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Coronavirus, stop a speculazioni su latte. Non siano allevatori a sostenere peso dell'emergenza

"Il settore del latte sta attraversando difficoltà per le quali serve un intervento di sistema. La crisi della ristorazione e dell'industria alberghiera rischia di pesare con un mancato ritiro già oggi stimabile in 3 mila tonnellate di latte sulle 16 mila che si registrano solitamente in Lombardia a marzo. Proprio per questo ho invitato stamattina i rappresentanti dell'industria della trasformazione a fare il possibile per sostituire i quantitativi di latte e di cagliate stranieri, ancora oggi utilizzati, con latte italiano. Si può fare in una logica di solidarietà nazionale e di settore". Lo ha detto l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi che questo pomeriggio ha convocato una videoconferenza per discutere della situazione di emergenza del settore lattiero caseario causata dalla diffusione del Coronavirus. Hanno partecipato i rappresentanti di Assolatte, del Consorzio Grana Padano, Assica, Aral, Confcooperative, Coldiretti Lombardia, Confagricoltura Lombardia, Cia Lombardia e Copagri Lombardia.

"La Lombardia produce il 44% del latte italiano. Bisogna avere visione di filiera tra mondo agricolo e settore della tasformazione. Per affrontare questa situazione di emergenza stiamo operando affinché almeno 500 tonnellate di materia prima vengano indirizzate alla produzione di siero in polvere di uso zootecnico. Nel contempo si è convenuta la necessità che il mondo agricolo attui una ragionevole e sostenibile contrazione della produzione alla stalla anche per non abbassare il valore della materia prima" ha aggiunto l'assessore.

"È fondamentale che prosegua la raccolta della massima quantità di latte consentita dalla fase emergenziale soprattutto per quei prodotti non immediatamente interessati dalla crisi di consumo, come i circuiti Dop, evitando fenomeni speculativi e rispettando gli impegni contrattuali. Nessuno deve scaricare sugli allevatori il peso dell'emergenza. Nel tavolo, che sarà permanente per monitorare la sitruazione, abbiamo convenuto di sostenere una azione comune sul Ministero affinché i bandi per i prodotti caseari agli indigenti siano potenziati e orientati verso prodotti realizzati con latte italiano e possibilmente lombardo. È un modo concreto per recuperare latte in eccesso evitando sprechi e salvaguardando il prezzo. Coinvolgeremo anche il mondo della gdo richiamando a una maggiore sensibilità nella valorizzazione della materia prima italiana per i prodotti venduti nei supermercati" conclude l'assessore.


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