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La Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, ha stanziato 4,5 milioni di euro per misure a sostegno dell’agricoltura in aree montane. Le risorse saranno destinate alle comunità montane per imprese e cooperative agricole, forme associative di produttori agricoli e di imprese per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti, proprietari pubblici e privati di alpeggi

“Vogliamo contribuire concretamente allo sviluppo e alla valorizzazione del sistema agro-pastorale di montagna. Queste risorse serviranno per investimenti nelle aziende agricole, per il miglioramento della produttività e la funzionalità delle malghe e per la modernizzazione dei processi di trasformazione, conservazione e commercializzazione delle produzioni” ha dichiarato Rolfi.

“Sono risorse rilevanti che dedichiamo a un comparto su cui investiamo e puntiamo molto: l’agricoltura di montagna. Il territorio montano della Lombardia offre prodotti tipici di alta qualità, identificabili in maniera univoca con il territorio e che possono essere un volano sotto il profilo turistico” aggiunge l’assessore.

“Dopo aver modificato le linee guida regionali per l’assegnazione delle malghe per favorire l’assegnazione degli alpeggi agli agricoltori di montagna, ecco un’altra azione concreta in difesa di una attività eroica. L’agricoltura rappresenta un presidio sociale nelle zone montante.È fonte di reddito, di lavoro e di sviluppo ed è una attività che contrasta lo spopolamento. Per questo vogliamo continuare a investire” conclude Rolfi ricordando la decisione di stanziare risorse per il prossimo biennio per dare “certezza dei fondi e consente una solida programmazione alle comunità montane.”


“Anche alla luce dei numerosi atti vandalici che si sono verificati nelle campagne bresciane, servono più agenti delle Forze dell’ordine e una maggiore sorveglianza nelle aree rurali della Bassa bresciana”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi in merito alle ultime vicende di cronaca che hanno riguardato il territorio provinciale di Brescia. A Pompiano si è verificato un raid in un allevamento durante il quale sono state uccise sei vacche e sono stati aperti i rubinetti del latte. La scorsa notte a Gottolengo sono state rubate 2000 quaglie da un allevamento.

“Oltre a questi due episodi sono numerosi i furti che vengono segnalati dagli agricoltori. Stiamo parlando di persone che hanno investito tempo e denaro in queste attività e che si vedono derubati del frutto del proprio lavoro.È necessario dunque proteggere le attività agro zootecniche, sempre più nel mirino di vandali, ladri e dell’estremismo animalista” conclude Rolfi. “Per questo è necessario intervenire e dedicare un piano di intervento nelle zone agricole della nostra provincia”.


“Ringrazio il governo italiano per la decisione di sospendere l’iter di esecuzione delle cartelle sulle quote latte, in attesa di una definizione in sede Europa. Si tratta di un segnale concreto di attenzione verso il settore, verso le regioni interessate e verso le tante aziende che chiedono di poter definire la propria posizione in modo ragioanevole e poter ripartire. Su questi obiettivi la Regione Lombardia intende supportare e sostenere ogni azione che il governo intenda attuare”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia in merito al decreto legge sulle emergenze agricole approvato nei giorni scorsi dal governo italiano.

 

“In sede parlamentare di conversione del decreto è necessario estendere gli effetti del decreto anche alla campagna 2014-2015 per evitare differenze tra gli allevatori coinvolti” aggiunge Rolfi. “Diamo sostegno al lavoro di definizione in sede europea di un accordo complessivo per risolvere una questione ormai da consegnare alla storia. Ci sono tante aziende agricole lombarde che vogliono ripartire, ma che oggi sono impossibilitate dal farlo a causa di una vicenda legata a un regime produttivo ormai superato”.


ORTI DI LOMBARDIA, ROLFI: 195 MILA EURO PER 92 PROGETTI. PROMUOVIAMO CULTURA AGRICOLA

La Regione Lombardia ha stanziato 195 mila euro per promuovere in tutto il territorio regionale la realizzazione di 92 orti didattici, sociali periurbani, urbani e collettivi per diffondere la cultura del verde e dell’agricoltura e sensibilizzare le famiglie e gli studenti sull’importanza di un’alimentazione sana ed equilibrata

Saranno destinati 65 mila euro  per le spese di progettazione, informazione e formazione e 13 mila euro per spese di realizzazione e l’acquisto di strutture e attrezzature e fattori di produzione

“Crediamo molto in questa iniziativa – ha detto l’assessore regionale all’agricoltura, alimentazione e sistemi verdi, Fabio Rolfi – perché diffonde consapevolezza in materia di educazione ambientale e alimentare. Gli orti didattici sono fondamentali anche per la formazione umana degli studenti: avere giovani generazioni più consapevoli significa costruire un futuro migliore per la nostra società. La Lombardia è la prima regione agricola d’Italia e dobbiamo puntare sempre di più su questo settore”.  

