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“Formazione, innovazione e sostenibilità. L’agricoltura deve pensare al futuro e questi tre elementi rappresentano la base da cui partire. Le scuole agrarie hanno bisogno di fondi per avere strumentazioni e macchine che siano al passo coi tempi e che sappiano rendere funzionali gli insegnamenti teorici e pratici alle esigenze del mercato del lavoro. Grazie al “Piano Fontana” della Lombardia sono stati messi a disposizione degli istituti agrari 5 milioni di euro per laboratori, attrezzature, digitale. I giovani saranno sempre più protagonisti dell’agricoltura 4.0. L’innovazione tecnologica è la via maestra per avere una agricoltura sempre più sostenibile a livello ambientale e gli imprenditori agricoli del futuro devono essere pronti ad affrontare questa sfida. Il ruolo formativo spetta chiaramente alla scuola e noi vogliamo contribuire a far avere ai ragazzi tutti gli elementi necessari”.

Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi intervenuto questa mattina all’assemblea annuale di Confagricoltura Lombardia.

“Abbiamo inoltre fornito all’Istituto Tecnico Agrario Carlo Gallini di Voghera in uso temporaneo quattro aule e l’utilizzo dei laboratori e delle serre del Centro regionale di Riccagioia a Torrazza Coste per le attività didattiche delle classi di indirizzo Agraria, Agroalimentare e Agroindustria, articolazione Viticoltura ed Enologia: 87 studenti potranno così usufruire di spazi adeguati e le lezioni si potranno svolgere in totale sicurezza” ha aggiunto Rolfi.

“Il tema dell’innovazione è strettamente legato alla sostenibilità, sia economica che ambientale, dei sistemi di produzione agricola. L’agricoltura lombarda ha già fatto passi da gigante in materia di benessere animale, di riduzione agrofarmaci, di meccanizzazione delle stalle, di riduzione delle emissioni. Dobbiamo impegnarci a comunicare di più i risultati raggiunti anche per combattere le fake news e intercettare sempre di più le sensibilità dei consumatori” conclude l’assessore.


Per valorizzare le malghe e gli alpeggi della Lombardia, la Regione prevede la possibilità di trasferimento, con vincolo di inalienabilità e a titolo gratuito, agli enti locali. È la nuova norma inserita nell’assestamento al Bilancio 2020 della Regione Lombardia.

“Un provvedimento federalista, di vicinanza territoriale e di lungimiranza. I Comuni che ne faranno richiesta potranno così gestire sul proprio territorio le malghe di proprietà regionale. Un modo per valorizzare l’agricoltura di montagna e legare ulteriormente la gestione di malghe ed alpeggi agli agricoltori di montagna responsabilizzando e valorizzando il ruolo delle comunità locali” ha dichiarato l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi.

“Le malghe e gli alpeggi non sono solo attività produttive, ma sono soprattutto presidi ambientali straordinari situati in luoghi che presentano difficoltà logistiche. Ma anche luoghi che se ben gestiti, seguendo le linee guida redatte da Regione insieme ad Ersaf, possono valorizzare al meglio il lavoro degli agricoltori. Penso ad esempio alla promozione della multifunzionalità, alla vendita diretta in malga, al collegamento delle malghe con i percorsi cicloturstici e la promozione del turismo enogastrinomico grazie al potenziale dei prodotti lattiero caseari delle nostre montagne, molti anche DOP. La responsabilizzazione diretta delle comunità locali punta a sprigionare queste potenzialità” aggiunge l’assessore.

“Con le linee guida approvate lo scorso anno - ha concluso Rolfi – abbiamo dato priorità alla gente di montagna per l’assegnazione delle malghe per bloccare le speculazioni. Abbiamo introdotto una rivisitazione aggiornata delle modalità di concessione in affitto delle malghe, attribuendo maggiore importanza alla proposta gestionale rispetto all'offerta economica anche per correggere distorsioni nei meccanismi applicativi della PAC che hanno generato tensioni nell'aggiudicazione di malghe pubbliche. Ora andiamo oltre, garantendo al territorio la possibilità di intervenire direttamente per utilizzare al meglio queste risorse economiche, culturali e ambientali”.

 

A settembre è previsto anche l’inserimento del tavolo regionale per il monitoraggio delle malghe per l’attuazione e la verifica delle linee guida alla presenza di tutte le associazioni agricole e degli enti locali. 

In Lombardia sono presenti 870 alpeggi/malghe, che occupano una superficie totale di 225.771 ettari, pari al 9 per cento del territorio regionale e a circa il 25 per cento di quello montano.


La Regione Lombardia ha modificato i parametri del Piano di Sviluppo rurale riguardanti gli importi dei premi concessi per il primo insediamento di giovani agricoltori (operazione 6.1.01). I contributi saranno alzati da 20.000 euro a 40.000 euro per i giovani agricoltori in zona non svantaggiata di montagna e da 30.000 a 50.000 euro per i giovani agricoltori in zona svantaggiata di montagna. La modifica è stata approvata nei giorni scorsi dalla Commissione europea.

“Vogliamo sostenere la nuova imprenditorialità agricola. L’agricoltura in questi mesi più che mai ha dimostrato di essere attività essenziale per l’uomo, imprescindibile per la nostra società e la nostra economia. Soprattutto in Lombardia, prima regione agricola d’Italia” ha dichiarato l’ assessore all’Agricoltura, alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

“Stimoliamo il ricambio generazionale, nuove idee, nuove tecnologie e una visione del futuro che vede sempre di più il settore agroalimentare come opportunità professionale di alto livello per i giovani lombardi. In questi cinque anni abbiamo aiutato 1.096 ragazze e ragazzi under 40 ad avviare una impresa agricola o a subentrare a una già esistente, con un contributo totale di 28 milioni di euro. Altre 127 domande sono in fase istruttoria” aggiunge Rolfi.

