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“A sostegno del comparto forestale la Regione Lombardia mette a disposizione 57 milioni di euro nel triennio 19-21. Sono fondi disponibili su diverse misure, partendo dal ripristino dei danni da maltempo fino al miglioramento di boschi esistenti, alla viabilità forestale o alla realizzazione di opere idrauliche. Promuoviamo inoltre dei bandi per la creazione di nuovi boschi in pianura, soprattutto in ambito periurbano”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi che quest’oggi a Palazzo Lombardia ha partecipato al tavolo regionale della filiera bosco legno.

“È un comparto in cui crediamo fortemente. La Lombardia ha una industria di trasformazione del legno che è tra le migliori d’Europa, ma siamo costretti a importare materia prima dall’estero proprio per la mancanza di programmazione. Vogliamo risolvere questo problema e valorizzare il legno lombardo con ricadute positive per la montagna” aggiunge Rolfi.

Grazie all’azione e al sostegno della Regione sono sensibilmente aumentate nell’ultimo periodo le superfici forestali certificate presenti in Lombardia. Solo nell’ultimo anno gli ettari di bosco con certificazione ambientale (ossia riconosciuti a livello internazionale come gestiti in modo sostenibile) sono quasi raddoppiati, passando da 38.885 a 70.486, pari all’11% dei boschi lombardi contro una media nazionale del 9%.

“Questa è una politica che sarà implementata favorendo certificazioni collettive per consorzi ed enti locali proprietari di foreste al fine di rendere il legno ancor più attrattivo per il mercato, aumentando il valore per le filiere locali visto che ne comporta anche la tracciabilità. Vogliamo arrivare alla totale tracciabilità del legno come per gli altri prodotti agricoli. Avere legno utilizzabile in ambito industriale è fondamentale per la Lombardia perché consente di avere indotto occupazionale e di limitare il trasporto su gomma. La Regione continuerà a lavorare in questa direzione” conclude Rolfi.


È andato a Luca Formentini, dell’Azienda Podere Selva Capuzza di Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, il prestigioso Premio Angelo Betti per i benemeriti della viticoltura assegnato, come da tradizione, in occasione della giornata inaugurale di Vinitaly. Già presidente del Consorzio Tutela Lugana DOC, Formentini, 51 anni, nei 6 anni alla guida dell’Ente ha contribuito a promuovere a livello internazionale il vino Lugana, che oggi esporta circa il 70% della produzione.

A consegnare il premio e la Medaglia Cangrande 2019 è stato l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi, il quale ha  commentato: “È un piacere e un orgoglio avere insignito del Premio Angelo Betti un protagonista della produzione bresciana e lombarda come Luca Formentini. Sia come produttore, sia come presidente del Consorzio Tutela Lugana DOC, ha sempre impostato il proprio lavoro in modo da proporre non solo un prodotto eccezionale, ma anche da promuovere un intero territorio sul mercato italiano e, ancor più, su quelli esteri.È un ambasciatore non solo del Lugana, ma dell’intero Lago di Garda”. 


Ho inaugurato questa mattina a Brescia il nuovo distributore a metano liquido per mezzi pesanti. Una bella innovazione che conferma la vocazione bresciana verso la sostenibilità e la modernità, supportando un settore strategico come l’autotrasporto. Si trova nei pressi della rotonda tra via Borgosatollo e via Morelli


È sempre più targata Lombardia la svolta verso il biologico del mondo vitivinicolo italiano. Nell'ultimo decennio la superficie destinata alla coltivazione di vite in regime bio o in conversione nella prima regione agricola italiana è infatti quadruplicata, passando dai 981 ettari censiti nel 2009 ai 3.945 ettari registrati nel 2018 (+402 per cento).

 

LA CLASSIFICA PER PROVINCE - Stando ai dati elaborati da Regione Lombardia, a guidare la classifica provinciale per quanto riguarda le coltivazioni green è Brescia, che con 2.255, ettari, che precede Pavia (1.430 ettari). Seguono Mantova (114 ettari),Bergamo (85), Sondrio (38), Lecco (12), Milano (9), Varese (0,6), Cremona (0,2) e Como (0,1). 

 

LOMBARDIA OLTRE 50% RISPETTO A MEDIA NAZIONALE - Secondo i dati del Sinab, il Sistema d'Informazione Nazionale sull'Agricoltura Biologica, che ha fotografato la situazione nelle singole regioni nel periodo 2009-2017, la crescita lombarda (+375% tra 2009 e 2017) è stata di oltre il 50% più sostenuta di quella media nazionale, che ha fatto registrare un pur lusinghiero +241%.

