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“Stamattina in accordo con il sindaco di Bienno ho lanciato il Patto della Valcamonica, un tavolo periodico costante con tutti gli attori di montagna camuni per pianificare insieme priorità, programmi e interventi migliorativi”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, che questa mattina è stato a Bienno e Breno per visitare le aziende agricole e le realtà associative della Val Camonica.

“Il tavolo che sarà formalizzato si riunirà a Bienno e sarà da me presieduto. Vogliamo concordare prioritàè modalità di intervento per esigenze specifiche per l’agricoltura nelle zone montane come la Vallecamonica. Se il modello funziona intendo anche esportarlo altrove” aggiunge l’assessore.

“Regione Lombardia deve risintonizzarsi con territori come questo e deve dare di più. L’agricoltura di montagna ha bisogno di attenzioni specifiche. Ha caratteristiche diverse rispetto all’agricoltura di pianura; è di prossimità ed è votata al turismo.  Va valorizzata sia nell’ottica della specificità locale che della promozione dei prodotti agroalimentari. Regione Lombardia vuole giocare questa partita perché difendere i nostri prodotti significa difendere il lavoro e promuovere una alimentazione sana” conclude Rolfi.


“L’Unione europea ha dichiarato guerra all’agroalimentare lombardo e italiano: ha dato il via libera nel mercato europeo ad alimenti certificati come biologici, ma contaminati da prodotti chimici fitosanitari, e ha cancellato in sede tecnica con un colpo di spugna i decreti sull’etichetta d’origine, favorendo di fatto i fake food. Grazie a queste follie avremo sulle nostre tavole alimenti spacciati come bio, ma che non lo sono, e cibi che sembrano italiani, ma prodotti con materie prime provenienti da chissà dove”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia in merito all’approvazione definitiva da parte dell'europarlamento della nuova regolamentazione su produzione e etichettatura dei prodotti biologici. Il nuovo regolamento concede agli Stati europei la possibilità di mantenere in vigore soglie meno restrittive per i residui di fitofarmaci o di contaminazione da ogm.

“Apprendo con soddisfazione il fatto che gli europarlamentari italiani abbiano votato tutti contro al nuovo regolamento, ma ora faccio appello alle forze politiche nazionali affinché il tema sia portato all’attenzione dell’opinione pubblica e affinché si arrivi all’istituzione del Marchio biologico italiano. Deve essere una priorità del prossimo governo. La Regione Lombardia c’è ed è pronta a fare da capofila. Le regole sull'agricoltura biologica italiana, applicate da anni, rendono i nostri prodotti una eccellenza senza eguali e sull’altro fronte non possiamo continuare a permettere la diffusione dei cibi falsi che costano all’economia italiana 70 miliardi di euro ogni anno” conclude Rolfi.


“La commissione europea dimostra ancora una volta di essere poco lungimirante, tagliando fondi a un settore strategico per il futuro come l’agricoltura”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, in relazione alla proposta della Commissione europea sul nuovo quadro finanziario della UE che prevede un taglio delle spese destinate all'agricoltura.

“Il budget destinato alla Politica agricola comune (Pac) non deve subire tagli. Faccio appello a tutti gli europarlamentari italiani, a quelli lombardi in particola modo, affinché facciano fronte comune” ha aggiunto Rolfi. “In un periodo storico in cui l’agroalimentare rappresenta una importante leva di crescita e sviluppo, servono più risorse da investire. Questa partita va presidiata con attenzione perché in gioco c’è il futuro delle nostre aziende agricole anche con riferimenti alle modalità di riparto delle risorse della nuova programmazione Psr. Occorre contenere lo sbilanciamento verso est da tempo in corso a livello comunitario e difendere la vocazione di sostegno alla produttività agricola dei fondi europei. L’irresponsabilità di chi impedisce di fare un governo, unita al fatto che da oltre due mesi ormai non abbiamo un ministro all’agricoltura, rischia di esporre il comparto italiano a grossi rischi”.


Splendida notizia! Barilla ha deciso di investire 240 milioni di euro in grano italiano e di dire basta all’acquisto di grano proveniente dal Canada. Il programma riguarderà 5.000 aziende italiane. Un bel segnale in difesa del made in Italy; un’operazione che avrà ricadute positive sul nostro mercato e sulla qualità della pasta che finisce sulle nostre tavole. Una politica aziendale che mi piace e che spero possa essere replicata. Nel grano canadese infatti sono presenti tracce di glifosato, sostanza che è oggetto di forti criticità e che molte nazioni preferiscono non utilizzare.  Una raccomandazione: controllate sempre le etichette e consumate italiano!


