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Il Sindacato Panificatori di Brescia e Provincia unitamente la Federazione Italiana Panificatori esprime soddisfazione per l’emanazione del Decreto Interministeriale n. 131 “Regolamento recante disciplina della denominazione di “panificio”, di “pane fresco” e dell’adozione della dicitura di “pane conservato” grazie al quale, finalmente, a livello nazionale tutti i consumatori italiani avranno la possibilità di distinguere il pane veramente fresco da quello conservato, precotto e surgelato o esclusivamente completato nella cottura sul punto vendita.
Una norma che è nata proprio su spinta dei panificatori del Sindacato Panificatori che avevano coinvolto la Federazione Nazionale. Infatti già agli inizi degli anni duemila la stessa Federazione, su spinta del Sindacato Bresciano, aveva promosso una proposta di legge analoga in materia di produzione e vendita di pane volta a valorizzare la produzione del vero “pane fresco” prodotto nei veri “panifici”: imprese che essendo dotate di un impianto di panificazione quotidianamente svolgono in modo continuativo l’intero ciclo di produzione dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale del pane.
Dopo l’uscita del Regolamento il Presidente Francesco Mensi ha così dichiarato: “Accogliamo con enorme soddisfazione l’entrata in vigore del Decreto 131/2018 che è frutto della continua insistenza del nostro Sindacato e dall’attenzione delle Federazione Nazionale che con noi ha promosso in un Convegno federale l’ammodernamento del quadro normativo per il settore che, a tutela dei fornai italiani, valorizzasse il prodotto (pane fresco), l’impresa (panificio) e la professionalità dei panificatori (responsabile di produzione)”.
Si completa così, dopo oltre 12 anni di attesa, il lungo iter iniziato con le nostre proposte di modifica al Decreto Bersani sulle liberalizzazioni, sottoposte e integralmente recepite dal Parlamento nella legge di conversione (248/2006) ma fino ad oggi inapplicabili poiché prevedevano l’emanazione di un regolamento attuativo entro 12 mesi. Sono invece trascorsi ben 12 anni e i panificatori non possono che stigmatizzare positivamente, anche se solo oggi, finalmente, la garanzia per il consumatore di acquistare pane realmente fresco e non semplicemente “caldo” spacciato per appena fatto, diventa reale.
“Affermiamo questo - conclude Francesco Mensi – perché in dodici anni sono successe tante; troppe cose e purtroppo in negativo: esercizi tradizionali di vicinato chiusi nonostante sembri che aumentino le attività (vedi nostra denuncia del 2017). Un calo di attività tradizionali soprattutto nei paesi meno serviti, vittime della carenza regolamentare della legge nazionale sulle liberalizzazioni. Anche a fronte delle nostre reiterate proteste e motivate contestazioni, Il regolamento ora approvato, non prendeva corpo per pressioni e per inefficacia politica. Questo è il problema del nostro Stato: i tempi della politica confliggono con le esigenze della vita reale del Paese.
Per questo come Sindacato ci eravamo mossi anche con la Regione Lombardia e grazie all’attenzione dell’allora consigliere Fabio Rolfi - che seppe far squadra anche con le opposizioni - nel 2013 venne pubblicata la LR 10/2013 alla quale, per buona parte - ora il Regolamento si richiama.

Riteniamo questo un momento significativo perché da oggi si comprende con chiarezza che non fu lotta di corporazione come qualcuno andava dicendo ma un’azione mirata nell’interesse del consumatore finale ed anche di chi produce con criterio e rispetto della cultura panaria nazionale”.

“Mi sono battuto e continuerò a battermi in favore della corretta informazione al consumatore” – ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia. “Nei prodotti di largo consumo come il pane la mancanza di chiarezza favorisce gli interessi delle grandi lobby e penalizza il lavoro artigianale di qualità. Vogliamo mettere il consumatore nella consapevolezza di sapere cosa compra. Questo decreto è una vittoria, ma è necessario che ci siano controlli adeguati, soprattutto nelle grandi città”.