BERGAMO (12 PROGETTI – 38.000 euro)

ISTITUTO PARITARIO  San Giuseppe  Valbrembo      600

COMUNE        Pontirolo Nuovo         Pontirolo Nuovo         9000

ISTITUTO COMPRENSIVO      Andrea Fantoni           Rovetta           450

ISTITUTO COMPRENSIVO      Daniele Spada            Sovere 1800

ISTITUTO COMPRENSIVO      Antonio Tiraboschi     Paladina          600

COMUNE        Vilminore di Scalve    Vilminore di Scalve    3750

COMUNE        Dalmine          Dalmine          9000

COMUNE        Brignano Gera d'Adda           Brignano Gera d'Adda           9000

ISTITUTO PARITARIO  Achille Carsana          Alzano Lombardo       600

COMUNE        bergamo         Bergamo         1800

ISTITUTO PARITARIO  Papa Giovanni XXIII    Azzano San Paolo       600

COMUNE        Fornovo San Giovanni            Fornovo San Giovanni            1800

BRESCIA (14 PROGETTI – 22.618 euro)

ISTITUTO COMPRENSIVO      M.A. CHIECCA            Rudiano          1800

ISTITUTO COMPRENSIVO      Darfo 2           Darfo Boario Terme   1800

ISTITUTO COMPRENSIVO      Nord 1 Brescia            900

LICEO  Liceo Camillo Golgi    Brescia            600

ISTITUTO COMPRENSIVO      IIS Einaudi       Chiari  600

ISTITUTO COMPRENSIVO      Flero    Flero    600

ISTITUTO COMPRENSIVO      Leno    Leno    1800

ISTITUTO COMPRENSIVO      Rinaldini         Ghedi  600

COMUNE        Rezzato           Rezzato           7800

ISTITUTO COMPRENSIVO      Azzano Mella  Azzano Mella  1200

COMUNE        Fiesse  Fiesse  3600

ISTITUTO COMPRENSIVO      Edolo   Edolo   600

ISTITUTO COMPRENSIVO      Centro 1          Brescia            118

ISTITUTO PARITARIO  Bonsignori      Brescia            600

COMO (4 PROGETTI – 8.500 euro)

COMUNE        Inverigo          Inverigo          900

COMUNE        Cernobbio       Cernobbio       3600

ISTITUTO PARITARIO  Montessori     Como  600

COMUNE        Alserio Alserio 3399

CREMONA (9 PROGETTI – 13.800 euro)

ISTITUTO COMPRENSIVO      Falcone e Borsellino   Offanengo      1800

ISTITUTO COMPRENSIVO      G. Diotti          Casalmaggiore           1200

COMUNE        Izano   Izano   3000

ISTITUTO COMPRENSIVO PARITARIO           Fondazione Santa Chiara       Casalmaggiore           600

ISTITUTO COMPRENSIVO      Crema 2          Crema 1800

ISTITUTO COMPRENSIVO      Giovanni XXIII Soncino           1800

ISTITUTO COMPRENSIVO      Nelson Mandela         Crema 600

COMUNE        Vescovato       Vescovato       1800

COMUNE        Vaiano Cremasco       Vaiano Cremasco       1200

LECCO (3 PROGETTI – 1.400 euro)

ISTITUTO COMPRENSIVO      Rita Levi Montalcino  Missaglia

ISTITUTO COMPRENSIVO      Casatenovo     Casatenovo

ISTITUTO COMPRENSIVO      San Giovanni Bosco    Cremeno

LODI (1 PROGETTO – 600 euro)

ISTITUTO COMPRENSIVO      IIS Codogno     Codogno         600

MONZA BRIANZA (14 PROGETTI – 30.650 euro)

ISTITUTO COMPRENSIVO      Bellusco e Mezzago   Bellusco          150

ISTITUTO COMPRENSIVO      Achille Mapelli           Monza 600

ISTITUTO PARITARIO  San Giuseppe  Meda  600

ISTITUTO COMPRENSIVO      Giovanni XXIII Besana in Brianza      300

ISTITUTO COMPRENSIVO      Enrico Toti      Lentate Sul Seveso     600

COMUNE        Sovico  Sovico  8400

LICEO  Carlo Porta     Monza 600

ISTITUTO COMPRENSIVO      Ada Negri       Cavenago di Brianza  600

COMUNE        Nova Milanese           Nova Milanese           6600

ISTITUTO COMPRENSIVO      Bernareggio   Bernareggio   900

ISTITUTO COMPRENSIVO      Cogliate e Ceriano     Cogliate          600

ISTITUTO COMPRENSIVO      Montessori     Sulbiate           500

ISTITUTO COMPRENSIVO      Adua    Seveso 600

COMUNE        Sulbiate           Sulbiate           9600

MILANO (23 PROGETTI – 40.700 euro)

