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Proposta di legge, Codice identificativo case vacanze. Rolfi: “Settore fuori controllo, necessario tutelare operatori onesti”

Milano, 9 gennaio. Illustrato oggi in Commissione Attività Produttive del Pirellone Progetto di legge della Lega Nord, unificato con un testo analogo, per l’introduzione del Codice identificativo di riferimento (CIR) per le case vacanze, al fine di contrastare il fenomeno dell’abusivismo. Nel merito è intervenuto il relatore e vice capogruppo del Carroccio, Fabio Rolfi. 

“Questo testo – spiega Rolfi – punta ad introdurre un Codice Identificativo di Riferimento per le case vacanze. I numeri parrebbero delineare una realtà ormai fuori controllo: stando a quanto risulta dai rilevamenti della Regione, alla fine del 2017, sarebbero presenti 3.473 alloggi censiti e registrati, adibiti agli affitti per brevi periodi; una cifra che confligge pesantemente con i dati in possesso di Federalberghi, che ad aprile 2017 avrebbe contato oltre 25.000 alloggi presenti solo sul noto portale AirBnB.

L’esigenza di questa legge nasce quindi dalla gran mole di sommerso in questo settore emergente, rispetto alle case regolarmente denunciate, il ché si concretizza con l’esistenza di una forte concorrenza sleale verso gli altri operatori turistici, come bed and breakfast, alberghi ma anche nei riguardi di coloro che affittano le abitazioni alla luce del sole, pagando le tasse dovute. Questo Progetto di Legge, in linea con la norma sul Turismo, nasce proprio per contrastare l’abusivismo, dando strumenti concreti di controllo ai sindaci e alla Polizia locale, per tutelare quindi gli imprenditori onesti e per promuovere l’accoglienza nel rispetto delle regole.

Il testo definitivo dovrebbe venire approvato dalla Commissione nella giornata di giovedì, per poi giungere all’attenzione dell’Aula la prossima settimana. Abbiamo voluto raccogliere le istanze provenienti dalla gran parte delle associazioni di categoria rappresentative del turismo lombardo, a testimonianza del nostro impegno nei confronti di chi fa impresa, per difendere il lavoro serio e onesto oltre che il sacrificio degli operatori del settore, dando strumenti operativi di controllo – conclude Rolfi – agli enti locali.”


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