Si è svolto ieri pomeriggio a Palazzo Lombardia il collegio di vigilanza relativo all’accordo di programma per la realizzazione del Polo dell’università e della ricerca di Lodi. Durante l’incontro è stato definito e siglato il secondo atto modificativo e integrativo dell’accordo. Per la Regione Lombardia erano presenti l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi e l’assessore al Territorio e Protezione Civile Pietro Foroni. “Quella di oggi è stata una accelerata decisiva per chiudere il cerchio sui finanziamenti e sulle opere. La variante modifica impegni finanziari e cronoprogramma riguardanti gli edifici dell’Università degli Studi di Milano destinati ad ospitare Medicina Veterinaria. Su questo nucleo Regione Lombardia destina ulteriori 3 milioni e 175 mila euro straordinari che vanno ad aggiungersi ai 12 milioni e 570 mila euro già previsti e che vanno in sostegno straordinario per consentire alla Provincia la copertura degli impegni finanziari non disponibili” hanno dichiarato Rolfi e Foroni. La realizzazione di queste strutture è in parte conclusa o in fase di ultimazione. Con questo secondo atto integrativo e modificativo si punta a concludere tutti gli Accordi programma dedicati al Polo lodigiano in essere. Con questa variante si prevede anche un ulteriore contributo straordinario di 1 milione e 750 mila euro da parte di Regione Lombardia alla Provincia per il mantenimento degli impegni nei confronti del Parco tecnologico padano. Con l’approvazione del secondo atto integrativo e modificativo e l’intervento straordinario di Regione Lombardia le criticità si intendono superate. Complessivamente con gli Accordi di Programma, dal 1996 a oggi, sono stati realizzati interventi per oltre 140 milioni di euro e hanno visto portare a Lodi la Facoltà Medicina veterinaria dell’Università Statale, con l’Ospedale veterinario, il Centro Zoootecnico didattico sperimentale, gli edifici per la ricerca e la didattica; la residenza studentesca universitaria e la Fondazione Parco tecnologico. Lo sforzo realizzativo ha ricompreso anche tutte le necessarie opere di infrastrutturazione (parcheggi, viabilità, piste ciclabili). “Su questo progetto la Regione Lombardia ha investito in totale 30 milioni di euro dimostrando la propria straordinaria e concreta vicinanza alla città di Lodi, anche nell’interesse di sviluppare il settore agricolo in questa area” hanno aggiunto Rolfi e Foroni. “L’accordo di programma è in essere dal 1996. Con questa variante chiudiamo tutte le criticità rimaste”. Stato di avanzamento dei lavori: Edifici dei Dipartimenti di Medicina Veterinaria 1° lotto ultimato; 2 e 3° lotto sono prossimi alla completa realizzazione. La messa in funzione del 2° lotto è prevista a breve con il trasloco in fase di organizzazione. Ospedale Piccoli Animali: struttura completata, trasloco di personale e laboratori ultimato. Anno accademico inaugurato con i corsi di laurea di Medicina Veterinaria a Lodi Complessivamente l’intervento interessa 498.550 Metri quadrati.


Grazie a un provvedimento approvato in via definitiva dal Consiglio regionale lombardo su proposta dell'assessore all'agricoltura, alimentazione e sistemi verdi Fabio Rolfi, dalla stagione venatoria 2019 il tesserino sarà inviato direttamente a casa dei cacciatori lombardi attraverso il servizio postale.
"Abbiamo accolto una richiesta da tempo avanzata dal mondo venatorio, soprattutto in provincia di Brescia e di Bergamo" ha dichiarato Rolfi."Con questo intervento - ha aggiunto l'assessore - miriamo a superare incombenze burocratiche e disguidi. Ci sono state infatti diverse problematiche nella distribuzione avvenuta attraverso gli enti locali. Scegliamo in questo modo una via molto semplice, uniforme e senza intermediari che consentirà al cacciatore, che già paga le tasse regionali, di avere direttamente a casa il tesserino, un titolo funzionale alla attività di caccia. Dall'altro lato togliamo una incombenza anche agli enti locali".
"La Regione Lombardia prosegue nel lavoro di semplificazione - ha concluso Rolfi - per favorire l'attività venatoria e ridurre la burocrazia".


La Regione Lombardia ha già approvato 75 bandi presentati dai gruppi di azione locali (sugli 80 totali) per un finanziamento di oltre 29 milioni di euro.È quanto emerso dal tavolo tecnico convocato a Palazzo Lombardia dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi con tutti i presidenti dei Gal lombardi per fare il punto della situazione sulle iniziative messe in atto.
“Il lavoro dei Gal è fondamentale per favorire lo sviluppo delle aree rurali lombarde. Dopo un inizio di attività difficile, ora la macchina si è messa in moto. Abbiamo rimodulato gli obiettivi per sollecitare la realizzazione degli interventi. I Gal rappresentano un progetto estremamente interessante di collaborazione tra pubblico e privato e la Regione Lombardia vuole fare la propria parte” ha dichiarato Rolfi al termine dell’incontro
Con le nuove regole approvate dal tavolo tecnico, i Gal avranno la possibilità di rimodulare il proprio Piano di Sviluppo Locale spostando fondi da una Azione a un’altra, senza modificare il contributo pubblico approvato, ma solo dopo il raggiungimento di alcuni target di spesa. Per garantire il raggiungimento degli obiettivi di spesa previsti dal Piano finanziario del PSR e dalla normativa comunitaria, in relazione allo stato di attuazione dei PSL, la Regione Lombardia potrà intervenire spostando fondi verso i Gal più virtuosi.
“Intendo stimolare il lavoro di questi attori territoriali che hanno un grande potenziale per lo sviluppo dell’agricoltura lombarda” conclude Rolfi. “Entro poche settimane la Regione Lombardia emetterà un bando da 1,7 milioni di euro per progetti di collaborazione e cooperazione tra diversi attori. Il mio obiettivo è quello di distribuire ai Gal entro la fine del 2020 tutti i 68 milioni di euro previsti dal Psr”.