 

PUNTIAMO SU QUALITÀ, DISTINTIVITÀ E LEGAME CON TERRITORIO - "La Lombardia punta principalmente sulla qualità dei prodotti, sulla loro distintività e sul legame indissolubile con i territori - commenta l'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi -. Sul nostro territorio regionale si producono per il 90 per cento vini a Denominazione di qualità, grazie a 5 DOCG, 21 DOC e 15 IGT. Il tema della tutela della biodiversità e della produzione sostenibile a livello ambientale calza a pennello con le esigenze di mercato, perché il consumatore è sempre più sensibile e attento rispetto a queste tematiche. Negli ultimi anni in Lombardia c'è stato un aumento esponenziale della viticoltura biologica". 


“L’olio del Garda è famoso per la propria qualità e per la sicurezza alimentare. Dobbiamo continuare a promuovere il connubio tra i prodotti agricoli del Garda, la ristorazione e le strutture ricettive”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’agricoltura, alimentazione e sistemi verdi Fabio Rolfi intervenendo questo pomeriggio alla manifestazione That’s Garda a Salò (BS).

 

“I turisti cercano sempre di più una esperienza sensoriale attraverso i prodotti tipici. La Lombardia ha eccellenze uniche da poter offrire. A breve approveremo una riforma regionale per garantire negli agriturismi i prodotti del territorio. Faremo un accordo con l’associazione dei cuochi in modo tale da ottenere lo stesso obiettivo anche nella ristorazione” aggiunge l’assessore. 

 

“Promuoverò con i produttori di olio e i loro consorzi uno specifico piano regionale sulla olivicoltura, dedicato alla ricerca, alla protezione fitosanitaria e alla promozione di un prodotto di qualità dalla grande valenza paesaggistica” conclude Rolfi.


Gli assessori con delega alla Pesca di Regione Lombardia, Regione Veneto e Provincia autonoma di Trento hanno condiviso questo pomeriggio a Desenzano del Garda (Bs) un primo protocollo d’intesa per una gestione sostenibile e unitaria della pesca e per la tutela del patrimonio ittico del lago di Garda.

 

“È un’occasione importante per la pesca nel Garda. Oggi inizia ufficialmente un lavoro istituzionale che porterà a un risultato preciso: un lago, un regolamento” hanno dichiarato. “È necessario agire in maniera congiunta contro la pesca di frodo e contro l’invasione delle specie aliene invasive come il siluro, tutelando l’ittiofauna autoctona iniziando dalla creazione di una rete tra gli incubatoi”.

 

I tre enti si impegnano dunque a promuovere una gestione unitaria e una normativa comune della pesca professionale e sportiva e della tutela del patrimonio ittico nel lago di Garda. In particolare gli obiettivi specifici saranno di carattere ambientale per garantire un corretto stato di conservazione degli habitat e delle specie, sociale per garantire regolamenti coordinati e attività unitarie di controllo e repressione del bracconaggio ed economico per garantire il razionale utilizzo delle risorse pubbliche dedicate.

 

Si è deciso altresì di costituire un tavolo di coordinamento con il compito di elaborare e aggiornare il Programma delle azioni che riguardi la semplificazione delle normative regionali in materia di pesca, la regolamentazione dell’accesso della pesca professionale su tutto il lago di Garda, le operazioni di vigilanza e controllo, la promozione delle attività di turismo e il contenimento delle specie alloctone invasive per tutelare e incrementare l’ittiofauna autoctona.


“Vogliamo valorizzare il ruolo anche ecologico dell’attività venatoria e del cacciatore.È necessario stringere sempre di più il rapporto tra agricoltura e caccia in un periodo storico in cui la fauna selvatica rappresenta un problema anche di carattere sanitario e di sicurezza per l’essere umano, oltre che per le coltivazioni. Il cacciatore è una figura di tutela dell’equilibrio della biodiversità”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’agricoltura, alimentazione e sistemi verdi Fabio Rolfi intervenendo questo pomeriggio all’assemblea di Federcaccia Brescia.

 

“Porterò a breve  in giunta una delibera per istituire un osservatorio regionale faunistico che sarà luogo di ricerca scientifica per sostenere le attività venatoria e per avere dati precisi in modo da affrontare con maggiore autorevolezza i rapporti con istituti come Ispra. Apriremo inoltre un bando per la valorizzazione il recupero dei roccoli, che sono parte fondamentale del patrimonio culturale della nostra regione” conclude Rolfi.


La Regione Lombardia, nell’ambito del Piano di sviluppo rurale, ha approvato lo stanziamento di 1 milione e 320 mila euro per finanziare la costituzione di 52 nuove aziende agricole da parte di giovani agricoltori lombardi.È quanto comunicato dall’assessore all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi, Fabio Rolfi.

