infatti attivo da oggi il servizio Inps per la presentazione delle istanze.

“L’annuncio di questa maxi sanatoria ha avuto solo l’effetto di far aumentare in maniera sconsiderata gli sbarchi di immigrati. La regolarizzazione avrà effetto tra l’altro quando buona parte della vendemmia e della raccolta di ortofrutta sarà già terminata. Basta questo a palesare la scarsa conoscenza delle realtà agricole da parte di un ministro che si sta occupando più di immigrazione che di agricoltura” aggiunge Rolfi.

“Il plauso della Regione Lombardia va invece agli imprenditori agricoli che stanno assumendo tanti Lombardi rimasti senza lavoro in questi mesi di difficoltà. L’agricoltura può essere una grande opportunità professionale per tanti cittadini che hanno perso l’occupazione. In queste settimane ho visitato le aziende, a differenza del ministro Bellanova, e ho visto ex imprenditori, ex baristi, ex operai che hanno trovato un nuovo impiego in questo settore. Le associazioni di categoria hanno raccolto migliaia di curricula. Dobbiamo aiutare gli italiani, non regolarizzare clandestini” conclude l’assessore.


“Abbiamo aperto le fattorie didattiche in Lombardia, per consentire ai bambini di passare in sicurezza giornate didattico-educative svolte a contatto con la natura. Parliamo di strutture con grandi spazi all’aperto, da sfruttare soprattuto in questa stagione e magari anche durante l’estate con gli agrigrest. Utilizzare le fattorie come centri ricreativi e didattici consente a molti genitori di tornare a lavoro in tranquillità”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, che questa mattina ha dato il via alle attività della fattoria didattica “Del Cortese” di Soncino (Cr).

 

“La Lombardia ha 170 strutture moderne, all’avanguardia e con gli spazi necessari. Il contatto con la natura è per i bambini fondamentale. Le Fattorie Didattiche offrono l’opportunità di conoscere l’attività agricola e il ciclo degli alimenti, la vita animale e vegetale, il mestiere e il ruolo sociale dell'agricoltore, il territorio lombardo. La visita a una Fattoria Didattica è solitamente un'occasione anche per educare al consumo consapevole e al rispetto dell’ambiente. Alla base della proposta educativa ci sono i principi della pedagogia attiva, che prevedono che gli ospiti imparino facendo” conclude Rolfi. “Proporremo alle scuole di sfruttare le fattorie didattiche anche per gite giornaliere durante l’anno scolastico. Visto che spesso si organizzano visite guidate ad aziende, credo che per i bambini sia interessante anche vedere l'origine dei prodotti agroalimentari”.

 

Le Fattorie Didattiche sono aziende agrituristiche impegnate nell’educazione del pubblico, ed in particolare nell’accoglienza di gruppi di bambini e di giovani nell’ambito delle loro attività scolastiche ed extrascolastiche. Le Fattorie didattiche in Lombardia sono 170, così suddivise:

 

Bergamo 38

Brescia 22

Como 7

Cremona 12

Lecco 6

Lodi 10

Mantova 7

Milano 26

Monza 6

Pavia 20

Sondrio 4

Varese 12


“La Lombardia è la regina italiana del latte, con 5.000 stalle sulle 27.000 nazionali. Produciamo il 45% del latte italiano grazie alle oltre 500 mila vacche allevate sul nostro territorio regionale. Il settore sta affrontando una dura crisi causata dagli effetti del covid sull’economia. Per aiutare i nostri allevatori e i nostri produttori è necessario consumare latticini del territorio”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi in occasione del world milk day, la giornata mondiale dedicata al latte.

“Il settore lattiero caseario è stato vittima di un attacco mediatico senza precedenti, anche da parte di trasmissioni che vanno in onda in prima serata sulla Tv di Stato, e di bufale che girano sui social che hanno causato un calo di consumi. Le fake news sono state smontate grazie al lavoro degli allevatori, all’innovazione delle nostre stalle e all’attenzione sempre crescente per il benessere animale. I nostri allevamenti sono i più controllati d’Europa. Bere latte fa bene alla salute, sia per i bambini che per gli adulti. Il futuro è sostenere con convinzione gli investimenti per innovare ancora di più e rendere le aziende sempre più competitive, produttive e sostenibili” ha sostenuto Rolfi.

“Tracciabilità anche con sistemi blockchain ed etichettatura di origine sono poi due battaglie che dobbiamo sostenere per valorizzare la distintività del nostro latte e dei nostri modelli di produzione, altamente di qualità, al fine di garantire al consumatore la possibilità di scegliere con consapevolezza garantendo anche il reddito dei produttori” ha concludo Rolfi. “Dobbiamo lavorare per costruire un vero patto di filiera tra i vari attori, soluzione necessaria per essere più competitivi, per evitare pratiche sleali e per garantire la giusta remunerazione del latte agli agricoltori con un prezzo che non può essere inferiore ai costi di produzione”.

