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“La Regione Lombardia ha approvato nel gennaio 2018 il nuovo Regolamento regionale della pesca che ha ridisegnato il territorio regionale in ambiti idrobiologici omogenei denominati bacini di pesca e ha stabilito nuove modalità esecutive di pesca sia professionale che sportiva in tutta la Lombardia. La Direzione Agricoltura insieme agli Uffici territoriali, confrontandosi in maniera proficua con le consulte provinciali, ha poi elaborato i regolamenti di bacino che entreranno in vigore il 18 giugno. Per facilitare l’attività dei pescatori, la Regione Lombardia ha redatto per ogni bacino un prontuario che indica puntualmente come, cosa e quando pescare”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi presentando i prontuari consultabili e scaricabili al link http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/cittadini/agricoltura/pesca/normativa-regolamenti-esercizio-pesca/normativa-regolamenti-esercizio-pesca

“Quello dei pescatori è un universo molto complesso, costituito in Lombardia da più di 75mila dilettanti e 240 professionisti. Quando si cambiano le regole è necessario che tutti siano informati in maniera chiara e precisa” aggiunge Rolfi. “Ringrazio le associazioni di pesca dilettantistica e professionale, le rappresentanze ambientali e gli esperti ittici nominati nelle consulte per il loro lavoro e il tempo dedicato alla stesura dei regolamenti”.

“Stabilite e semplificate le regole di pesca per ogni bacino, il prossimo traguardo sarà avere una gestione efficace nei controlli, rapida nell'attuazione degli interventi ittiogenici e volano di turismo e di occupazione locale. Nei prossimi mesi porterò all'attenzione della Giunta le Linee guida per la gestione dei bacini di pesca e valuteremo le candidature ai fini della gestione in concessione della pesca dilettantistica” ha concluso l’assessore.

Il nuovo Regolamento regionale della pesca ha stabilito che i bacini in Lombardia sono 14 e ognuno ha un fiume o un lago come cuore dell’area omogenea:

1 Oltrepò Pavese;

2 Asta del fiume Po;

3 Ticino Terdoppio Sesia Agogna;

4 Lambro Olona;

5 Verbano Ceresio e Lario;

6 Adda sub-lacuale;

7 Valle Brembana;

8 Valle Seriana;

9 Oglio;

10 Valle Camonica;

11 Valle Trompia Valle Sabbia e Benaco;

12 Mincio;

13 Provincia di Sondrio;

14 Sebino.

Tra i cambiamenti si evidenziano le limitazioni all’uso delle reti da pesca nei laghi e il numero chiuso dei pescatori professionali che possono esercitare per ogni lago.


“Chiederemo al nuovo governo di bloccare la riforma Agea approvata da Gentiloni. Un provvedimento non condiviso con le Regioni e che va nella direzione opposta rispetto alla valorizzazione delle esperienze virtuose, partendo da quella lombarda”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia in merito alla decisione del Consiglio dei ministri di dare il via libera al decreto legislativo attuativo della legge delega 154/2016, relativo al riordino di Agea, l'agenzia che gestisce erogazione e rendicontazione di tutti i fondi comunitari dedicati al settore primario.

“È una forzatura centralista che penalizza chi lavora bene, come ha già avuto modo di sottolineare anche il presidente del Veneto, Luca Zaia. Questa riforma agevola le Regioni inefficienti e arretrate sotto il profilo dei pagamenti e rischia di peggiorare ulteriormente il servizio che viene erogato agli agricoltori lombardi. Da tempo aspettiamo l’allineamento dei sistemi informatici di Agea e della Regione, per cui confidiamo nel prossimo governo affinché vengano bloccati i colpi di coda dell’ormai delegittimato esecutivo Gentiloni. Questa imposizione di un carrozzone romano sul buongoverno lombardo è controproducente e deve essere fermata” conclude Rolfi.


“Basta fake news. Il latte fa bene e ha proprietà nutritive importanti. Le notizie sulla presunta insalubrità di questo alimento stanno producendo danni di carattere economico a tutta la filiera. La Regione Lombardia vuole fermare questo flusso di false informazioni e varerà nei prossimi mesi una massiccia campagna di comunicazione, partendo dalle scuole, per promuovere, insieme a tutta la filiera, le qualità del latte lombardo e favorire così il consumo di questo importante prodotto centrale per il nostro sistema agrozootecnico”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi che stamattina è intervenuto a un evento organizzato a Pandino (cr) nell’ambito del World Milk Day.