“Sul tema della fauna selvatica il Pd si dimostra poco serio e con posizioni schizofreniche. Non serve mangiare le nutrie, ma servono meno vincoli per permettere il loro contenimento. Nei prossimi giorni consegnerò ai parlamentari lombardi un dossier con proposte di modifiche normative volte ad affrontare il problema. In una regione con 34 prodotti Dop e Igp proporre di inserire le nutrie nella ristorazione è un danno a tutto il comparto agroalimentare”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

“Ricordo che il Pd ha impugnato la legge lombarda sul contenimento della fauna selvatica e che proprio le modifiche normative nazionali dei governi di centrosinistra mettono a rischio l’attività di tanti volontari come agricoltori e cacciatori. Da anni, tra l’altro, chiediamo al governo di svincolare 1 milione di euro per la lotta al randagismo, per poterlo utilizzare anche per incentivare le azioni di contenimento della nutria, ma la risposta è stata sempre negativa” ha aggiunto l’assessore regionale.

“In aggiunta a Roma modificando su input del PD la legge nazionale, hanno di fatto equiparato le nutrie ai ratti, complicandone di molto l’eliminazione. Al di là delle uscite strampalate dei sindaci di sinistra, sono i lacci burocratici romani a rendere complicato il contenimento delle nutrie. I danni causati dalla fauna selvatica, non solo all’agricoltura, ma anche alla sicurezza delle persone, sono un’emergenza da affrontare. Ci vuole meno ideologia sul tema ed è necessario garantire alle Regioni più libertà d’azione per programmare la gestione del problema. Per questo serve un’azione collegiale di tutta la politica lombarda” conclude Rolfi.


“Il compito delle istituzioni è quello di agevolare il lavoro delle imprese. Vogliamo dare alle attività agroalimentari lombarde la possibilità di partecipare a una delle più grandi vetrine del mondo: il Sial di Parigi, cofinanziando uno spazio espositivo”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia presentando il bando pubblicato ieri.
Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, nell’ambito degli impegni assunti con l’Accordo di Programma per lo sviluppo economico e la competitività del sistema lombardo, intendono offrire a 12 imprese lombarde o consorzi del settore agroalimentare l’opportunità di partecipare alla manifestazione fieristica Sial che avrà luogo dal 21 al 25 ottobre 2018 a Parigi. Il SIAL prosegue nella sua politica di sviluppo per consolidare il suo posto di partner privilegiato della filiera agroalimentare mondiale infatti, rappresenta il primo network mondiale di saloni con una copertura geografica ineguagliabile. Il SIAL ha sviluppato, oltre a una conoscenza molto approfondita di tutti gli operatori della filiera agroalimentare, anche un ruolo di osservatorio privilegiato e riconosciuto delle tendenze e delle innovazioni provenienti da tutto il mondo.
L’avviso prevede l’offerta alle imprese beneficiarie di un pacchetto di servizi nell’ambito di uno spazio espositivo di complessivi 130 mq. All’interno dell’Area della collettiva lombarda ciascuna impresa partecipante avrà a disposizione una postazione con tutte le strumentazioni adeguate
Il valore complessivo di tali servizi è pari a € 9.776,66 + IVA (€ 11.927,52). Regione Lombardia stanzia un contributo a fondo perduto finalizzato a ridurre il costo fino al 59,36% rispetto al prezzo pieno previsto dall’Ente Fiera, pertanto la quota a carico di ogni singola impresa è pari a € 3.970,00 + IVA (€ 4.843,40)
Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 12.00 del 19 aprile 2018 fino alle ore 16.00 del 22 maggio 2018 tramite il sito http://webtelemaco.infocamere.it.
Bando completo all’indirizzo: http://www.unioncamerelombardia.it/images/file/AT_BANDI%202018/TESTO_%20SIAL_%20PARIGI_definitivo.pdf


