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Avicoltura, al vaglio un piano regionale per sostenere il comparto

“Abbiamo promosso un tavolo regionale con i rappresentanti del mondo avicolo per elaborare iniziative in favore delle aziende colpite dal problema dell’aviaria”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi che stamattina ha presieduto il tavolo. Il settore avicolo in Lombardia comprende 2.139 allevamenti con circa 31 milioni di capi.

“Abbiamo avviato il monitoraggio della fauna selvatica per verificare la dislocazione degli esemplari vettori della malattia, come gli uccelli acquatici, e avere una mappatura delle zone a rischio. Questo permetterà di evitare gli errori del passato e di programmare bene gli interventi. Abbiamo riscontrato la necessità di una campagna informativa in sostegno alla bontà di un settore che in Lombardia produce il 106% del fabbisogno ed è dunque votato all’export e che ha un utilizzo di antibiotici inferiore dell’80% rispetto alla media europea. Intendiamo tranquillizzare il consumatore e fornire giuste notizie sull’alta qualità carne avicola lombarda. Promuoveremo come Lombardia una rete tra le Regioni per intraprendere azioni comuni e fare massa critica sul ministero per interventi in caso di necessità. Siamo pronti anche a garantire risorse e a promuovere una modifica al PSR per incentivare interventi strutturali in aree a rischio e garantire la biosicurezza” ha aggiunto l’assessore.

 “Siamo in attesa del decreto ministeriale in attuazione del dl 102/04 che potrebbe rappresentare una iniezione di risorse in sostegno alle aziende colpite in maniera indiretta. In quel caso la Regione è pronta a mettere risorse proprie per aiutare un settore che è il fiore all’occhiello della produzione zootecnica lombarda e in cui la nostra regione è leader nazionale. Intendo sollecitare il futuro ministro affinché sia parte attiva in Europa ed accelerare le procedure di riconoscimento dei danni indiretti e garantire risorse alle aziende danneggiate. Siamo in attesa di risposte europee che devono essere più celeri. Su questo il governo deve darsi una mossa” conclude Rolfi.


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