“Le nostre aziende sono le più controllate al mondo e garantiscono la sostenibilità e il benessere animale. In sostanza produciamo il latte più controllato e salubre che ci sia in circolazione; per questo va difeso da false credenze e dalle balle che vengono messe in giro” conclude Rolfi.


“Per il sindaco del Pd la moschea abusiva in via Bonardi esiste solo “a mio dire”. Le immagini dell’inizio del Ramadan lo sbugiardano. Ogni venerdì si riuniscono per pregare centinaia di islamici, tra cui fino a poco tempo fa anche il papà assassino di Sana Cheema. Di donne nemmeno l’ombra. Questa moschea abusiva c’è dal 2012 e ovviamente non era stata autorizzata dalla giunta di centrodestra, altra menzogna propinata da Del Bono. Anzi, noi avevamo fatto una ordinanza di ripristino della destinazione d’uso, poi sospesa dal Tar. Dal 2015 esiste una legge regionale con relativa circolare che consente ai sindaci di mettere i sigilli ai luoghi di culto non previsti dal piano di governo del territorio. Del Bono in questi ultimi tre anni avrebbe potuto chiudere questa moschea abusiva e non l’ha fatto. Una scelta politica di cui pagherà le conseguenze. Quando sarò sindaco di Brescia penserò io a chiuderla”. Lo ha detto Paola Vilardi, candidato sindaco di Brescia per il centrodestra che ha pubblicato su Facebook le immagini che girate da alcuni cittadini in via Bonardi a Brescia.

Sul tema è intervenuto anche Fabio Rolfi (Lega), assessore regionale ed ex vicesindaco di Brescia: “Il consulente urbanistico che ha permesso l’apertura di moschee abusive in cittàè un architetto del Pd. Il sindaco che per cinque anni ha fatto finta che il problema non esistesse è del Pd. Ora è tempo di cambiare. Come Regione Lombardia metteremo a disposizione di Paola la nostra struttura giuridica e tecnica per aiutarla nell’obiettivo moschee zero. Vilardi potrà chiudere definitivamente questo luogo clandestino di culto frequentato anche da fanatici islamici come il papà di Sana. La sinistra a Brescia ha fallito: hanno accolto gli estremisti del Qatar e hanno lasciato aperte le moschee abusive. Queste immagini sono i titoli di coda di Del Bono”.

“Da presidente di circoscrizione avevo denunciato la situazione e mi ero battuto insieme ai residenti. Ora rinnoviamo l’impegno per chiudere questa moschea abusiva” conclude il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Mattia Margaroli.


“Il fatto che il ministro alle Politiche agricole, alimentari e forestali sia un lombardo in gamba come Gian Marco Centinaio fa ben sperare. Serve una visione integrata della filiera, dall’agricoltura all’alimentazione. In Regione Lombardia c’è molta attenzione su questo tema e sono soddisfatto di vedere che il modello sarà replicato anche a Roma, a conferma dell’ottima scelta della giunta Fontana”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi della Regione Lombardia.

“Gli agricoltori della nostra regione hanno bisogno di risposte dal governo centrale. Auguro buon lavoro al nuovo ministro con il quale intendo da subito lavorare in sintonia. Sono sicuro che metterà impegno e dedizione in questo ruolo” conclude Rolfi.


“L’avevamo annunciato e l’abbiamo fatto. Ho riunito oggi a Palazzo Lombardia il tavolo regionale sul latte. Partecipano tutti gli attori della filiera, dagli agricoltori ai trasformatori fino ai rappresentanti della grande distribuzione. Vogliamo analizzare bene la situazione relativa al prezzo del latte e trovare soluzioni condivise. Il tavolo non è uno spot, ma un progetto permanente che prevederà anche sessioni tecniche”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi.

