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Sono stati approvati oggi in VIII Commissione consiliare alcuni importanti emendamenti alla legge regionale riguardanti l’attività venatoria. Il primo riguarda l’eliminazione del limite delle 55 giornate di caccia adeguando la normativa regionale a quella nazionale. Il secondo prevede che per misurare le distanze tra i capanni indicate dalla legge si debba seguire la morfologia del terreno e non le distanze in linea d’aria. Il terzo consente di evitare quanto sta accadendo in alcune zone della Lombardia dove sono state revocate autorizzazioni a capanni anche storici a causa della riforma del catasto che ha eliminato la classe “fabbricati rurali”.

“La Regione Lombardia crede fortemente nell’utilitá della caccia e vuole agevolare l’attività venatoria aggiornando la normativa alle esigenze dei cacciatori e del territorio. Abbiamo abolito il limite di 55 giornate di caccia che impediva ad alcuni cacciatori di concludere la stagione. Si tratta di un’azione realizzata anche in vista dell’intenzione di ampliare il periodo di prelievo di alcune specie, penso al cinghiale, che stanno devastando le colture” ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi.

“Ringrazio i componenti della commissione consiliare per l’impegno dimostrato. Era importante anche mettere mano al calcolo delle distanze tra i capanni e alla classificazione dei depositi vicini ai capanni costruiti prima del 1997” aggiunge l’assessore.

Altro tema centrale è quello della semplificazione amministrativa per la pratica dell’attività venatorio. “Abbiamo introdotto norme che semplificano il lavoro degli Ambiti territoriali di caccia, evitando situazioni di stallo come quella che ha bloccato l’Atc di Brescia, e chiarito la responsabilità dei censimenti della popolazione faunistica onde impedire rimpalli di responsabilità come quelli che nei mesi scorsi hanno portato al rinvio della caccia al cinghiale. Abbiamo inoltre chiarito le modalità di segnatura dei capi sul tesserino, che può essere fatto anche dopo aver raccolto il capo. Questo eviterà conflitti interpretativi nella vigilanza. Il nostro obiettivo è rendere più chiara la normativa e più sicura l’attività. La sburocratizzazione è tra le linee guida della nostra amministrazione e i provvedimenti approvati oggi vanno proprio in quella direzione” conclude Rolfi.


“Dopo una giornata di eventi meteorologici eccezionali, ci accorgiamo della fragilità del verde pubblico nelle nostre città. Questa è la conseguenza di appalti al massimo ribasso, di essenze arboree comprate all’estero inadatte al nostro contesto e addirittura di gestione del verde pubblico assegnata, per risparmiare, a volontari o associazioni di pensionati se non addirittura a gruppi di aspiranti profughi”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi in merito alla manutenzione del verde pubblico nelle città.

“La manutenzione del verde pubblico non è un hobby, ma una attività professionale che richiede esperienza e preparazione perché riguarda non solo l’arredo urbano, ma anche la sicurezza nelle nostre città. La Lombardia è la seconda regione florovivaistica d’Italia. Il comparto va sostenuto ed è fondamentale che i Comuni costituiscano bandi per assegnare i lavori secondo requisiti legati anche alla qualità e non solo all’aspetto economico. La Regione Lombardia continuerà a lavorare, nell’ambito del tavolo regionale sul florovivaismo, per definire uno schema di delibera che possa aiutare in tale senso gli enti locali” conclude Rolfi.


E' stato inaugurato questa mattina, a Milano, il nuovo mercato agricolo coperto 'Farmers' market' Coldiretti di Porta Romana, che "rappresenta la visione dell'agricoltura che piace alla Regione Lombardia - secondo Fabio Rolfi, assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, presente all'inaugurazione: quella dei prodotti lombardi, del rapporto diretto fra campagna e consumatore, del cibo che torna ad avere un valore importante, anche etico, e che non è visto come una commodity. La visione, infine, di un'agricoltura che punta sulla distintività del prodotto italiano, vera forza della nostra agricoltura anche a livello mondiale. In Europa siamo il Paese che usa meno pesticidi e agenti chimici e questo e' il nostro punto di forza e il nostro modello".

