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Quote latte, Pd e 5 Stelle giustizialisti anche con allevatori

“Anche sulle quote latte Pd e Cinque Stelle dimostrano di preferire la via giudiziaria a quella politica. Bocciando la proposta delle Regioni, Lombardia in testa, di rinviare la riscossione delle quote latte in attesa di una soluzione a questa intricata vicenda, obbligano gli enti regionali a trasformarsi in esattori delle tasse e centinaia di allevatori ad affrontare percorsi giudiziari, visto che non potranno pagare multe da centinaia di migliaia di euro”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi in merito alla bocciatura da parte della maggioranza in Commissione Agricoltura alla Camera dell’emendamento riguardante il rinvio della riscossione delle multe per la vicenda “quote latte”.

“Il governo ha abbandonato gli allevatori senza nemmeno metterci la faccia, visto che devono essere le Regioni a riscuotere. La vicenda delle quote latte e la legittimità delle sanzioni sono state messe in discussione anche dalla magistratura europea. – incalza Rolfi con riferimento alla sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha stabilito seri dubbi circa la correttezza delle procedure amministrative – Sarebbe opportuno avere più tempo per riflettere sulla soluzione invece che usare il bastone contro le imprese. L’obiettivo dovrebbe essere quello di salvaguardare le aziende garantendo la continuità lavorativa piuttosto che accompagnarle alla chiusura. Ci si deve sforzare di trovare una soluzione ragionevole a questa situazione”

In Lombardia sono coinvolte 350 aziende agricole per una somma di circa 200 milioni di euro. 

“Si tratta – conclude l’assessore – di imprenditori che vogliono regolarizzare la propria posizione per ripartire e lavorare. La questione delle quote latte è da archiviare e consegnare alla storia. Chiediamo al ministro Bellanova e al Governo di prendere una iniziativa politica in sede nazionale e comunitaria. Appena insediata aveva chiesto tempo per approfondire la tematica, a distanza di mesi serve una presa di posizione concreta che non sia quella di assistere passivamente al funerale di centinaia di imprese”.


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