“Ora alziamo ulteriormente il contributo economico alla singola attività, soprattutto nelle zone svantaggiate di montagna perché è fondamentale l’attività agricola in quelle aree come presidio ambientale contro lo spopolamento e contro il dissesto idrogeologico” conclude l’assessore.

DOMANDE DI GIOVANI AGRICOLTORI FINANZIATE NEGLI ULTIMI 5 ANNI NELLE SINGOLE PROVINCE

Bergamo: 225 domande per un importo totale di 6.350.000,00 (altre 26 domande in fase istruttoria)

Brescia: 204 domande per un importo totale di 5.250.000,00 (altre 39 domande in fase istruttoria)

Como: 44 domande per un importo totale di 1.220.000,00 (altre 9 domande in fase istruttoria)

Cremona: 45 domande per un importo totale di 900.000,00 (altre 4 domande in fase istruttoria)

Lecco: 29 domande per un importo totale di 780.000,00 (altre 3 domande in fase istruttoria)

Lodi: 11 domande per un importo totale di 230.000,00 (altre 2 domande in fase istruttoria)

Monza Brianza: 3 domande per un importo totale di 60.000,00 (altre 2 domande in fase istruttoria)

Milano: 22 domande per un importo totale di 440.000,00 (altre 6 domande in fase istruttoria)

Mantova: 150 domande per un importo totale di 3.000.000,00 (altre 9 domande in fase istruttoria)

Pavia: 169 domande per un importo totale di 4.000.000,00 (altre 15 domande in fase istruttoria)

Sondrio: 168 domande per un importo totale di 5.040.000,00 (altre 10 domande in fase istruttoria)

Varese: 26 domande per un importo totale di 700.000,00 (altre 2 domande in fase istruttoria)

Totale complessivo Lombardia 1.096 domande per un importo totale di 27.970.000,00 (altre 127 domande in fase istruttoria)


“Purtroppo l’uva in vigna non aspetta. La vendemmia inizia tra dieci giorni. Proponiamo al governo di adottare il protocollo “vendemmia sicura” della Lombardia come modello nazionale per tutelare le esigenze del mondo vitivinicolo nel rispetto della prevenzione sanitaria. Dobbiamo fornire la garanzia assoluta di operatività alle aziende già stressate dalla crisi Covid e dalle difficoltà sui mercati a fronte di una vendemmia che risulta anticipata a causa del caldo”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura Fabio Rolfi.
 
“In vista della scadenza dell'ordinanza del governo e di una eventuale, probabile e motivata proroga, anche alla luce della legittima preoccupazione sulla situazione sanitaria nei Balcani, serve però una alternativa alla quarantena per chi deve lavorare alla vendemmia. La Lombardia mette a disposizione questo protocollo, condiviso con il mondo agricolo ed i sindacati dei lavoratori, che risulta essere un documento operativo efficace per garantire sicurezza e lavoro.” conclude l’assessore.
 
Il protocollo Anti-Covid per il comparto agricolo prevede che le ATS acquisiscano dall’INPS a partire dall’1 agosto 2020, con cadenza quindicinale fino all’1 ottobre 2020, l’elenco dei lavoratori stranieri e italiani assunti temporaneamente per le mansioni agricole stagionali (es. vendemmia, raccolta della frutta etc).
 
Per i lavoratori stagionali è prevista l’effettuazione dei tamponi durante la visita pre-assuntiva effettuata dal medico competente (la visita prevede l’obbligo di offerta del tampone) o comunque entro la seconda settimana di agosto per quelli già al lavoro alla data dell’1 di agosto.  
 
Il test molecolare per la ricerca di RNA di Sars Cov-2 (tampone nasofaringeo), trattandosi di indagine di sanità pubblica in coerenza con la delibera della Giunta Regionale 3323/2020, è effettuato gratuitamente.
 
Ogni giorno al momento dell’ingresso in azienda deve essere misurata la temperatura; nel caso in cui sia superiore a 37,5° o comunque di sintomi simil influenzali il medico competente lo segnala attraverso gli appositi canali di comunicazione con le autorità sanitarie.
 
In caso di temperatura corporea superiore 37,5° o di comparsa di sintomi simil influenzali, il lavoratore deve essere immediatamente escluso dall’attività lavorativa e isolato. Viene quindi disposto il tampone anche ai contatti più stretti.
 
Ogni azienda mette a disposizione i Dispositivi di Protezione Individuale specifici anche in relazione all’emergenza COVID (mascherina) oltre ad adeguate quantità di gel igienizzante per le mani.
 
Secondo accordi locali l’ATS mette a disposizione dei lavoratori stagionali non residenti un ambulatorio dedicato a qualsiasi necessità medico-sanitaria compreso eventuali sintomi riconducibili a COVID.
 
Il registro di presenza quotidiano deve essere aggiornato e reso disponibile dalla azienda alla ATS nel caso di inchiesta epidemiologica.

"Le misure varate dal Governo per il sostegno al comparto vitivinicolo si sono rivelate un fallimento annunciato. Anche in sede di preparazione avevamo evidenziato l’eccessiva burocratizzazione e l'inadeguatezza delle misure della distillazione alcolica e della riduzione delle rese rispetto alle esigenze del settore fatto, in Lombardia, in gran parte di aziende produttrici di vini di qualità". Lo ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura commentando le scelte del ministro alle Politiche agricole nella destinazione delle risorse al settore vitivinicolo.