COMUNE        Motta Visconti            Motta Visconti            10000

ISTITUTO PARITARIO  Preziosissimo sangue Monza 1800

ISTITUTO PARITARIO  Ratti Welcher Clotilde           Milano            600

IMPRESA SOCIALEPARITARIO            Collegio San Carlo      Milano            600

ISTITUTO COMPRENSIVO      IC Lamarmora            Lainate            600

C.F.P. PARITARIO        G. Mazzini       Cinisello Balsamo       600

COMUNE        Pieve Emanuele         Pieve Emanuele         600

COMUNE        Baranzate       Baranzate       10000

ISTITUTO COMPRENSIVO      San Giuseppe Calsanzio         Milano            600

ISTITUTO SUPERIORE Caterina da Siena       Milano            600

ISTITUTO COMPRENSIVO      Perlasca          Bareggio         600

ISTITUTO PARITARIO  Santa Caterina da Siena        Sesto San Giovanni     600

ISTITUTO PARITARIO Istituto Leone XIII       Milano            600

PARCO            Media Valle Lambro  Sesto San Giovanni     7200

ISTITUTO COMPRENSIVO      Sorelle Agazzi Milano            1200

PARCO            Lombardo della Valle del Ticino       Magenta         600

ISTITUTO COMPRENSIVO      A. Manzoni     Rosate 600

COMUNE        Cassina De Pecchi      Cassina De Pecchi      6600

ISTITUTO COMPRENSIVO      Primo Levi      Bollate            300

ISTITUTO COMPRENSIVO      Locchi  Milano            600

ISTITUTO COMPRENSIVO      Dante Alighieri           Sesto San Giovanni     300

ISTITUTO COMPRENSIVO      Da Vinci          Senago            1200

ISTITUTO COMPRENSIVO      Capponi          Milano            600

MANTOVA (2 PROGETTI – 10.525 euro)

ISTITUTO SUPERIORE G. Falcone       Asola   525

UNIONE COMUNI       Unione Comuni San Giorgio e Bigarello 10000

PAVIA (3 PROGETTI – 3.000 euro)

ISTITUTO COMPRENSIVO      P. Ferrari        Varzi    600

ISTITUTO COMPRENSIVO      V.le Liberta     Vigevano         1703

ISTITUTO COMPRENSIVO      Via Scopoli      Pavia   600

VARESE (7 PROGETTI – 18.000 euro)

ISTITUTO PARITARIO  Galileo Galilei Laveno Mombello      600

ISTITUTO COMPRENSIVO      Toscanini        Casorate Sempione    600

ISTITUTO COMPRENSIVO      Varese 2 Pellico         Varese 300

ISTITUTO PARITARIO  Maria Montessori      Busto Arsizio   900

COMUNE        Tradate           Tradate           6300

COMUNE        Cardano al Campo     Cardano al Campo     8700

ISTITUTO STATALE     A. Ponti           Gallarate        600


“L’annata agraria 2018 in Lombardia indica un consolidamento dei risultati ottenuti nel 2017. Numeri positivi arrivano dal settore lattiero caseario, trascinato dalle nostre Dop. La Lombardia produce il 42,2 per cento del latte italiano e per tre quarti nel triangolo Brescia - Cremona - Mantova. Dobbiamo continuare a valorizzare i nostri prodotti per dare reddito e sostenibilità alle nostre aziende agricole e garantire ai consumatori una adeguata sicurezza alimentare”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi che questa mattina ha presentato i dati del sistema agroalimentare lombardo.

Il valore della produzione di beni e servizi in agricoltura in Lombardia nel 2018 presenta un incremento del +2,9% rispetto al 2017; questi valori derivano da un aumento globale delle quantitaÌ prodotte (+4,4%) e da un concomitante calo dei prezzi (-2,5%); sul versante dei costi si puo, invece, stimare un rilevante aumento (7,9%), dovuto all’incremento quantitativo del 2% e a una significativa crescita dei prezzi di acquisto (+5,7%).

“Il settore del mais e la suinicoltura presentano delle difficoltà. Lavoreremo per istituire un tavolo regionale dedicato al mais e per valorizzare le Dop dei nostri prosciutti e promuovere sul mercato tutte le parti dell’animale, non solo la coscia” aggiunge Rolfi. “La razionalizzazione dell’acqua, anche attraverso le nuove tecnologie è una delle sfide del futuro per il settore primario. A breve emaneremo un bando per finanziare nuove tecniche irrigue e impianti più efficienti”.

La Lombardia produce il 42,2% del latte italiano. Brescia è la prima provincia e produce il 28% del latte lombardo, seguono Cremona con il 25% e Mantova con il 19%. La Superficie Agricola Utile lombarda è di circa 931.000 ettari. Nell’ambito dei seminativi, le superfici a cereali sono scese del 3,1% (-10.700 ettari), con riduzioni per riso, granoturco e cereali minori ed aumenti per frumento e orzo: il frumento ha recuperato solo parzialmente gli ettari persi nel 2017 mentre per l’orzo è proseguita la lenta espansione; gli investimenti a riso hanno subito un drastico calo (-6.200 ettari e -6,3%) mentre il mais da granella ha perso quasi 7.000 ettari (-4,8%).


