Fabio Rolfi

23
Nov2017


Presidente Rolfi (Lega Nord): Prevedere anche percorsi di cura presso le comunità terapeutiche

Secondo di dati forniti dalla DG Welfare di Regione Lombardia nel 2016 sono stati 2.734 i giocatori patologici presi in carico, per un totale di oltre 41mila prestazioni di carattere sanitario, psico-sociale ed educativo. Il quadro è emerso oggi durante l’audizione in Commissione Sanità, presieduta da Fabio Rolfi (Lega Nord), in merito al Piano Ludopatia.
Secondo quanto riportato dall’assessore regionale al Territorio, Viviana Beccalossi, i terminali per le Video, Lottery installati sono 9.808 inn765 sale gioco, mentre le newslot operative sono oltre 62mila, dislocate in 12.114 esercizi: rispetto al 2015 si registra un calo del 9,3%, per le newslot, mentre gli esercizi sono calati del 2,5%.

Un quadro che è servito per capire il piano d’azione di Regione Lombardia e le modalità di finanziamento delle iniziative di contrasto al Gioco d’azzardo patologico (GAP). Prevenzione e presa in carico sono i due fronti su cui l’azione regionale tende. “Crediamo – ha dichiarato Fabio Rolfi - che Regione Lombardia debba continuare a essere innovatrice e attenta agli aspetti di cura della ludopatia, che è una forma di dipendenza. In tale senso sollecitiamo l’amministrazione regionale a valutare la possibilità di prevedere anche percorsi di cura di natura residenziale. In tanti casi, infatti, il soggetto affetto da GAP deve essere assolutamente isolato dal contesto familiare e lavorativo che rischia anche di distruggere dal punto di vista affettivo ed economico. Oggi questa possibilità in Lombardia è preclusa. Per questo chiediamo che venga normato tale tipo di intervento affinché il qualificato patrimonio professionale delle comunità terapeutiche, molte anche di derivazione ecclesiale, possa offrire il suo apporto nella cura di tali soggetti”.

23
Nov2017

 

Fabio Rolfi: Vittoria lombarda, lotta a ludopatia resta priorità

Milano, 7 settembre. “Si tratta di una vittoria soprattutto lombarda, considerato che la nostra Regione è stata la capofila nella regolamentazione del gioco d’azzardo”. Lo afferma Fabio Rolfi, Presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali del Pirellone e relatore della legge regionale di contrasto alla ludopatia, circa l’intesa raggiunta in conferenza unificata.

“La nostra Legge – afferma Rolfi – è salva, ma soprattutto è salvo il principio importantissimo in essa contenuto: gli enti locali devono essere attori e protagonisti delle regole sul gioco d’azzardo. L’impegno di tutti, dagli attori istituzionali del territorio, passando per le associazioni, è stato fondamentale nel respingere l’assalto centralista. Adesso non dobbiamo abbassare la guardia e si deve continuare a tenere alta l’attenzione sul fenomeno; bisogna ridurre ulteriormente il numero dei punti gioco, nell’ottica di un superamento della vecchia mentalità di un gioco d’azzardo dislocato praticamente ovunque.

Questa è la strada tracciata da Regione Lombardia, ed è la sola percorribile per riuscire a diminuire progressivamente il numero dei giocatori potenzialmente a rischio di dipendenza. Arrivare a debellare la piaga moderna della ludopatia, che ha messo sul lastrico migliaia di famiglie – conclude Rolfi – resta una nostra priorità.”

23
Nov2017

Gioco d’azzardo: la fregatura di Renzi

 

Il Premier Renzi aveva promesso di togliere le slot machine da bar e tabaccai. E così sarà. Peccato che le stesse escono dalla porta per poi rientrare dalla finestra.

Il piano del Governo, al vaglio della Conferenza Stato-Regioni, prevede infatti la cancellazione di ben 133.000 macchinette dai negozi di vicinato dove, causa latitanza o complicità dello Stato, si è assistito ad una vera e propria proliferazione, che ha favorito l’ormai diffuso fenomeno della dipendenza patologica da gioco d’azzardo.

Allo stesso tempo però il legislatore romano, da sempre molto sensibile alle istanze delle lobby del gioco, è riuscito a partorire qualcosa di veramente originale: la doppia classificazione dei punti di accesso al gioco.

E così avremo una speciale “classe A”, con sale certificate dotate di standard architettonici, controllo all’ingresso e videosorveglianza che, in virtù di queste peculiarità, potranno eludere norme e regole territoriali su restrizioni e distanze minime dai luoghi sensibili, godendo quindi di una sorta di patente statale. Ci sarà poi una classe B, che invece dovrà sottostare alle regole degli Enti Locali.