"Per sostenere la distillazione alcolica sono stati utilizzati 14 milioni su 50 messi a disposizione e una sola azienda lombarda ha aderito all'intervento – ha aggiunto l'assessore regionale – e per la riduzione delle rese 39 milioni su 100. Oltre il 50% di questi 39 milioni sono andati alle aziende del sud. Di fatto sono state costruite misure in modo sartoriale sulle esigenze della tipica azienda meridionale, abbandonando il comparto vitivinicolo del nord e lombardo in particolare, fatto di aziende produttrici di vini di qualità tra i piu apprezzati al mondo".

"Ora - ha detto in conclusione l'assessore lombardo è fondamentale recuperare le risorse non spese, che rischiano di andare perse, lasciandole nella disponibilità delle regioni, in grado di intercettare meglio le esigenze diversificate dei rispettivi territori, destinandole in particolare alle produzioni di qualità". (Lnews)

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“Scriverò al ministro Bellanova per invitarla a visitare con me le campagne bresciane, cremonesi, mantovane e di tutta la Pianura Padana per toccare con mano i disastri combinati dalle nutrie. Questo roditore rappresenta un pericolo per la sicurezza delle persone, fa danni economici alle imprese agricole ed è causa di grandi sprechi di acqua, generando danni di carattere ambientale. Visto che il governo dichiara ogni giorno la propria sensibilità al tema della sostenibilità, mi auguro che rifletta anche su un intervento serio contro le nutrie”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi in merito all’assestamento di bilancio approvato dal Consiglio regionale.

“Abbiamo previsto un fondo regionale di 200 mila euro. È chiaro che non può essere sufficiente per combattere la nutria in Lombardia, ma siamo gli unici, insieme agli enti locali, che stanno mettendo risorse. Da Roma, nonostante richieste e proposte siamo a zero euro. Serve un fondo nazionale per contrastare il problema in modo efficace perché il tema è ormai di rilevanza nazionale, visto che interessa tutto il bacino padano. Per questo chiedo l’intervento del ministro in prima persona, con risorse e azioni concrete, non annunci” aggiunge l’assessore.

“È ora di costruire un vero piano di contenimento nazionale che affianchi regioni ed enti locali, promuova la ricerca scientifica su come contrastare questo roditore e affianchi i volontari con figure professionali per dare continuità al contenimento. Noi siamo a disposizione” conclude Rolfi.


“Certo che la misura “nidi gratis” della Regione Lombardia è stata sospesa in questi mesi. Forse Fabio Capra non lo sa, ma i bambini non stanno andando all’asilo perché le strutture sono chiuse. Chi dobbiamo mandare al nido gratis? Sarebbe comica la gaffe di Capra, se non fosse che l’assessore al Bilancio del secondo comune lombardo non può permettersi di non conoscere le misure regionali. Dimostra ancora una volta di svolgere il proprio ruolo in modo propagandistico, degno interprete della linea politica del sindaco della città. Prima di criticare sui giornali dovrebbe per lo meno informarsi; eviterebbe le figuracce che gli capita spesso di fare”. Lo ha detto l’assessore regionale Fabio Rolfi, in merito alle critiche rivolte dall’assessore comunale di Brescia alla Regione Lombardia. La misura "nidi gratis" è infatti stata sospesa poiché l'erogazione del contributo è subordinata all'effettiva fruizione del servizio, come da vincoli legati all'utilizzo del fondo sociale europeo.

“Capra può stare sereno, a partire da settembre la misura sarà riattivata, integrando il bonus inps per garantire, come ormai da anni, il completo azzeramento della retta a carico delle famiglie lombarde coinvolte. Non chiediamo al Comune di Brescia di ringraziare, ma sarebbe opportuno che almeno sindaco e assessori levassero la casacca del Pd quando si parla di finanziamenti pubblici. Dall'inizio della crisi sanitaria, la Regione Lombardia ha garantito uno stanziamento senza precedenti a sostegno delle famiglie in difficoltà, con il "pacchetto famiglia" per l'acquisto di strumenti tecnologici per la didattica a distanza e per il pagamento di mutui prima casa, con circa 40 mila beneficiari e con il "Fondo famiglia - Emergenza Covid-19". A partire da febbraio, lo stanziamento complessivo ammonta a circa 55 milioni di euro, con l'intenzione di valutare un ulteriore incremento di 20 milioni con la prossima legge di bilancio” conclude Rolfi.


Deroghe al limite massimo dei pasti nei week-end e recupero della mancata attività di ospitalità del periodo di lockdown. Queste le misure approvate dalla Regione Lombardia in materia di agriturismi nell’ambito dell’assestamento di bilancio. Iniziative che si vanno ad aggiungere alle semplificazioni già messe in campo nelle scorse settimane.

“Il settore degli agriturismi è tra i più colpiti dagli effetti economici del Covid19. Ne sto visitando a decine in queste settimane e tutti i gestori chiedono sostegno economico e semplificazioni burocratiche. Per questo la Regione Lombardia ha deciso di intervenire in maniera concreta e decisa. Oggi abbiamo stabilito che sarà consentito nei giorni di venerdì, sabato e domenica oltrepassare la soglia massima di pasti giornalieri, fermo restando ovviamente il numero massimo annuo previsto dal certificato di connessione. È un intervento particolarmente rilevante e richiesto dagli operatori che consente di sfruttare i giorni di maggiore affluenza compensando le mancate entrate che si riscontrano durante la settimana. Chi ha spazi adeguati e ha chiuso l’attività durante il lockdown potrà anche dare ospitalità a un numero di persone superiore a quello indicato dal certificato” ha spiegato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

“Novità che si vanno ad aggiungere alle modifiche legislative di questi mesi con le quali abbiamo consentito la possibilità per gli agriturismi di effettuare il servizio d'asporto e la consegna a domicilio come servizio stabile e la somministrazione pasti, nel limite di venti giornate all'anno, anche nei giorni di apertura non previsti dal certificato di connessione. Meno vincoli anche per l’ippoturismo. È inoltre in atto una campagna mediatica e social con cui invitiamo i lombardi a passare l’estate in agriturismo. Luoghi dove ottimo cibo e relax si coniugano con la riscoperta del territorio. Abbiamo in programma per i prossimi mesi anche interventi economici dedicati al settore. Continueremo a sostenere le 1.700 strutture della nostra regione. Gli agriturismi sono dei veri e propri ambasciatori dell’agroalimentare e dei sapori lombardi” conclude Rolfi.

