Fabio Rolfi

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24
Gen2017

Rilanciamo via Milano, ma facciamolo davvero!

Rilanciamo via Milano, ma facciamolo davvero! www.quibrescia.it

Qualsiasi interesse o progetto per via Milano è certamente buona cosa. Questo “pezzo” di Città infatti vive da tempo un periodo di difficoltà cronica. Ha perso il suo appeal commerciale e residenziale e nessuno, salvo qualche coraggioso tentativo dell’ultima ora, vuole investirci, fatta eccezione per alcuni negozi etnici, ne tanto meno usufruisce dell’ampia disponibilità di alloggi in vendita o in affitto. Così come stentano a decollare i piani urbanistici previsti, che fra l’altro andrebbero ad aumentare ulteriormente la disponibilità delle case sfitte. Ben venga quindi il progetto comunale “Oltre la strada”, che si pone l’ambizioso progetto del rilancio della via, usufruendo anche dei fondi del ‘Piano periferie’ del Governo, che ha finanziato per 18 milioni di euro gli interventi previsti in questo piano. Nonostante la buona volontà però, non posso fare a meno di mettere l’accento su due debolezze di fondo.  Andando per ordine la prima di queste è rappresentata dalla struttura stessa del piano. Trattasi infatti di un collage di molti interventi, sia pubblici che privati, di per sé anche condivisibili, ma comunque privi del collante per un progetto comune, carenti di definizione strategica, in cui si stenta a scorgere una visione di ampio respiro. In altri termini il piano lascia aperti diversi interrogativi: cosa si vuole che diventi via Milano? Quale funzione dovrà svolgere la via nel futuro dalla Città? Domande che richiedono una risposta, al momento assente. C’è poi la seconda debolezza, che è rappresentata da un eccesso di interventi relativi al cosiddetto housing sociale. Di per sé ciò non rappresenterebbe un elemento negativo, ma lo diventa se si calcola di allocarli tutti in una zona che sconta già un serio problema di concentrazione di disagio sociale. Non sarebbe quindi meglio evitare l’appesantimento e trovare soluzioni più idonee ad una vera rigenerazione sociale, prima ancora che urbana, dell’area? Queste sono le ragioni principali per cui crediamo che il piano “Oltre la strada” vada rivisto, anche per evitare di commettere gli stessi errori del passato. Occorre soprattutto individuare la funzione volano in grado di dare attrattività ed appetibilità alla via, invertendo così la fuga delle attività economiche e incentivando il ritorno delle residenzialità italiane, fenomeni dovuti senz’altro a tanti fattori, tra cui la viabilità congestionata e l’inquinamento, ma soprattutto anche all’ormai invadente concentrazione etnica. Da qui l’idea di replicare la lungimirante azione di risanamento del Carmine, avvenuta più che sulla base di incentivi edilizi grazie all’azione rigeneratrice dell’università. Il trasferimento della facoltà di Giurisprudenza da Mompiano al cuore del quarterie storico della città ha favorito, come sappiamo, nuovi flussi di persone, vitalità sociale, la rinascita commerciale di attività economiche e di supporto agli studenti. Si sono creati i prerequisiti per un mix sociale ed economico in una zona che rischiava di essere compromessa per sempre. Quell’esperienza può essere d’esempio e si potrebbe immaginare che la futura facoltà di Agraria, annunciata dal nuovo rettore Tira, possa trovare la sua collocazione proprio in via Milano, dove certamente gli spazi non mancano, generando così lo stesso effetto avuto al Carmine. Un piano di recupero, che si pone l’obiettivo della vera rigenerazione (non la semplice ristrutturazione di qualche immobile), con investimenti ingenti, deve dotarsi di obiettivi ambiziosi, altrimenti rischia di avere solamente un effetto di facciata,  ma soprattutto di non essere un vero piano di recupero.

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Fabio Rolfi

Nato a Brescia nel 1977 e residente a Brescia, è laureato in Economia. Svolge attività di consulente finanziario e attualmente è vice capogruppo Lega Nord Lega Lombarda in Regione Lombardia e da maggio 2016 Presidente della Commissione Sanità e politiche sociali.
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