Fabio Rolfi

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23
Ago2013

La Polizia locale non va de-rolfizzata

Lettera pubblicata dal Corriere della sera in data 21/08/2013

Ho letto con interesse l'editoriale pubblicato sul Corriere in data 17 agosto a firma del prof. Carlo Alberto Romano sul tema del ruolo della polizia locale. L'editoriale parla dell'opera di «de-rolfizzazione» della polizia locale cittadina che secondo la stampa il nuovo sindaco intenderebbe operare. Non credo ci sia tale necessità, perché non c'è mai stata nessuna «rolfizzazione» della nostra polizia locale. Uomini e donne preparati hanno applicato la legge al di là dell'assessore di turno. Io ho semplicemente modificato un regolamento di polizia urbana, rendendolo più idoneo ai tempi e ai problemi della Città di oggi, attuato gli strumenti che, per un tempo breve ahimè, il legislatore ha messo a disposizione dei Comuni e allo stesso tempo migliorato la strumentazione logistica e operativa per rendere più efficace l'azione di prevenzione e contrasto. È vero, ho cercato di rafforzare la collaborazione interforze che ha valorizzato il ruolo, ineluttabile oggi, della polizia locale nell'azione repressiva contro i reati ascrivibiIi alla così detta sicurezza urbana e che ha comportato qualche riorganizzazione intema per dare spazio a servizi specialistici. Da ciò è derivato un più articolato e qualificato impegno nel contrasto delio spaccio di droga, dell'immigrazione clandestina e contro ¡o sfruttamento della medesima nelle varie forme che conosciamo, nel contrasto dei furti, delle truffe agli anziani etc.. Si sono moltiplicati arresti, sgomberi, indagini a volte coordinati e affidate dalla stessa autorità giudiziaria, spesso in collaborazione proficua con le forze di polizia che usufruiscono delle strumentazioni e delle professionalità cresciute nella polizia locale di Brescia. Ora occorre capire se il processo di cancellazione di tutto ciò che è stato fatto prima «dalla peggior giunta del dopoguerra» come ama dichiarare il neo sindaco, (opera silenziosamente avviata..), servirà per, come fa intendere Romano, occupare la Polizia Locale principalmente di «sicurezza percepita» attraverso la lotta alle inciviltà urbane. Impegno sicuramente gradito ed affrontato anche in passato, ma la sicurezza in una Città complessa e in perenne trasformazione sodale come Brescia non può essere ridotta unicamente alla lotta alle «inciviltà». E' una lettura riduttiva e semplicistica. I tantissimi furti nelle case dei bresciani, lo spaccio e gli altri reati non sono «percepiti» ma reali. L'azione della polizia locale oggi non può essere ridotta nè semplicemente relegata a una funzione meramente educativa (perche gli ex vigili non possono improvvisarsi catechisti) nè a una questione di mera rivincita politica. Immaginare che per fare un dispetto a un avversario politico si possano riportare le lancette dell'orologio indietro nei decenni è pura immaturità politica e anche un enorme sbaglio perche si rischia di essere sepolti dai problemi che la città esprime che non cambiano al modificarsi delle giunte comunali (e la cronaca dei giornali locali e' la testimonianza più evidente). Che piaccia o no ormai la polizia locale è parte integrante del comparto sicurezza e di questo il sindaco deve prendere atto. In alternativa, nel tempo, sarà la Città a richiamarlo alle sue oggettive responsabilità.

Fabio Rolfi

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Fabio Rolfi

Nato a Brescia nel 1977 e residente a Brescia, è laureato in Economia. Svolge attività di consulente finanziario e attualmente è vice capogruppo Lega Nord Lega Lombarda in Regione Lombardia e da maggio 2016 Presidente della Commissione Sanità e politiche sociali.
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