Numero di agriturismi in Lombardia, divisi per provincia:

Bergamo 170

Brescia 348

Como 166

Cremona 72

Lecco 79

Lodi 33

Mantova 236

Milano 133

Monza e Brianza 16

Pavia 224

Sondrio 121

Varese 90

Totale Lombardia: 1.688


“Il vino lombardo è sempre più conosciuto e apprezzato nel mondo. Questa crisi economica deve insegnarci ad alzare ulteriormente la qualità dei prodotti, la capacità di comunicare all’esterno ciò che facciamo e a fare squadra per andare compatti ad affrontare i mercati. La Lombardia produce per oltre il 90% vini certificati, ossia Doc, Docg e Igt. Siamo diventati una grande regione vitivinicola. I produttori mi dicono che quella del 2020 sarà un’ottima annata, meteo permettendo. Allora la Regione deve fare ciò che le compete per aiutarli: burocrazia zero, aiuti economici rapidi e soluzioni al problema della manodopera, che sembra quello più preoccupante per il settore”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi in merito alla vendemmia 2020, iniziata questa mattina nella zona del Franciacorta.

“Sotto il profilo economico abbiamo lanciato #iobevolombardo, un bando semplificato da 3 milioni di euro con cui promuoviamo l’acquisto di vino locale da parte dei ristoranti Lombardi. Un intervento molto apprezzato che intendiamo replicare anche in futuro. Sotto il profilo professionale invece dobbiamo ovviare al problema di reperire la manodopera. Il protocollo del governo prevede infatti la quarantena per i braccianti che arrivano dall’estero. Ora più che mai ritengo un errore la scelta fatta da Roma di non reintrodurre i voucher in agricoltura. La Regione Lombardia intende rispondere alla domanda del settore agricolo, favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e coinvolgendo anche i cittadini percettori del Reddito di Cittadinanza. In particolare, raccoglieremo le candidature, d’intesa con le Organizzazioni Professionali, attraverso il contributo dei Centri per l’impiego, a cui i candidati potranno inviare la propria mail di adesione” ha annunciato l’assessore.

Le candidature pervenute saranno messe a disposizione delle Organizzazioni Professionali (Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Copagri) che indirizzeranno le diverse tipologie di collaboratori alle singole aziende agricole a seconda delle necessità e delle caratteristiche: esperienza pregressa, disponibilità e situazione logistica. I dati saranno gestiti nel rispetto della normativa sulla privacy.


Vendemmie e raccolti sicuri con i protocolli anti Covid, previsti da Regione Lombardia per i lavoratori stagionali, che prevedono fra le altre cose il tampone gratuito in fase di assunzione e la misurazione quotidiana della temperatura corporea e l’esclusione temporanea dall’attività nel caso questa sia superiore a 37,5 gradi.

Lo riferiscono gli Assessori al Welfare Giulio Gallera e all’Agricoltura Fabio Rolfi, al termine dell’incontro organizzato a Palazzo Pirelli per presentare e condividere le procedure di prevenzione per i lavoratori stagionali con i rappresentanti delle Associazioni e dei Sindacati di categoria.

“Si tratta di passaggio molto importante – spiega l’Assessore Gallera – che mette in primo piano la salute dei lavoratori attraverso una serie di misure finalizzate a monitorare e prevenire la diffusione del contagio da Coronavirus. Abbiamo attivato inoltre una interlocuzione con il Ministero della Salute al fine di armonizzare le nostre misure con i provvedimenti sulla quarantena definiti dal Governo riferiti in particolare ai cittadini di alcuni Paesi, quali ad esempio la Romania, dove la situazione pandemica sta destando parecchie preoccupazioni”.

“Dobbiamo necessariamente coniugare le esigenze sanitarie con quelle economiche delle aziende vitivinicole lombarde. In alcune zone della nostra regione la vendemmia inizia già nella prima decade di agosto. Per questo stiamo giocando d’anticipo per offrire un protocollo che sia operativo in tempi rapidi. Abbiamo come sempre collaborato con le associazioni agricole di categoria perché vogliamo che ci sia condivisione e che i lavori di vendemmia avvengano in totale sicurezza” ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Fabio Rolfi.

 

IL PROTOCOLLO ANTICOVID

Il protocollo Anti-Covid per il comparto agricolo prevede, fra le altre cose che le ATS acquisiscano dall’INPS a partire dal 1 agosto 2020, con cadenza quindicinale fino al 1 ottobre 2020, l’elenco dei lavoratori stranieri e italiani assunti temporaneamente per le mansioni agricole stagionali (es. vendemmia, raccolta della frutta etc).
Per i lavoratori stagionali è prevista l’effettuazione dei tamponi durante la visita pre-assuntiva effettuata dal medico competente (la visita prevede l’obbligo di offerta del tampone) o comunque entro la 2A settimana di agosto per quelli già al lavoro alla data del 1 di agosto.