“Ci siamo posti l’obiettivo di varare un piano comunicazione per difendere l’importanza del latte e promuovere le sue proprietà nutritive.È necessario contrastare tutte le fake news sulla insalubrità di questo alimento. Intendiamo poi lavorare sui progetti di filiera per valorizzare la risorsa latte nei periodi eccedenza di produzione, studiando nuove possibilità di trasformazione in prodotti che siano appetibili sul mercato. Un lavoro fondamentale che costruiremo in vista dei nuovi bandi sui progetti di filiera che usciranno a giugno” ha aggiunto Rolfi.

“Intendiamo infine costruire seri percorsi finalizzati a coprire nuovi mercati che possano favorire sbocchi per le produzioni in eccesso. Su questo il prossimo tavolo in sede tecnica studierà un piano operativo che dia concretezza a questa proposta e non solo un obiettivo teorico” conclude l’assessore.


“L’anticipo della Pac è una richiesta forte del mondo agricolo e rappresenta una necessità per molti imprenditori che rischiano di andare in crisi di liquidità. Si tratta di una buona pratica che la Regione Lombardia ha sempre garantito fino al 2014 grazie all’efficienza amministrativa dell’ente. Poi una modifica alla normativa nazionale ha impedito di anticipare i fondi che non rientrano nel corso dell’anno. Da anni siamo bloccati da una norma ingiusta che penalizza le regioni virtuose e non consente di aiutare gli agricoltori lombardi”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

“Rilancerò la richiesta di modificare la norma nazionale e alla ripresa dell’attività parlamentare consegnerò a tutti i membri della commissione agricoltura una proposta di emendamento per consentire l’anticipo della Pac. E’ ingiusto e sbagliato impedirci una buona pratica che possiamo permetterci e che è apprezzata dal mondo agricolo” ha concluso Rolfi.


“La vigente formulazione sul contenimento della fauna selvatica risale a un quarto di secolo fa. Non è più adeguata a rispondere alle attuali esigenze gestionali di ungulati come capriolo, cervo, daino e in particolare cinghiale e di altre specie di mammiferi e uccelli invasive, sia autoctone che alloctone. Deve essere cambiata. In Lombardia sono in continuo aumento i danni alle produzioni zoo-agro-forestali e ittiche, problematiche di ordine igienico-sanitario, impatti sulla circolazione stradale, con rischi elevati per la stessa incolumità umana”. Lo ha scritto Fabio Rolfi, assessore regionale all’agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi ai deputati e ai senatori lombardi in una missiva con cui chiede modifiche legislative nazionali. “L’attività di controllo fatta dagli operatori volontari è prevista dalla norma regionale ma non da quella nazionale. Un vulnus normativo che sta generando problemi di natura legale e che va risolto. I volontari che fanno un servizio di pubblico interesse devono poterlo fare in un regime di sicurezza normativa”.

Inoltre, la vigente formulazione sulla vigilanza venatoria fa riferimento a un’allocazione delle funzioni in materia di caccia, oggi totalmente mutata e che ha innescato una serie di problematiche, tra le quali va annoverata anche l’oggettiva difficoltà nel coordinamento dell’attività di vigilanza tra i diversi livelli istituzionali (Regioni da un lato e Province/Città metropolitane dall’altro). La modifica di questo articolo si rende, pertanto, necessaria per assicurare la continuità dei servizi di vigilanza faunistico-venatoria presso le Regioni, amministrazioni cui ora competono tali funzioni.

“Serve chiarire, alla luce della sentenza della corte costituzionale inerente la legge del Veneto, che le regioni in seguito alla riforma Del Rio hanno competenze in materia di vigilanza ittico - venatoria, al fine di garantire stabilità agli agenti con la connessa qualifica di Pg e poter programmare un servizio adeguato di vigilanza necessario anche per il contenimento della fauna selvatica” aggiunge Rolfi.
“La Regione Lombardia è impegnata ad attuare la legge regionale sul contenimento della fauna, individuando le zone idonee e non idonee alla presenza del cinghiale.È un passaggio fondamentale per regolare l’attività di controllo e intensificarla nelle zone dove si riscontrano più danni all’agricoltura e più rischi per l’incolumità umana. Siamo in costante contatto con le associazioni venatorie e con il mondo agricolo ed entro metà giugno la delibera andrà in giunta”.