IL FARMERS' MARKET - La struttura, la più grande di questo genere in Lombardia, sarà aperta durante la settimana da mercoledì a sabato, dalle ore 8 alle 14. Al suo interno sono previsti una quarantina di banchi, con diversi generi alimentari e di consumo: dall'ortofrutta all'olio, dai formaggi alla carne, ai salumi, dalle piante ai cosmetici.

LE MISURE REGIONALI A SOSTEGNO DELL'AGRICOLTURA - L'apertura del farmers' market rappresenta un ulteriore passo verso un'agricoltura più consapevole e sostenibile. Orientamento condiviso dalla Regione Lombardia, che sostiene il settore attraverso numerose azioni a supporto."Importante - ha aggiunto l'assessore regionale - è il provvedimento, recentemente approvato, del ritorno all'anticipazione della Pac agli agricoltori, per mettere a loro a disposizione risorse in estate, quando ne hanno bisogno, senza aspettare fine anno".

VICINI A NOSTRI PRODUTTORI - "Il nostro impegno costante - ha concluso il responsabile dell'Agricoltura lombarda - è stare vicini a chi lavora e produce nella nostra terra".


Nell’ambito della misura 11 del Programma di sviluppo rurale, la Regione Lombardia ha approvato lo stanziamento di 450 mila euro in favore di 29 aziende agricole lombarde che si occupano di produzione biologica.
“La Regione Lombardia vuole aiutare concretamente questi imprenditori nell’ambito del periodo di conversione al metodo di produzione biologico. C’è molta sensibilità, soprattutto sui mercati esteri, ma ultimamente anche in Italia, sui prodotti biologici e sulla sostenibilità ambientale dei sistemi di produzione. Per questo la Regione vuole investire ulteriormente in questo settore e nelle aziende che ci credono. Oltre ai 7 milioni distribuiti nel 2018 grazie alle modifiche al Psr approvate dall’Unione europea ne avremo altri 7 che andranno a bando nei prossimi mesi”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi presentando la graduatoria di questa tranche di finanziamento.

“La conversione e il mantenimento del biologico rappresenta un valore aggiunto per la distintività dei nostri prodotti, la cui qualitàè riconosciuta in tutto il mondo e va valorizzata” conclude Rolfi.

PROVINCIA DI SONDRIO – 1 AZIENDA – 2 mila euro
PROVINCIA DI MILANO – 3 AZIENDE – 24 mila euro
PROVINCIA DI BRESCIA – 6 AZIENDE – 92 mila euro
PROVINCIA DI LODI – 1 AZIENDA – 47.800 euro
PROVINCIA DI PAVIA – 14 AZIENDE – 205 mila euro
PROVINCIA DI MANTOVA – 4 AZIENDE – 73 mila euro


“Buon lavoro al nuovo presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini. Questa è un’ottima notizia per Brescia e per la Lombardia, prima provincia e prima regione agricola d’Italia. Per la prima volta sarà un lombardo a guidare l’organizzazione. Mi congratulo con lui per il risultato, frutto della passione e della competenza dimostrate sul campo. Garantisco la massima collaborazione da parte della Regione Lombardia. Le sfide che attendono le aziende agricole sono impegnative. In un mercato globalizzato, solo facendo sistema la nostra agricoltura potrà vincerle”.

Lo ha scritto sul proprio profilo Facebook l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, commentando l’elezione di Ettore Prandini come nuovo presidente nazionale di Coldiretti.


 

“Finalmente arrivano anche le risorse europee per sostenere gli allevatori del comparto avicolo danneggiati dall’aviaria. Secondo una prima stima, sui 22 milioni di euro totali di sostegno al comparto, in Lombardia arriveranno circa 6 milioni di euro.  Anche in questo settore, infatti, siamo tra le prime regioni italiane. L’aviaria ha causato danni enormi, era più che doveroso aiutare i produttori di pollame e uova. Un settore di estrema importanza per la nostra economia, la Lombardia produce più di quanto consuma con un utilizzo molto basso di antibiotici. Un comparto che intendiamo sostenere anche attraverso l'innovazione, per la quale in sede di bilancio abbiamo stanziato 2 milioni di euro in più”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi.