“Accogliamo con favore la proposta di Matteo Salvini di istituire un ministero al Cibo e al Made in Italy. Un’unica regia per governare la filiera del cibo è vitale per valorizzare la grande attrattività della nostra produzione agroalimentare, sempre più apprezzata e ricercata a livello mondiale. Proprio per questo motivo la Lombardia è stata la prima Regione a dotarsi di un assessorato al cibo, unendo le deleghe all’agricoltura e all’alimentazione. Siamo stati precursori anche in questo”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia. “La filiera agroalimentare lombarda si augura che si formi presto un governo con il ministero al cibo e al turismo che sia pienamente operativo. C’è la necessità di battere i pugni in Europa per difendere le nostre produzioni, combattere le falsificazioni dei prodotti italiani, presidiare le politiche europee su etichettatura di origine e in materia di Pac. Dobbiamo cogliere con forza e lungimiranza il momento di grande fermento verso l’agroalimentare ed è per questo che il ministero al cibo è una priorità” ha concluso Rolfi.


“In settimana partirà la richiesta di deroga all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale per storno, fringuello e peppola, nonché la deroga per la cattura di torde, cesene e merli. L’iniziativa è stata condivisa con le associazioni venatorie lombarde. Intendo dare nuovo slancio al tema per superare le note resistenze di Ispra alla concessione di deroghe, comunque previste anche dalla normativa europea. Ho richiesto un incontro ai nuovi vertici Ispra che voglio allargare anche ai rappresentanti delle altre Regioni coinvolte dal tema e ai parlamentari del territorio.È necessario fare fronte comune per difendere un settore che ha un forte indotto occupazionale e che rappresenta una tradizione ancora viva del nostro territorio”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi in merito alla comunicazione approvata oggi durante la giunta regionale.

Lo storno ha causato gravi perdite alle produzioni lombarde. I danni accertati dal 2008 a oggi ammontano a 800 mila euro nella nostra regione. Solo nel 2017 le province di Brescia, Pavia e Sondrio hanno registrato danni per 60 mila euro. Le colture maggiormente colpite sono quelle vitivinicole per la produzione di vini DOC e DOCG e frutticole (melo, ciliegio), con concentrazione nel periodo della maturazione dei frutti a giugno e tra agosto e ottobre. Anche per la stagione venatoria 2018-2019, la Regione Lombardia intende attivare la procedura di deroga della Direttiva Uccelli. La richiesta sarà inoltrata all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale al fine di autorizzare le seguenti attività:

- il controllo di esemplari della specie Storno, da attuarsi mediante prelievo venatorio da parte di cacciatori espressamente autorizzati; il prelievo venatorio di esemplari delle specie Storno, Fringuello e Peppola per consentire, in condizioni rigidamente controllate e in modo selettivo, la cattura, la detenzione o altri impieghi misurati di determinati uccelli in piccole quantità. In questi due casi, per una parte molto limitata della stagione venatoria, su una ridotta percentuale della superficie regionale utile alla caccia e da parte di un numero di cacciatori identificabili nominalmente.

- la cattura di esemplari delle specie Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena e Merlo da cedere ai cacciatori come richiami vivi per la caccia da appostamento, per consentire, in condizioni rigidamente controllate e in modo selettivo, la cattura, la detenzione o altri impieghi misurati di determinati uccelli in piccole quantità. In questo caso per un periodo ben definito della stagione venatoria, in impianti di cattura pre-individuati quanto a numero e ubicazione territoriale ed espressamente autorizzati dalla Regione, su quantitativi prefissati di uccelli catturabili per ciascuna specie, a opera di soggetti abilitati e con modalità sottoposte a controlli da parte dei soggetti competenti.


“Sono qui per capire cosa può fare la Regione per aiutare in maniera concreta gli imprenditori dell’agroalimentare, un comparto che rappresenta un’eccellenza per la Lombardia e che le istituzioni devono valorizzare di più”. Lo ha detto l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi, che si è recato oggi in provincia di Cremona per visitare tre aziende: la ProSus di Vescovato, il consorzio Casalasco del pomodoro a Rivarolo del Re e il pastificio Iris Bio di Casteldidone.

“Queste realtà rappresentano un modello di filiera del territorio che vogliamo promuovere perché valorizza i prodotti della terra lombarda ed è fortemente votato all’export. Difendere e diffondere il Made in Italy è fondamentale per la nostra economia perché conferisce valore ai nostri prodotti e sostiene la redditività delle imprese agricole. Per questo motivo è necessario che la politica a livello nazionale intervenga per difendere i nostri prodotti, partendo dalla etichettatura d’origine fino ad arrivare a togliere le assurde sanzioni alla Russia che stanno privando le nostre aziende di una importante fetta di mercato consegnandola alle economie orientali” conclude Rolfi.


