Fabio Rolfi

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28
Nov2017

Riforma sanitaria e Università, legge approvata al Pirellone. Rolfi: 'Università di Brescia punto di riferimento per Lombardia orientale'

Milano, 28 novembre. Approvata dal Consiglio regionale Legge di evoluzione del sistema socio-sanitario, inerente i rapporti fra la Regione e le Università Medicina e Chirurgia per lo svolgimento di attività assistenziali, formative e di ricerca. Nel merito è intervenuto il Presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali del Pirellone, Fabio Rolfi.

“Abbiamo approvato oggi – spiega Rolfi – la quarta parte della Riforma della Sanità. Nello specifico la legge odierna disciplina i rapporti fra mondo sanitario e università, innovando in profondità la normativa vigente in aspetti molto importanti. In primis si pongono le basi per la costruzione delle reti universitarie, finalizzate a dare uniformità di opportunità di formazione e di esercizio per gli specializzandi. In secondo luogo abbiamo voluto sancire la possibilità di dare agli stessi specializzandi, che operano nei reparti dei nostri ospedali, maggiore autonomia progressiva. Si tratta di due punti importanti, che caratterizzano una legge, frutto di un lavoro intenso in Commissione, che rappresenta un’opportunità importante, specialmente per la nostra Università di Brescia, che da oggi ha la possibilità di costruire una rete formale con i territori di Cremona e Mantova, diventando di fatto sempre più università punto di riferimento per la Lombardia orientale. In questo senso è bene specificare come la definizione geografica delle reti spetterà alla Giunta; è mia intenzione presidiare questo passaggio affinché l’opportunità contenuta nella legge venga effettivamente colta, per dare anche formalmente alla nostra facoltà un ambito di lavoro ampio, potendo contare su più sedi ospedaliere e quindi più luoghi di formazione sul campo ed esercitazione per gli studenti di specializzazione. Restano sul tavolo dei nodi importanti da sciogliere, che però sono di carattere nazionale. In primo luogo l’insufficiente numero di borse per specializzandi e di formazione post-universitaria, riconosciute alla Lombardia, integrate in questi anni da un numero crescente di borse regionali. Per dare una cifra, la Regione è arrivata ad offrirne 50, partendo da 30. Su questo punto occorre pretendere più autonomia e non a caso la programmazione delle borse di studio è proprio uno dei punti inseriti nella trattativa che stiamo portando avanti con lo Stato centrale a seguito del referendum. Altra questione di carattere nazionale è proprio quella concernente l’inadeguatezza normativa sull’autonomia progressiva degli specializzandi, sulla quale con questa legge abbiamo voluto mettere un po’ di ordine – chiosa Rolfi – nell’ambito comunque di norme statali che sono ancora oggi risultano discriminanti e andrebbero riviste.”

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Fabio Rolfi

Nato a Brescia nel 1977 e residente a Brescia, è laureato in Economia. Svolge attività di consulente finanziario e attualmente è vice capogruppo Lega Nord Lega Lombarda in Regione Lombardia e da maggio 2016 Presidente della Commissione Sanità e politiche sociali.
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