 

La Commissione europea ha approvato il regolamento di esecuzione n. 2018/1506 relativo alle misure eccezionali di sostegno del mercato nei settori delle uova e delle carni di pollame in Italia. Il regolamento mette a disposizione 11,1 milioni di euro, il 50% del totale a cui vanno aggiunte le risorse nazionali, per indennizzare le imprese avicole interessate dai provvedimenti di contrasto all'influenza aviaria, riguardante il primo periodo dal 30 aprile 2016 sino al 28 settembre 2017. Per il secondo periodo è stata ultimata la raccolta dei dati per un secondo provvedimento dell’Unione europea.

 


“La gestione del verde pubblico deve essere fatta dai professionisti del settore, non da associazioni di volontariato o dai richiedenti asilo. Stiamo parlando di una professione e non di un hobby, che tra l’altro ha a che fare con la qualità delle nostre città, con il decoro urbano e anche con la sicurezza delle persone”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia intervenendo in Consiglio regionale per dichiarare il sostegno della giunta alla mozione presentata dalla consigliere Epis sull’impiego di richiedenti asilo nella manutenzione del verde pubblico.

“Piantare e potare piante richiede professionalità e formazione ed è un lavoro che va pagato. Le associazioni di categoria del folorovivaismo giustamente hanno già reclamato le proprie istanze. Il comparto va sostenuto ed è fondamentale che i Comuni costituiscano bandi per assegnare i lavori secondo requisiti legati anche alla qualità e non solo all'aspetto economico. La Regione Lombardia chiederà ad Anci di collaborare per definire uno schema di delibera che possa aiutare in tale senso gli Enti locali" ha concluso Rolfi.


“Pervengono in questi giorni da diverse province numerose segnalazioni di atti vandalici a carico di beni e strutture al servizio dell'attività venatoria. Si tratta di reati che possono portare a sanzioni amministrative e a risvolti di natura penale”. Lo ha scritto l’assessore regionale lombardo all’agricoltura, alimentazione e sistemi verdi Fabio Rolfi che questo pomeriggio ha scritto ai prefetti lombardi per segnalare la situazione.

“Nel manifestare una forte preoccupazione per questi gesti, che mettono in difficoltà l’esercizio dell’attività venatoria, chiedo, appellandomi anche al principio della tutela della proprietà privata, un sensibile sforzo nel garantire un maggiore controllo e vigilanza nei riguardi di questi reati, allo scopo di prevenire e reprimere con determinazione simili comportamenti ed evitare che possano portare a reazioni inappropriate. C’è molta attenzione mediatica e giudiziaria sui cacciatori che non rispettano le regole, chiedo lo stesso impegno anche contro queste persone” conclude Rolfi.


"Il nostro provvedimento era di buonsenso e differenziava il carniere in funzione della specialità. Riconoscevamo in pratica la possibilità di prelevare un maggior numero di allodole a chi si specializzava in quel tipo di caccia". Lo ha detto l'assessore regionale lombardo Fabio Rolfi, in merito alla sentenza del Tar, che ha accolto il ricorso della Lac sulla caccia all'allodola in Lombardia.
PROSEGUIAMO CON PIANO GESTIONE SPECIE - "Proseguiremo con buonsenso ad attuare il piano di gestione della specie - ha annunciato l'assessore -. L'eventuale calo del numero di esemplari di alcune specie non è dovuto all'attività venatoria, visto il costante calo del numero di cacciatori, ma al cambiamento degli habitat e alla cementificazione degli ambienti. Le allodole sono in aumento in altre zone europee".
CACCIA È ANCHE GOVERNO ECOSISTEMA - "Continueremo a lavorare affinché la caccia, eseguita nell'ambito normativo, continui a essere sostenuta e valorizzata anche come attività necessaria per il governo dell'ecosistema" ha concluso l'assessore.

“La presenza del cinghiale in alcune zone della Lombardia sta generando danni ingenti alle coltivazioni e alle persone. Dobbiamo ampliare le possibilità di caccia a questa specie”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi che oggi in giunta regionale ha presentato una delibera volta a chiedere alla commissione consiliare competente di modificare il regolamento regionale.
 
Con la modifica all’art. 17 si intende consentire la caccia collettiva al cinghiale (incluse la braccata e la girata, che prevedono l’uso di cani) anche nella giornata di sabato, oltre alle giornate di mercoledì e domenica, attualmente consentite in zona Alpi per la caccia vagante alle specie stanziali. 
 
