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(AGI) - Milano, 24 gen. - Diversi milioni saranno messi in campo dalla Regione Lombardia per innovare i metodi di irrigazione delle imprese agricole, per finanziare l'apertura di agriturismi e il divieto all'utilizzo dei gessi per l'agricoltura. Questi i principali provvedimenti che Palazzo Lombardia mettera' in campo nelle prossime settimane e che sono stati illustrati, in un'intervista all'Agi, dall'assessore regionale all'Agricoltura, Fabio Rolfi."Stiamo lavorando - ha spiegato l'esponente della giunta - per completare l'attuazione del Piano di sviluppo rurale. Ci saranno bandi con finanziamenti per l'apertura di agriturismi. Poi diversi milioni di euro per innovare i metodi di irrigazione delle nostre aziende. Torneremo a battere sul tema ambientale, dopo il decreto con cui abbiamo vietato la distribuzione dei fanghi industriali in agricoltura, si deve fare un analogo provvedimento sui gessi di defecazione, che sono una variante dei fanghi. Il tema della sostenibilita' e della tutela ambientale oggi e' fondamentale e vincente". A novembre in Consiglio regionale era passata una mozione che chiedeva lo stop all'utilizzo dei migranti nella cura del verde pubblico. Sulla questione Rolfi si era gia' detto favorevole e spiega: "Avevo scritto al presidente di Anci Lombardia che l'idea di far gestire il verde pubblico agli immigrati dei centri di accoglienza o alle associazioni di volontariato non e' una bella idea. Perche' e' una concorrenza sleale verso chi lo fa per lavoro e poi non si tratta semplicemente di raccogliere foglie o cartacce, ma di potare piante e si rischia di minare la qualita' verde pubblico". Sull'obbligo di etichettatura di origine in tutti i prodotti agro-alimentari, misura contenuta in un emendamento al dl Semplificazione, l'assessore sottolinea di guardare "con grande interesse a questa battaglia. Si realizzerebbe una completa informazione al consumatore e un argine contro le truffe. Poi l'etichettatura chiara sull'origine significa dare piu' valore al prodotto italiano. E se diventa legge sono disponibile a ragionare col ministero dell'Agricoltura per far partire le sperimentazioni in Lombardia".
Altro tema caldo e' quello della caccia."Non e' nostra facolta' - ricorda Rolfi - estendere le specie cacciabili, ma abbiamo realizzato alcuni interventi per sfruttare tutti gli spazi che la normativa nazionale consente, come ad esempio sulla caccia alla volpe. Mentre sul cinghiale abbiamo aumentato le giornate di caccia. Non abbiamo dato ascolto ai pruriti venatori di qualche lobby, ma sfruttato gli spazi normativi esistenti". Mentre per quanto riguarda il lupo "e' un animale protetto" e, sottolinea l'assessore, "deve essere approvato il piano per la gestione del lupo che deve prevedere la gestionedell'habitat dove puo' essere diffuso, ma deve prevedere anche zone in cui non puo' stare. In quelle zone lupo deve essere allontanato, in casi di emergenza ci puo' essere anche un piano contenimento, non deve essere un tabu'. Non sono per approcciradicali, ma serve un piano di gestione che deve ammettere anche contenimento in caso di necessita'".


Si sono aperte oggi e si chiuderanno il 5 febbraio le votazioni per decretare la 'European best destination' del 2019. Potranno votare tutti gli utenti del web attraverso i siti www.europeanbestdestinations.com/european-best-destination2019 e su www.vote.ebdest.in

UNICA CANDIDATURA LOMBARDA - Nella rosa delle 20 destinazioni più interessanti da visitare quest'anno è stata inclusa anche Monte Isola, unica rappresentante lombarda tra realtà come Firenze, Atene, Parigi, Budapest e Londra.

IN CORSO CAMPAGNA DI PROMOZIONE - La candidatura dell'isola del Sebino, presentata ufficialmente solo pochi giorni fa dall'assessore regionale al Turismo Lara Magoni, è stata sottoscritta, questa mattina, anche dall'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi."La Regione Lombardia è al fianco di Monte Isola - ha confermato Rolfi - e sostiene convintamente la sua candidatura come 'European best destination del 2019'. Stiamo facendo campagna sui Social, per invitare tutti i Lombardi ad aderire e chiederò di votare anche al presidente Attilio Fontana".