Nel collegato alla Proposta di Legge al Bilancio di Previsione 2019 -2021 di Regione Lombardia è stata approvata questo pomeriggio dal Consiglio regionale lombardo l’istituzione, nell’ambito della legge regionale 31, dei "distretti del cibo": ricadono in questa in questa categoria i distretti rurali e agroalimentari di qualità, nonché altre tipologie di distretti variamente caratterizzate.
“Si tratta di una modifica sostanziale, non solo formale. Queste realtà sono e saranno fondamentali per promuovere l’agroalimentare lombardo. La Regione ora avrà il compito di individuare i distretti del cibo e darne comunicazione al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. La Giunta regionale dunque definirà modalità operative e criteri per individuare nuovi distretti e valorizzare l'esperienza dei distretti agricoli già riconosciuti. Una bella notizia per tutte quelle aree che si identificano fortemente in determinati prodotti agroalimentari. Penso per esempio alla Bassa bergamasca dove sarebbe interessante promuovere il distretto agricolo della verdura” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi.
I distretti agricoli sono soggetti ammissibili alle misure finanziarie della programmazione comunitaria, in particolare della misura 16 “Cooperazione”, dove i distretti possono esplicare il ruolo di promozione e coordinamento di programmi di attività da realizzarsi in partenariato, a beneficio dei soci.
“Abbiamo intenzione di destinare anche contributi in conto corrente e in conto capitale per la realizzazione di programmi di attività, con particolare riferimento a iniziative promozionali, quali partecipazione a fiere ed eventi che valorizzino i prodotti di Distretto, nonché per la realizzazione di investimenti collegati” aggiunge l’assessore.
Per i soli distretti del cibo di nuova istituzione si prevede la possibilità di concedere contributi per la copertura dei costi di costituzione.


“Mi auguro che ora la Commissione europea attivi al più presto il ripristino dei dazi nei confronti delle importazioni di riso dalla Cambogia e dal Myanmar. La votazione a maggioranza di oggi conferma una intenzione positiva. La Lombardia produce oltre il 40% del riso italiano, circa 100 mila ettari all’anno. Abbiamo 1.800 produttori che aspettano questa notizia. Ringrazio il governo italiano per l’impegno in sede europea e gli europarlamentari lombardi. Questo è il risultato dell’impegno del mondo agricolo e della rappresentanza italiana”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia in merito all’iter riguardante il ripristino dei dazi per il riso Indica di Cambogia e Myanmar.
“Certo si tratta del minimo sindacale dopo anni di sordità e distanza da parte dell’Europa. Tra il 2012 e il 2017 l’import da Cambogia e Myanmar è aumentato fino a incidere per più del 30% sulle importazioni e la produzione Ue e i prezzi sono crollati del 40%. L’Europa riconosce, seppur con grave ritardo, i devastanti danni economici dovuti all’importazione a dazio zero da Paesi che non rispettano i requisiti di sicurezza alimentare e nemmeno i diritti umani. La Regione continua il proprio impegno in difesa della produzione lombarda, che si caratterizza in tutto il mondo per la qualità e la sicurezza alimentare” conclude Rolfi. “Ora la sfida deve essere quella di rafforzare i controlli sull’import perchéè inaccettabile che nel nostro Paese entri riso raccolto attraverso lo sfruttamento minorile e che viene coltivato usando pesticidi vietati in Italia. Allo stesso tempo dobbiamo lavorare sulla promozione e la certificazione della qualità del nostro riso”.


La Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, ha assegnato 3,5 milioni di euro agli enti parco regionali per interventi di manutenzione straordinaria, recupero e riqualificazione del patrimonio naturale, delle sedi o centri parco e delle infrastrutture puntuali o lineari esistenti. Sono stati finanziati tutti i 35 progetti presentati.

 

“Questo bando vuole incentivare l'attrattività dei nostri parchi attraverso interventi mirati, come la manutenzione dei boschi, il ripristino dei sentieri, la creazione e il miglioramento dei punti di veduta e molto altro. – ha dichiarato Rolfi - In Lombardia abbiamo delle vere meraviglie ambientali. Il nostro desiderio è mettere in campo risorse e interventi concreti perché i parchi siano sempre più aperti alla collettività e vengano percepiti per ciò che sono, ovvero un'opportunità per tutti e non un vincolo. Era da molto tempo che mancavano risorse economiche per investimenti ambientali nei parchi. Questo cambio di marcia testimonia quanto la Regione creda nello sviluppo di queste realtà".

 

"Per ampliare la platea di visitatori - ha proseguito Fabio Rolfi - voglio sostenere con forza gli interventi di miglioramento ambientale, paesaggistico e di valorizzazione, anche con operazioni di semplificazione normativa. Dall'altro lato, intendo valorizzare la vocazione agricola di molti parchi regionali".

 

"Per questo motivo nei prossimi consigli di gestione dei parchi lombardi classificati anche come agricoli - conclude l'assessore – ci sarà un ulteriore membro del consiglio eletto dalla comunità del parco su designazione congiunta delle organizzazioni agricole".


La Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, ha approvato oggi le modalità e le condizioni per l'applicazione della misura Investimenti OCM vino, finalizzata ad aumentare la competitività dei produttori di vino, a migliorare il rendimento globale dell’impresa e il suo adeguamento alle richieste di mercato.

“La misura concede un sostegno per investimenti materiali e immateriali in impianti di trattamento, in infrastrutture vinicole e nella commercializzazione del vino. – ha dichiarato Fabio Rolfi – Nel 2019 grazie ai fondi messi a disposizione dal ministero, i produttori lombardi potranno contare su 11 milioni e 800 mila euro. Potranno ricevere questi fondi le micro, piccole e medie imprese agricole e di trasformazione e le grandi imprese che occupano meno di 750 persone con fatturato inferiore a 200 milioni di Euro. Con la misura OCM vino la Regione Lombardia ha appena distribuito 3,5 milioni di euro per 20 progetti di internazionalizzazione del vino lombardo. Si tratta di un comparto su cui vogliamo investire. Il vino rappresenta uno dei prodotti più distintivi del nostro territorio regionale”.

Le azioni previste nell’ambito della Misura Investimenti sono le seguenti: nuova costruzione, ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo di fabbricati adibiti alla trasformazione, alla commercializzazione dei prodotti vinicoli, a magazzino, a sala degustazione o uffici aziendali; acquisto o realizzazione di impianti e acquisto di dotazioni fisse per la produzione, lavorazione e conservazione dei prodotti vinicoli e la trasformazione e commercializzazione; acquisto di recipienti per l’affinamento del vino; acquisto di macchine o attrezzature mobili innovative; allestimento di punti vendita al dettaglio, allestimento di sale degustazione; dotazioni utili per l’ufficio; creazione e l’aggiornamento di siti internet dedicati all’e-commerce.

L’importo complessivo delle spese ammissibili non può essere inferiore a 5.000 euro né superiore a 200.000. Il contributo massimo concedibile è pari al 40% della spesa ammissibile effettivamente sostenuta per le micro, piccole e medie imprese agricole e di trasformazione e pari al 20% per le grandi imprese. Il progetto presentato con la domanda di aiuto può avere durata annuale o biennale.


L’Oltrepò Pavese del vino lancia il progetto di rinnovamento e di valorizzazione di un patrimonio vitivinicolo che vanta numeri impressionanti e necessita di ritrovare qualità, tipicità e valore commerciale.

Oggi, a Palazzo Lombardia, sede della giunta regionale, si è dato l’avvio al progetto “Un Tavolo Oltrepò per il vino” che la Regione Lombardia, per iniziativa dell’Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi ha istituito, con il coordinamento tecnico dell’Ente Regionale di Sviluppo Agricolo e Forestale.

Sono stati ufficialmente costituiti i seguenti sei tavoli di Denominazione: Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG; Pinot Nero e Riserva Rossa dell’Oltrepò Pavese; Oltrepò Pavese Riesling; Bonarda dell’Oltrepò Pavese; Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese e Buttafuoco.

Il progetto per questa importante realtà produttiva della Lombardia è stato sostenuto dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo, Sen. Gian Marco Centinaio che al termine dell’incontro ha dichiarato:

“L’Italia, a livello mondiale, è il più importante produttore di vino. Questo percorso, iniziato oggi, implica una maggiore collaborazione e coesione progettuale tra tutti i soggetti coinvolti finalizzata non solo alla valorizzazione dei nostri vini ma dell’intero territorio, sotto il profilo turistico ed economico. Il mio obiettivo è dare una mano al mio territorio, mettendo a disposizione la struttura del Ministero delle Politiche agricole, alimentari forestali e del Turismo e il Comitato Vini che abbiamo nominato. L’importante è che ci siano dei progetti importanti e vincenti da condividere. In quest’ottica sarà fondamentale continuare a fare squadra perché il potenziale dell’Oltrepò deve essere sviluppato nel migliore dei modi, e pronto per le nuove sfide che dovrà cogliere come l’OCM Vino, per permettere alle aziende di fare business e lavorare nel migliore dei modi. Dobbiamo, in ultimo, puntare sulla qualità di quello che produciamo, anziché solo sulla quantità, perché porterà ad un livello di reddittività maggiore. Da parte mia c’è la massima collaborazione. Occorre fare squadra e iniziare a essere orgogliosi del nostro territorio.”

Sul tema è intervenuto anche Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia: “Oggi abbiamo raggiunto un primo decisivo risultato che conferma la validità del percorso intrapreso, con l’obiettivo di puntare sulla qualità dei prodotti. C’è grande soddisfazione perché l’Oltrepò ha un’occasione importante, ma da questo momento nessuno ha più scuse. La presenza del ministro Centinaio suggella una collaborazione tra Governo italiano, Regione Lombardia e Consorzio che funziona e per la quale voglio ringraziare tutti. Già da oggi a questo tavolo promuoviamo un equo bilanciamento della catena decisionale del Consorzio attraverso l’attivazione dei tavoli di disciplinare; l’approvazione e l’adozione entro tre mesi di un codice etico per tutta la filiera vitivinicola dell’Oltrepò; l’adozione del documento per il rilancio della filiera e del territorio per attivare azioni positive già dal 2019 e l’attivazione di un progetto specifico Regione/unioncamere – Camera di Pavia che mobilita risorse pari a 600.000 mila euro in tre anni per la promozione del territorio dell’Oltrepò”.