“Vogliamo contribuire a un più efficace contenimento dell’elevato numero di cinghiali che provocano ingenti danni alle produzioni agroforestali e alla biodiversità, oltre a creare problemi igienico-sanitari e a costituire pericolo per la circolazione stradale. I cacciatori sono attori fondamentali per la salvaguardia dell’ecosistema” conclude Rolfi.
 

"Con una modifica ai principi contabili, il Governo ha reintrodotto la possibilità per le Regioni di anticipare la Pac. Questa per l'agricoltura lombarda è una notizia straordinaria. Una proposta che la Regione Lombardia aveva avanzato al Governo e ringrazio il viceministro dell'Economia e delle Finanze Massimo Garavaglia per aver preso a cuore la questione". Così l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi.

STRAORDIANRIA BOCCATA D'OSSIGENO PER NOSTRE AZIENDE - "Per il 2019 - prosegue - potremo autorizzare quindi un'anticipazione fino a un massimo di 250 milioni di euro agli agricoltori beneficiari delle risorse vincolate della Politica agricola comune (Pac) da parte dell'Organismo Pagatore Regionale. Una straordinaria boccata d'ossigeno per le nostre aziende agricole".

NORMA NAZIONALE AVEVA BLOCCATO GLI ANTICIPI - La Regione Lombardia nel periodo 2010/2014 aveva attivato la possibilità di erogare un anticipo con risorse regionali a tasso zero a favore delle aziende agricole che presentano la domanda unica, la cosiddetta Pac. L'anticipazione regionale veniva erogata entro luglio di ogni anno. Il Bilancio recuperava quanto anticipato quando pervenivano le risorse comunitarie, anche l'anno successivo a quello di erogazione. Poi la modifica della normativa nazionale aveva impedito questa pratica, rendendo obbligatoria la restituzione entro lo stesso anno delle anticipazioni finanziarie.

RUOLO CHIAVE DELLA REGIONE LOMBARDIA - Nel 2014 i beneficiari dell'anticipo in Lombardia sono stati 30.416, per un valore complessivo di 310 milioni di euro. "Da anni eravamo bloccati da una norma ingiusta - prosegue l'assessore -, che penalizzava le Regioni virtuose e non consentiva di aiutare gli agricoltori lombardi, pur avendone le risorse"."La Regione Lombardia - spiega - aveva proposto nella scorsa legislatura al ministro dell'Economia di ripristinare tale opportunità, senza esito positivo. Ora sono felice che sia stato reintrodotto questo meccanismo".

COLLABORAZIONE LOMBARDIA-GOVERNO - "La collaborazione tra Regione Lombardia e Governo - conclude Rolfi - ha consentito diriattivare una buona pratica apprezzata dal mondo agricolo: dal 2019 dunque potremo tornare ad anticipare la Pac".

Stasera, in occasione del Sial (la più grande fiera internazionale dell’agroalimentare) a Parigi si mangia e si beve Lombardo! Risotto alla milanese, cotoletta, vellutata di zucca, bresaola, grana, bitto. Il tutto accompagnato dai vini Franciacorta e dell’Oltrepó pavese. E al termine panettone e castagnaccio! Proporremo sempre più iniziative di questo tipo. Vogliamo far conoscere al mondo le nostre imbattibili eccellenze agroalimentari e dare una mano nell’internazionalizzazione ai nostri produttori! #LombardiaAgricola


“Si tratta di un’ottima intesa che rappresenta una svolta. La Regione Lombardia sta lavorando per valorizzare la risorsa latte e vuole giocare un ruolo da protagonista per difendere il lavoro degli allevatori lombardi. Per questo nei prossimi giorni convocherò anche gli altri attori della trasformazione affinché ci possa essere un accordo globale che porti ad allineare la remunerazione riconosciuta ai produttori all’accordo raggiunto oggi”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura Fabio Rolfi in merito all’accordo raggiunto sul prezzo del latte alla stalla in Lombardia con Italatte, società del gruppo Lactalis.