 

“Vogliamo incentivare il ricambio generazionale in agricoltura. Il settore primario è sempre più attrattivo per i giovani e nuove energie in questo ambito possono aiutare nel processo di innovazione” ha dichiarato Rolfi.

 

“Obiettivo della Regione è quello di contribuire a sviluppare nuove idee e soprattutto aiutare un settore che necessita di nuove tecnologie e nuove organizzazioni di lavoro anche in ottica delle attuali e future esigenze di mercato legate sempre più alla sostenibilità ambientale e alla razionalizzazione delle risorse”.

 

Sono state finanziate in totale 52 domande: di queste, 28 sono relative a imprese o società richiedenti ubicate in zone svantaggiate di montagna. 

 

“L’agricoltura di montagna è una pratica eroica che vogliamo sostenere.È per noi strategico sapere che ci sono giovani che investono in questo settore. Significa lottare contro lo spopolamento delle zone alpine e garantire un presidio fondamentale per la sicurezza del territorio e per la produzione agroalimentare di qualità che contraddistingue le nostre montagne” conclude l’assessore.

 

SUDDIVISIONE PER PROVINCIA

 

BRESCIA 16 aziende 370 mila euro

SONDRIO 9 aziende 270 mila euro 

BERGAMO 11 aziende 310 mila euro 

LODI 1 azienda 20 mila euro 

VARESE 1 azienda 30 mila euro 

MANTOVA 4 aziende 80 mila euro 

COMO 3 aziende 80 mila euro 

PAVIA 4 aziende 100 mila euro 

CREMONA 3 aziende 60 mila euro 

TOTALE 52 AZIENDE PER 1.320.000 EURO


“Il Grana Padano è la DOP più consumata al mondo.È un portabandiera della Lombardia agricola e dell’Italia all’estero. Per valorizzare l’intera filiera del latte è necessario difendere il valore di questo prodotto anche nella ristorazione: per questo rilancio la necessità di introdurre l’obbligo per i ristoranti di indicare la provenienza del formaggio grattugiato che viene servito. Dobbiamo tutelare i prodotti di qualità contrastando l’utilizzo dei similari proposti come Grana padano”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi intervenuto all’assemblea del Consorzio di tutela del Grana Padano.

Nel 2018 state consumate 4 milioni e 932 mila forme di Grana Padano e ne sono state vendute all’estero 1 milione e 938 mila forme, una crescita del 5.44% rispetto al 2017.

 

“Affiancheremo il governo nella lotta all’italian sounding, pratica sleale che ruba alle nostre aziende 100 miliardi di euro all’anno. Il Consorzio Grana Padano fa battaglie importanti sulla chiarezza e sulla sicurezza alimentare. Due valori importanti per la Regione” aggiunge l’assessore.

 

“Voglio inoltre sostenere l’azione del consorzio sul tema lisozima: è ormai appurato a livello scientifico come nel grana non si tratti di conservante. Questa informazione va comunicata in un contesto storico in cui l’attenzione del consumatore è sempre più spostata sulla sostenibilità e sulla qualità e naturalità del cibo. Non possiamo non valorizzare gli aspetti positivi del nostro prodotto perché infastidisce altri interessi” conclude Rolfi.


"In Lombardia si allevano circa 1.500.000 capi bovini pari al 25% della consistenza a livello nazionale. Circa 500.000 sono le vacche in lattazione e 200.00 i vitelli da macello pari, questi ultimi, al 40% a livello nazionale. Gli allevamenti lombardi sono oltre 12.600". Sono i dati diffusi dall'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione ‘Lombardia Carne’ tenutasi a Milano a Palazzo Pirelli. La tradizionale fiera regionale di animali da carne bovina, equina e ovicaprina, giunta alla sua 130esima edizione, si svolgerà a Rovato (BS), dal 6 all'8 aprile e vede come testimonial il giornalista Giuseppe Cruciani.

PRESIDENTE: MANIFESTAZIONE DA SOSTENERE E VALORIZZARE “Oltre ad essere un comparto rilevante dal punto di vista economico – ha detto il presidente della Regione Lombardia – la fiera ‘Lombardia Carne’ di Rovato è molto importante come tradizione e cultura che noi abbiamo sempre portato avanti. L’iniziativa è certamente da valorizzare e sostenere poiché affonda la sua storia nel passato e rappresenta bene le nostre radici”.