“Abbiamo stanziato una somma importante da destinare ai consorzi di bonifica per effettuare opere di pronto intervento da loro segnalate. Finanzieremo gli interventi al 90 percento. Un modo concreto per risolvere problematiche reali presenti sul territorio, risolvendo problemi strutturali per contrastare la dispersione di acqua, fondamentale per l’attività agricola”. Lo hanno detto Fabio Rolfi e Pietro Foroni, assessori regionali all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi e al Territorio e Protezione Civile, che hanno proposto la delibera con la quale vengono stanziati 400 mila euro ai consorzi di bonifica Est Ticino Villoresi, Oglio Mella e Chiese per la realizzazione di opere di pronto intervento interessanti il reticolo idrico.

Si tratta di 4 interventi i cui lavori sono stati autorizzati dagli uffici regionali, per una spesa ammissibile complessiva di euro 443.583,89, di cui euro 399.225,05 quale contributo regionale.

Comune di Manerbio (BS): Erosioni e cedimento strutturale di un tratto della sponda destra del Vaso Baviona. Costo intervento: 85.217,06 euro (contributo regionale 76.695,35)

Comune di Gavardo (BS): Principio di cedimento strutturale della parte terminale della traversa ad arco sul fiume Chiese da cui prende origine il canale "NAVIGLIO GRANDE BRESCIANO". Costo intervento: 52.800 euro (contributo regionale 47.520 euro)

Comune di Mazzano (BS): Ammaloramento di un tratto di muro spondale del canale "NAVIGLIO GRANDE BRESCIANO". Costo intervento 300.000 euro (contributo regionale 270.000 euro)

Comune di Turbigo (MI): Cedimento di un tratto di sponda sinistra del Naviglio Grande. Costo intervento 5.566,33 euro (contributo regionale 5.009,70 euro)


“La sentenza della Corte costituzionale suscita grande interesse. La scelta del Veneto è da approfondire anche in Lombardia per garantire maggiore efficacia ad attività come il contrasto della fauna selvatica e il contenimento dei relativi danni.È un modo per ridare prospettiva a un settore decapitato dalla sciagurata riforma Delrio. Nel frattempo auspico in sede nazionale una modifica alla legge 157 per riconoscere anche in ambito normativo e non solo gurisprudenziale alla Regione l’attività ittico-venatoria”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia in merito alla recente sentenza della Corte costituzionale, che promuove la scelta del Veneto di istituire il Servizio di vigilanza regionale in materia di fauna, pesca e ambiente e di inquadrare sotto un'unica gestione regionale il personale delle Polizie provinciali.

I giudici della Consulta hanno respinto il ricorso del Governo, che aveva contestato l’invasione della competenza statale esclusiva in materia di ‘ordine pubblico e sicurezza’. E hanno confermato la validità della scelta della Regione Veneto che ha istituito il Servizio regionale di vigilanza, che riunisce guardie provinciali e ispettori in un unico corpo diretto e organizzato dalla Regione con compiti di vigilanza in materia ambientale, agroalimentare, faunistico-venatoria e ittica.

“In particolare, la Corte ha confermato come gli agenti dei corpi di Polizia provinciale trasferiti alla Regione possano confermare la qualifica di ‘agente di polizia giudiziaria’. Sono l’unica figura professionale autorizzata, nell’organico della Regione, a portare un’arma e ad avere poteri di indagine, perquisizione, sanzione e arresto” conclude Rolfi.


Le aziende vitivinicole lombarde si preparano alla 52ª edizione di Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati che si terrà a Verona dal 15 al 18 aprile. La valorizzazione di un territorio unico per varietà di climi, ambienti e terroir rappresenta infatti un carattere distintivo della viticoltura regionale, la quale all’interno del Padiglione Lombardia, realizzato come da tradizione in Accordo di programma tra Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, sarà rappresentata da oltre 200 produttori.