“Le risorse che arrivano a Brescia per finanziare il lavoro dei distaccamenti dei vigili del fuoco volontari sono fondamentali. Si tratta di soldi che servono ad acquistare strumentazioni e vetture per rendere più efficaci e funzionali i loro interventi. Ringrazio l’assessore Foroni per la concretezza: la legge regionale che ho proposto nella scorsa legislatura continua a sortire effetti e a portare risorse a realtà che sono un importante supporto laddove lo Stato non riesce ad arrivare, come in alta montagna o nella profonda pianura”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo Fabio Rolfi in merito ai finanziamenti regionali a 17 distaccamenti dei vigili del fuoco volontari della provincia di Brescia per un totale di 240 mila euro.

 

“È giusto riconoscere ai vigili del fuoco volontari questa importanza e aiutarli nei finanziamenti. Queste spese fino all’anno scorso erano totalmente a loro carico. Questa è l’efficacia della regione Lombardia che dimostra concretezza nel sostegno al volontariato” ha concluso Rolfi.


“Nella Brescia colorata e multiculturale del Pd c’è anche il candidato islamico che posa con il mitra. I Consigli di quartiere della nostra città non hanno bisogno di questa gente. Confido che la sua candidatura venga cestinata, che si apra un’inchiesta sull’origine dell’arma e che venga rispedito in Pakistan il prima possibile a giocare con i mitra” ha dichiarato il leghista Fabio Rolfi, ex vicesindaco della città e oggi assessore regionale all’Agricoltura.


“L’agroalimentare lombardo merita di essere valorizzato e vogliamo far conoscere i nostri prodotti in tutto il mondo. Lunedì sera sarò al fuorisalone del Sial di Parigi per la serata della cucina lombarda. La Regione ha voluto fortemente questa vetrina e replicheremo iniziative di questo tipo in tutte le più importanti fiere agroalimentari del mondo”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi che lunedì sera sarà a Parigi per partecipare alla cena di promozione dei prodotti lombardi organizzata dalla Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia nell’enoteca al 3 Rue des Tournelles. Saranno presenti giornalisti di settore, food e wine blogger, rappresentanti istituzionali e del mondo della ristorazione.

 

Il menù prevede: vellutata di zucca, risotto allo zafferano con grana, cotoletta alla milanese, tagliere di formaggi e salumi con miele e il panettone come dolce.

Ad accompagnare, i vini Franciacorta Brut Satèn Agriturismo e cantina La Fiorita di Ome (Brescia), Franciacorta Brut Montedelma Tenuta Monte Delma di Passirano (Brescia), Franciacorta Brut Lantieri Agriturismo Corte Lanieri di Capriolo (Brescia), Arvensi Pinot Nero Rosé IGT Azienda Agricola Manuelina di Ruinello di Sotto (Pavia) e il Valtellina Superiore D.OC.G Inferno Riserva Casa Vinicola Pietro Nera di Chiuro

(Sondrio).

 

“Il compito delle istituzioni è quello di agevolare il lavoro delle imprese. Vogliamo dare alle attività agroalimentari lombarde la possibilità di partecipare a una delle più grandi vetrine del mondo: il Sial di Parigi. Ci sarà all’interno della fiera anche un spazio cofinanziato dalla Regione in cui esporranno 12 imprese lombarde o consorzi del settore agroalimentare. Sarà anche per loro una bella occasione per farsi conoscere al pubblico” ha concluso Rolfi.

 

Il Sial durerà dal 21 al 25 ottobre 2018 a Parigi. Rappresenta il primo network mondiale di saloni con una copertura geografica ineguagliabile. Il SIAL ha sviluppato, oltre a una conoscenza molto approfondita di tutti gli operatori della filiera agroalimentare, anche un ruolo di osservatorio privilegiato e riconosciuto delle tendenze e delle innovazioni provenienti da tutto il mondo.

Grazie a un provvedimento approvato dalla giunta regionale lombarda su proposta dell’assessore all’agricoltura, alimentazione e sistemi verdi Fabio Rolfi, dalla stagione venatoria 2019 il tesserino sarà inviato direttamente a casa dei cacciatori lombardi attraverso il servizio postale.

“Abbiamo accolto una richiesta da tempo avanzata dal mondo venatorio, soprattutto in provincia di Brescia e di Bergamo” ha dichiarato Rolfi.

