Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento ne acconsenti l'uso.

Approvo

Blog

Milano, 17 gennaio. Approvata oggi dall’Aula del Pirellone legge che introduce il Codice Identificativo di Riferimento (CIR) per le case vacanze. Nel merito è intervenuto il propositore e relatore del provvedimento, Fabio Rolfi, vice capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale.

“Esprimo soddisfazione per l’approvazione di questa nuova legge regionale – spiega Rolfi – che serve a introdurre il CIR, e quindi a fornire uno strumento di controllo agli enti locali, per renderli in grado di porre un freno al fenomeno incontrollato dell’abusivismo nel settore delle case vacanze. La concorrenza sleale generata verso albergatori, gestori di Bed and Breakfast ma anche nei confronti di coloro che affittano le case alla luce del sole, sta generando un forte squilibrio in questo mercato. I numeri infatti dipingono una realtà fuori controllo: per Federalberghi le case affittate in nero ad aprile 2017, sul solo portale AirBnB, sarebbero oltre 22.000 in Lombardia.

Questa legge nasce dalle istanze espresse dalla gran parte dei rappresentanti di categoria e punta a tutelare i tanti imprenditori onesti, per riemergere il sommerso e, in linea con la norma sul turismo, per promuovere l’accoglienza corretta nella nostra Regione. Anche a fine legislatura – conclude Fabio Rolfi – la Lombardia dimostra il suo impegno costante nei riguardi di chi fa impresa e porta ricchezza al nostro territorio.”  


Milano, 30 novembre. “La Giunta regionale ha messo a disposizione 730 mila euro per la realizzazione di forme di aggregazione giovanile nell’ambito degli oratori lombardi, col contributo del Fondo Nazionale Politiche Giovanili.” Così Fabio Rolfi, Presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali del Pirellone.

“Prosegue l’iniziativa della Lombardia – spiega Rolfi – già sperimentata con successo negli ultimi anni, per la realizzazione di forme di aggregazione presso gli oltre 2300 oratori lombardi. Sono state messe a disposizione risorse per 730 mila euro, di cui 550 mila provenienti dalle casse della Regione e 179 mila a carico del Fondo Nazionale Politiche giovanili. Questi soldi  serviranno a sostenere 210 ragazzi, di età compresa fra i 20 e i 30 anni, in possesso del diploma di scuola media superiore, che svolgeranno la funzione di animatori presso gli oratori lombardi; la durata del progetto andrà dal primo giugno 2018 al 31 agosto 2019.

Quello del mondo oratoriale costituisce un valore aggiunto di grandissima importanza e la Lombardia ha dimostrato, anno dopo anno, la propria vicinanza con un sostegno concreto per una galassia che svolge una funzione aggregativa irrinunciabile per i nostri ragazzi, soprattutto nelle periferie, anche al fine di contrastare il fenomeno dell’emarginazione sociale. Va ribadito infatti come senza la capillare azione svolta dagli oratori sarebbero molte di più le incombenze che graverebbero sulle strutture pubbliche per le politiche giovanili. Per questa ragione – conclude Rolfi – la Regione continua e continuerà ad investire per supportare queste realtà, la cui funzione sociale risulta indispensabile per le nostre comunità, dal centro più piccolo alla metropoli.”


Milano, 16 gennaio. Presentata in data odierna interrogazione sul miglioramento degli standard di sicurezza presso la Torre Cimabue di San Polo a Brescia. A spiegarne il contenuto, l’interrogante e Presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali, Fabio Rolfi.

“Nelle scorse settimana – spiega Rolfi – una delegazione di esponenti bresciani della Lega Nord, fra cui il sottoscritto, ha fatto visita alla torre Cimabue di San Polo. Quanto emerso, anche a seguito delle numerose segnalazioni di residenti, è un quadro per nulla rassicurante, sotto molti aspetti. Oltre ai noti fenomeni di spaccio e degrado, dove emerge chiaramente l’assenza della Loggia nel porre opportuni freni, abbiamo potuto anche constatare gravi mancanze anche dal punto di vista strutturale. Nello specifico l’assenza, in molti piani, degli idranti anticendio e problematiche agli impianti elettrici che mettono a repentaglio la sicurezza di tutti i residenti della torre. Bisogna infatti considerare come l’eventuale malfunzionamento del sistema antincendio in un contesto ad elevata densità abitativa, con tempi di evacuazione significativi, potrebbe generare gravi rischi per l’incolumità delle persone, anche considerata la presenza di rifiuti infiammabili negli spazi comuni e l’obsolescenza del sistema elettrico.