Numero allevamenti di lattifere in Lombardia

Varese 78

Como    130

Sondrio 291

Milano 263

Bergamo 697

Brescia 1.403

Pavia 94

Cremona 703

Mantova 893

Lecco 85

Lodi 264

Monza e B. 32

Lombardia         4.933


"Abbiamo destinato altri 1,7 milioni di euro a 26 aziende agricole lombarde per ridurre ulteriormente le emissioni di ammoniaca e gli impatti ambientali dalla gestione dei reflui zootecnici. Queste risorse serviranno per acquistare iniettori, coperture per lo stoccaggio e impiantistica di trattamento dei reflui. Gli investimenti totali salgono a 4 milioni di euro in tre anni. Non si tratta di interventi spot, ma di un percorso di innovazione e di sostenibilità ambientale per un settore che è già tra i più green a livello europeo". Lo ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi presentando i risultati del bando regionale dedicato alla riduzione delle emissioni prodotte dalle attività agricole.

“La zootecnia lombarda è un esempio a livello mondiale di economia circolare. Abbiamo il 30 per cento degli impianti di biogas agricoli italiani e un controllo veterinario costante delle stalle. La sostenibilità ambientale delle aziende deve essere perseguita attraverso l'innovazione e la tecnologia. Per questo continuiamo ad accompagnare le imprese in investimenti legati alla compatibilità ambientale dei processi produttivi. Siamo interessati ai fatti, non alle ideologie spesso veicolate da note trasmissioni tv contro i nostri allevatori per fare un favore alle multinazionali del Nord Europa e del cibo sintetico" aggiunge Rolfi.

"Dagli allevamenti lombardi partono i cicli produttivi delle più importanti produzioni Dop d'Europa. Per questo l'impegno della Regione Lombardia è quello di continuare a valorizzare la materia organica per evitare l'eccessivo uso di chimica nei campi. Il futuro è quello di ridurre ulteriormente le emissioni puntando sugli iniettori che consentono di incorporare immediatamente nel terreno gli effluenti evitando il contatto con l’aria” conclude l’assessore.

Le risorse saranno così distribuite:

 

provincia di Bergamo: 815 mila euro per 7 aziende
provincia di Brescia: 375 mila euro per 8 aziende
provincia di Cremona: 165 mila euro per 6 aziende
provincia di Lodi: 40 mila euro per 3 aziende
provincia di Milano: 320 mila euro per una azienda
provincia di Mantova: 22 mila euro per una azienda


“Buona notizia per la Lombardia che con coraggio e fiducia completa la riapertura delle attività all’interno della regione. Nuove aperture per attività sportive, spettacoli viaggianti, parchi tematici e soprattutto va sottolineata la semplificazione delle norme sulla ristorazione, settore che deve essere accompagnato verso la ripresa. Lo facciamo guardando con fiducia i dati che sono in progressivo miglioramento a testimonianza della capacità lombarda di contenere una epidemia che qui ha avuto il suo epicentro e si è manifestata con maggior forza”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi.

Con la nuova ordinanza infatti è stato tolto l’obbligo di far osservare il distanziamento di un metro nei ristoranti anche a conviventi e a persone di uno stesso nucleo familiare.


 

“L’agricoltura è il simbolo della ripartenza, anche nelle valli bergamasche colpite pesantemente dal virus. Sono venuto a Nembro per conoscere in prima persona la bella storia di di Marco, giovane imprenditore agricolo che nel periodo più buio dell’emergenza sanitaria ha dato alla luce il progetto Le Selvagge: 1.000 galline ovaiole che in uno spazio di 8 mila metri quadri possono razzolare libere all’aperto nei boschi, a 650 metri di altitudine. Benessere animale, rispetto per l’ambiente, cibo ricavato in modo etico. Sarebbe bello che determinate trasmissioni. Questa è una storia tipicamente lombarda. Durante l’emergenza questa azienda agricola ha donato decine di migliaia di uova ad associazioni, centri assistenza e alla cucina da campo allestita a Bergamo per sostenere l’ospedale.”

Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi che questo pomeriggio, nell’ambito dell’iniziativa #100aziendein100giorni ha visitato l’azienda agricola Le Selvagge di Nembro (Bg). L’assessore è stato anche all’azienda ‘Sant'Anna' di Sant'Omobono Terme, colpita pesantemente dal maltempo dei giorni scorsi e alla 'Mioorto' di Carobbio degli Angeli.