VALORIZZARLA È DOVERE ISTITUZIONALE - "Si tratta di una occasione unica per l'isola, per il Sebino e per tutto il territorio regionale - ha sottolineato Rolfi -. Dobbiamo sfruttare in maniera continuativa la visibilità internazionale portata in questi anni da 'The Floating Piers'. Monte Isola è una realtà unica e merita sostegno. La sua valorizzazione rappresenta un dovere istituzionale a cui la Regione Lombardia non si sottrae".


Sono state finalmente sbloccate dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio (MATTM) le risorse per la realizzazione di 23 progetti esecutivi contro il dissesto idrogeologico, proposte da Regione (DG Territorio e Protezione civile) quasi 2 anni fa. Per le opere di ripristino, contenimento, messa in sicurezza e consolidamento su 11 province lombarde, sono stati complessivamente stanziati 3 milioni di euro.

 

OPERE FONDAMENTALI PER PREVENIRE EMERGENZE - "Si tratta di realizzare progetti di mitigazione dei rischi idrogeologici che riguardano opere di varia natura e che interessano soggetti diversi, quali AIPo, Consorzi di bonifica, Comuni e Parchi regionali - ha spiegato l'assessore al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni - Opere in ogni caso fondamentali per prevenire emergenze e disastri naturali, alle quali oggi abbiamo dato un impulso decisivo. Finanziandone infatti i progetti esecutivi - ha sottolineato - queste opere di difesa del suolo avranno automaticamente la priorità per accedere ai fondi regionali e nazionali previsti per la lotta al dissesto idrogeologico".

 

ROLFI, A BRESCIA 4 OPERE “Ringrazio il governo italiano e l’assessore Foroni per il deciso cambio di passo su questo tema. La provincia bresciana aspettava questo passaggio da due anni e finalmente a Cellatica, Pian Camuno, Provaglio e Sonico si potrà intervenire contro il dissesto idrogeologico. Investire sulla sicurezza del territorio è fondamentale, soprattutto in una zona fragile come la nostra provincia” ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi.

 

FINANZIATI I PROGETTI, ORA INDIVIDUAZIONE ENTI ATTUATORI - I progetti sono stati finanziati sino al livello esecutivo e sono stati selezionati a partire dal Repertorio Nazionale delle opere di difesa del suolo (Sistema RenDIS), secondo una graduatoria definita in base al punteggio assegnato a ciascun intervento. I fondi saranno trasferiti progressivamente sulla contabilità speciale di Regione Lombardia e intanto si dovrà procedere con l'individuazione degli Enti Attuatori cui affidare la progettazione dell'intervento.

 

4 GLI INTERVENTI IN PROVINCIA DI BRESCIA - Per la provincia di Brescia i fondi ammontano a 530.000 euro. Serviranno per la progettazione di aree di laminazione del torrente Canale a Cellatica (148.300 euro); la protezione da scalzamento di difese spondali in Val Rabbia a Sonico (229.500 euro); la realizzazione della galleria drenante per la riduzione del rischio idrogeologico dell'area in frana Roncaglia a Pian Camuno (84.200 euro) e la messa in sicurezza dal crollo di massi lungo il versante in Località Gresine-Madonna del Corno a Provaglio d'Iseo. 


“I primi ambasciatori della cucina lombarda e dei nostri prodotti agroalimentari devono essere i lombardi stessi. Per questo, avere l’occasione di apprezzare un piatto in un ristorante può rappresentare una esperienza sensoriale e un momento culturale da ricordare, raccontare e diffondere nell’interesse del nostro territorio”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia che questa mattina al Cafè Trussardi di Milano ha partecipato alla presentazione della guida 'InGruppo. Piacere a tavola 2019'. L’iniziativa si pone l’obiettivo di promuovere l’alta cucina di 21 ristoranti lombardi a un pubblico nuovo e giovane attraverso una formula che consente di consumare pasti completi a un prezzo esclusivo.

“Lo spirito di questa idea si sposa perfettamente con la filosofia della Regione Lombardia: vogliamo promuovere gli straordinari prodotti del nostro territorio anche attraverso l’arte culinaria che i nostri chef esercitano durante la preparazione. Unire tutto questo a una offerta rivolta alle giovani generazione e a chi non è abituato all’alta cucina non può che rappresentare un valore aggiunto che merita di essere evidenziato” ha aggiunto Rolfi.

“L’agroalimentare lombardo – conclude l’assessore –è conosciuto e apprezzato in tutto il modo per la qualità dei prodotti e per la sicurezza alimentare che lo caratterizza”.