“Abbiamo avviato questi laboratori per avere un concreto e sereno confronto di idee attraverso chi fa il vino in Oltrepò, i veri esperti del territorio, che il Consorzio ha messo a lavorare insieme per concretizzare un’idea e una strategia concreta sull’input dell’assessorato all’agricoltura regionale” spiega Luigi Gatti, presidente del Consorzio. “Sono tavoli di denominazione che puntano alla qualità e alla valorizzazione del mondo del vino in Oltrepò per promuovere il territorio attraverso prodotti più nobili anche dal punto di vista commerciale attivando ragionamenti e aggiornamenti dei disciplinari secondo tecniche produttive di vinificazione all’avanguardia e attente, promuovendo campagne di comunicazione ben ragionate. Una grande soddisfazione iniziare il 2019 con un programma serio e molto concreto”.


“Ho telefonato al signor Lino per esprimergli solidarietà e vicinanza. L’estremismo animalista sta diventando sempre più un problema di sicurezza. Nello specifico, percuotere un signore di 81 anni è un atto meschino e codardo. Ribadisco la richiesta già inoltrata ai prefetti di vigilare con più attenzione per garantire a cittadini onesti che pagano le tasse di poter svolgere in tranquillità la propria passione”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi in merito a quanto avvenuto domenica 25 novembre a Badalasco, frazione di Fara Gera d’Adda (BG), dove sei giovani hanno accerchiato un cacciatore di 81 anni e uno di loro lo ha aggredito ferendolo al volto e a una gamba, con prognosi di cinque giorni.
“In queste settimane sono pervenute da diverse province numerose segnalazioni di atti vandalici a carico di beni e strutture. Ora registriamo aggressioni anche contro persone che operano l’attività venatoria in maniera legittima e regolare. Si tratta di reati che possono portare a sanzioni amministrative e a risvolti di natura penale. Ho già chiesto ai prefetti lombardi una maggiore vigilanza nei riguardi di questi reati, allo scopo di prevenire e reprimere con determinazione simili comportamenti ed evitare che possano anche portare a reazioni inappropriate” ha aggiunto Rolfi.
“Sui cacciatori che non rispettano le regole c’è una elevata attenzione mediatica e giudiziaria. Chiedo lo stesso rigore anche nei confronti di questi violenti” conclude l’assessore.

“I numeri presentati dal ministro della Salute, Giulia Grillo, sulle irregolarità nelle mense scolastiche sono preoccupanti. Nel 2019 la Regione Lombardia istituirà l’osservatorio regionale sulla ristorazione collettiva: raccoglieremo tutte le esperienze del territorio, valorizzando quelle positive già esistenti, e coinvolgeremo le rappresentanze del mondo della scuola, delle famiglie e del mondo agricolo per puntare sulla qualità dei prodotti alimentari che finiscono nelle mense lombarde e su una nuova alleanza tra ristorazione scolastica e settore primario”. Lo ha annunciato Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi commentando i dati relative alle mense scolastiche. A livello nazionale, una su tre presenta delle irregolarità.
“Questa situazione è la diretta conseguenza di contratti e di appalti costruiti esclusivamente sul massimo ribasso per favorire multinazionali e quelle aziende della ristorazione collettiva che hanno interessi puramente economici e non riferiti alla qualità produttiva e al rafforzamento delle filiere agricole locali” aggiunge Rolfi. “Va cambiato registro, bisogna puntare su criteri qualitativi e valorizzare la sostenibilità dei prodotti e le filiere locali. L’agricoltura lombarda può contribuire ad aumentare la qualità dei prodotti delle mense e può essere un player fondamentale per la ristorazione collettiva”.


La Regione Lombardia ha pubblicato questa mattina sul sito istituzionale due bandi relativi all’attivazione delle misure 4.1 e 4.2 del Piano di Sviluppo rurale. I due interventi mettono a disposizione delle imprese agricole lombarde 84 milioni di euro totali (60 milioni per la misura 4.1 e 24 milioni per la 4.2). La due misure si pongono l’obiettivo di stimolare la competitività del settore agricolo, garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e contribuire alle azioni per il clima. 

La 4.1 riguarda “Incentivi per investimenti per la redditività, competitività e sostenibilità delle aziende agricole”. La 4.2 riguarda il “Sostegno a investimenti a favore della trasformazione/commercializzazione e/o dello sviluppo dei prodotti agricoli”.