CONCORSI E SHOW COOKING IN FIERA – Durante la tre giorni ci sarà gran spazio per convegni, prodotti del settore zootecnico, gara di tosatura, scuola di equitazione e mostra mercato equina, bovina, ovicaprina i cui capi parteciperanno al concorso che premia oltre 40 categorie di bestiame. Previsti inoltre una mostra mercato della macchina ed attrezzature agricole, il concorso ‘el salam pio bu de la Franciacurta’ e show cooking con carni rovatesi. Il manzo all'olio di Rovato De.Co. sarà al centro di un concorso aperto a famiglie, massaie ed appassionati di cucina.

BRESCIA LEADERSHIP ALLEVAMENTI E NUMERO CAPI – “In Lombardia– ha aggiunto l’assessore regionale all’Agricoltura - la provincia di Brescia detiene la leadership sia in termini di allevamenti (28%) che in numero di capi (32%) ed ha un grosso peso anche nell'allevamento da carne, in quanto circa il 47% dei vitellini sotto i sei mesi allevati nella regione ricadono nel bresciano”.

LOMBARDIA PRIMA PER IMPIANTI MACELLAZIONE E LAVORAZIONE CARNE – “La Lombardia – ha concluso l’assessore - oltre ad essere la prima regione italiana per presenza di allevamenti zootecnici spicca anche per la presenza di impianti di macellazione, lavorazione e trasformazione delle carni. Nella nostra regione si macellano oltre un quinto dei bovini nazionali con una punta del 46% delle vacche a fine carriera”.
All’incontro hanno inoltre preso parte il primo cittadino di Rovato, il testimonial dell’evento Giuseppe Cruciani, rappresentanti della Confraternita del manzo all’olio, di Confagricoltura e Coldiretti. (LNews)


“Si è riunita oggi la consulta regionale del cibo che ha deliberato lo stanziamento di 200 mila euro per il sostegno a startup volte a promuovere il riutilizzo del cibo e a favorire lo sviluppo di reti che coinvolgano tutta la filiera e che diano valore al tema della lotta allo spreco”. Lo ha reso noto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi al termine della seduta che si è svolta oggi a Palazzo Lombardia. La consulta è composta da 15 membri in rappresentanza delle associazioni di categoria, delle istituzioni, di soggetti privati, del settore no profit e del mondo accademico.

Tutti i componenti hanno comunicato la disponibilità a collaborare per intraprendere azioni in sinergia con l’obiettivo comune di ridurre lo spreco e gli scarti alimentari e promuovere iniziative coordinate di educazione alimentare ed informazione rivolta ad individuare modi e stili di consumo idonei a ridurre lo spreco.

È stata inoltre annunciata l’istituzione di un tavolo con Federdistribuzione e le realtà del privato sociale al fine di facilitare i contatti per distribuire le eccedenze anche a livello territoriale e la convocazione di un momento di lavoro con ANCI per la per la redazione di linee guida per i Comuni lombardi in materia di riduzione delle tariffe rifiuti per chi dona le proprie rimanenze anziché mandarle a rifiuto.


“C’è tanto lavoro da fare, ma l’obiettivo è ambizioso: aiutare l’Oltrepò Pavese a sviluppare le proprie potenzialità. Ho creato un tavolo di lavoro con i sindaci per raccogliere idee, proposte e azioni per fare sistema sul territorio, a supporto e valorizzazione del settore vitivinicolo”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi che oggi al centro Riccagioia di Torrazza Costa (Pv) ha incontrato i sindaci dell’Oltrepò Pavese. All’iniziativa erano presenti anche il presidente della commissione regionale Agricoltura, Ruggero Invernizzi e il presidente di Ersaf Alessandro Fede Pellone.

 

“Dobbiamo lavorare sulla viabilità, sulla cartellonistica, sulla ricettività per offrire ai turisti servizi adeguati che qui mancano” aggiunge Rolfi. “L’Oltrepò deve avere una voce unica per la filiera vitivinicola, avere un percorso unico per tutte le manifestazioni enogastronomiche comunali e condividere un programma per l’attrattività del territorio”.

 

Il lavoro del tavolo regionale e del Consorzio sta producendo una serie di azioni per sviluppare il settore vitivinicolo attraverso un piano industriale quindicennale. “Il sistema enogastronomico pavese è una eccellenza che ha pochi rivali. Abbinare cibo e vino, coinvolgere i ristoratori e il sistema turistico sarà il primo passo. Il territorio va preparato a vincere la sfida dell’enoturismo con servizi ed eventi di qualità. Tutti devono fare la propria parte e oggi abbiamo chiesto ai comuni di indicarci le loro priorità sul tema” aggiunge l’assessore ricordando che il lavoro proseguirà dopo il rinnovo elettorale di maggio. 