Tenuto conto che, nonostante la proprietà dell’immobile sia in capo al Comune, la gestione del palazzo è demandata all’ALER Brescia, questa interrogazione chiede quindi all’Assessore alla Casa, Fabrizio Sala, quali siano le iniziative che si intende adottare per garantire maggiori standard di sicurezza presso la Torre Cimabue, con particolare riferimento a eventuali problematiche relative al sistema antincendio e agli impianti elettrici, nonché alla presenza di rifiuti abbandonati negli spazi comuni. Non è accettabile per una realtà civile come Brescia avere alloggi pubblici in questo stato di degrado. Per queste ragioni e per evitare che la situazione nel tempo peggiori, mettendo a rischio la sicurezza e la dignità di chi vi abita, Regione Lombardia deve intervenire sollecitando l’ALER competente – conclude Rolfi – ai necessari e rapidi interventi.”


Fabio Rolfi: “La Regione prenda in mano la situazione, la Valle aspetta con ansia questa infrastruttura”

Milano, 14 novembre. Si è svolta nella mattinata odierna a Palazzo Pirelli, l’interrogazione firmata dal vice capogruppo della Lega Nord Fabio Rolfi circa l’Autostrada della Valtrompia.

“L’autostrada della Valtrompia – afferma Fabio Rolfi - rappresenta un’opera fondamentale e strategica per la zona, attesa da anni e fortemente richiesta dal mondo imprenditoriale bresciano. Si tratta infatti di fornire infrastrutture adeguate ad un distretto altamente industrializzato che negli ultimi anni ha sofferto la mancanza di collegamenti adeguati con il resto della nostra Regione, pagando questa mancanza con l’erosione del suo tessuto produttivo. La storia di questa autostrada è nota: parte da molto lontano, addirittura dagli anni ’60, ed è rimasta bloccata per anni a causa di una complicata vicenda giudiziaria che ha raggiunto le battute finale con la decisione da parte del TAR di delegare a Regione Lombardia la nomina di un commissario con il compito di ricalcolare i costi di realizzazione, necessariamente da aggiornare considerati gli anni trascorsi dalla gara di appalto. Questa interrogazione vuole essere quindi uno stimolo per Regione Lombardia, perché questa importante operazione, fondamentale per l’avvio dei lavori, possa essere svolta nel più breve tempo possibile. Giusto ieri il ministro Delrio ha dichiarato a Brescia che entro l’anno il cantiere verrà aperto, ma considerati i precedenti e la ben poca credibilità dei signori del Governo, riteniamo sia essenziale che Regione Lombardia prenda la palla al balzo risolvendo una volta per tutte la questione. L’assicurazione ricevuta dall’assessore Sorte sull’imminente conclusione del lavori di rivalutazione dei prezzi lascia comunque ben sperare circa l’avvio dei lavori. Invito quindi il commissario nominato, l’ingegner Dadone, a svolgere il suo compito con solerzia; Il mondo imprenditoriale bresciano e lombardo aspetta con ansia l’autostrada della Valtrompia, infrastruttura necessaria per un pieno rilancio delle attività produttive della valle che, considerate lei sfide della globalizzazione – conclude Fabio Rolfi – necessitano di tutto l’aiuto possibile da parte delle istituzioni.”


Milano, 12 gennaio. “L’appello dei sindacati e delle parti sociali va accolto perché la sanità di montagna necessita di più risorse per le politiche del personale; servono più fondi per far fronte alle necessità di chi è assunto ma soprattutto per coprire il turn over.” Così Fabio Rolfi, Presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia.