“Abbiamo preso impegni precisi per il futuro dell’agricoltura lombarda: innanzitutto ci batteremo affinché la programmazione del Piano di sviluppo rurale rimanga regionale. In secondo luogo affronteremo il tema dell’acqua come risorsa per l’agricoltura. Abbiamo istituito un tavolo regionale che si riunirà ogni mese per garantire ai contadini l’acqua nei modi e nei tempi giusti. La grande sfida per il 2019 è quella di rivedere il piano nitrati per diminuire le sostanze chimiche nei campi e valorizzare la materia organica che da sempre rende fertili le nostre terre”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi della Regione Lombardia che oggi ha visitato a Rivarolo del Re la sede del consorzio casalasco del pomodoro. “Grazie a realtà come questa i numeri del pomodoro in Lombardia sono importanti. Stiamo parlando di circa 5 milioni di quintali all’anno su 7 mila ettari di terreni coltivati a pomodoro” conclude Rolfi. “Il pomodoro lombardo è sinonimo di qualità e di sicurezza alimentare. I prodotti derivati sono sempre più votati all’Export e daremo a questo comparto maggiore attenzione con il prossimo Psr”.


La Regione Lombardia, nell’ambito del Piano di sviluppo rurale, ha emesso un bando da 5 milioni di euro per il sostegno alla realizzazione e allo sviluppo di attività agrituristiche, in particolare attraverso ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo di fabbricati aziendali esistenti da destinare ad uso agrituristico.

 

“È un incentivo ad ammodernare le strutture e a renderle multifunzionali, per essere sempre più attenti alle esigenze dei consumatori e offrire servizi sempre migliori. Tra poche settimane inizieremo l’iter di una riforma del sistema agrituristico lombardo, concordata con le associazioni di categoria e volta a valorizzare queste strutture come portabandiera dei territori e dei prodotti lombardi” ha dichiarato l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi.

 

La dotazione finanziaria del bando è pari a 5 milioni di euro. Il contributo massimo per ogni singola domanda è di 200 mila euro.

 

Gli interventi sono ammissibili solo se aventi effetti sul territorio della Regione Lombardia. Sono ammissibili ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo e interventi di manutenzione straordinaria di fabbricati aziendali esistenti da destinare ad uso agrituristico; la realizzazione di impianti tecnologici; la predisposizione di aree attrezzate per l’agricampeggio e la realizzazione di percorsi aziendali ciclo-pedonali e ippoturistici.

 

La domanda deve essere presentata per via telematica dal 15 aprile al 3 giugno 2019.


La Regione Lombardia, nell’ambito del Piano di sviluppo rurale, ha pubblicato un bando da 4 milioni di euro dedicato per supportare progetti di forestazione e imboschimento. Il bando è rivolto alle imprese agricole individuali e alle società agricole di persone, capitali o cooperative.

 

“Con questa misura vogliamo contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici, ridurre gli apporti chimici, incrementare la biodiversità e migliorare il paesaggio, attraverso lo stimolo alla realizzazione di produzioni legnose compatibili con le condizioni ecologiche e climatiche del nostro territorio. Rilanciare filiera bosco-legno è uno dei miei obiettivi di questo mandato” ha dichiarato l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi. 

 

I finanziamenti saranno stanziati seguendo due filoni. 

Nei comuni di pianura delle province di Brescia, Cremona, Mantova, Lodi, Pavia e nel territorio della Città Metropolitana di Milano saranno sostenuti progetti di pioppeti, ossia piantagioni legnose a ciclo breve, a rapido accrescimento, di specie forestali particolarmente adatte alle condizioni ambientali locali con durata dell’impegno di otto anni.

 

Nei comuni di collina e di pianura delle province di Brescia, Cremona, Mantova, Lodi, Pavia e nel territorio della Città Metropolitana di Milano saranno finanziate piantagioni legnose a ciclo medio lungo, di specie forestali particolarmente adatte alle condizioni ambientali locali con durata dell’impegno di venti anni

 

La superficie minima interessata dall’impianto deve essere di 10.000 metri quadri. Le domande possono essere presentate ininterrottamente dal 13 marzo 2019


“Nella seconda metà del 2018 è migliorato il fatturato delle imprese agricole lombarde, ma preoccupa la crisi del settore suinicolo. Bene il lattiero caseario, grazie al Grana Padano, così come il comparto vitivinicolo”.

 

Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, che stamattina alla Camera di commercio di Brescia ha presentato l’indagine congiunturale sull’agricoltura lombarda nel secondo semestre del 2018.

 

L’indagine è promossa da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, in collaborazione con le Associazioni regionali dell’Agricoltura. 