 

“Grazie al lavoro del consorzio, l’Oltrepò sara in maniera armonica al Vinitaly e alla Milano Wine Week. Su questo territorio organizzeremo in autunno un evento internazionale sul pinot nero. Ci stiamo dando da fare e il coinvolgimento dei sindaci è fondamentale” conclude Rolfi.


Sono oltre 29.000 le bottiglie stappate nel corso di Vinitaly 2019 al Padiglione Lombardia, che si conferma con circa 90.000 visitatori il primo padiglione per numero di passaggi. 

Un eccellente risultato quello raggiunto dalle etichette lombarde, sempre più capaci di catturare l'interesse di buyer e operatori provenienti da tutto il mondo e soprattutto dal Nord Europa, dalla Russia, dagli Stati Uniti, dal Giappone e dalla Cina. A conquistare il pubblico internazionale sono l'attenzione alla qualità dei prodotti e la valorizzazione del territorio.  Continuano inoltre ad attirare l'attenzione di esperti e appassionati le produzioni bio, che in Lombardia hanno visto negli ultimi anni una netta accelerazione. Nell'ultimo decennio la superficie destinata alla coltivazione di vite in regime bio o in conversione è infatti quadruplicata, passando dai 981 ettari censiti nel 2009 ai 3.945 ettari registrati nel 2018 (+402%).

Sempre più numerosi, e sempre più qualificati, i visitatori del Padiglione lombardo, alla ricerca di degustazioni caratterizzate dall'unicità del prodotto e dalla cura dei particolari.

L'esperienza e la curiosità dei visitatori si sono tradotte anche quest'anno in un grande successo per i numerosi e variegati eventi ospitati nello Spazio Polivalente, allestito da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia con l'obiettivo di qualificare il territorio, le aziende e i consorzi. Le conferenze, le degustazione e le presentazioni che si sono svolte nello Spazio Polivalente, tra i più attivi della manifestazione, hanno attratto un pubblico di ogni età.

 

"È un successo straordinario. La Lombardia sta diventando -  ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi - una delle più importanti regioni vitivinicole d'Italia e d'Europa. La qualità dei nostri vini è sempre più conosciuta e riconosciuta e il record registrato dal nostro padiglione al Vinitaly ne è la dimostrazione plastica. La Regione proseguirà nell'opera di promozione delle etichette lombarde e nell'accompagnamento dei produttori verso la sfida della internazionalizzazione".

 

Protagonisti del Padiglione lombardo di questa edizione di Vinitaly non solo i nomi già affermati, ma anche la piccola produzione: grazie a un'organizzazione degli spazi finalizzata a garantire un mix tra le grandi e le medio-piccole realtà locali, queste ultime sono riuscite a catturare su di sé l'attenzione dei visitatori interessati sia all'eccellenza delle etichette, sia alla loro storia, alla loro peculiarità. 

 

A contribuire alla buona riuscita della manifestazione le iniziative messe in campo dai Consorzi di tutela presenti: Consorzio Franciacorta, Consorzio Tutela Lugana DOC, Consorzio di Tutela Moscato di Scanzo, Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Consorzio Vini Mantovani, Consorzio Volontario Vino DOC San Colombano, Consorzio Vini IGT Terre Lariane, Consorzio Tutela Valcalepio, Consorzio di Tutela Vini di Valtellina, Consorzio Valtènesi, Consorzio Montenetto ed Ente Vini Bresciani (in rappresentanza dei territori di Botticino DOC, Cellatica DOC, San Martino della Battaglia DOC e Valcamonica).

 

Fondamentale anche il lavoro svolto dai professori e dagli alunni dell'Istituto alberghiero Andrea Mantegna di Brescia, che si sono prodigati nell'assistenza tecnica agli espositori. Di particolare importanza, infine, il ruolo degli sponsor tecnici, che hanno scelto di essere a fianco della collettiva lombarda: Bracca, Maxidata, Rastal e Grana Padano. 


"I vini di Lombardia sono sempre più sinonimo di eccellenza. I nostri produttori, in ogni zona vitivinicola della regione, puntano infatti sulla qualità, un modo di agire che premia il loro lavoro e ci pone sul mercato come un modello da seguire e da imitare". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, presentando al Belvedere di Palazzo Pirelli, con un brindisi con il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, il padiglione della Regione Lombardia alla 53ª edizione di Vinitaly 2019 in programma aVerona dal 7 al 10 aprile.

 

MINISTRO SALVINI ESALTA VINI DI LOMBARDIA: "Brindo ai successi dei vini di Lombardia - ha commentato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ospite dell'iniziativa, alzando un calice di Sforzato della Valtellina - prodotti che conosco molto bene e dei quali ho sempre il piacere di apprezzarne il livello qualitativo. Sarò a Verona e certamente mi recherò a visitare il padiglione della Lombardia".