 

“Di fatto mettiamo a disposizione delle imprese agricole lombarde 60 milioni di euro per la costruzione o la ristrutturazione di edifici rurali e per strumentazioni permanenti, più altri 24 milioni di euro per l’ammodernamento di immobili e apparecchiature con particolare riferimento al miglioramento dell’efficienza energetica e nell’ottica di sviluppare commercialmente i prodotti agroalimentari. - ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi - Sono due misure straordinariamente attese dal comparto agricolo e che avevo promesso di pubblicare entro la fine dell’anno. Si tratta di una vera e propria boccata d’ossigeno per gli agricoltori lombardi. Nei bandi abbiamo inserito alcune novità tecniche importanti frutto del confronto costante con le associazioni di categoria”.

 

Per la misura 4.1 la domanda di finanziamento deve essere presentata dal giorno 3 dicembre 2018 e fino alle ore 12 del giorno 8 aprile 2019. Per la misura 4.2 la domanda deve essere presentata dal giorno 3 dicembre 2018 e fino alle ore 12.00.00 del giorno 4 marzo 2019. Tutte le informazioni sono reperibili sul sito www.regione.lombardia.it


Presentata a Milano 'Viniplus 2019', tredicesima edizione della guida pubblicata dall'Associazione italiana sommelier della Lombardia e dedicata alle produzioni vitivinicole di qualita' della regione."I vini lombardi sono apprezzati in tutto il mondo. L'export nel 2017 ha fatto registrare il record del millennio, con un valore di 270.360.000 euro, +4,2% sul 2016" ha sottolineato per l'occasione l'assessore lombardo all'agricoltura Fabio Rolfi, ricordando che in Lombardia sono presenti 90 varieta' di vite per uve da vino coltivate sulle 517 totali iscritte al registro nazionale."Possiamo contare su oltre 3.000 imprese vitivinicole e 300 aziende giovani che hanno contribuito a raggiungere importanti risultati sui mercati esteri. Sul territorio regionale si producono per il 90% vini a denominazione di qualita', grazie a 5 Docg, 21 Doc e 15 Igt" sono i numeri snocciolati da Rolfi."Sono tante le sfide che attendono questo comparto - ha aggiunto l'assessore - e per fare squadra e affrontarle al meglio ho istituito un tavolo ufficiale in Regione". Presente anche l'assessore regionale al Turismo Lara Magoni, che ha posto l'accento sul vino come "un'eccellenza enogastronomica in grado di promuovere il territorio, in particolare i tanti piccoli borghi che compongono la nostra Lombardia". (ANSA).

 


“Interventi economici massicci e concreti per valorizzare il Lago d’Iseo e tutto il suo ambiente, con un occhio particolare alla mobilità sostenibile e alla promozione territoriale. La Regione Lombardia su questi temi continua a investire e a distribuire risorse”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo Fabio Rolfi in merito ai due provvedimenti approvati ieri sera dalla giunta regionale riguardanti la zona del Sebino."I laghi lombardi sono straordinaria fonte turistica e rappresentano un patrimonio dal potenziale enorme per l'intero comparto economico della nostra regione. Per questo intendiamo continuare a valorizzarli in maniera adeguata".

Sono stati stanziati 7,1 milioni di euro riguardanti l’acquisto di due nuove unità di navigazione, di cui una con sistema propulsivo ibrido, in sostituzione di altrettante navi, il refitting della motonave storica “Iseo” e l’effettuazione di altri interventi di manutenzione “minori” sulle restanti unità della flotta. Altri 400 mila euro andranno per la riqualificazione di percorsi sentieristici e ciclopedonali del Lago d’Iseo nell’ambito dell’accordo quadro di sviluppo territoriale.


Meno burocrazia e procedure più semplici per i cacciatori lombardi. Grazie agli emendamenti alla legge semplificazione approvata questa mattina dal Consiglio regionale della Lombardia sono state apportate numerose modifiche alle regole venatorie nella nostra regione.
“Meno burocrazia e meno vincoli per i cacciatori che esercitano con responsabilità una attività fondamentale per l’ecosistema lombardo. Abbiamo ascoltato le richieste del mondo venatorie e degli enti deputati al controllo” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi. L’assessore ha promosso poi un emendamento relativo all’obbligo di utilizzo dei capi colorati per chi pratica la caccia al cinghiale. Nell'esercizio della caccia al cinghiale nelle forme collettive della braccata, della girata e della battuta, sarà obbligatorio per tutti i partecipanti indossare giubbino con pettorale e dorsale di colori ad alta visibilità, nonché copricapo avente medesime caratteristiche.

“Volevo intervenire in difesa della sicurezza dei cacciatori. – ha aggiunto Rolfi - La caccia al cinghiale presenta una maggiore percentuale di rischio poiché si svolge in aree forestali a ridotta visibilità. Ci allineiamo quindi ad altre Regioni dove la caccia al cinghiale è maggiormente praticata e dove l’obbligo di indumenti ad alta visibilità era già in vigore”.