“Chiedo anche l’impegno a creare un fondo straordinario nazionale per il contenimento della nutria, dedicato a finanziare i piani regionali di contenimento. C’è un precedente, ossia il fondo creato per la lotta al randagismo che in Lombardia ha portato alla soluzione del problema. Lo stesso meccanismo deve essere replicato per la nutria. Lo chiediamo da tempo come Regione Lombardia e lo ribadiamo ai parlamentari lombardi affinché si facciano carico di una istanza diffusa sul territorio e assolutamente bipartisan” conclude l’assessore lombardo.


 "Con l'approvazione del Piano regionale di contenimento ed eradicazione della nutria stanziamo 200.000 euro per finanziare i piani locali sostenuti dalle Province. In questo modo ampliamo gli interventi già messi in campo per arginare a un fenomeno che sul territorio regionale rappresenta un potenziale rischio sanitario per la salute pubblica e per la sanità animale". Lo ha comunicato l'assessore al Welfare di Regione Lombardia commentando l'approvazione su sua proposta, in concerto con l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, della delibera che approva il Piano regionale di contenimento ed eradicazione della nutria 2018/2020.

PROGETTI PROVINCIALI - "La misura approvata - ha spiegato l'assessore - definisce anche i criteri per l'attribuzione dei finanziamenti ai progetti che le Province presentano alla Dg Welfare la cui istruttoria sarà condotta dal Tavolo di coordinamento per l'attività di contenimento del roditore sulla base della presenza di nutrie presenti sul territorio".

875.000 EURO IN 3 ANNI - "I 200.000 euro stanziati oggi - ha concluso - si sommano ai 675.000 già messi a disposizione di Province e Comuni negli anni 2015 e 2016. Nel corso del 2016 sono state catturate e smaltite circa 50.000 nutrie. Siamo in attesa della rendicontazione delle Province relativa al 2017".

ASSESSORE AGRICOLTURA - "Grazie a questo documento - ha commentato l'assessore all'Agricoltura sono possibili i piani provinciali necessari per l'attività di contenimento delle nutrie. Il problema è serio e in decisa crescita, è necessario intensificare l'azione di contrasto ricercando nuovi operatori volontari, dando certezze normative agli stessi e investendo più risorse. Per questo motivo ho chiesto ai parlamentare Lombardi di attivarsi per modificare la legge 157 e introdurre anche a livello nazionale la figura dell'operatore volontario così come per individuare risorse nazionali per sostenere il territorio in questa battaglia. E' una emergenza e come tale va trattata anche con risorse straordinarie; le regioni non possono essere lasciate da sole".


Le precipitazioni copiose dei giorni 18 e 19 marzo 2018 sul territorio della provincia di Mantova hanno provocato danni alle infrastrutture a servizio dell’agricoltura ricadenti nei comuni di Carbonara di Po, Schivenoglia, Sermide, Borgofranco sul Po, Gonzaga, Pegognaga e San Benedetto Po. In particolare le piogge registrate dalle stazioni pluviometriche del Consorzio di Bonifica “Terre dei Gonzaga in Destra Po” hanno fatto segnare valori eccezionali con una media di circa 40 mm. Oggi la Regione Lombardia ha approvato una delibera per delimitare i territori danneggiati e inoltrare al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali la proposta di declaratoria dell’eccezionalità dell’evento in quanto si ritiene che ricorrano le condizioni obiettive tali da giustificare il riconoscimento di eccezionalità dell’evento stesso. Il D.lgs 102/2004 prevede infatti che possono essere adottate misure volte al ripristino delle infrastrutture connesse con l’attività agricola con onere della spesa a totale carico del fondo di solidarietà Nazionale.

“I danni riguardano i canali di bonifica e irrigazione di competenza del Consorzio di Bonifica “Terre dei Gonzaga in Destra Po”. I tecnici dell’Utr hanno rilevato danni per 333.300 euro, in particolare per il cedimento verso il canale delle scarpate e per l’ostruzione dei canali stessi” ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, che ha portato la delibera in Giunta.