“Fare sanità in montagna – prosegue Rolfi – è più difficile che nei grandi centri, così come risulta più complesso garantire standard alti nei piccoli ospedali rispetto alle grandi strutture. Le zone periferiche sono infatti meno attrattive professionalmente se paragonate alle grandi realtà, ragion per cui si assiste spesso ad una fuga del personale verso i centri maggiori e si ha il problema, ormai cronicizzato, della difficoltà di reperimento di certe figure sanitarie particolarmente specializzate. Il risultato va a scapito dei dipendenti e dell’utenza: turni massacranti per coloro che rimangono e minore offerta sanitaria per i cittadini.

Questo è uno dei problemi generati dai tetti nazionali per il personale del comparto sanitario, imposti dai governi Renzi-Letta. Si tratta del famoso obbligo di rispettare, per il 2020, la spesa sanitaria del 2004 con una diminuzione del 1,5 %, obbligo che sta creando delle vere e proprie voragini in un contesto in cui la domanda è in aumento, a causa dell’invecchiamento della popolazione, e dove purtroppo si assiste ad una forte riduzione del personale, dovuta al picco pensionistico. Occorre quindi lavorare seriamente su misure incentivanti, proprio come ha fatto la Giunta Maroni, per i concorsi nell’ambito dell’ATS della Montagna e serve introdurre bonus anche in capo alla sanità territoriale, per i medici di medicina generale delle aree periferiche. La richiesta di esentare da rimodulazioni di budget questa ATS, e di avere un incremento di 1 milione per i fondi destinati, proveniente dal direttore dell’ASST della Val Camonica, dottor Stradoni, è un istanza che condivido e faccio mia, proprio perché le aree periferiche e montane rischiano di soffrire più di altre i tagli imposti alla Regione dallo Stato centrale in questi anni. Serve quindi un surplus di attenzione – conclude Rolfi – per garantire al personale condizioni di lavoro dignitose e ai cittadini un alto livello del servizi.”


Fabio Rolfi: “Con autonomia Lombardia incisiva su settori importanti”

Milano, 16 ottobre. “il voto del 22 ottobre potrebbe segnare una svolta in ambiti importantissimi per i lombardi, in particolare per quanto riguarda l’ambiente e la sicurezza.” Lo afferma il vice capogruppo della Lega Nord al Pirellone Fabio Rolfi.

“Ottenendo le competenze esclusive in ambito di tutela ambientale – spiega Rolfi – sarà possibile una migliore gestione dei parchi, grazie anche alle maggiori risorse che arriveranno, ma non soltanto questo: si potrà finalmente agire in maniera incisiva, privi dai lacci romani, nell’affrontare la proliferazione eccessiva di specie dannose, come il cinghiale e la nutria. Più in generale gli effetti positivi si avranno anche sul versante venatorio: un migliore funzionamento dell’Osservatorio faunistico regionale e più possibilità di poter tornare a valorizzare i sistemi tradizionali di caccia.”

“Anche sul versante della sicurezza la maggiore autonomia potrà portare novità importanti. In questo senso la Lombardia chiederà, analogamente a quanto avviene già in Trentino Alto Adige, la regionalizzazione del corpo volontari dei Vigili del Fuoco, oltre che le competenze esclusive in materia di Protezione Civile. La Regione ha mostrato sensibilità su questo tema, considerata anche la legge sulla valorizzazione dei pompieri volontari lombardi, di cui sono stato primo firmatario, approvata pochi mesi fa dal Pirellone. Arrivare al risultato significherebbe di fatto demandare alla Lombardia la gestione unica delle emergenze, traducendo ciò in una maggiore efficienza e rapidità di intervento. Vogliamo giungere – conclude Fabio Rolfi – ad ottimizzare i servizi per i lombardi e certamente l’autonomia rappresenta la strada maestra per questo risultato.”


Milano, 10 gennaio. Pubblicato il bando denominato “Interventi strutturali negli oratori lombardi”, che mette a disposizione  2 milioni e mezzo all’anno (biennio 2018 – 2019), per un totale di 5 milioni di euro. Nel merito è intervenuto il Presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali Fabio Rolfi.