“La costituzione dei tavoli di denominazione rappresenta una svolta storica per questo territorio. La Regione Lombardia vuole aiutare l’Oltrepó Pavese a sprigionare le sue straordinarie potenzialità”. Lo ha detto l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi che questa mattina al Centro Riccagioia di Torrazza Coste (PV) ha partecipato al primo incontro di avvio dei tavoli di denominazione del consorzio tutela dell'Oltrepò pavese. “Questa mattina a Riccagioia ho voluto incontrare anche i sindaci della zona per fare squadra e per condividere un percorso istituzionale di ampio respiro. Il vino deve essere strumento di promozione di tutto il territorio, di turismo, di valorizzazione ambientale. Regione Lombardia c’è, mette a disposizione subito 600 mila euro ed è disposta a investire ulteriori risorse in futuro se vedremo che il territorio risponderà in maniera positiva” conclude Rolfi. ”Darò il via a un tavolo istituzionale con gli enti locali per costruire un progetto Oltrepò che coinvolga i Comuni e gli attori vari per promuove in maniera sinergica ed efficace il territorio”. L’attivazione dei Tavoli di denominazione, fra l’altro, è un progetto pilota a livello nazionale, unico esempio di lavoro tecnico-programmatico condiviso che coinvolge non solo i soci del Consorzio (come già accade in altre Regioni) ma è aperto alle aziende “del territorio” rappresentative della Denominazione dei singoli tavoli. Quarantaquattro cantine dell’Oltrepò hanno partecipato dunque all’avvio del progetto suddivise per Comitati di gestione (Tavoli di denominazione) e individuati per numero, tipologia e regolamento di funzionamento. Per l’Oltrepò si tratta del frutto di una storica azione congiunta voluta dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lombardia attraverso il proprio Ente di Sviluppo Ersaf con il Consorzio Vini, che vuole proporre un cambiamento evidente e sostanziale, attraverso una spinta propulsiva fondamentale e congiunta che coinvolge Regione Lombardia, Camera di Commercio di Pavia, Distretto del Vino, Club del Buttafuoco Storico, Associazioni di categoria e Cantine sociali. I tavoli di Denominazione attivati sono sei e sono: Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG; Pinot Nero e OP Rosso Riserva; Oltrepò Pavese Riesling; Bonarda dell’Oltrepò Pavese; Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese e Buttafuoco. “Sono particolarmente soddisfatto – ha commentato Luigi Gatti, presidente del Consorzio Oltrepò – per questa giornata di lavoro, che dalle parole ai fatti, avvia un processo di rinnovamento lungo e importante per il nostro Oltrepò. Il segnale che ci si stia identificando in un territorio oggi c’è stato, anche al di là delle previsioni, e c’è gente seria che vuole lavorare bene per costruire un futuro che ci coinvolge tutti, a diverso titolo, e aveva la necessità di voltare pagina dotandosi anche di strumenti di lavoro precisi e puntuali. Il valore aggiunto è un team “istituzionale” così ben attrezzato che in questi mesi ha lavorato in grande accordo iniziando una strada che deve andare avanti con convinzione e porterà risultati significativi. I tavoli di denominazione che puntano alla qualità e alla valorizzazione del mondo del vino in Oltrepò non sono altro che il primo passo per promuovere il territorio attraverso prodotti più nobili (qualità) anche dal punto di vista commerciale e di comunicazione, secondo strategie ben ragionate”. I lavori si sono chiusi con un altro atto importante, la firma da parte di tutte le cantine rappresentate di un Codice Etico. A tale proposito ha voluto sottolineare il direttore di Ersaf, Massimo Ornaghi: “Non si tratta solo di apporre una firma ma di essere consapevoli che il Codice Etico è una sottoscrizione di impegno personale, di tutti noi, dobbiamo usare il Codice Etico consapevoli del rispetto di regole condivise secondo comuni valori, a tutela del Territorio e dei suoi prodotti”.


“Il vino della Valtellina dovrà essere uno dei protagonisti della Lombardia olimpica. Le olimpiadi Milano-Cortina 2026 possono essere l’occasione per la consacrazione definitiva del comparto agroalimentare lombardo. La Regione Lombardia farà di tutto per vincere l’assegnazione e per promuovere in maniera adeguata i prodotti che la contraddistinguono”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi che ieri sera ha visitato tre cantine valtellinesi per incontrare i produttori e affrontare le tematiche legate al settore vitivinicolo. 

 

“La produzione sta andando bene, ma ci sono alcune problematiche che voglio affrontare in maniera decisa. Innanzitutto quella relativa alla frammentazione fondiaria e alla necessità di aumentare la superficie coltivabile. L’agricoltura di montagna è eroica e voglio concentrare in queste zone la possibilità di ampliare i terreni, anche per garantire la messa in sicurezza del territorio” ha proseguito Rolfi, a Chiuro per visitare la Nino Negri, la Rainoldi e la Pietro Nera.