Per quanto riguarda il maltempo, le aziende agricole stanno ancora aspettando dal ministero i risarcimenti danni della scorsa estate. La burocrazia statale è da medioevo, con una serie di procedure farraginose che allungano i tempi. Per gestire al meglio il ristoro danni all'Agricoltura bisognerebbe regionalizzare le procedure affinché si possano garantire tempi certi; che ne sa un funzionario ministeriale del danno subito da un'azienda della Valle Imagna? La Lombardia sta spingendo molto su una innovativa gestione del rischio. Oltre ai fondi per le polizze zootecniche quest’anno abbiamo stanziato 200 Mila euro per i fondi mutualistici, per tutelare il reddito degli agricoltori di fronte ai cambiamenti del clima. In Lombardia abbiamo la percentuale più alta di coltivazioni assicurate a livello italiano a dimostrazione di una propensione spiccata delle nostre aziende a tutelarsi, attitudine che noi intendiamo sostenere con maggior forza” ha dichiarato Rolfi.


“Nei provvedimenti sugli ammassi privati elaborati dalla comunità europea è stato dimenticato il settore dei vitelli a carne bianca, tipicamente lombardo e delle regioni del Nord Italia. Le carni di vitello per le quali viene consentito l’ammasso sono solo quelle dei vitelli da 8 mesi in su: una tipologia produttiva del Nord Europa. Questi provvedimenti danneggiano in maniera pesante l’Italia e tutelano invece gli interessi dei nostri competitor stranieri”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi che ha inviato questa mattina una lettera al ministro delle politiche agricole, Teresa Bellanova.

“Viene danneggiata una filiera che produce carni di alta qualità e che ha come principale sbocco commerciale il settore horeca che ha subito un crollo verticale per la chiusura dei mesi scorsi di ristoranti e bar. Nei mesi futuri rischiamo l’invasione di carni estere che rientrano nei provvedimenti sull’ammasso e che avranno dunque prezzi più vantaggiosi. Il comparto dei vitelli a carne bianca conta circa 500mila animali allevati in Italia, la maggior parte in Lombardia e nel bacino padano. I prezzi al chilo sono crollati da 5,30€ a 3€ circa. Serve un intervento” aggiunge l’assessore.

“Chiediamo al governo una azione diretta e di alzare la voce in sede europea. Ho inviato personalmente una lettera al ministro Bellanova chiedendole di attivarsi per tutelare i nostri allevatori e un settore estremamente in difficoltà” conclude Rolfi.


 

“Alla fine ha vinto il buonsenso, i lavori stradali sulla Gardesana saranno effettuati in orari notturni per evitare di danneggiare ulteriormente gli operatori turistici già colpiti dall'emergenza covid". Lo hanno detto gli assessori regionali Claudia Maria Terzi e Fabio Rolfi che questo pomeriggio hanno presieduto il tavolo regionale sul tema. Erano presenti anche i funzionari di Anas e il presidente della comunità montana Alto Garda Davide Pace.

"I lavori inizieranno il 15 giugno e saranno effettuati per tre settimane dal lunedì al giovedì dalle ore 23 fino alle 6 del mattino. Una bella notizia per tutto il territorio del Garda che giustamente si era unito nel denunciare l'assurdità di eventuali lavori diurni in questo periodo. Stiamo parlando di uno dei motori turistici d'Europa e non era pensabile bloccarne una delle arterie principali proprio all'inizio della stagione estiva dopo che Anas aveva avuto mesi di lockdown per eseguire i lavori. Un ringraziamento ad Anas che durante il tavolo si è dimostrata sensibile alle esigenze del territorio" concludono Rolfi e Terzi.


“La pac deve essere semplice, efficace, in grado di valorizzare le autonomie territoriali e soprattutto finalizzata a promuovere la competitività delle imprese agricole. La programmazione attuale ha una burocrazia mastodontica che rischia addirittura di peggiorare a causa della strategia Farm to Fork che liscia il pelo a visioni bucoliche dell’agricoltura ponendosi obiettivi ambientali ambiziosi senza puntare sull’innovazione nei campi e nelle aziende ma mettendo imposizioni, vincoli e burocrazia. Se l’aumento dei fondi per la pac verrà confermato sarà una notizia positiva, ma le misure sono ancora insufficienti e a farne le spese sarà la competitività della imprese”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi in merito alla strategia europea Farm to Fork.

“Occorre uscire da questa visione ideologica sbagliata. La pac è la misura di sostegno alla competitività agricola. La sostenibilità ambientale si raggiunge attraverso un percorso di innovazione e di formazione, non con altra burocrazia. L’Europa deve puntare in maniera concreta sull’agricoltura, coinvolgendo i territori e le Regioni per stabilire una strategia condivisa” conclude l’assessore.


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