 

ROLFI, ANNO SCORSO VENDEMMIA DA RECORD: "Una vendemmia, quella del 2018 - ha aggiunto l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi versi, Fabio Rolfi - caratterizzata da numeri da record, sia in termini di quantità, con un incremento della produzione del 55% rispetto al 2017, sia in termini di qualità, con un balzo del 121% delle DOCG.

 

I nostri produttori - ha aggiunto l'assessore - puntano giustamente sulla valorizzazione del territorio, attraverso azioni volte da un lato a recuperare una tradizione di grande valore e dall'altro a utilizzare strumenti e tecnologie all'avanguardia, ciò ha consentito di porre solide basi per essere sempre più protagonisti sulla scena mondiale".

 

IL PADIGLIONE DELLA LOMBARDIA AL VINITALY - Nel 2018 sono stati prodotti 1,578 milioni di ettolitri di vino, di cui ben 1,395 (88,7%) a Denominazione di qualità (DOCG, DOC e IGT). Quest'anno l'appuntamento è al secondo piano del PalaExpo. A rappresentare il mondo vitivinicolo regionale saranno gli oltre 200 espositori che parteciperanno alla collettiva lombarda, che sarà tra le prime per numero di realtà presenti. Lo spazio a disposizione di aziende e consorzi sarà complessivamente di 8.500 metri quadrati, di cui circa 4.000 allestiti, e sarà finanziato e realizzato in Accordo di programma da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia.

 

I CONSORZI PRESENTI A VINITALY 2019 - Ecco i consorzi presenti alla Fiera di Verona: Consorzio Franciacorta, Consorzio Tutela Lugana DOC, Consorzio di Tutela Moscato di Scanzo, Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Consorzio Vini Mantovani, Consorzio Volontario Vino DOC San Colombano, Consorzio Vini IGT Terre Lariane, Consorzio Tutela Valcalepio, Consorzio di Tutela Vini di Valtellina, Consorzio Valtènesi, Consorzio Montenetto ed Ente Vini Bresciani (in rappresentanza dei territori di Botticino DOC, Cellatica DOC, San Martino della Battaglia DOC e Valcamonica).


 

 

In provincia di Milano oltre 18 mila attività. Sul podio regionale anche le province di Brescia e Bergamo

 

Verona, 9 aprile 2019 - Boom della ristorazione a Milano. Nell’ultimo decennio nel capoluogo lombardo il numero di imprese attive nel settore servizi e ristorazione è infatti cresciuto del 30%, arrivando a superare quota 18 mila nel corso del 2018.
Secondo i dati di Infocamere - Registro Imprese Camere di Commercio, elaborati dall’Ufficio Studi di Unioncamere Lombardia in occasione di Vinitaly 2019, oltre un’impresa su tre tra quelle attive in Lombardia ha sede a Milano e provincia. Tra ristoranti, enoteche, pub, birrerie, caffetterie e food truck, sotto la Madonnina si trovano complessivamente 18.254 attività. Nel 2009 erano 14.044.
Il settore che ha registrato la crescita maggiore è quello che comprende ristoranti e ristorazione mobile, che fatto segnare un +62% nell’ultimo decennio, con 9.412 attività censite nel 2018 rispetto alle 5.809 del 2009. Più contenuta la crescita di enoteche, birrerie, caffetterie e pub, comunque in incremento del 7,6% rispetto al 2009, per un totale di 8.449 realtà attive.
Sul podio lombardo delle province con maggior numero di attività nel settore servizi e ristorazione anche Brescia (7.150 attività, in crescita del 4,2% rispetto al 2009) e Bergamo (5.423 attività, in crescita del 12,5%). Seguono Varese (3.966 attività, in crescita del 5,7%), Monza e Brianza (3.376, in crescita del 28,7%), Como (2.947 attività, in crescita del 7,8%), Mantova (1.941, in crescita del 6,6%), Cremona (1.745 attività, in crescita del 5,7%), Lecco (1.446 attività, in crescita del 6,1%), Sondrio (1.106, in diminuzione del 3,5%) e Lodi (964, in crescita dell’11,9%).
La Lombardia, con un totale di 51.183 attività, in crescita del 15,4% rispetto al 2009, è prima regione in Italia davanti a Lazio (37.578) e Campania (32.883).