“Con questo intervento miriamo a superare incombenze burocratiche e disguidi. Ci sono state infatti diverse problematiche nella distribuzione avvenuta attraverso gli enti locali. Scegliamo in questo modo una via molto semplice, uniforme e senza intermediari che consentirà al cacciatore, che già paga le tasse regionali, di avere direttamente a casa il tesserino, un titolo funzionale alla attività di caccia. Dall’altro lato togliamo una incombenza anche agli enti locali” ha aggiunto l’assessore.

“La Regione Lombardia prosegue nel lavoro di semplificazione per favorire l’attività venatoria e ridurre la burocrazia” conclude Rolfi.


Si è riunita quest’oggi a Palazzo Lombardia la Consulta interregionale per la gestione sostenibile e unitaria della pesca e la tutela del patrimonio ittico nel fiume Po, della quale fanno parte Regione Lombardia, Regione Emilia Romagna, Regione Piemonte, Regione Veneto e l’Autorità di bacino del fiume Po.

L’incontro ha dato seguito al Protocollo d’intesa per il controllo della pesca illegale nel Po, definendo le azioni concrete utili a ridurre il fenomeno del bracconaggio. Le azioni di contrasto immediato prevedono protocolli operativi su base territoriale per l’attivazione delle Forze dell’Ordine e delle Polizie provinciali e locali; saranno inoltre geolocalizzati, mappati e monitorati nel bacino i punti di imbarco, sbarco e sosta degli automezzi di appoggio e sarà determinata la catena di comando fino al livello di guardia giurata per la pesca della associazioni dilettantistiche. Il coordinamento regionale è affidato alle prefetture dei capoluoghi regionali.

“L’accordo siglato a giugno non era solo di facciata. Vogliamo combattere in maniera efficace le bande organizzate di bracconieri, spesso dell’Europa dell’Est, che recano danni enormi alla fauna, ai pescatori e all’ecosistema. La rarefazione di specie autoctone come lo storione e l'anguilla è un problema grave che non intendiamo sottovalutare. Intendiamo potenziare le attrezzature per il controllo notturno e la navigazione in alveo delle polizie provinciali e locali” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia. L'assessore lombardo ha dunque ribadito “la necessità di contenere il pesce siluro. Questo predatore voracissimo sta creando danni enormi al nostro ecosistema e alla fauna autoctona. A breve presenteremo delle azioni forti ed efficaci contro questa specie”.


Nella gestione dei parchi agricoli lombardi saranno coinvolti anche gli agricoltori.È quanto deciso dalla giunta regionale lombarda su proposta dell’assessore Fabio Rolfi. 

“Per i parchi lombardi classificati anche come agricoli, un ulteriore membro del consiglio sarà eletto dalla comunità del parco su designazione congiunta delle organizzazioni agricole. Vogliamo valorizzare al meglio il rapporto tra parchi e agricoltura, superando anche le criticità che talvolta ci sono tra i regimi di tutela e l’attività agricola. Crediamo infatti che l’agricoltura sia fondamentale per la sostenibilità dei parchi” ha dichiarato Rolfi.

 

“Grazie all’attività agricola si può valorizzare al meglio un territorio attraverso la produzione di prodotti di qualità, di tutela della biodiversità e di conservazione ambientale. Una Lombardia più sostenibile non può che passare da un forte connubio tra queste due sfere” ha concluso l’assessore.

 

La modifica si applica dal prossimo rinnovo dei consigli di gestione dei parchi interessati.


“Questa legge aiuterà Montisola e l’isola di Garda a San Felice a sviluppare lo straordinario potenziale culturale, paesaggistico, turistico ed economico che le contraddistingue.È una bella notizia per il territorio bresciano e lombardo”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo Fabio Rolfi in merito all’approvazione della legge sulla tutela delle isole minori, che riguarda anche l’isola lago d’Iseo-Monte Isola e l’isola di Garda a San Felice del Benaco.
“Si è concretizzata una sensibilità diffusa, con risorse economiche consistenti. Ringrazio chi ha proposto la norma e la maggioranza parlamentare che l’ha approvata. Montisola vive le difficoltà delle isole minori sotto il profilo logistico ed è necessario pensare a forme di fiscalità più vantaggiose e misure specifiche per il sistema scolastico, i servizi sanitari e le infrastrutture. La Regione Lombardia è pronta a collaborare anche in questo rinnovato quadro normativo” conclude Rolfi.


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