 

Dopo i risultati negativi della prima metà del 2018, il secondo semestre mostra segnali di ripresa per l’agricoltura lombarda. L’indicatore che mostra i maggiori progressi è quello del fatturato, che torna a mostrare un segno positivo, grazie soprattutto al trend crescente dei prezzi di alcuni prodotti importanti sia nella zootecnia che nelle coltivazioni. La motivazione di tale andamento risiede nell’evoluzione positiva della domanda internazionale, anche per via della minore offerta presente sui mercati per effetto delle condizioni climatiche avverse. L’export agroalimentare regionale ha mostrato risultati ancora in crescita sebbene di percentuali meno evidenti rispetto all’anno scorso.

 

“A preoccupare principalmente è la crisi del settore suinicolo. - conclude Rolfi - Un comparto vitale per la Lombardia. Serve un piano d’azione nazionale preventivo contro la peste suina. Come Regione Lombardia punteremo ad aiutare le aziende a valorizzare tutte le parti del maiale e non solo la coscia. La Cina sta aprendo i mercati e può rappresentare un bacino economico di alto livello in questo senso. Rilanceremo l’appeal delle Dop del prosciutto per far aumentare ulteriormente le esportazioni” ha concluso l’assessore.



“Il decreto sull’enoturismo è necessario per regolamentare il settore e promuovere ulteriormente il rapporto tra territorio, prodotti agroalimentari e turismo. Un connubio fondamentale per il futuro, anche economico, delle strutture lombarde. Ringrazio il ministro Gian Marco Centinaio per la decisiva accelerata e per il coinvolgimento delle Regioni che si sono dimostrate compatte e con lo sguardo rivolto all’obiettivo. Ora manca solo l’approvazione definitiva”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia in merito alla seduta della Conferenza Stato Regioni in cui si è discusso dello schema di decreto ministeriale per l'esercizio dell'attività enoturistica.

“È una misura attesa per lo sviluppo del turismo nelle zone a forte vocazione vitivinicola: siamo già al lavoro per creare un registro regionale dedicato all’enoturismo e per formare operatori professionali. Durante il Vinitaly nel padiglione Lombardia organizzeremo un incontro per presentare i contenuti della normativa. La Lombardia vuole sfruttare il forte legame tra vino e attrattività turistica. Nella nostra regione ci sono 176 agriturismi che già fanno degustazione di vino o di altre bevande e per il nostro territorio è indispensabile che vengano definiti requisiti e standard minimi di qualità per l'esercizio dell'attività enoturistica” conclude Rolfi


La Regione Lombardia, su proposta dell'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, ha approvato le nuove linee guida per la gestione delle malghe e l'esercizio dell'attività di alpeggio. Il documento, utile per il rilancio del sistema delle malghe lombarde, è frutto di un percorso di lavoro con i territori e le organizzazioni professionali agricole. L’assessore Rolfi stamattina nell’aula magna dell’Università della Montagna di Edolo (BS) ha incontrato i sindaci della Valcamonica per presentare i contenuti del documento.

 

“Le malghe rappresentano un valore aggiunto sotto il profilo culturale e sociale ma anche economico. Con le linee guida invitiamo i Comuni ad assegnare le malghe alla gente di montagna per bloccare le speculazioni e valorizzare un patrimonio territoriale straordinario. Noi per quelle di proprietà regionale lo facciamo già” ha dichiarato Rolfi.

 

Si è introdotta una rivisitazione aggiornata delle modalità di concessione/affitto delle malghe, attribuendo maggiore importanza alla proposta gestionale rispetto all’offerta economica anche per correggere distorsioni nei meccanismi applicativi della PAC che hanno generato tensioni nell’aggiudicazione di malghe pubbliche.

Vengono inoltre indicate le procedure da attivare per la scelta del concessionario/affittuario.

 

In Lombardia sono presenti 870 alpi/malghe, che occupano una superficie totale di 225.771 ettari, pari al 9 per cento del territorio regionale e a circa il 25 per cento di quello montano.

 

"La diffusione di nuovi mezzi come le biciclette elettroniche consentirà nel futuro una logistica più agevole per i turisti in montagna - ha concluso l'assessore -. Sarà necessario promuovere la vendita diretta di prodotti di malga e un rapporto sempre più stretto tra attività d'alpeggio e agriturismi" conclude l’assessore. “Per questo la malga deve diventare per i sindaci un mezzo di promozione del territorio e non uno strumento per fare cassa. Daremo vita a un osservatorio regionale per monitorare la situazione su tutto l’arco alpino, avere dati aggiornati e capire quali enti applicheranno le linee guida”.