"I vini lombardi sono apprezzati in tutto il mondo. L'export nel 2017 ha fatto registrare il record del millennio con un valore di 270 milioni e 360 mila euro, +4,2% sul 2016. Al Vinitaly la collettiva lombarda, tra le prime per numero di espositori, occuperà uno spazio di 8.500 metri quadrati complessivi al primo piano del PalaExpo. Qui consumatori, operatori e giornalisti specializzati troveranno circa 2 mila etichette in degustazione”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi presentando i numeri della delegazione lombarda al Vinitaly 2018

Dall’Erbamat in Franciacorta, alla Merera in Valcalepio, alla varietà Verdese sulle colline dell’IGT Terre Lariane, solo per fare qualche esempio, sono molte le varietà rilanciate negli ultimi anni. E anche grazie a loro la Lombardia, già ai primi posti a livello nazionale per varietà di vite per uve da vino coltivate, ha ulteriormente consolidato questa peculiarità, arrivando a 90 diverse tipologie presenti sul territorio regionale sulle 517 totali iscritte al Registro nazionale delle varietà di vite.

“La Lombardia può contare su oltre 3 mila imprese vitivinicole e 300 aziende giovani che hanno contribuito a raggiungere importanti risultati sui mercati esteri”, ha proseguito Fabio Rolfi. “In questo settore la Lombardia punta principalmente sulla qualità dei prodotti. Sul nostro territorio regionale si producono per il 90% vini a Denominazione di qualità, grazie a 5 DOCG, 21 DOC e 15 IGT. Il tema della biodiversità e della sostenibilità ambientale calza a pennello con le esigenze di mercato: il consumatore è sempre più sensibile rispetto alle tematiche della sostenibilità. Vinitaly è una vetrina straordinaria per i nostri prodotti e una chance strategica per recuperare mercato nei confronti delle produzioni estere” ha concluso Rolfi.

Accanto alla valorizzazione della biodiversità, si è assistito negli ultimi anni anche a un vero e proprio boom della viticoltura biologica. Se nel 2010 gli ettari destinati a questo tipo di produzione o in conversione erano 908, nel 2017 hanno raggiunto in Lombardia quota 1.751 ettari, con un incremento del 93%. A far la parte del leone, la provincia di Brescia, prima a livello regionale con 522,5 ettari a biologico e 504 ettari in conversione. Seguono la provincia di Pavia, con 259 ettari a bio e 378 in conversione, quella di Mantova (rispettivamente 34,5 e 20,8 ettari), quella di Bergamo (rispettivamente 7,6 e 10,4 ettari), quella di Sondrio (rispettivamente 2 e 8,7 ettari). Chiudono Lecco, con 0,3 ettari a bio e 2,2 ettari in conversione, Milano con 0,6 ettari bio e Varese, con 0,1 ettari a bio.

I Consorzi presenti a Vinitaly 2018 sono: Consorzio Franciacorta, Consorzio Lugana, Consorzio Moscato di Scanzo, Consorzio Oltrepò Pavese, Consorzio Provinciale Vini Mantovani, Consorzio San Colombano, Consorzio Terre Lariane, Consorzio Valcalepio, Consorzio Valtellina, Consorzio Valtènesi, ed Ente Vini Bresciani (in rappresentanza dei territori di Botticino, Cellatica, San Martino della Battaglia e Valcamonica).


“Abbiamo promosso un tavolo regionale con i rappresentanti del mondo avicolo per elaborare iniziative in favore delle aziende colpite dal problema dell’aviaria”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi che stamattina ha presieduto il tavolo. Il settore avicolo in Lombardia comprende 2.139 allevamenti con circa 31 milioni di capi.

“Abbiamo avviato il monitoraggio della fauna selvatica per verificare la dislocazione degli esemplari vettori della malattia, come gli uccelli acquatici, e avere una mappatura delle zone a rischio. Questo permetterà di evitare gli errori del passato e di programmare bene gli interventi. Abbiamo riscontrato la necessità di una campagna informativa in sostegno alla bontà di un settore che in Lombardia produce il 106% del fabbisogno ed è dunque votato all’export e che ha un utilizzo di antibiotici inferiore dell’80% rispetto alla media europea. Intendiamo tranquillizzare il consumatore e fornire giuste notizie sull’alta qualità carne avicola lombarda. Promuoveremo come Lombardia una rete tra le Regioni per intraprendere azioni comuni e fare massa critica sul ministero per interventi in caso di necessità. Siamo pronti anche a garantire risorse e a promuovere una modifica al PSR per incentivare interventi strutturali in aree a rischio e garantire la biosicurezza” ha aggiunto l’assessore.

