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Caregiver familiare, Rolfi risponde al Pd lombardo: “Basta prendere in giro i cittadini più bisognosi, serve norma nazionale”

Milano, 26 gennaio. “Il riconoscimento dei caregiver familiari è una delle tante misure incompiute del Governo a guida Pd.” Lo afferma il Presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali del Pirellone Fabio Rolfi, commentando le dichiarazioni degli esponenti regionale Pd, Girelli e Borghetti.

“Stupisce molto – prosegue Rolfi – che siano proprio i candidati consiglieri regionali del Partito democratico lombardo a rilanciare il tema, chiamando in causa la Regione, che sul sostegno alla figura del caregiver ha prodotto in questi anni tanti strumenti innovativi importanti. Si pensi ad esempio alle misure B1 e B2, dedicate alla non autosufficienza, oppure RSA aperta. Ciò che le associazioni dei caregiver, ascoltate anche nella commissione che presiedo, hanno chiesto a più riprese non è una norma regionale, bensì il riconoscimento nazionale, in particolare per quanto attiene la copertura previdenziale, ossia il calcolo ai fini pensionistici dei tanti anni che un familiare che assiste un parente disabile o malato, presta in assistenza, fra l’altro sollevando da questi costi la collettività. Un periodo di tempo, di lunghezza variabile, che di fatto viene sottratto al lavoro, con le conseguenze che è facile immaginare. Il Parlamento nazionale ha inserito, in maniera frettolosa e pasticciata, la figura del caregiver nel bilancio approvato a dicembre, ma ciòè molto distante dall’essere sufficiente, sia per l’impianto normativo assente che per le poche risorse stanziate. Per cui certe forze politiche, che hanno avuto ben cinque anni per fare qualcosa di concreto, la smettano di prendere in giro i cittadini, specialmente quelli che più soffrono. Come Lega Nord rilanciamo il nostro impegno, già portato avanti in Regione con molte misure, affinché nella prossima Legislatura nazionale, sia finalmente approvata una legge chiara con risorse adeguate per riconoscere e tutelare, anche dal punto di vista assicurativo e previdenziale, questo ‘welfare domestico’ – conclude Rolfi – che ha tutto il diritto di uscire dall’invisibilità normativa.”


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