Il test molecolare per la ricerca di RNA di Sars Cov-2 (tampone nasofaringeo), trattandosi di indagine di sanità pubblica in coerenza con la Delibera della Giunta Regionale 3323/2020, è effettuato gratuitamente.
Ogni giorno al momento dell’ingresso in azienda deve essere misurata la temperatura (<37,5°), in caso di temperatura ≥37,5° o comunque di sintomi simil influenzali il medico competente lo segnala attraverso gli appositi canali di comunicazione con le autorità sanitarie.

In caso di temperatura corporea superiore 37,5° o comunque di sintomi simil influenzali, il lavoratore deve essere immediatamente escluso dall’attività lavorativa e isolato e vengono disposto il tampone anche ai contatti più stretti.
Ogni azienda mette a disposizione i Dispositivi di Protezione Individuale specifici anche in relazione all’emergenza COVID (mascherina) oltre ad adeguate quantità di gel igienizzante per la mani.
Secondo accordi locali l’ATS mette a disposizione dei lavoratori stagionali non residenti un ambulatorio dedicato a qualsiasi necessità medico-sanitaria compreso eventuali sintomi riconducibili a COVID.
Il registro di presenza quotidiano deve essere aggiornato e reso disponibile dalla azienda alla ATS nel caso di inchiesta epidemiologica.


Regione Lombardia ha approvato una delibera riguardante le disposizioni per il sostegno del sistema produttivo caseario in seguito alle difficoltà causate dall’emergenza legata al Covid.

Una misura straordinaria da tre milioni di euro che consentirà di aiutare il sistema produttivo locale delle DOP lombarde e contemporaneamente di dare sostegno alla popolazione in difficoltà la cui capacità di acquisto anche dei generi alimentari di prima necessità è stata compromessa a causa del blocco delle attività imposto dal lockdown.

 

“Con “Io mangio lombardo” di fatto la Regione acquista formaggi lombardi di qualità per destinarli alle persone in difficoltà. Una azione che ha una doppia valenza: economica e sociale. Abbiamo voluto semplificare al massimo anche le procedure burocratiche in modo tale che ai produttori Lombardi arrivino soldi veri in breve tempo. Un’iniezione immediata di liquidità di cui il comparto agroalimentare lombardo ha estrema necessità. Tra l’altro il calo di consumi degli ultimi mesi ha generato un eccesso di produzione e per le aziende è essenziale un intervento che possa risolvere questa problematica” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi

 

La misura pertanto intende sostenere tutti i caseifici e gli stagionatori di alcuni formaggi Dop (NOSTRANO VALTROMPIA, STRACHITUNT, VALTELLINA CASERA, SILTER, FORMAGGELLA DEL LUINESE, FORMAI DE MUT DELL’ALTA VAL BREMBANA, SALVA CREMASCO, QUARTIROLO LOMBARDO, TALEGGIO) attraverso l’assegnazione di un contributo per la fornitura di formaggio DOP, alla popolazione in difficoltà attraverso i comuni e i soggetti del terzo settore, iscritti nell’elenco annuale approvato da Regione Lombardia

 

 

“I caseifici potenzialmente interessati sono 130 in tutto il territorio lombardo. Ringrazio per la collaborazione anche Unioncamere Lombardia che pubblicherà la manifestazione di interesse entro il 18 settembre 2020” aggiunge Rolfi.


 

Al via il bando, in Lombardia, per finanziare con 3 milioni di euro interventi di ripristino, conservazione e parziale completamento dei terrazzamenti e dei muretti a secco, oltre che interventi connessi, come la manutenzione straordinaria di sentieri e strade interpoderali e la sistemazione di sistemi di convogliamento delle acque.
“Abbiamo definito modalità e tempi della procedura per l’assegnazione delle risorse. Versiamo risorse reali, concrete e importati per sostenere l’agricoltura di montagna, pratica eroica che serve come presidio ambientale del territorio oltre come attività economica sostenendo la riqualificazione dei terrazzamenti che sono vere e proprie infrastrutture agricole oltre che costruzioni che conferiscono una particolare bellezza al paesaggio montano” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia
Regione Lombardia ha stanziato 3 milioni di euro a fondo perduto. Tali risorse saranno erogate alle Comunità Montane per interventi realizzabili unicamente nel territorio dei Comuni lombardi ‘montani’ o ‘parzialmente montani’. Il contributo è ammesso fino al 50% della spesa dell’intervento ritenuta ammissibile, destinato a interventi da concludersi entro il 31 ottobre 2021.
Le domande potranno essere presentate a partire da lunedì 27 luglio ed entro la chiusura del bando prevista per il 15 settembre 2020. Le richieste dovranno essere inserite esclusivamente tramite la piattaforma bandi online, all’indirizzo www.bandi.servizirl.it.
Tipologie d’intervento
Gli interventi finanziabili sono:
• ripristino, attraverso interventi di manutenzione straordinaria, di terrazzamenti già posti a coltivazione e che presentino fenomeni di dissesto (con o senza rinforzi di pietrame);
• Ripristino, attraverso interventi di manutenzione straordinaria, di muretti a secco presenti a margine di porzioni di terrazzamenti coltivati e che presentino fenomeni di dissesto, con possibilità di realizzazione di piccoli nuovi tratti, ove necessario.
• Interventi di recupero a fini colturali dei terrazzamenti precedentemente coltivati e oggetto di colonizzazione da parte di boschi o macchie di vegetazione, da meno di 30 anni.
• Realizzazione o ripristino di sistemi di convogliamento, ruscellamento o raccolta delle acque a tutela della stabilità e dell’integrità di terrazzamenti coltivati esistenti.
• Interventi di manutenzione straordinaria o sistemazione di sentieri e/o strade interpoderali integrati con interventi sui terrazzamenti esistenti.