 “Siamo in attesa del decreto ministeriale in attuazione del dl 102/04 che potrebbe rappresentare una iniezione di risorse in sostegno alle aziende colpite in maniera indiretta. In quel caso la Regione è pronta a mettere risorse proprie per aiutare un settore che è il fiore all’occhiello della produzione zootecnica lombarda e in cui la nostra regione è leader nazionale. Intendo sollecitare il futuro ministro affinché sia parte attiva in Europa ed accelerare le procedure di riconoscimento dei danni indiretti e garantire risorse alle aziende danneggiate. Siamo in attesa di risposte europee che devono essere più celeri. Su questo il governo deve darsi una mossa” conclude Rolfi.


“Il centro di accoglienza nella ex caserma Serini di Montichiari rappresenta un doppio spreco tipicamente italiano. Innanzitutto perché non si sarebbe dovuto nemmeno avviare il progetto e secondariamente perché abbandonarlo poi in questo modo rappresenta un ulteriore scempio. Il degrado in cui versa la struttura, ormai dimora di clandestini e senzatetto, è il simbolo del malgoverno del Partito Democratico”. Lo hanno detto l’assessore regionale Fabio Rolfi e il capogruppo della Lega - Salvini premier nel Consiglio comunale di Montichiari Marco Togni in merito alle notizie riportate sugli organi di stampa circa la situazione di degrado e abbandono in cui versa la ex caserma Serini di Montichiari.
 
“La Lega è da sempre contraria a questo centro accoglienza. Facciamo ora appello formale a tutti i parlamentari bresciani affinché il progetto di ospitare richiedenti asilo nella struttura tramonti definitivamente. Montichiari ha bisogno di un aeroporto che funzioni e che faccia ripartire l’economia, non di immigrati da mantenere” concludono Rolfi e Togni.

“Sulla applicazione della legge-obiettivo cinghiale ha pesato l’impostazione centralista del Governo, che all’indomani dell’approvazione da parte del Consiglio regionale l’ha pretestuosamente impugnata avanti la Corte costituzionale. La gestione delle emergenze, cinghiale e nutria su tutte, affrontate tempestivamente dalla Regione Lombardia con due leggi, è stata perciò intralciata dal partito che oggi ci rimprovera di essere inattivi: lo stesso partito che in parlamento ha rigettato un emendamento, proposto dalle Regioni più virtuose, tra cui la Lombardia, per snellire le procedure per il controllo della fauna selvatica con l’inserimento della figura dell’operatore abilitato al controllo faunistico”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi in merito alle critiche avanzate dalla minoranza in Consiglio regionale sull’abbattimento dei cinghiali.
“Le polemiche politiche non mi interessano. Io voglio risolvere il problema. La Regione Lombardia è perfettamente consapevole delle problematiche causate dal cinghiale e dell’importanza di dare rapida attuazione alla legge. Siamo già al lavoro per l’adozione dei primi due atti applicativi, in particolare quello finalizzato alla suddivisione del territorio regionale in aree idonee e non idonee alla presenza del cinghiale, su cui verranno disposti gli interventi di controllo e abbattimento, anche con la caccia.È stato perfezionato un documento tecnico che, ai primi di maggio, sarà base di confronto, anche per raccogliere osservazioni” ha concluso Rolfi. “Altro passaggio è quello sulla valorizzazione della carne di cinghiale. Promuoveremo una filiera lombarda che possa trasformare in valore aggiunto ciò che ora è percepito come problema”.


”L’agropirateria per l’Italia pesa 60 miliardi di euro. L’importazione del riso dalla Cambogia è aumentata del 700% in questi anni per colpa dell’Unione europea che ha azzerato i dazi. Le sfide del futuro sono dunque legate alla valorizzazione commerciale difesa dei prodotti lombardi e alla promozione di una nuova cultura dell’alimentazione. Le possiamo vincere solo se riusciamo a creare un sistema tra produttori, operatori commerciali e istituzioni. All’estero c’è grande attenzione verso la nostra offerta e praterie commerciali che possiamo conquistare”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia durante un’iniziativa che si è svolta stamattina nella sede di Coldiretti Pavia.