 

“La Regione Lombardia promuoverà, nel prossimo piano di sviluppo rurale, misure specifiche per valorizzare i vitigni autoctoni, come la Rossola. Sarebbe poi interessante poter realizzare un vivaio della Valtellina, sui cui molti produttori vogliono puntare” conclude l’assessore. “In Lombardia c’è molta attesa sul decreto enoturismo da parte del governo. La sensibilità del ministro Centinaio ha accelerato l’iter di approvazione che mi auguro si concluda a breve”.


L'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, ha partecipato questa mattina alla conferenza stampa di presentazione di 'Cidneon', il Festival Internazionale delle Luci, che si terrà nel Castello di Brescia dall'8 al 16 febbraio 2019. Giunto alla terza edizione, l'evento ha ottenuto il patrocinio e il contributo di Regione Lombardia."Un evento di ampio respiro che pone Brescia al centro dell'attenzione turistica internazionale - ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi -. Quest'anno ci sarà anche una installazione di Coldiretti dedicata ai prodotti agroalimentari del nostro territorio. Unire eventi, offerta turistica e proposta gastronomica è una strategia vincente che sposa in pieno la filosofia della Regione Lombardia e che deve essere replicata anche in altre situazioni. Il castello della nostra cittàè un patrimonio assoluto. Le istituzioni hanno il dovere di fare sinergia per valorizzarlo nel modo adeguato" ha concluso Rolfi. 


“Ottimo! Apprendiamo la notizia dell’avvio da parte della Commissione Ue della procedura di approvazione dei dazi nei confronti del riso proveniente da Cambogia e Birmania. I 1.800 produttori lombardi attendono l’approvazione definitiva, che dovrebbe avvenire nel giro di una settimana”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi.

“L’importazione di riso asiatico tra il 2012 e il 2017 è aumentata esponenzialmente fino a incidere per più del 30 per cento sulle importazioni e la produzione Ue e i prezzi sono crollati del 40 per cento. L’Europa finalmente riconosce, con grave ritardo, i devastanti danni economici” ha aggiunto.

“Una volta approvati i dazi la vera sfida del futuro per il riso lombardo, che rappresenta oltre il 40% della produzione nazionale, sarà quella relativa alla certificazione di qualità e alla promozione commerciale” conclude Rolfi.


La giunta regionale lombarda ha approvato questa mattina una delibera che prevede, considerata la sempre maggior frequenza di condizioni meteorologiche estive nei mesi di maggio e settembre, di aumentare la durata del periodo minimo di pascolamento dagli attuali 45 a 60 giorni con un carico minimo di 0,2 unità bestiame/ettaro calcolato sul periodo di effettivo pascolamento, corrispondente, su base annua, a un caricamento minimo del pascolo di 0,033 Unità bestiame/ettaro.

“Un atto che ha rilevanza specifica per l’agricoltura di montagna. Con le linee guida recentemente approvate e con questa delibera vogliamo bloccare gli speculatori e fare di tutto affinché le malghe e i relativi contributi siano assegnati solo ai veri agricoltori di montagna e a chi gestisce e utilizza le malghe in maniera corretta” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia. “Le mutate condizioni meteorologiche offrono una finestra temporale più ampia per pascolare e vogliamo che sia sfruttata nel migliore dei modi”.

“La Regione Lombardia punta molto sull’agricoltura di montagna. Per supportare le attività imprenditoriali agricole ad alta quota abbiamo destinato alle comunità montane 6,2 milioni di euro in tre anni. - ha ricordato l'assessore - Altri 19 milioni, 9 dati lo scorso anno e 10 a bando per il 2019, sono destinati per la realizzazione di nuove strade e il miglioramento dei tracciati esistenti. Abbiamo poi tracciato nuove linee guida per l’assegnazione delle malghe e puntiamo decisi sulla valorizzazione della filiera bosco-legna”.

La delibera ha effetto sulle domande di contributo PAC 2014-2020 presentate a decorrere dalla campagna 2019. Viene inoltre demandata ad atti successivi la determinazione di un termine ultimo entro il quale deve avere inizio il periodo di pascolamento al fine di garantire l’ottimale utilizzo delle risorse foraggere.


