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Sciopero Volontari Vigili del Fuoco bresciani, Rolfi: “Basta considerare i volontari come operatori di serie B, regionalizzare il Corpo”

Fabio Rolfi: “Basta considerare i volontari come operatori di serie B, regionalizzare il Corpo”
 
7 febbraio - “Esprimo massima solidarietà ai Vigili del fuoco volontari bresciani e ritengo che le ragioni di questo sciopero siano sacrosante e fondate.” Lo afferma Fabio Rolfi, consigliere regionale uscente del Carroccio, candidato per le elezioni del prossimo 4 marzo e primo firmatario della Legge di Regione Lombardia per la promozione e la valorizzazione del Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari.
 
“Il caso denunciato – prosegue l’esponente della Lega – risulta emblematico e dimostra ancora una volta come i volontari vengano spesso considerati come pompieri di serie B, quando invece, nella realtà dei fatti svolgono le stesse identiche mansioni e corrono i medesimi rischi dei permanenti.
Regione Lombardia, proprio per marcare questa identicità, ha approvato una Legge, di cui sono stato primo firmatario, per valorizzare questo corpo, mettendo a disposizione risorse specifiche per le attrezzature. È inaccettabile la scarsità di materiale idoneo alla protezione, spesso risultato come dismesso dai permanenti, ed occorre richiamare l’attenzione sulla necessità inderogabile di garantire la sicurezza a chi, per passione e senso civico, rischia parecchio prestando servizio per il suo territorio. Vanno integrate le scarse risorse che lo Stato centrale, menefreghista e ingrato, mette attualmente a disposizione. Da parte mia posso assicurare che è mia intenzione impegnarmi perché là Regioni continui a finanziare la Legge approvata, integrando con ulteriori fondi quanto già fatto in questi mesi.
Occorre ricordare come i distaccamenti dei volontari in molti casi siano nati ben prima dell’esistenza dei permanenti e come, ancora oggi, siano gli unici in grado di servire certe zone periferiche dei territorio, come ad esempio l’alta montagna. Per come stanno le cose ritengo che l’unico modo concreto per risolvere i troppi problemi causati dalla gestione statale del Corpo sia quello di attuare quanto sosteniamo da tempo ormai: procedere ad una piena regionalizzazione dei volontari, sul modello di quanto avviene in Trentino. Siamo certi – conclude Fabio Rolfi – che sotto la guida della Regione si avrebbe una gestione più attenta e certamente migliore.”

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