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Via alla manifestazione di interesse per progetti di agricoltura di montagna

La giunta regionale della Lombardia ha approvato la manifestazione di interesse finalizzata ad attuare la strategia di rilancio economico e di sostegno al sistema rurale e ambientale per i territori montani, da attuarsi attraverso lo strumento dell’Accordo di rilancio economico sociale e territoriale (AREST)

Il percorso consente l’azione integrata e coordinata tra Regione e un partenariato istituzionale pubblico-privato utile a far emergere le potenzialità di rilancio economico, sociale e territoriale presenti nell’ecosistema regionale.

“Vogliamo promuovere una sinergia pubblico-privato in grado di valorizzare l’agricoltura di montagna, partendo dalla filiera lattiero-casearie e dall’innovazione nelle filiere tradizionali. Siamo interessati anche al recupero e valorizzazione di produzioni locali quali castanicoltura, olivicoltura, frutticoltura e agrumicoltura di particolare rilevanza anche per gli elementi storici del paesaggio agrario e della biodiversità” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi. “Dare una rilevanza economica all’agricoltura d’alta quota è fondamentale per salvaguardare le tradizioni enogastronomiche e soprattutto per contrastare lo spopolamento delle montagne”.

“Attraverso uno degli strumenti di programmazione negoziata regionale - ha dichiarato Massimo Sertori, assessore regionale a Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni – continuiamo nel percorso di rilancio economico e di sostegno al sistema rurale nei territori montani lombardi. “Vogliamo innescare un sistema virtuoso – continua Sertori - per far sì che i nostri agricoltori restino a lavorare in montagna e si creino opportunità anche per i giovani. Anche così riusciremo ad invertire finalmente il trend dello spopolamento”.

Si invitano pertanto uno o più enti locali, anche congiuntamente, costituendosi in forma di partenariato pubblico privato anche con gli operatori economici, a presentare proposte di AREST, con l’obiettivo di implementare e sviluppare le filiere produttive basate sull’ottenimento di prodotti di qualità che valorizzino il patrimonio forestale lombardo e sull’impiego a fini energetici delle biomasse. I partenariati devono essere espressione del territorio, e comprendere soggetti che assumono un ruolo attivo, anche come promotori, nella proposta di AREST. Partecipano ai partenariati: soggetti pubblici; imprese e reti di impresa; associazioni; fondazioni. Le proposte di AREST dovranno prevedere interventi per un impegno complessivo massimo di 6 milioni di euro.

“I progetti dovranno essere finalizzati alla competitività delle imprese, alla valorizzazione dell’attrattività e della competitività dei territori e alla sostenibilità ambientale delle filiere” aggiunge Rolfi.


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