La Regione Lombardia ha approvato una delibera riguardante le disposizioni per il sostegno del sistema produttivo vinicolo di qualità e per gli operatori della ristorazione in seguito alle difficoltà causate dall’emergenza legata al Covid.
 
Una misura straordinaria da tre milioni di euro che consentirà di aiutare due settori che rappresentano due eccellenze per la Lombardia e che affrontano un periodo di difficoltà economica. Questo intervento consentirà anche di rafforzare l’alleanza tra ristoratori e produttori di vino di qualità del territorio.
 
“Procedura semplificata e risorse immediate per una misura che i due settori attendevano. Con questo stanziamento mettiamo a disposizione dei ristoratori dei ticket da 250 euro che potranno spendere per acquistare vini di qualità nelle cantine lombarde. Intendiamo così anche creare rapporti territoriali virtuosi e collaborazioni tra produttori di vino e operatori per vedere anche in futuro sempre più vini Lombardi nelle carte dei ristoranti” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi. “L’operazione sarà accompagnata anche da una campagna comunicativa che vedrà pubblicazioni sui siti istituzionali e soprattutto una vetrofania esposta nei ristoranti. La Lombardia è una terra di vini eccezionali. Più del 90% del vino lombardo va nelle produzioni di qualità Doc, Docg e Igt. Dobbiamo trasformare la difficoltà economica in opportunità puntando sulle eccellenze e sulla comunicazione”.
 
Il budget verrà suddiviso in 12.000 voucher del valore di 250 euro ciascuno per l’acquisto di vino di qualità presso i produttori lombardi. I voucher potranno essere richiesti dagli operatori della Ristorazione. I produttori di vino interessati dovranno semplicemente aderire a una manifestazione di interesse che sarà pubblicata da Unioncamere Lombardia entro il 18 settembre 2020. Gli operatori della ristorazione richiederanno i voucher sempre su un bando unioncamere scegliendo tra le cantine che hanno aderito. I produttori di Vini di qualità in Lombardia potenzialmente interessati sono 700, mentre i Ristoratori in Lombardia sono circa 6.000 (previsti 2 voucher a ristoratore).

“Un lavoro di squadra che ancora una volta è premiante perché va incontro alle richieste che provengono dalle categorie, da chi ogni giorno lavora e produce. – ha aggiunto Alessandro Mattinzoli, assessore regionale allo Sviluppo economico - In un momento così difficile aiutare i settori in crisi e promuovere le nostre eccellenze è doveroso ancor più di prima. Un ringraziamento a Unioncamere Lombardia per la fattiva collaborazione. Siamo certi che anche questa misura rafforzerà il nostro sistema produttivo”.


La Regione Lombardia sta liquidando 161 milioni di euro a 15.044 aziende agricole. L’anticipo regionale sulla domanda unica è ancora una volta realtà nel mese di luglio, proprio quando gli agricoltori sono in campo e ne hanno maggiormente bisogno. Promessa mantenuta". Lo ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, presentando i dati relativi all'anticipo dei premi della Pac in Lombardia. Il dl Rilancio aveva introdotto l'aumento dal 50% al 70% dell'anticipo sulla Domanda Unica del 2020.

“La scadenza di presentazione delle domande di anticipo era stata prorogata al 30 giugno. Tra l’altro, causa smart working, la maggior parte delle domande è stata presentata in prossimità della data di scadenza. Ci siamo organizzati per garantire il pagamento in modo puntuale entro il 31 luglio. Ringrazio i funzionari dell’Organismo pagatore regionale che hanno lavorato puntualmente per rispettare i tempi stabiliti” aggiunge Rolfi. “Gli agricoltori non potevano permettersi ritardi”.

L’anticipo Pac alle imprese agricole viene erogato sotto forma di prestito per anticipare i finanziamenti che le imprese ricevono nell'ambito della Politica Agricola Comune. La Regione Lombardia eroga a luglio una quota pari al 70% delle risorse che, in base alla normativa comunitaria, le imprese ricevono a partire dal mese di novembre.

"Riusciamo a liquidare un numero considerevole di domande, il 90% di quelle ammesse - ha affermato l'assessore - e a dare respiro alle aziende agricole. L’anticipo Pac era stato bloccato negli anni scorsi da una norma ingiusta che penalizzava gli agricoltori lombardi. La Lombardia lo scorso anno ha fatto da modello nazionale anche su questo tema reintroducendo questa pratica”.

Nel dettaglio i fondi erogati, relativamente ai premi della Pac, suddivisi per provincia, numero aziende e importo complessivo per ogni territorio.

BERGAMO 1.703 aziende, 10 milioni 200 mila euro

BRESCIA 3.709 aziende, 29 milioni 320 mila euro

COMO 176 aziende, 900 mila euro

CREMONA 2.049 aziende, 29 milioni 100 mila euro

LECCO 154 aziende, 660 mila euro

LODI 535 aziende, 10 milioni 230 mila euro

MANTOVA 1.851 aziende, 18 milioni 310 mila euro

MILANO 1.009 aziende, 13 milioni 400 mila euro

MONZA BRIANZA 108 aziende, 850 mila euro

PAVIA 3.205 aziende, 43 milioni 800 mila euro

SONDRIO 205 aziende, 1 milione 600 mila euro

VARESE 205 aziende, 857 mila euro

Con sede legale fuori regione: 135 aziende, 1 milione 950 mila euro

Sul tema è disponibile un video, libero da diritti, al link: https://we.tl/t-DtlkuWFXij


 

“Per quanto riguarda il maltempo, i risarcimenti danni alle aziende agricole arrivano spesso dopo oltre un anno. La burocrazia statale è da medioevo, con una serie di procedure farraginose che allungano i tempi. Per gestire al meglio il ristoro danni all'Agricoltura bisognerebbe regionalizzare le procedure affinché si possano garantire tempi certi; che ne sa un funzionario ministeriale del danno subito da un'azienda delle campagne mantovane?”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi che oggi nell’ambito dell’iniziativa #100aziendein100giorni ha visitato insieme alla consigliera regionale Alessandra Cappellari alcune realtà agricole colpite da maltempo nella provincia di Mantova. L’assessore è stato alla Corma di San Giovanni del Dosso e alla Davide Pini di Schivenoglia indicando l'intenzione di chiedere lo stato di calamità per i danni alle realtà agricole non assicurabili.