Con gli emendamenti alla legge semplificazione si è proceduto a:
- togliere il limite delle 55 giornate di caccia massime annuali
- stabilire il censimento a carico degli atc e validato dalla polizia provinciale
- semplificare le norme di funzionamento degli atc per evitare situazioni di stallo (con il voto del presidente che vale doppio)
- chiarire il concetto di residenza venatoria
- semplificare le norme di calcolo delle distanze tra capanni ed edifici
- ampliare il periodo caccia alla volpe
- inserire il divieto di svolgere più di due mandati per i consiglieri nei comprensori alpini o negli ambiti di caccia per favorire il ricambio
- chiarire le norme sull’annotazione sul tesserino dei capi abbattuti


L'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi ha incontrato questo pomeriggio a Palazzo Lombardia i rappresentanti della 'Federazione delle Strade del Vino e Sapori di Lombardia' per parlare del futuro dell'associazione e del rapporto con la Regione Lombardia.

"La Lombardia è stata una delle prime regioni italiane - ha spiegato Rolfi - ad aver sviluppato concretamente l'idea di Strade del Vino promuovendo la realizzazione di un sistema capillare su tutte le province.È giunto il momento che la Regione Lombardia riconosca questo lavoro a livello formale. Nei prossimi mesi abbiamo in programma la revisione della Legge 31 sull'agricoltura lombarda e intendo inserire un articolo legato
a dei contributi e al riconoscimento di questa federazione come interlocutore ufficiale per la promozione della Lombardia rurale e dei territori dai quali nascono i nostri straordinari prodotti agroalimentari".

"Valorizzare e promuovere in ogni modo la distintività del nostro territorio - ha aggiunto l'assessore - e la sicurezza alimentare dei prodotti lombardi tipici e di qualità nell'ambito dei loro territori d'origine è la strategia vincente a livello economico e culturale".

Attualmente le Strade dei vini e dei sapori di Lombardia sono dodici, di cui otto prettamente dei vini, riunite in una Federazione regionale, nata per uniformare e migliorare la qualità dell'offerta e per realizzare adeguate modalità di formazione degli operatori.

Le strade dei vini e dei sapori sono:

Strada dei Sapori delle Valli Varesine
Strada del Vino e dei Sapori della Valcalepio
Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina
Strada del Vino di Franciacorta
Strada del Vino Colli dei Longobardi
Strada dei Vini e dei Sapori del Garda
Strada dei Vini e Sapori Mantovani
Strada del Vino e dei Sapori dell'Oltrepò Pavese
Strada del Riso e dei Risotti Mantovani
Strada del Gusto Cremonese nella terra di Stradivari
Strada del Vino San Colombano e dei Sapori Lodigiani
Strada del Tartufo Mantovano. (LNews)


La Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, ha approvato quest’oggi uno stanziamento da 4 milioni di euro rivolto alle imprese agricole per interventi di contenimento delle emissioni in modo che le componenti volatili non peggiorino la qualità dell’aria del bacino Padano. Le iniziative sono inquadrate quale completamento delle iniziative “Accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell'aria nel bacino padano".

“L’agricoltura è una delle principali attività di tutela ambientale e di valorizzazione del territorio. Per questo la Regione Lombardia continua a investire su questo connubio” ha aggiunto l’assessore. “Grazie a questi fondi diffonderemo soprattutto l’utilizzo di iniettori che contribuiranno a incorporare immediatamente nel terreno gli effluenti. L’innovazione tecnologica aiuta a migliorare l’efficienza del lavoro agricolo compatibilmente con la sostenibilità ambientale”.

Le risorse serviranno alle aziende agricole perl’acquisto di attrezzature che permettano l’incorporazione simultanea e immediata nel terreno di effluenti/digestato nella fase di distribuzione, per la copertura in modalità impermeabile delle vasche di stoccaggio di effluenti o digestato in forma rigida o flessibile e per la realizzazione di impianti di trattamento di effluenti/digestato a conferimento plurimo che prevedano il recupero di elementi nutritivi (estratti in forma minerale) a scopo fertilizzante e/o la riduzione dei volumi (concentrazione degli elementi nutritivi presenti e lo scarico delle acque permeate in corpo idrico superficiale o in rete fognaria).

“Con queste risorse possiamo stimolare anche la competitività del settore agricolo. I consumatori sono sempre più sensibili alle tematiche di carattere ambientale e alla sostenibilità dei cicli produttivi. La Regione Lombardia guarda al futuro e vuole accompagnare gli imprenditori agricoli nei processi di innovazione” conclude Rolfi.


L'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, ha annunciato la pubblicazione delle graduatorie relative allo stanziamento di 2,3 milioni di euro ai consorzi forestali in tutto il territorio regionale lombardo per servizi di carattere ambientale. I finanziamenti riguarderanno la prevenzione e il ripristino foreste danneggiate da avversità biotiche e abiotiche; il miglioramento del deflusso idrico; investimenti in infrastrutture per migliorare il valore ecologico delle foreste; interventi per ripristinare l'ecosistema forestale e la biodiversità; il ripristino e la manutenzione di sentieri naturali per la fruizione del paesaggio e il ripristino e la manutenzione degli habitat naturali per gli animali del settore forestale.

