Fabio Rolfi

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08
Feb2017

Brescia, Si al controllo del vicinato

Si stanno diffondendo in tanti paesi ed anche in alcune città a noi vicine esperienze di partecipazione attiva dei cittadini nel controllo del territorio. Una volte si parlava di ronde, con tutto il portato politico ed ideologico che caratterizzava la proposta.

Ora, in modo certamente apartitico ed anche più sostenibile, oltre che più compatibile con l’ordinamento giuridico vigente che assegna allo Stato ed alle sue articolazioni locali il compito operativo del controllo del territorio, prende piede invece un'iniziativa che sta suscitando interesse e partecipazione trasversale. Si tratta di auto organizzazione libera di cittadini residenti in una medesima via o quartiere che mediante modalità diverse, che spaziano dall’utilizzo delle più comuni chat o altri metodi di socializzazione, attivano una sorta di controllo comunitario sui luoghi pubblici della zona, condividendo segnalazioni ed anche nozioni di sicurezza primaria. In sostanza una forma moderna di controllo di vicinato, come si faceva spontaneamente anni fa nei nostri paesi e nei nostri quartieri, quando le relazioni sociali erano più intense, quando c’era meno individualismo, quando in poche parole ci si occupava ancora dell’altro.

Ritengo che questa forma nuova se vogliamo di volontariato civico anti degrado e che intende contribuire alla sicurezza delle nostra comunità di quartiere in stretto raccordo con le forze di polizia sia una realtà da favorire, valorizzare e in un certo qual modo, nel rispetto dell’indipendenza del volontariato, coordinare nell’interesse della città.

Penso alla nostra città, articolata in oltre 30 quartieri quotidianamente alle prese con atti di degrado e furti negli appartamenti. In questo contesto formare, coinvolgere ed educare i cittadini che vivono e lavorano all’interno di questo comunità alla sicurezza urbana, all’attenzione verso gli spazi pubblici ed alla sorveglianza attiva, in raccordo con le forze dell’ordine, credo rappresenti un investimento utile, senz’altro non dannoso, per la sicurezza pubblica.

Non da ultimo, si tratta di uno sforzo utile nella direzione di rafforzare quella rete di relazioni civiche che costituiscono, da sempre, i nostri quartieri grazie all’impegno di tanti cittadini residenti nei più diversi contesti sociali di cui sono espressione i nostri quartieri, dall’ambito solidaristico a quello sportivo o culturale. Perché no quindi anche un ambito di partecipazione che si pone l’obiettivo di favorire la sicurezza urbana senza pretendere prerogative che sono proprie delle forze di polizia ma promuovendo con forza quello che è il compito proprio dei cittadini: segnalare ed interessarsi della cosa pubblica. Del resto il lavoro stesso delle forze dell’ordine si basa anche su segnalazioni e segnalatori.

Peccato notare che mentre questa iniziativa trova il supporto bipartisan da parte di amministrazioni comunali di varie estrazione politica che nella nostra provincia hanno favorito la diffusione del controllo di vicinato, ciò non avviene nella nostra città. Come al solito prevale la visione ideologica ed anche un po’ naif verso il problema sicurezza, come se questo non esistesse. Da parte nostra invece un deciso SI al controllo del vicinato ed a tutti coloro vogliano impegnarsi per la sicurezza della propria città.

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Fabio Rolfi

Nato a Brescia nel 1977 e residente a Brescia, è laureato in Economia. Svolge attività di consulente finanziario e attualmente è vice capogruppo Lega Nord Lega Lombarda in Regione Lombardia e da maggio 2016 Presidente della Commissione Sanità e politiche sociali.
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