Le modalità di intervento per il ripristino della funzionalità delle opere danneggiate prevedono:
- sgombero dall’alveo del materiale franato; regolarizzazione della sponda interessata dal franamento fino a raggiungere il piano di scorrimento della frana, nonché scavo a quota scorrimento per formazione cassonetto di fondazione;
- riempimento della fondazione e ricostruzione della sponda del canale con sagoma originale, mediante fornitura e posa di pietrame ciclopico delle prealpi;
- ricarico di cordoli ben compattati, per la ricostruzione della sponda del canale, utilizzando terreno naturale.

“Con questo documento intendiamo stimolare la filiera bosco - legno - energia nel rispetto della conservazione dell’ambiente. Il piano di indirizzo forestale è uno strumento importante per l’individuazione delle attività selvicolturali da svolgere. Regolamenta il pascolo per la ripulitura dei boschi a scopo di prevenire gli incendi boschivi e conservare il paesaggio rurale, individua le nuove strade forestali utili per accedere nei boschi e delimita le aree in cui possono essere autorizzati gli interventi che comportino la trasformazione del bosco. Il PIF è un supporto per la definizione delle priorità nell’erogazione di incentivi e contributi pubblici e risulta essenziale per individuare gli interventi finanziabili con alcune operazioni del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia in merito all’approvazione in giunta del Piano di Indirizzo Forestale della Comunità Montana Parco dell’Alto Garda Bresciano. Il documento sarà valido per i 15 anni.

“La filiera bosco legna è per noi una priorità da sviluppare perché i nostri boschi sono un patrimonio straordinario che dobbiamo valorizzare al meglio per consolidare economie locali vitali per le aree montane. Altre regioni hanno fatto passi da gigante in tal senso e dobbiamo recuperare con una visione strategica che coinvolga tutti gli attori. Per queste ragioni intendo costituire a breve l’osservatorio bosco legna che rappresenterà strumento di progettazione e programmazione condivisa di misure per la filiera” conclude Rolfi.


Stamattina al convegno promosso da Assofloro Lombardia. C’è la necessità di trovare modalità diverse di assegnazione degli appalti pubblici sul verde urbano perché il criterio del massimo ribasso punisce le aziende lombarde, favorendo spesso realtà che non lavorano sulla qualità. Le nostre città hanno bisogno di spazi verdi all’altezza. Su questo sono pronto a impegnarmi insieme ai rappresentanti del settore.


“La situazione è allarmante e inaccettabile. Ammonta a mezzo miliardo di euro il mancato versamento dei contributi da parte dello Stato italiano per le assicurazioni contro le calamità nelle campagne”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi.

“Questi ritardi indeboliscono anche tutti gli interventi effettuati dalle Regioni virtuose come la Lombardia in difesa del lavoro e della agrozootecnia. Noi abbiamo appena confermato per esempio l’assicurazione per lo smaltimento delle carcasse. I ritardi romani stanno mettendo in difficoltà i consorzi di difesa che sono ormai obbligati a fare un servizio bancario. Lo Stato deve rimettere in circolo i soldi degli agricoltori. Agea si svegli, su questo tema siamo disposti a muoverci anche in sede legale” conclude l’assessore.


Dopo tre anni di lavori è stata ultimata un'opera strategica per ridurre il rischio di alluvionamenti nei territori di Offlaga e Dello e conseguentemente in altri Comuni della bassa bresciana: un nuovo sistema di canali scolmatori verso il fiume Mella che Regione Lombardia ha interamente finanziato con 1,5 milioni e che i Comuni di Offlaga e Dello hanno portato a realizzazione partendo dall'acquisizione di aree fino alla definiva apertura dei canali. Quest’opera permetterá di utilizzare in maniera intelligente la risorsa acqua ed evitarne la dispersione.