 

 

“La Lombardia sta spingendo molto su una innovativa gestione del rischio. Oltre ai fondi per le polizze zootecniche quest’anno abbiamo stanziato 200 Mila euro per l'avvio dei fondi mutualistici, per tutelare il reddito degli agricoltori di fronte ai cambiamenti del clima. In Lombardia abbiamo la percentuale più alta di coltivazioni assicurate a livello italiano a dimostrazione di una propensione spiccata delle nostre aziende a tutelarsi, attitudine che noi intendiamo sostenere con maggior forza” ha dichiarato Rolfi.


”Via libera al decreto che prevede l’etichetta con l’indicazione di provenienza dei salumi. Un importante risultato frutto di un lavoro congiunto sostenuto dalla Regione Lombardia. Siamo la prima regione suinicola d’Italia, con 4,5 milioni di capi rappresentiamo il 53% del totale nazionale”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi in merito al decreto interministeriale siglato questa mattina relativo all’etichettatura di origine dei salumi. Il decreto prevede che i produttori indichino in maniera chiara sulle etichette le informazioni relative a: “Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali); “Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali); “Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali). Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”.

“Una vittoria per i consumatori che sempre più chiedono carne certificata Made in Italy e che hanno diritto a conoscere l’origine di ciò che mangiano. Ora bisogna dare rapida attuazione al decreto e lavorare per creare una vera filiera suinicola italiana tramite un accordo di filiera serio che porti a una visione condivisa e a una equa ripartizione del valore tra allevatori e trasformazione industriale. La mancanza di questo accordo è fonte di disguidi e di contrapposizioni che tolgono valore ai prodotti. I fenomeni speculativi di questo periodo ne sono una prova” aggiunge Rolfi.

“Altro obiettivo è quello relativo alla riforma del consorzi. Non è possibile che si programmino le produzioni e le strategie commerciali senza coinvolgere minimamente gli allevatori, che devono invece essere protagonisti nella gestione, come avviene per esempio nel comparto lattiero caseario. La condivisione della produzione deve essere un valore anche per una sostenibilità economica di tutto il settore” conclude l’assessore lombardo.

I dati dei suini allevati in Lombardia per provincia:

Bergamo 297.011

Brescia 1.356.038

Como 2.148

Cremona 969.149

Lecco 4.269

Lodi 356.688

Mantova 1.190.459

Milano 77.929

Monza e Brianza 3.504

Pavia 233.078

Sondrio 1.834

Varese 1.018

TOTALE Lombardia 4.493.125 (52,9% del totale nazionale)

 

“Una vittoria per i cittadini bresciani, per i residenti di Buffalora in primis grazie al ricorso del comune di Rezzato. Brescia non può permettersi altre discariche. Sotto il profilo ambientale la nostra città e la nostra provincia hanno già dato ed il fattore di pressione regionale nasce anche per questo. Dispiace che l’ente Provincia abbia deciso di andare fino in fondo, ma ciò che conta adesso è che i bresciani possano tirare un sospiro di sollievo”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi in merito alla sentenza del Consiglio di Stato sulla discarica Castella.

“Nei mesi scorsi siamo scesi in strada con i cittadini di Buffalora per far sentire la vicinanza della Regione. La nostra decisione di schierarci contro il progetto era sostenuta da motivazioni concrete. – prosegue Rolfi – Una scelta coerente con la logica del calcolo degli impatti cumulativi in una zona della nostra città già ampiamente sfruttata negli anni passati. Considerate infatti le tante criticità note, non poteva che esserci un parere negativo. Ora dopo due progetti bocciati si apra una fase nuova per una zona dell’hinterland cittadino ampiamente sfruttato nei decenni scorsi”.


Tra le professioni green che stanno riscuotendo un grande successo c’e’ quella del casaro di montagna. Per questo Regione Lombardia, attraverso il suo ente strumentale per l’Agricoltura ERSAF, ha organizzato un corso professionale di 9 giornate, per un totale di 72 ore, da lunedì 26 ottobre a giovedì 5 novembre 2020, rivolto proprio a coloro che vogliono un lavoro immerso nella natura tra le Alpi lombarde. Ovviamente il corso è aperto agli alpeggiatori che già trasformano il latte in malga e a tutti quegli operatori di caseifici aziendali che producono formaggio molli e stagionati.

TUTTI I SEGRETI PER PRODURRE I NOSTRI FORMAGGI - Ampio spazio, oltre a un approfondimento teorico, sarà dedicato ad esercitazioni di caseificazione per produzione alcuni dei formaggi più famosi della nostra tradizione: caciotta, tipo monte, taleggio, canestrato, caprino, burro, ricotta. Le prove pratiche si svolgeranno direttamente nell’azienda agricola di Bezzi Andrea di Ponte di Legno in provincia di Brescia, mentre per gli incontri teorici e’ stato scelto l’Hotel Bleis sempre a  Ponte di Legno.