Con lo storico pronunciamento del 6 marzo da parte del Consiglio di Stato, su iniziativa di Coldiretti, è di fatto caduto il segreto di Stato sui cibi stranieri che arrivano in Italia. Sarà finalmente possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall’estero. “Ora si può finalmente accedere ai dati dei flussi commerciali del latte e dei prodotti lattiero caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall'estero detenuti dal Ministero della Salute e finora inaccessibili. Si tratta di una vittoria dei consumatori, della trasparenza e della sicurezza alimentare. I cittadini avranno finalmente la possibilità di scegliere i prodotti con la massima consapevolezza”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi. “Stiamo iniziando a programmare il Piano di Sviluppo rurale 21-27.È iniziata la consultazione online rivolta agli agricoltori per capire le priorità del settore. Il mio obiettivo anche alla luce di questa sentenza del Consiglio di Stato è quello di valorizzare maggiormente il made in italy, partendo dal latte” ha dichiarato Rolfi. “La Lombardia produce il 40 per cento del latte Italiano e vanta 14 prodotti DOP del settore su 50 italiani. Abbiamo 5.000 stalle che producono 660 mila tonnellate di latte ogni anno. Difenderemo e daremo valore al nostro oro bianco”.


La Regione Lombardia, nell’ambito del Piano di sviluppo rurale, ha aperto un bando da 1,5 milioni di euro dedicato all’informazione e alla promozione dei prodotti di qualità. I beneficiari sono i Consorzi o le associazioni di prodotti biologici, Consorzi di tutela dei prodotti e dei vini DOP e IGP, Associazione di produttori di sistema di qualità nazionale zootecnica. La spesa ammissibile massima è di 300 mila euro per domanda. “Finanzieremo iniziative pubbliche finalizzate a migliorare la conoscenza delle qualità dei nostri prodotti e a valorizzare la loro immagine, a sostegno della fase di commercializzazione, così come la partecipazione a manifestazioni ed eventi. Siamo convinti che i prodotti lombardi possano vincere le sfide globali puntando sulla loro qualità, sulla sicurezza alimentare, sul legame con il territorio e sulla distintivitá. Affiancare i consorzi nella promozione è il modo migliore per diffondere la conoscenza e la consapevolezza nei consumatori” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi. “Le aziende agricole lombarde hanno il sostegno e la vicinanza della Regione. Promuovere la qualità dei prodotti significa aumentare la redditività e quindi anche l’indotto a livello occupazionale” conclude l’assessore. La domanda può essere presentata da oggi, martedì 26 febbraio, fino alle ore 16 di martedì 23 aprile 2019. Tutte le informazioni possono essere reperite al link https://bit.ly/2H03Eq


“L’agricoltura è il settore del futuro, anche sotto il profilo economico. Stiamo registrando un aumento esponenziale degli iscritti agli istituti agrari lombardi e questo ci pone delle sfide rilevanti”. Lo ha detto l’assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi di Regione Lombardia Fabio Rolfi stamattina all’Istituto tecnico agrario statale 'Tosi' di Codogno (LO), durante il convegno 'La coltura ha classe'.

“L’agricoltura è in continua evoluzione, è sempre più tecnologica e intelligente nella gestione delle risorse. La comunicazione del prodotto e delle materie prime è sempre più rilevante. Per questo la formazione e la preparazione al mondo del lavoro sono fondamentali. Cibo e agricoltura lombardi sono sempre più al centro del dibattito economico soprattutto in seguito a un evento di portata mondiale come Expo” aggiunge l’assessore.

“Le sfide del futuro sono dettate dalla globalizzazione dei consumi, dall’avvento della smart agricolture, dalla carenza di acqua dovuta al cambiamento climatico e dalla maggior consapevolezza dell’importanza di una alimentazione corretta. Questo impone preparazione, orientamento produttivo al consumatore, capacità di valorizzazione della nostra distintivita produttiva. La formazione agricola assume un valore ancora maggiore rispetto al passato e Regione Lombardia intende collaboratore e costruire un vera propria rete degli istituti tecnici agrari per valorizzare questo patrimonio” conclude Rolfi.


“La produzione di uva e di vino nel 2018 in Lombardia fa segnare uno straordinario +55% rispetto al 2017. Se è vero che due anni fa si erano verificate condizioni climatiche particolarmente difficili, è anche vero che in termini assoluti il 2018 fa segnare il record produttivo degli ultimi cinque anni”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi che questa mattina a Capriano del Colle (BS), nell’azienda agricola Lazzari ha presentato i numeri relativi alla produzione vitivinicola nel 2018. I dati registrano 1 milione e 578 mila ettolitri di vino prodotto (+55% sul 2017) e 2 milioni e 415 mila quintali di uva raccolta (+56%) su una superficie di 21.214 ettari.

“Il prossimo obiettivo è chiaro: nell’ambito della riforma regionale sugli agriturismi modificheremo la norma per avere nelle strutture lombarde il 100% di vino lombardo” ha aggiunto Rolfi. “Dovremo lavorare anche con il mondo della ristorazione per migliorare il posizionamento dei nostri vini nelle liste proposte”.