“Voglio rilanciare il connubio tra ristorazione e settore vinicolo - ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi - Lavorerò affinché nelle carte dei vini dei ristoranti della Lombardia i vini lombardi siano protagonisti e per promuovere i nostri servizi di ristorazione come ambasciatori delle nostre bollicine. La Lombardia produce ormai un’ampia gamma di vini dalla qualità straordinaria.È tempo di promuovere queste eccellenze anche attraverso le attività commerciali”.

“Questo trend è in linea con quello dei Paesi più avanzati e rappresenta un recupero dell’Italia rispetto a tendenze alimentari consolidate nei Paesi più all’avanguardia.È pertanto prevedibile che il trend si consoliderà ulteriormente nei prossimi anni, anche per l’impatto delle tecnologie informatiche che facilitano l’acquisto e il pagamento dando certezza a entrambe le parti”, commenta il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio. “Nel comparto vitivinicolo il fenomeno si sta sviluppando sempre di più con app dedicate alla scelta di acquisto che garantiscono la consegna in tempi e modalità ottimali (spumante fresco e vino a temperatura corretta), lasciando intuire un progressivo spostamento di parte degli acquisti dal punto vendita al canale telematico last minute”.


Martedì 26 marzo alla Royal horticultural halls di Londra, zona Westminster, si svolgerà l'iniziativa 'Tre bicchieri 2019', organizzata da Gambero rosso. L'incontro, al quale parteciperanno 12 aziende lombarde grazie al contributo erogato dalla Regione e da Unioncamere, prevede nella capitale inglese un percorso di attività promozionali, un esclusivo Seminario di approfondimento, l'allestimento di una Zona Degustazione dedicata ai Consorzi Lombardi e un momento di ristorazione organizzato con partner e chef locali. 
MERCATO DA SVILUPPARE - "Il Regno Unito importa la metà dei prodotti alimentari che vengono consumati - dice Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e sistemi verdi -. Rappresenta il quarto mercato di destinazione dell'export italiano, con il settore alimentare che conta per il 10% delle esportazioni totali. Tra i prodotti italiani importati maggiormente in Gran Bretagna sono presenti anche i vini e i lattiero-caseari.È un mercato che vogliamo sviluppare e intendiamo accompagnare le aziende in questo percorso anche grazie a iniziative di livello come quella organizzata da Gambero rosso". 
L'INCONTRO - L'incontro di martedì sarà condotto da esperti giornalisti del 'Gambero Rosso', che garantiranno l'attenzione sia del pubblico specializzato che di appassionati e stampa. Il seminario dedicato ai prodotti agroalimentari di qualità lombardi si basa sulla collaborazione con i Consorzi di Tutela e costituisce un'occasione preziosa per raccontare territori, storia, tradizioni e per far conoscere le caratteristiche dei prodotti. Le degustazioni sono tra i principali strumenti per coinvolgere un pubblico numeroso e favorire la possibilità di sviluppare incontri commerciali e promozionali. 
All'iniziativa parteciperanno: 
- Consorzio Tutela Salame di Varzi - Consorzio Club del Buttafuoco Storico - Distretto del Vino di Qualità dell'Oltrepo' Pavese - Consorzio Montenetto - Consorzio Tutela Lugana - Distretto Agroalimentare Di Qualità Valtellina

La Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi ha stanziato 2 milioni di euro per iniziative a sostegno degli allevamenti lombardi di tacchini. La giunta regionale ha altresì approvato un programma di messa in sicurezza del comparto atto a contrastare l’introduzione e la successiva circolazione di virus influenzali ad alta patogenicità.

“Il programma definisce iniziative di biosicurezza per il controllo e la prevenzione della diffusione di patologie negli avicoli, in particolare l’aviaria. Vogliamo evitare il ripetersi di focolai di infezione e il tacchino è la specie più vulnerabile e suscettibile di infezione e trasmissione del virus dell’influenza” ha dichiarato Rolfi. “I virus influenzali ad alta patogenicità hanno conseguenze catastrofiche per l’intero comparto. Il settore avicolo in Lombardia comprende oltre 2.000 allevamenti e oltre 30 milioni di capi, producendo il 106 per cento del proprio fabbisogno”.