“La Regione Lombardia sostiene convintamente le risoluzioni della Commissione parlamentare Agricoltura volte a garantire la timbratura d’origine obbligatoria delle uova. Avevo chiesto personalmente questo intervento già il 14 giugno a Roma con il sostegno unanime di tutte le Regioni e la sensibilità di governo e commissione competente rappresenta una notizia positiva”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

“Attualmente la timbratura avviene nei siti di imballaggio dove possono arrivare uova provenienti da stabilimenti produttivi diversi e con molteplici tipologie di allevamento. La timbratura obbligatoria in allevamento invece tutelerà sia i produttori che i consumatori, che potranno essere certi della provenienza del prodotto e scegliere consapevolmente quale consumare. All'estero vengono utilizzate sostanze chimiche che in Italia sono vietate. Lo scandalo del Fipronil - ha aggiunto l'assessore - è soltanto l'ultimo esempio a riguardo. Questo intervento sarà una svolta per un settore in cui i prodotti lombardi rappresentano una eccellenza anche sotto il profilo della sicurezza alimentare”.

I NUMERI DEL COMPARTO AVICOLO LOMBARDO “Il settore avicolo in Lombardia comprende 2.139 allevamenti con circa 31 milioni di capi. Produciamo il 106% del fabbisogno e siamo dunque votati all'export. In Lombardia l’utilizzo di antibiotici è inferiore dell'80% rispetto alla media europea. Intendiamo tranquillizzare il consumatore e fornire giuste notizie sull'alta qualità prodotti avicoli della nostra regione” conclude Rolfi.


La Regione Lombardia ha stanziato 7 milioni di euro per finanziare 108 interventi di ripristino di danni arrecati alle foreste dagli eccezionali eventi atmosferici del 29 e 30 ottobre 2018 (tempesta Vaia). Il Dipartimento nazionale della Protezione Civile ha approvato ieri il Piano degli interventi.

“I boschi lombardi hanno subito gravi danni e c’era la necessità di un intervento rapido. In quei due giorni sono stati colpiti 4.600 ettari di foreste in 186 comuni lombardi” hanno dichiarato gli assessori regionali Fabio Rolfi (Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi) e Pietro Foroni (Territorio e Protezione Civile).

“La Regione Lombardia si è mossa subito dopo quell’evento atmosferico eccezionale per raccogliere le richieste degli enti locali e accelerare così gli interventi. Questi sono i primi 7 milioni che stanziamo, ma sui boschi lombardi abbiamo un progetto che riguarda la loro valorizzazione all’interno della filiera bosco-legno. I lavori che saranno finanziati con queste risorse nascono dall’esigenza di promuovere il taglio, l’allestimento e l’esbosco degli alberi caduti o pericolanti. Saranno effettuati lavori sulla viabilità agro-silvo-pastorale di accesso, anche attraverso piccole opere di sistemazione idraulico forestale” hanno dichiarato Rolfi e Foroni.

Gli interventi finanziati riguarderanno il taglio ed esbosco alberi caduti, la sistemazione idraulico-forestale (riassetto idrogeologico, regimazione idraulica, consolidamento di versanti in frana e manutenzioni in aree boscate e sul reticolo idrografico minore) e la manutenzione straordinaria di tracciati esistenti inseriti nei Piani della Viabilità Agro-silvo-pastorale al fine di ripristinarne la percorribilità e la sicurezza;

I fondi saranno così ripartiti:

Comunità montana Alta Valtellina (5 interventi € 346.904,63
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi (11 interventi € 80.193,29)
Comunità Montana di Scalve (1 intervento € 17.053,79)
Comunità montana Lario Intelvese (2 interventi € 76.788,34)
Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino (2 interventi € 17.805,31)
Comunità montana Oltrepò Pavese (2 interventi € 268.967,78)
Comunità montana Parco Alto Garda Bresciano (6 interventi € 326.755,19)
Comunità montana Sebino Bresciano (3 interventi € 61.723,85)
Comunità montana Triangolo Lariano (2 interventi € 79.294,79)
Comunità Montana Valle Brembana (6 interventi € 313.844,88)
Comunità montana Valle Camonica (15 interventi € 1.906.498,92)
Comunità Montana Valle Sabbia (5 interventi € 717.571,81)
Comunità Montana Valle Seriana (1 intervento € 49.117,78)
Comunità Montana Valle Trompia (1 intervento € 163.118,59)
Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio (1 intervento € 118.744,10)
Comunità montana Valli del Verbano (1 intervento € 27.444,23)
Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d'Esino e Riviera (2 interventi € 57.685,59)
Comunità Montana Valtellina di Morbegno (10 interventi € 222.246,01)
Comunità montana Valtellina di Sondrio (4 interventi € 583.627,88)
Comunità Montana Valtellina di Tirano (14 interventi € 1.419.952,01)
ERSAF (13 interventi € 140.000,00)
Parco Regionale del Mincio (1 intervento € 4.661,23)


“Anche Brescia è interessata dall’operazione dei Ros di Palermo, che stamattina hanno fermato 15 persone per terrorismo e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Gli sbarchi incontrollati degli anni scorsi hanno portato a una situazione di insicurezza che riguarda da vicino anche la nostra provincia, tra le più colpite a livello nazionale dal problema dell’immigrazione”. Lo ha scritto sul proprio profilo Facebook Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi in merito al fermo di un 27enne tunisino in provincia di Brescia.