La Regione Lombardia nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 ha pubblicato il bando relativo agli incentivi per la costituzione di nuove aziende agricole da parte di giovani agricoltori (18-40 anni). L’iniziativa ha l’obiettivo di favorire l’accesso di giovani agricoltori qualificati nel settore agricolo e il ricambio generazionale, tramite la concessione di un premio per il primo insediamento in qualità di titolare o legale rappresentante di un’impresa agricola.
“Tra il 2015 e il 2017 abbiamo già dato 19 milioni di euro per 738 progetti. Ora mettiamo a disposizione altri 11,5 milioni. Crediamo che l’agricoltura sia il settore chiave del futuro, soprattutto in Lombardia, e vogliamo avvicinare i giovani a questo mondo. Agevolarli sotto il profilo economico è uno dei modi più concreti ed efficaci. La Lombardia è la prima regione agricola d'Italia. Siamo orgogliosi di questo primato e intendiamo promuoverlo nelle giovani generazioni” ha detto Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.
Le domande possono essere presentate dal 13 giugno 2018 al 30 aprile 2019 in quattro diversi periodi di riferimento. Potranno accedere al fondo i giovani agricoltori che si insediano per la prima volta in una azienda agricola in qualità di titolare di una impresa agricola individuale o il legale rappresentante di una società agricola di persone, di capitali o cooperativa.


Anche per la campagna vitivinicola 2018/2019 la Regione Lombardia attiverà la misura della ristrutturazione e riconversione dei vigneti, prevista dal Piano Nazionale di Sostegno (PNS). La riunione di giunta di questa mattina ha approvato lo stanziamento di 6 milioni di euro rivolti alle imprese agricole che si trovano nelle zone di produzione dei vini a denominazione di origine o a indicazione geografica.
“Grazie a questi fondi finanzieremo la riconversione varietale, anche mediante il sovrainnesto, una diversa collocazione o il reimpianto di vigneti e il miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti. Sono risorse vitali per il comparto, che in Lombardia è proiettato verso il biologico. I vini lombardi sono apprezzati in tutto il mondo. L'export nel 2017 ha fatto registrare il record di 270 milioni e 360 mila euro, con un +4,2% sul 2016” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.
“Vogliamo aiutare in particolar modo i giovani imprenditori del settore e chi produce con il metodo biologico a sviluppare la propria iniziativa. La qualità del vino lombardo è riconosciuta in tutto il mondo, ma ci sono importanti fette di mercato da conquistare. Intendiamo essere al fianco dei viticoltori in questa sfida” conclude Rolfi.


“La Regione Lombardia è per la difesa del Made in Italy e dei prodotti lombardi in particolare; il governo Gentiloni invece ha dimostrato il contrario. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi della Regione Lombardia in merito alla mozione sulla difesa del Made in Italy discussa oggi in Consiglio regionale. “La Commissione Europea ha dato il via, con l’assurdo voto favorevole dell’Italia, a un regolamento che rischia di vanificare tutto il lavoro fatto in materia di etichettatura. La qualitàè il punto di forza dei nostri prodotti agricoli e agroalimentari e li contraddistingue nel panorama mondiale. L’84% dei consumatori vuole sapere l’origine del prodotto direttamente in etichetta al momento dell'acquisto. I danni dei fake food costano all’export italiano dai 60 ai 100 miliardi di euro all’anno. Urge un intervento da parte del nuovo governo per tutelare il nostro made in Italy in modo efficace”.


“Quando il sindaco Del Bono parla di moschee è credibile tanto quanto Renzi che promette di ritirarsi dalla politica. Gli ricordo infatti che il suo assessore Fenaroli è andato ad accogliere in pompa magna gli estremisti islamici del Qatar plaudendo e ringraziandoli per i loro finanziamenti finalizzati a una nuova maxi centro islamico in zona fiera. Il sindaco non solo non ha preso le distanze, ma anche pensato bene di ricandidare Fenaroli nelle sue liste”. Lo ha detto Fabio Rolfi (Lega), ex vicesindaco di Brescia e ora assessore regionale.
“Quando un sindaco, dopo cinque anni, dà colpe ai suoi predecessori significa che ha fallito in partenza. In questo caso c’è anche l’aggravante della menzogna. Il centrodestra ha fatto di tutto per chiudere le moschee abusive, ma all’epoca era stato il Tar a bloccare le nostre ordinanze. Ora c’è una nuova legge regionale che permette di mettere i sigilli. Sappiamo tutti che Del Bono non lo fa perché dietro l’apertura di questo centro islamico abusivo ha lavorato un architetto del Pd. Paola Vilardi si era battuta con me su questo tema e mi fa piacere che sia tornata sulla questione” conclude Rolfi.


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