“Dobbiamo puntare a una alleanza tra agricoltura, ristorazione e marketing territoriale per rendere consapevoli consumatori locali e turisti della qualità dei prodotti lombardi. Cercherò personalmente di promuovere i prodotti del nostro territorio nella ristorazione collettiva e di fare in modo che vengano distinti e valorizzati anche all’interno della grande distribuzione” aggiunge l’assessore.

“L’Italia deve battere i pugni sul tavolo affinché vengano introdotti a livello comunitario dei dazi sul riso proveniente dal sud est asiatico. La Lombardia produce il 40% del riso nazionale e dietro questa filiera c’è un indotto importante. Non difenderlo significa creare problemi anche di carattere sociale. Su questa insensata politica comunitaria, il governo precedente è stato remissivo, confidiamo che il prossimo sia in discontinuità” conclude Rolfi.

 


“Brescia ancora una volta diventa nota per la violenza islamica contro le donne. Siamo una delle città italiane con la più alta concentrazione di musulmani. Oggi abbiamo visto quale è la vera faccia dell’Islam. Serve un approccio diverso, sia a livello locale che a livello nazionale, sul tema dell’immigrazione. Con una amministrazione di centrodestra trainata dalla Lega, la nostra città uscirà dalla rete sprar per evitare di mantenere altri falsi profughi. Chiuderemo le moschee abusive, partendo da via Bonardi e viale Piave. Porremo fine a qualsiasi politica assistenzialista nei confronti dell’immigrazione voluta dalla giunta Del Bono e dal Pd, che ha portato a una impennata di cittadinanze concesse con tanto di festicciole e pasticcini. I familiari di Sana avevano purtroppo ottenuto la cittadinanza italiana, dimostrazione di come la legge vada resa più restrittiva e non ammorbidita”. Lo ha detto Fabio Rolfi (Lega - Salvini Premier), assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi.


“L’intervento del presidente Fontana sul programma amministrativo di questi cinque anni coniuga lungimiranza e concretezza: da una parte il presidente ha ben chiaro l’orizzonte della Lombardia del 2023. Priorità ad autonomia, sanità, infrastrutture, ambiente e agricoltura. Dall’altra, entrando nel merito delle proposte ha dimostrato di avere ben chiare le ricette per ottenere risultati. I lombardi hanno fatto un’ottima scelta eleggendo Attilio Fontana, questa è l’ennesima conferma”. Lo ha detto l’assessore regionale all’agricoltura, alimentazione e sistemi verdi Fabio Rolfi.


“La scelta di non acquistare più grano canadese effettuata da Barilla è importante sia sotto il profilo economico che sotto l’aspetto simbolico. Dobbiamo lanciare segnali forti in difesa del grano italiano. Non possiamo più accettare che per produrre pasta in Italia venga utilizzato grano canadese trattato in preraccolta con il glifosato, pratica vietata nella nostra nazione”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia. “Il parlamento italiano ora deve bloccare la ratifica del Ceta, l'accordo di libero scambio tra Europa e Canada, che a livello europeo è approvato in modalità provvisoria. Sarebbe bello se lo facesse all’unanimità. Oltre al danno economico per le nostre aziende, non possiamo permettere che in fase di importazione arrivino in Italia prodotti coltivati all’estero con metodi vietati sul nostro territorio. Ne va della qualità del cibo che mangiamo” conclude Rolfi.


“Il latte lombardo deve essere valorizzato come merita. Nelle prossime settimane convocheremo un tavolo regionale per affrontare con le parti tutti i problemi che vengono riscontrati. Vogliamo che il quadro di regole sia chiaro e oggettivo e soprattutto che le normative vengano rispettate da tutti; intendiamo inoltre puntare in maniera decisa su una migliore promozione del prodotto finito anche attraverso il coinvolgimento della grande distribuzione. Assicurare la qualità del cibo e il giusto prezzo è garanzia sia per il lavoro di tutta la filiera che per il consumatore”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

“La Regione Lombardia continuerà a essere interlocutore privilegiato per i produttori lombardi e si farà portavoce presso il ministero affinché le loro istanze vengano affrontate a livello nazionale” conclude l’assessore. “Ci auguriamo che il futuro governo abbia su questo tema una sensibilità diversa rispetto agli esecutivi che si sono susseguiti negli ultimi anni”.


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