Con queste risorse saranno finanziati

 - impianti fissi automatizzati e temporizzati per la disinfezione degli automezzi

- impianti di ventilazione forzata per una migliore aerazione dei capannoni

- recinzioni fisse delimitanti l’area di allevamento

- strutture idonee per il trasferimento di pulcini da un capannone all’altro per evitare qualsiasi possibile contatto con avifauna selvatica

- fondi impermeabili nell’area di allevamento

- impianti per il caricamento di silos dall’esterno dell’allevamento


“Brescia torna a essere teatro di grandi manifestazioni sportive. La nostra città ha una storia pugilistica importante, sportiva ma anche di attenzione sociale e umana e sono orgoglioso che questo incontro si svolga proprio qui. Il territorio lombardo è molto vivo sotto il profilo sportivo anche grazie all’ottimo lavoro dell’assessore regionale Martina Cambiaghi e patrocinare eventi come questo significa per la Regione Lombardia contribuire a dare un tono istituzionale a discipline che trasmettono anche grandi valori umani”. Lo ha detto l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi di Regione Lombardia Fabio Rolfi che stamattina a Brescia ha partecipato alla presentazione del 'Campionato europeo di boxe dei pesi Supergallo'.

 

Il match si svolgerà giovedì 25 aprile al Palasport San Filippo di Brescia (in via Bazoli, 10). A contendersi il titolo saranno il campione europeo Luca Rigoldi e lo sfidante francese Anthony Settoul.


“La Regione Lombardia intende promuovere lo sviluppo della corilicultura come opportunità di reddito per i giovani agricoltori. Si tratta di un mercato dal potenziale enorme; una coltivazione redditizia, sostenibile e non costosa. Le grandi aziende di lavorazione della nocciola guardano alla materia prima italiana come opportunità soprattutto per la sicurezza alimentare. La Lombardia vuole sfruttare questa occasione per dare alle aziende dolciarie nocciole lombarde e non quelle importate dalla Turchia che hanno elevati livelli di aflatossine”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia presentando il piano regionale di lavoro per l’incremento delle superfici coltivate a nocciolo e lo sviluppo della filiera anche in un’ottica di distretto produttivo.

L’Italia con circa 70/80 mila ettari dislocati tra Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia, e con produzioni oscillanti tra 100 mila e 130 mila tonnellate all’anno, è il primo produttore di nocciole europeo e secondo al mondo dopo la Turchia. I flussi commerciali nel recente periodo evidenziano una richiesta crescente di nocciole da parte dell’industria dolciaria. In Lombardia sono censiti circa 130 ettari di nocciolo. Brescia e Pavia sono le province con maggiore superficie. Questa offerta interna è insufficiente e di conseguenza c'è un incremento delle importazioni dall’estero, in particolare dalla Turchia.

“La corilicultura si adatta perfettamente all’utilizzo di terreni che caratterizzano la Brianza – ha aggiunto il consigliere regionale lombardo Alessandro Corbetta – perché le coltivazioni possono spaziare dalla bassa collina alla fascia pedemontana. Un’impresa che conduce un noccioleto di 15 ettari può ricavare un reddito familiare pari a circa 3/400 euro/ettaro. Lo scorso anno anche la Ferrero ha presentato un Piano che ha l’intento di incrementare la produzione italiana di elevato standard qualitativo del 30%, favorendo l’espansione dei corileti al di fuori delle quattro regioni che oggi producono nocciole. La Brianza deve giocare questa partita”.

La Regione Lombardia avvierà un Piano di lavoro che prevede:
- Attività di ricerca e di sperimentazione al fine di applicare tecniche
innovative
- Attività di divulgazione e disseminazione per stimolare l’ampliamento della
platea di potenziali interessati
- Assistenza tecnica ed accompagnamento alle aziende
- Individuazione delle misure finanziarie di sostegno adeguate sia nell’attuale
che nella prossima programmazione comunitaria
- Promozione di Accordi di Filiera con il settore della trasformazione.


In occasione di ProWein, ieri sera è stata presentata in anteprima a Düsseldorf la seconda edizione della Milano Wine Week, in programma dal 6 al 13 ottobre 2019. L'evento ha riacceso i riflettori a livello internazionale sul settore vitivinicolo italiano, chiamando a raccolta stampa e stakeholder provenienti da tutto il mondo. Erano presenti il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio, l'assessore regionale lombardo Fabio Rolfi e il presidente e fondatore della Milano Wine Week, Federico Gordini.

Il Salone internazionale del vino di Düsseldorf è stato il palcoscenico scelto per svelare i primi dettagli dell'edizione 2019 di una manifestazione che si annuncia anche quest'anno ricca di eventi e appuntamenti e che è entrata meritatamente nel calendario delle grandi settimane tematiche milanesi.

"Il vino lombardo è sempre più riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo e ogni anno fa registrare il record di esportazioni" ha detto l'assessore Rolfi."La Milano Wine Week - ha proseguito - è un brand nuovo, ma già conosciuto e affermato. È una grande manifestazione del vino nel cuore della città più internazionale e frizzante d'Italia, ossia Milano, e siamo convinti che possa rappresentare una vetrina di alto livello per i produttori lombardi".


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