“Non è la prima volta che il territorio bresciano viene associato all’estremismo islamico.È ora di fare pulizia. La linea del ministro Salvini è l’unica che può portare più sicurezza nel nostro territorio e questa operazione lo conferma: stop agli sbarchi, rimpatrio dei clandestini, tolleranza zero con i criminali e più uomini e mezzi delle Forze dell’ordine per un presidio capillare del territorio” conclude Rolfi.


"La chiarezza totale e definitiva sull'origine della materia prima è fondamentale non solo per tutelare il consumatore che così può scegliere consapevolmente cosa comprare, ma anche per valorizzare le nostre filiere agricole". Lo ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, commentando l'emendamento al DL Semplificazione. "La Lombardia - ha continuato l'assessore - sostiene convintamente questa iniziativa. Estendere l'etichettatura a tutti i prodotti significa infatti riconsegnare margine e valore al lavoro dei nostri agricoltori. Più, infatti, si è nelle condizioni di scegliere ciò che è 'made in Italy', più lo si acquista. La conferma arriva anche da un sondaggio che ha dimostrato come l'80% degli italiani sia favorevole all'etichettatura". "Ci candidiamo - ha concluso Rolfi - a essere la prima regione italiana a sperimentare questa importante novità".


“Negli ultimi 5 anni in Lombardia i cinghiali hanno causato danni all’agricoltura per 1,7 milioni di euro di rimborsi e 384 sinistri stradali. Dal 2014 sono stati abbattuti nella nostra regione 25.000 cinghiali”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi al termine della riunione in prefettura a Lodi sul tema della fauna selvatica.
 
“Quella relativa ai cinghiali e alla fauna selvatica è una situazione che crea problemi in tutta la Lombardia. Al momento infatti i piani di contenimento sono attuati solo dagli agenti della polizia provinciale, ormai pochi e sparuti a causa della legge Delrio, ed è necessario ampliare la portata di intervento per prevenire tragedie come quella dei giorni scorsi. La legge nazionale 157 va cambiata: bisgona riconoscere la figura dell'operatore volontario, ossia un cacciatore formato, che possa intervenire e consenta di ampliare l'attività di contenimento. Su Lodi - ha proseguito Rolfi - la Regione Lombardia ha predisposto un piano di contenimento straordinario approvato da Ispra a novembre, ma l'esiguo numero di agenti di vigilanza ne diminuisce l'efficacia”.
 
Abbiamo fatto la zonizzazione del territorio regionale e anche approvato le regole sulla gestione dei cinghiali. Abbiamo inoltre dato la possibilità agli agricoltori, provvisti di regolare licenza, di abbattere tutto l'anno i cinghiali. Tutto questo in soli sei mesi” ha concluso l’assessore. “Ora è tempo di dare risposte ancora piùefficaci al territorio modificando s semplificandola normativa a livello nazionale. Nel frattempo ho chiesto gioco di squadra a tutte le istituzioni e una collaborazione stretta ai Carabinieri forestali”.
 

“La Lombardia accoglie con favore i risultati dell’azione del governo italiano in Sardegna in materia di contrasto alla diffusione della peste suina. Ora chiediamo al ministro della Salute Giulia Grillo di andare oltre per prevenire il problema in tutta Italia, istituendo un tavolo nazionale tra Governo e Regioni”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi. La peste suina africana è una malattia virale dei suini e dei cinghiali per la quale non esistono vaccini, né cure. Nel 2007, partendo dal Caucaso, si è diffusa rapidamente nei paesi della Federazione Russa e dal 2014 è presente in alcuni Paesi dell’Unione Europea.
 