"Il nostro straordinario patrimonio forestale è una risorsa immensa e vogliamo che sia valorizzato al meglio soprattutto in un periodo di gravi danni causati dal maltempo. - ha dichiarato Rolfi – Ho l’obiettivo strategico di consolidare in Lombardia la filiera bosco legna: si tratta di una priorità perché i nostri boschi sono parte integrante delle economie locali delle aree montane. Altre regioni hanno fatto passi da gigante in tal senso e dobbiamo recuperare con una visione strategica che coinvolga tutti gli attori".

"Queste risorse sono vitali per i consorzi e siamo riusciti a soddisfare tutte le richieste. Vogliamo investire in questo campo perché riteniamo che sia un settore dall’alto potenziale economico e ambientale" conclude l’assessore.

I fondi saranno così ripartiti:

CONSORZIO FORESTALE ALTA VALLE CAMONICA 100.000
CONSORZIO FORESTALE DUE PARCHI 100.000,00
CONSORZIO FORESTALE PIZZO BADILE 86.880,67
CONSORZIO FORESTALE BASSA VALLE CAMONICA 99.999,84
CONSORZIO FORESTALE DI NASEGO 99.124,03
CONSORZIO FORESTALE PIZZO CAMINO 100.000,00
CONSORZIO FORESTALE E MINERARIO DELLA VALLE ALLIONE 100.000,00
CONSORZIO FORESTALE DEL SEBINO BRESCIANO 94.284,75
CONSORZIO FORESTALE TERRA TRA I DUE LAGHI 100.000,00

CONSORZIO FORESTALE ALTA VALTELLINA 100.000
CONSORZIO FORESTALE LARIO INTELVESE 99.912,17
CONSORZIO FORESTALE LECCHESE 100.000,00
CONSORZIO FORESTALE PADANO SOCIETA' AGRICOLA COOPERATIVA CONSORTILE 100.000,00
CONSORZIO AGRO SILVO PASTORALE REGANZO ONLUS 100.000,00
CONSORZIO FORESTALE ALTA VALLE STAFFORA - ONLUS 100.000,00
CONSORZIO FORESTALE DEL TICINO 100.000,00
CONSORZIO PER LA CONSERVAZIONE GODIMENTO E USO DI BOSCO CONSORZIALE 90.977,85
CONSORZIO FORESTALE VAL CODERA 100.000,00
CONSORZIO FORESTALE ALTO SERIO 100.000,00
CONSORZIO FORESTALE PRESOLANA 100.000,00
CONSORZIO FORESTALE ALTA VALLE BREMBANA 100.000,00
CONSORZIO FORESTALE LARIO CERESIO 100.000,00


“L’avevo annunciato alcune settimane fa e ora l’abbiamo approvato in giunta. Nella gestione delle malghe da oggi in Lombardia vogliamo dare priorità alla gente di montagna”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi in merito alle nuove linee guida regionali per la gestione delle alpi/malghe e per l’esercizio dell’attività d’alpeggio.

“Le malghe lombarde si trovano a dover affrontare importanti sfide legate alla sostenibilità, alla multifunzionalità e alla conservazione del patrimonio culturale delle nostre montagne. Troppe volte abbiamo assistito a speculazioni economiche sulla gestione degli alpeggi che hanno contribuito anche al degrado delle strutture e infrastrutture delle malghe e a un impoverimento delle praterie alpine. Vogliamo invertire la tendenza, sollecitando i Comuni ad affidare la pratica a chi conosce bene queste realtà” ha aggiunto l’assessore.

In attuazione delle nuove linee guida, ora al vaglio della commissione agricoltura per il parere di competenza, i proprietari pubblici delle malghe, riconoscendone la valenza sociale e ambientale, provvederanno alla loro concessione/affitto dando maggiore importanza al progetto qualitativo, che peserà fino all’80% dei punteggi nei bandi, a chi vive in montagna, a chi produce prodotti lattiero caseari tipici. Avrà meno peso l’offerta economica al massimo ribasso per aiutare i Comuni a compiere scelte basate sulla qualità dell’offerta. Saranno sostenute, incentivate e incoraggiate inoltre, anche attraverso appropriate disposizioni contrattuali e di capitolato generale, le attività d’alpeggio orientate a conservare la natura ed il paesaggio per le ricadute d’interesse sociale generate.

In Lombardia sono presenti 870 alpi/malghe che occupano una superficie totale di 225.771 ha, pari al 9% del territorio regionale e a circa il 25% di quello montano.

“Una gestione più efficiente delle malghe consentirà di salvaguardare i nostri prodotti tipici e le materie prime, di conservare il paesaggio, di ricercare un equilibrio tra fauna selvatica e domestica e di gestire i pascoli in armonia con la natura” ha aggiunto Rolfi. “La diffusione di nuovi mezzi come le biciclette elettroniche consentirà nel prossimo futuro anche una logistica più semplice per i turisti di montagna. Per questo sarà necessario promuovere la vendita diretta di prodotti di malga e un rapporto sempre più stretto tra attività d’alpeggio e agriturismi”.


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