In poche parole un sistema ben congegnato per far saltare tutto l’impianto delle regole pianificato a livello territoriale da regioni e comuni, che si erano posti lo scrupolo di arginare lo straripante dilagare della ludopatia. Lo Stato quindi non solo guarda colpevolmente dall’altra parte ma fa un favore a certi interessi forti, anche perché tanto i costi sociali del fenomeno sono a carico delle autonomie territoriali.

Un vero colpo di teatro. Il giullare fiorentino ha fatto finta di accogliere le istanze del vasto mondo del “NO SLOT” (associazioni, famiglie, comuni), cancellando un po’ di macchinette da bar e tabaccherie, ma nel contempo ha eliminato tutti i vincoli territoriali esistenti, come quelli previsti dalla legge della Lombardia, di cui mi onoro di esserne stato relatore. Proprio quelle regole che, per intenderci, hanno consentito negli ultimi tempi di ridurre l’avanzamento del settore, limitando quindi nuove apertura. Una situazione che chiaramente ha dato molto fastidio alle lobby del gioco, e naturalmente ai loro amici a Roma.

Siamo alle solite: si è trovato un modo per far credere di cambiare le cose, anche se in realtà nulla cambia. Del resto purtroppo siamo nel Paese delle chiacchiere, dove la nazionale di calcio è sponsorizzata proprio dal gioco d’azzardo

23
Nov2017

Fabio Rolfi: Altra bufala di Renzi, regalo alle lobby del gioco

Milano 17 novembre. “Tra le tante promesse referendarie, Renzi aveva annunciato di togliere le slot da bar e tabaccherie. In realtà le macchinette tolte, e alla fine vedremo quante, usciranno dalla porta per rientrare dalla finestra; una vera e propria presa in giro dei malati, delle loro famiglie e di tutti coloro ogni giorno si battono contro questa nuova dipendenza.” Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia e relatore della Legge regionale sul gioco d'azzardo, Fabio Rolfi.

“L'idea del Governo Renzi – spiega Rolfi – della doppia classificazioni in sale A, dotate di determinati standard e che potrebbero bypassare tutte le leggi e i regolamenti locali (comprese le distanze di sicurezza dai luoghi sensibili) e in sale B, che invece devono soggiacere a queste limitazioni, rappresenta un grande regalo alle lobby delle slot. In un colpo solo si farebbero decadere tutte le norme di regioni e comuni, che con il loro operato hanno limitato la diffusione incontrastata delle slot e delle sale gioco.”

“Questo ennesimo regalo, capace di depotenziare per sempre l'azione regolativa degli Enti locali, è proprio ciò che il mondo delle lobby del gioco ha sempre chiesto, un dono gradito, per il quale sono ben disposti a rinunciare alle slot machine che rendono meno, magari quelle più antiquate, che oggi stanno nei bar e nei tabaccai.”

“Si tratta dell'ennesima bufala targata Renzi, una presa in giro alla faccia di malati, famiglie distrutte dalla ludopatia, comitati e associazioni che si sono mobilitati in raccolte firme ed iniziative di sensibilizzazione, il tutto per giungere ad una regolamentazione più stringente del gioco. Come se non bastasse ci si fa beffe – conclude Rolfi – delle comunità locali e dei sindaci ancora una volta.”

23
Nov2017

 

"Grazie alla nostra legge regionale, dal 2013, le slot machine in Lombardia sono calate di 7936 unità, per l'obbligo di distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili e per le azioni avviate dai sindaci." Così Fabio Rolfi, vice capogruppo della Lega Nord al Pirellone, rispondendo alle critiche mosse dall'associazione gestori slot. 

"Utilizzare i dati delle persone in cura per giudicare l'efficacia nostra legge - prosegue Rolfi - è fuorviante perché la presa di coscienza pubblica del problema sta avvenendo solo ora. Il fatto che più persone di un tempo chiedano aiuto significa che le nostre campagne hanno fatto breccia; anche questo era uno degli obiettivi della norma."
 

"Ai signori del gioco - conclude Rolfi - chiedo di seminare meno fumo e contribuire con noi a costruire una legislazione più giusta e attenta al contrasto della dipendenza, anziché pensare unicamente al denaro."

 

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Fabio Rolfi

Nato a Brescia nel 1977 e residente a Brescia, è laureato in Economia. Svolge attività di consulente finanziario e attualmente è vice capogruppo Lega Nord Lega Lombarda in Regione Lombardia e da maggio 2016 Presidente della Commissione Sanità e politiche sociali.
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