 

“La Regione Lombardia sta seguendo un percorso di valorizzazione eccezionale dei prodotti di montagna. L’agricoltura in alta quota è una pratica eroica che contribuisce alla cura del territorio ed è un presidio sociale contro lo spopolamento” ha dichiarato l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura Fabio Rolfi. “Produrre formaggi alpini è un’opportunità professionale di alto livello e le istituzioni hanno il dovere di formare adeguatamente figure in grado di poter realizzare prodotti di qualità anche in base alle rinnovate esigenze dei consumatori. Gli operatori possono utilizzare anche il marchio nazionale “Prodotto di montagna”. Il nostro obiettivo è quello di valorizzare le eccellenze agroalimentari anche attraverso gli agriturismi lombardi che stanno diventando sempre più ambasciatori dei prodotti tipici del territorio” conclude l’assessore.

SI INSEGNANO LE  TECNICHE DI ALPEGGIO - I docenti saranno: tecnici caseificatori, tecnici ERSAF, imprenditori casari e ricercatori. Forniranno competenze di tecnologia di produzione casearia, stagionatura, affinamento e confezionamento, conservazione dei prodotti caseari, difetti visivi e sensoriali e azioni correttive nei formaggi, norme igienico sanitarie dalla mungitura alla caseificazione e alla vendita, tecniche di alpeggio, prati e pascoli di montagna, sanità del bestiame dal fondovalle all’alpeggio, cenni sulle patologie più diffuse. 

QUOTA E INFORMAZIONI - La quota di iscrizione al corso e’ di 800 euro. Per informazioni ci si puo’ rivolgere a Pio Rossi, Scuola Agraria del Parco di Monza (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 335.5238134) o a Piergiorgio Bianchi, ERSAF (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -3356041374). (LNews)


La Regione Lombardia, nell’ambito del Piano di sviluppo rurale, ha stanziato 12.5 milioni di euro per finanziare 97 infrastrutture destinate allo sviluppo del settore agro-forestale. Nello specifico i progetti riguardano la realizzazione di nuove strade agro-silvo-pastorali, il miglioramento di quelle esistenti e la realizzazione di piattaforme ad uso collettivo per lo stoccaggio di materiali e prodotti del legno.

“Vogliamo sostenere la logistica in montagna, necessaria anche per il settore agricolo e per dare un ulteriore valore economico a questi territori. Si tratta di un intervento economico importante di cui beneficeranno direttamente i comuni e i consorzi per l’adeguamento e il miglioramento di strade agro-silvo-pastorali ad uso collettivo già esistenti, compresa la messa in sicurezza e l’adeguamento agli standard

previsti dalle classi di transitabilità I e II relativamente alla larghezza della careggiata e alla pendenza e per la realizzazione di nuove infrastrutture” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

L’Operazione si applica nei comuni di collina ricompresi nei territori delle Comunità Montane e nei comuni di montagna, individuati secondo la classificazione ISTAT. Gli interventi relativi alle infrastrutture viarie rientrano nei Piani VASP approvati. La realizzazione, l’adeguamento e il miglioramento di strade agro-silvo-pastorali possono essere effettuati da enti pubblici, enti di diritto pubblico e consorzi forestali. I gestori privati possono realizzare solo interventi di adeguamento e miglioramento.

“I progetti sono stati valutati in base ai requisiti qualitativi degli interventi richiesti e al livello di progettazione. La montagna ha bisogno di interventi mirati per renderla più fruibile anche in chiave di prevenzione idrogeologica” ha concluso Rolfi.


“La provincia di Varese ha dei prodotti agroalimentari di nicchia che possono distinguersi sul mercato per la territorialità che esprimono e per la qualità riconosciuta anche dai marchi di denominazione d’origine protetta: penso alle due Dop del miele e della Formaggella di Luino ma anche ai vini Igt. È necessario fare rete per promuovere insieme questi prodotti certificati”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi che quest’oggi, nell’ambito dell’iniziativa #100aziendein100giorni, ha visitato alcune realtà agroalimentari del territorio di Varese. La mattina all’azienda agricola Il Vallone di Cuveglio ha incontrato i produttori della Formaggella del Luinese Dop e nel pomeriggio ha incontrato alcuni apicoltori della zona.
 
“La Regione è pronta a intervenire per sostenere progetti che arrivino dal territorio, anche in sinergia con la Camera di Commercio” ha aggiunto Rolfi. “Varese ha una delle tre Dop del miele italiane. Un settore fortemente distintivo che in questi anni sta subendo un calo della produzione a causa dei cambiamenti climatici. I nostri apicoltori stanno lottando anche contro i competitor stranieri che producono miele di bassa qualità e penetrano il mercato a prezzi bassi. In Lombardia si importano 4.700 tonnellate all’anno di miele per un valore di 15 milioni di euro, soprattutto da Ungheria, Cina e Francia. Per questo è necessario comunicare la qualità del nostro miele” aggiunge Rolfi.
 
“Il mese scorso abbiamo modificato la legge regionale riconoscendo per legge l’apicoltura come attività agricola fondamentale per la conservazione dell'ambiente e istituendo un tavolo regionale ufficiale. Abbiamo siglato inoltre un accordo per dedicare a questa attività alcune aree boschive regionali. Difendere le api significa difendere l’agricoltura e l’agroalimentare. Il 75% del cibo è frutto del loro lavoro di impollinazione e senza api non avremmo circa il 60% di frutta e verdura, così come migliaia di piante da fiore. In Lombardia abbiamo circa il 12% della produzione nazionale e la Regione intende tutelare i 6.000 apicoltori lombardi” conclude l’assessore.

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