“La Lombardia è una terra sempre più conosciuta a livello internazionale anche sotto il profilo vitivinicolo. Nel 2017 abbiamo fatto il record storico di esportazioni e i dati 2018 saranno ancora migliori. La Regione è impegnata ad aiutare le aziende nel processo di internazionalizzazione: il 18 marzo saremo a Dusseldorf con gli organizzatori della Milano WINE Week per una serata dedicata al vino lombardo nell’ambito di Prowein, un riferimento mondiale per le fiere di settore”.

“Il nostro vino è riconosciuto per la qualità. Dobbiamo puntare sempre di più sulla distintività delle bottiglie e sul legame indissolubile con i territori” ha concluso l’assessore.


“Il cinghiale è un problema enorme per la sicurezza delle persone, per le coltivazioni e per il ciclo produttivo lombardo. La Regione Lombardia ha fatto quanto possibile: nei mesi scorsi abbiamo approvato una delibera con la quale diamo la possibilità agli uffici territoriali di autorizzare la caccia di selezione al cinghiale, a partire dalle zone non idonee, per tutto l’anno sull’intero territorio regionale, anche in difformità dei periodi e degli orari stabiliti per legge.È un atto forte che fa capire come la Regione voglia risolvere il problema”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia rispondendo in Consiglio regionale alla mozione relativa al contrasto a specie animali nocive e invasive, quali nutrie, cinghiali o cormorani. Le zone non idonee alla presenza del cinghiale sono l'intera pianura padana, senza soluzione di continuità, da Pavia a ovest fino a Mantova a est, l'alta pianura e le prime alture di Brianza e Insubria, le Orobie Bergamasche, Sondrio e la Valle Camonica.

“È necessario inoltre ampliare l’attività di contenimento finora riservata alla polizia provinciale e, in attività venatoria, ai cacciatori. Per questo rivolgo un ulteriore appello a tutti i parlamentari lombardi, affinché si facciano carico di una modifica legislativa nazionale che preveda il riconoscimento formale della figura dell'operatore volontario, ossia un cacciatore adeguatamente formato e abilitato che, in accordo con la Polizia provinciale, possa contribuire ad attuare i piani di contenimento. Negli ultimi 5 anni in Lombardia i cinghiali hanno causato danni all’agricoltura per 1,7 milioni di euro di rimborsi e 384 sinistri stradali” conclude Rolfi.


'La civiltà dell'acqua lombarda', ossia il progetto di Regione Lombardia e dei Consorzi di bonifica e regolazione dei laghi e delle loro associazioni nazionali (ANBI) e regionali (URBIM) per inserire le grandi opere idrauliche e irrigue lombarde nella lista del Patrimonio Mondiale, Naturale e Culturale dell'Unesco, è in attesa di essere inserito dal MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) nella lista dei siti italiani da candidare alla salvaguardia. L'importante passo per la tutela di 15 impianti idrovori, 7 manufatti irrigui, 13 fontanili e marcite e 7 ecomusei è atteso entro l'estate. ROLFI: IL KNOW HOW ACQUA LOMBARDA E' IDENTITA' DA PROTEGGERE - "Investire ancora di più sull'acqua. E' una sfida importante che possiamo vincere partendo proprio dalla nostra storia. Canali, rogge e fontanili, frutto dell'ingegno dell'uomo, che irrigano oggi 700.000 ettari di campagne - ha spiegato l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi - sono un'articolazione capillare, efficiente ed efficace che s'innerva nel territorio e hanno creato un'identità lombarda basata sull'acqua, a seguito della quale si è generata una cultura dell'utilizzo dell'acqua che altre regioni non hanno. Infatti l'acqua non è solo elemento paesaggistico, ma anche elemento chiave della storica produttività lombarda perché alimenta da secoli una delle agricolture di maggiore qualità del nostro Paese". GALLI:GRAZIE A LAVORO SVOLTO ORA AD UN PASSO DA RICONOSCIMENTO - "Siamo ormai ad uno stadio molto avanzato, grazie al lavoro che è stato svolto - ha sottolineato l'assessore regionale all'Autonomia e Cultura Stefano Bruno Galli - Quella lombarda è una storia di liquidità, perciò candidare questo grande patrimonio di acqua e ingegno all'Unesco è un omaggio alle nostre radici. Metterlo a sistema e costruirci sopra degli itinerari di senso è fondamentale, ma - ha precisato - l'auspicio è che si vada oltre il semplice riconoscimento". NON FERMARSI A MEDAGLIONE, SI REGIONALIZZI VALORIZZAZIONE SITI - "Dei 54 siti italiani nella lista Unesco - ha proseguito - ben 11 sono lombardi ma spesso questo riconoscimento si è fermato ad un cartello stradale. Serve che quello della civiltà dell'acqua non diventi il dodicesimo medaglione, ma occorre piuttosto utilizzare i siti Unesco come leva per lo sviluppo strategico economico, turistico, monumentale: questa è la vera sfida e proprio per questo abbiamo chiesto, nel pacchetto dell'autonomia, la regionalizzazione delle sovrintendenze. Giusto che la tutela dei siti resti in capo allo Stato ma la loro valorizzazione deve essere regionale". FORONI: MANUFATTI FUNZIONALI A PROTEZIONE SUOLO E SVILUPPO - "Regione Lombardia - ha spiegato l'assessore al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni - utilizza le opere idrauliche anche contro il dissesto idrogeologico e i consorzi per la programmazione della protezione del suolo. Una plurifunzionalità dei manufatti che costituisce un'articolazione ambientale che può diventare anche un volano turistico se adeguatamente valorizzato. Un contesto fino adesso inesplorato - ha concluso l'assessore - con grandi prospettive, che è dovere di Regione Lombardia proteggere, attenzionare e promuovere". 