“La Lombardia è una delle regioni più importanti d’Europa in materia suinicola. Se la peste suina arrivasse in Pianura Padana sarebbe un disastro. Per questo chiediamo al ministro di intensificare i controlli ai veicoli che trasportano suini e ai negozi etnici di origine est europea.È opportuno inoltre condividere un piano strategico con le nazioni confinanti per pensare a piani di eradicazione del cinghiale nelle zone di confine e attuare un contenimento più efficace all’interno del nostro Paese. Siamo disposti a collaborare e a portare le nostre buone azioni sul tavolo nazionale, partendo dal piano regionale lombardo di prevenzione. Serve una svolta per evitare di ritrovarci poi a rincorrere il problema ed è necessaria una azione istituzionale congiunta” conclude Rolfi.

“Il governatore De Luca parla di ciò che non sa, come spesso capita. I casi dei neonati morti al Civile non sono correlati. L’hub pediatrico degli Spedali civili di Brescia è un reparto di terapia intensiva neonatale di primo livello dove arrivano i casi più gravi che altri ospedali non curano. Nonostante questo, il tasso di mortalità tra i neonati prematuri gravi è del 13% al Civile contro il 15% del dato nazionale. Evidentemente sono argomenti troppo complessi per il governatore De Luca, sempre impegnato a ragionare per slogan e a registrare figuracce seriali”. Lo ha scritto su Facebook l’assessore regionale lombardo Fabio Rolfi, ex vicesindaco di Brescia, rispondendo al governatore della Campania Vincenzo De Luca in merito ai casi dei neonati morti agli Spedali Civili di Brescia.
“A Brescia e in Lombardia ogni anni arrivano migliaia di campani a farsi curare; persone che scappano dalla malasanità campana indebitata a causa delle amministrazioni clientelari di una classe politica locale di cui De Luca è esponente di spicco” aggiunge Rolfi.
“Chi gestisce la sanità campana dovrebbe riflettere bene prima di parlare di Brescia e di screditare le centinaia di persone che lavorano in maniera eccellente al Civile e nei nostri ospedali. Rimane poi l’amarezza di vedere un rappresentante delle istituzioni fare propaganda sulla pelle di piccole creature che hanno avuto la sfortuna di nascere con un destino già scritto. Spesso gli esponenti del Pd accusano gli altri di questa pratica, salvo poi essere i primi a utilizzarla” conclude Rolfi.


“Pur comprendendo le difficoltà legate allo scarso numero di agenti della Polizia Provinciale, unici abilitati ad attuare il piano, a causa degli effetti della sciagurata legge Delrio, ho scritto ai Presidenti di Provincia per chiedere una ulteriore sollecitazione affinché, nell’interesse dell’attività di pesca, si possa procedere secondo il cronoprogramma del piano di contenimento del cormorano”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi che questa mattina ha scritto ai Presidenti delle Province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco e Varese in merito al piano di controllo selettivo del cormorano in Lombardia, approvato lo scorso settembre dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. L'intervento ha finalità dissuasive per ridurre la predazione su specie ittiche.

“Gli abbattimenti sono iniziati il 17 novembre 2018 e si concluderanno il 15 marzo 2019 e riguardano le province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Varese per un totale di 923 esemplari, pari al 10 per cento dei cormorani conteggiati nella nostra regione” ha aggiunto Rolfi. “Dopo due mesi dall’inizio del piano devo purtroppo riscontrare come i capi abbattuti siano solo 59, tutti in provincia di Lecco. Al momento le Province di Varese, Como, Bergamo e Brescia sono a quota zero. Si tratta di un intervento estremamente sentito e richiesto a gran voce dai pescatori lombardi. L'incremento del cormorano ha determinato la riduzione di una quota sempre più significativa negli stock ittici, con effetti dannosi sulle produzioni e sulle attività di pesca professionale e sportiva”.


“Non si può morire per un cinghiale in autostrada nel 2019; questi incidenti si potrebbero evitare se la politica nazionale ascoltasse le richieste della Regione Lombardia e di chi vive sul territorio. Si tratta di un episodio che pesa sulle coscienze di tutti coloro che per anni non hanno mosso un dito per modificare la legge 157. Più volte abbiamo sollecitato la politica nazionale. Purtroppo una visione estremista animalista, ambientalista e anticaccia sta impedendo di aggiornare una legge che risale al 1992 e queste sono le conseguenze: incidenti come questo non sono e non saranno casi isolati”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi in merito all’incidente causato da un branco di cinghiali sulla autostrada A1 tra Lodi e Casalpusterlengo, che ha portato alla morte di un automobilista.

