Fabio Rolfi

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20
Lug2017

Lettera al direttore in risposta al Presidente di Autismando

Egregio Direttore,

sono a scriverle per rispondere alla lettera di Presidente di Autismando, Giovanni Zampiceni, che sul suo giornale ha voluto fare appello a Regione Lombardia. Non voglio arrogarmi il diritto di parlare a nome di tutta l’istituzione, ma posso fornire comunque la mia interpretazione dei fatti. 

Come è stato correttamente ricordato le sperimentazioni in tema di autismo sono fortemente innovative, pensiamo, fra le altre, al Centro Faroni di Brescia, dove si pratica la presa in carico precoce del bambino con disturbi dello spettro autistico, fondamentale per favorire il recupero della abilità e un successivo inserimento nella vita quotidiana. Bisogna però dire che queste sperimentazioni sono possibili anche grazie alla sensibilità e all’impegno economico di Regione Lombardia. Si tratta di progetti fondamentali, che proseguono e saranno messi a sistema nei modi e nei tempi opportuni. Certamente, e questo deve essere un punto fermo, è importante garantire la continuità del servizio, cosa che nei fatti sta avvenendo.

Per quanto riguarda il tema sollevato riguardante le ore degli assistenti ad personam è bene sottolineare alcune premesse. La Regione ha dovuto farsi carico delle competenze perché le Province sono ridotte al collasso a causa dei tagli operati dal Governo nazionale e per colpa della sciagurata Legge Delrio. Per questo motivo, lo scorso anno, la Città metropolitana di Milano rischiava di veder saltare il servizio del trasporto scolastico dei disabili sensoriali; furono proprio le associazioni a sollecitare l’intervento diretto di Regione Lombardia, che ha ora il compito di garantire un’omogeneità di trattamento su tutto il territorio regionale.

La nostra istituzione ha infatti ripreso la competenza dei servizi per l'inclusione scolastica degli studenti disabili che frequentano gli istituti secondari di secondo grado. Lo ha fatto per assicurare condizioni uguali e certe a tutti i ragazzi su tutto il territorio, garantendo risorse proprie e per riconoscere il diritto e la dignità delle persone in un momento in cui i finanziamenti dello Stato non sono ancora definiti.

I livelli di intervento, con le relative ore, di cui scriveva Zampiceni, servono appunto a dare un criterio uniforme per tutta la Regione. A questo proposito ci risulta che in molte Province le ore riconosciute fossero mediamente inferiori a quelle citate. Inoltre, come effettivamente specificato, per le disabilità complesse e per casi gravi è sempre possibile riconoscere un monte ore aggiuntivo, possibilità espressamente prevista dalle linee guida. Predeterminare a priori che questo monte ore sia inferiore nel suo complesso a quello storicamente attribuito credo sia sbagliato; verifichiamolo sul campo, perché la nostra intenzione è invece quella di non alterare i servizi consolidati, ma anzi incrementarli dal punto di vista della qualità, gestendo al meglio una fase di ridefinizione dei servizi, che non abbiamo voluto ma che dobbiamo necessariamente gestire. 

Comprendo quindi le preoccupazioni espresse, ma ritengo sia necessario fugare ogni dubbio: in totale le risorse stanziate dalla Lombardia, da sommarsi a quelle che attendiamo dal Governo nazionale, sono almeno pari a quanto speso dalle Province negli anni precedenti. Non ci saranno tagli, perché la Lombardia si è impegnata a “prendersi cura” delle ragazze e dei ragazzi disabili che frequentano le scuole superiori. Ringrazio il Presidente Zampiceni per aver sollevato un tema importante e spero di essere stato esaustivo nel rispondere. A questo proposito vorrei confermare la mia totale disponibilità ad un confronto ulteriore, per altri approfondimenti qualora fosse necessario. La Lombardia, pur con le difficoltà del momento, ha sempre cercato di non lasciare indietro nessuno, nonostante non sempre lo Stato abbia reso le cose facili. Invito infine ad approcciarsi con fiducia al cambiamento e voglio ricordare che in questo percorso abbiamo anche tutelato le particolarità di alcune eccellenze erogative, difficilmente inquadrabili nelle linee guida, come ad esempio la Fondazione Audiofonetica di Brescia. È il segno che il tradizionale impegno bresciano ai ragazzi in difficoltà ha avuto, e continuerà ad avere, l'attenzione che merita.

Fabio Rolfi

Presidente Commissione Sanità e Politiche sociali

Regione Lombardia

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Fabio Rolfi

Nato a Brescia nel 1977 e residente a Brescia, è laureato in Economia. Svolge attività di consulente finanziario e attualmente è vice capogruppo Lega Nord Lega Lombarda in Regione Lombardia e da maggio 2016 Presidente della Commissione Sanità e politiche sociali.
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