La Regione Lombardia, nell’ambito del Piano di sviluppo rurale, ha emesso un bando da 1,6 milioni di euro rivolto alle imprese agricole lombarde, relativo all’operazione “Filiere corte”. Per filiera corta si intende un’aggregazione di imprese agricole che si organizza per vendere direttamente i propri prodotti o che si affida a un unico intermediario per raggiungere il consumatore finale. 

 

“Con queste risorse intendiamo promuovere la cooperazione tra aziende al fine di ridurre i passaggi tra produttori e consumatori. – ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia –È necessario introdurre tecnologie che facilitino la vendita attraverso la rete internet al fine di migliorare la programmazione produttiva e la concentrazione dell’offerta e sviluppare modalità di vendita e promozione che favoriscano il contatto diretto con l’acquirente finale. La Lombardia è la prima regione agricola d’Italia ed è per noi fondamentale promuovere in maniera innovativa i nostri prodotti per diffondere la nostra cultura agricola e migliorare la redditività delle aziende”.

 

Saranno finanziati progetti volti a: ridurre le fasi di intermediazione commerciale in modo da migliorare la competitività delle imprese agricole nella filiera agroalimentare e collegare maggiormente produttore agricolo e consumatore; ridurre la distanza geografica percorsa dai prodotti agroalimentari e migliorare la sostenibilità ambientale, la sicurezza, la qualità, oltre a promuovere le produzioni locali; orientare le imprese alla domanda del mercato, sviluppando modalità di vendita diretta nuove e diversificate, con lo scopo di aumentare le potenzialità di vendita.

La dotazione finanziaria dell’operazione, relativamente alle presenti disposizioni attuative, è pari a 1.600.000,00 euro Il contributo viene calcolato su un massimo di spese ammissibili pari a € 500.000,00 per progetto. Le domande possono essere presentate dal 21 marzo fino al 20 maggio 2019.


La Regione Lombardia, su proposta degli assessori Fabio Rolfi (Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi) e Massimo Sertori (Enti Locali, Montagna e Piccoli Comuni) ha approvato questa mattina uno stanziamento da 192 mila euro per le attività svolte dai corpi o servizi della vigilanza ittico-venatoria delle province a supporto delle funzioni di competenza regionale.

Saranno erogati 117mila euro per il recupero della fauna selvatica deceduta a seguito di incidenti stradali, con trasporto presso i centri lavorazione selvaggina per i capi giudicati commestibili dalle autorità veterinarie o, in caso contrario, presso l’Istituto Zooprofilattico o presso punti di stoccaggio carcasse. Altri 65mila euro saranno destinati al recupero della fauna selvatica ferita o in difficoltà e 10mila euro andranno alla Provincia di Brescia la gestione degli incubatoi ittici.

“Siamo concretamente vicini alle Province, in carenza di risorse economiche e umane nella gestione di queste iniziative” ha dichiarato Rolfi. “Si tratta di un finanziamento che consente di svolgere attività importanti anche sotto il profilo sanitario”.

"Con questa misura si conferma anche per il 2019 lo stanziamento di risorse alle amministrazioni provinciali – ha aggiunto Sertori - nelle attività in materia di caccia e ittiogeniche e soprattutto di recupero di animali morti e carcasse di selvaggina. Forniremo loro strumenti necessari per assicurare la massima collaborazione anche con gli uffici territoriali regionali che gestiscono al loro interno le attività relative all’agricoltura, caccia e pesca.

“Anche nella gestione di queste attività, ancora una volta si capisce quanto sia prezioso e fondamentale il lavoro delle Province” concludono i due assessori.

Le risorse saranno così ripartite:
Provincia di Bergamo 45.378,05 euro
Provincia di Brescia 49.585,55 euro
Provincia di Lecco 18.269,99 euro
Provincia di Lodi 1.433,04 euro
Città metropolitana di Milano 6.075,90 euro
Provincia di Como 19.410,61 euro
Provincia di Varese 14.437,90 euro
Provincia di Monza e Brianza 713,76 euro
Provincia di Pavia 26.432,41 euro
Provincia di Cremona 8.319,03 euro
Provincia di Mantova 1.943,76 euro


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