 

“Una sentenza della Corte costituzionale blocca le leggi regionali per il contrasto al cinghiale impedendo a cacciatori formati di operare fuori dal periodo di caccia e di effettuare una attività di contenimento sotto indirizzo della polizia provinciale. Serve una modifica della legge 157 per riconoscere l’operatore volontario, ossia un cacciatore formato, che consenta di  ampliare l’attività di contenimento oggi in capo solo agli operatori della polizia provinciale, ormai pochi e sparuti a causa della legge Del Rio” ha aggiunto Rolfi. “Su Lodi la Regione Lombardia ha predisposto un piano di contenimento straordinario approvato da Ispra a novembre, ma l’esiguo numero di agenti di vigilanza ne diminuisce l’efficacia”.

 

“Avevo scritto in prima persona a maggio e a settembre a tutti i parlamentari lombardi e ai ministeri competenti, agricoltura e ambiente, per segnalare l’emergenza della eccessiva presenza di fauna selvatica in Lombardia e chiedere l’aggiornamento della legge. A oggi nessuna risposta, nessun confronto aperto e nessun atto conseguente. Ora non si può più aspettare”.

“Va aggiunto che i gestori delle autostrade, come evidenziato da Regione Lombardia in data 5 dicembre 2017, in territori rurali e pedecollinari devono effettuare controlli più stringenti e un monitoraggio costante delle recinzioni perché recinzioni adeguate evitano qualsiasi contatto tra fauna selvatica e automobilisti. Evidentemente qualcosa non funziona anche in questo senso” conclude l’assessore lombardo.


“Domani sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’introduzione della clausola di salvaguardia europea sul riso importato da Cambogia e Myanmar, approvata oggi. Questi due Stati hanno esportato nell`Unione Europea 328 milioni di chili di riso nel 2017/18, in aumento del 256% negli ultimi sette anni, danneggiando enormemente i produttori italiani e i consumatori”. Lo ha scritto sulla propria pagina Facebook Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi in merito al ripristino da parte della Commissione europea dei dazi sulle importazioni di riso asiatico. Gli operatori che importeranno nell’Unione Europea il riso proveniente dai due Paesi asiatici dovranno pagare un dazio per un periodo di almeno tre anni: 175 euro a tonnellata nel 2019, 150 euro a tonnellata nel 2020 e 125 euro a tonnellata nel 2021 con possibilità di proroga.

“Questa notizia è manna per i 1.800 risicoltori lombardi. La nostra regione produce il 40% del riso italiano. Il comparto ha fatto gioco di squadra e questo risultato ne è la prova. Il riso lombardo è imbattibile per qualità e sicurezza alimentare. Ora dobbiamo puntare forte sulla certificazione di qualità e su una attenta promozione commerciale. La Regione c’è" conclude Rolfi.


“La giunta Fontana ha dimostrato di non essere Milanocentrica, anzi a giudicare dagli investimenti e dalla progettualità direi che siamo più Bresciacentrici”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura che questa mattina ha incontrato i giornalisti bresciani per la conferenza stampa di fine anno.

 

“Abbiamo dato 6,5 milioni per la metropolitana di Brescia. Nessun altro bacino ha avuto uno stanziamento dedicato. Ora l’obiettivo per il 2019 è rendere strutturale il finanziamento rivedendo i criteri sui costi standard. Un tema su cui la politica bresciana deve fare sistema” ha dichiarato.

 

“Sulla Caffaro, è in corso di revisione l’accordo quadro. Rilancio la proposta del recupero sostenibile delle aree agricole nella zona sud. Se il Comune di Brescia, attraverso il commissario, si rende disponibile ad acquisire quelle aree, la Regione Lombardia è disposta a investire per realizzare il bosco urbano” aggiunge Rolfi.

 

“Abbiamo tutelato la bassa bresciana vietando in 62 comuni lo spandimento di fanghi nei campi. I fanghi vanno essiccati come si fa nel resto d’Europa, non smaltiti dove si producono prodotti agroalimentari. Ricordo inoltre che nonostante alcune critiche, il fattore di pressione non si è toccato e non si toccherà. Il territorio bresciano in materia di discariche ha già dato” prosegue l’assessore. “Basta fare gli ecologisti con inceneritori e discariche degli altri; ogni territorio smaltisca i propri”.

 

“Ho voluto fortemente inoltre che ci fosse un contributo regionale per il nascente corso di laurea in agraria dell’Università di Brescia. La regione ha stanziato 150.000 euro perché credo in questo progetto e nello sviluppo agricolo del nostro territorio anche in termini accademici”.

“Sul tema dell’autonomia, Brescia sarà vigile. - conclude Rolfi -.È una sfida di democrazia e di efficienza. Trattenere i nostri soldi e gestire le competenze significa offrire servizi migliori ai cittadini”.


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