“È stato pubblicato – afferma Rolfi – il bando per gli interventi strutturali negli oratori lombardi. Queste risorse, 5 milioni di euro per il biennio 2018-2019, sono state messe a disposizione dalla Giunta regionale per finanziare fino al 90% del costo complessivo delle opere, che potranno riguardare la realizzazione di nuove strutture, piuttosto che il miglioramento dell’accessibilità di quelle esistenti, mediante l’abbattimento delle barriere architettoniche o ristrutturazioni. Nello specifico le domande potranno essere presentate dalle parrocchie con un un’unica istanza per richiedente e la procedura sarà accessibile dalle ore 10 del primo marzo fino alle ore 16 del 10 maggio di quest’anno; il contributo per  intervento dovrà essere compreso fra i 70 mila e i 300 mila euro che verranno rimborsati a interessi zero in vent’anni.

La Regione continua a investire negli oratori lombardi, una vera e propria galassia fatta da centri di aggregazione giovanile che svolgono da sempre una funzione importantissima di garanzia anche in rapporto al contrasto dei fenomeni di disagio dei nostri ragazzi, specialmente in ambito urbano e nelle periferie. La collaborazione fra la Lombardia e queste realtà continua in modo proficuo e continuerà nel futuro, proprio perché siamo consapevoli – conclude Fabio Rolfi – di quanto sia fondamentale il lavoro svolto al servizio della collettività.”


Milano 4 ottobre. Nella giornata odierna la Giunta regionale della Lombardia ha stanziato nuove risorse per la Sanità lombarda. Per quanto attiene i fondi assegnati ai presidi bresciani è intervenuto il Presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali del Pirellone, Fabio Rolfi.

“La delibera di oggi – spiega Fabio Rolfi – rappresenta uno step molto importante per la Sanità della nostra regione e in particolare per quella bresciana. A livello lombardo, infatti, sono stati messi a disposizione oltre 96 milioni di euro, di cui oltre 12 e mezzo per gli ospedali della nostra provincia. Risorse che vanno ad aggiungersi a quelle già stanziate questa estate a conferma della volontà di continuare ad investire per migliorare la qualità strutturale, ricettiva e prestazione dei nostri ospedali.”

La cifra maggiore, corrispondente a 3 milioni e 850 mila euro, sarà nelle disponibilità dell’ospedale di Desenzano, finalizzata alla messa in sicurezza antisismica della struttura. Per quanto riguarda il presidio di Gardone Val Trompia invece, 3 milioni e 700 mila euro, i fondi saranno destinati al recupero  del “vecchio ospedale” per la realizzazione del centro servizi socio-sanitari della Valtrompia. 1 milione e mezzo è stato messo a disposizione dell’ASST Franciacorta per l’adeguamento antisismico e antincendio della palazzina Ovest di Chiari. Ulteriori 550 mila euro serviranno all’ospedale di Manerbio per l’acquisto di un angiografo. Anche i presidi della Valle Camonica non sono stati scordati: per i nosocomi di Esine ed Edolo sono stati messi a disposizione 846 mila euro e 2 milioni e 400 mila euro, rispettivamente per il piano di incremento dei livelli sismici di sicurezza in entrambi i presidi e per l’acquisizione di un acceleratore lineare e l’adeguamento dei locali.

"Si tratta quindi di interventi ingenti, particolarmente significativi perché finalizzati a migliorare la sicurezza dei nostri spedali e a garantire risposte migliori soprattutto per quanto attiene la gestione delle patologie croniche. In tal senso è significativo lo stanziamento su Gardone Valtrompia che copre interamente il costo di recupero del vecchio ospedale che diventerà il centro servizi per tutta la Valle. È la concretezza della politica della Giunta Maroni - conclude Rolfi - e di una Regione che, grazie alla politica degli accantonamenti, riesce a fare bene il suo dovere.”


Milano, 9 gennaio. Illustrato oggi in Commissione Attività Produttive del Pirellone Progetto di legge della Lega Nord, unificato con un testo analogo, per l’introduzione del Codice identificativo di riferimento (CIR) per le case vacanze, al fine di contrastare il fenomeno dell’abusivismo. Nel merito è intervenuto il relatore e vice capogruppo del Carroccio, Fabio Rolfi. 

“Questo testo – spiega Rolfi – punta ad introdurre un Codice Identificativo di Riferimento per le case vacanze. I numeri parrebbero delineare una realtà ormai fuori controllo: stando a quanto risulta dai rilevamenti della Regione, alla fine del 2017, sarebbero presenti 3.473 alloggi censiti e registrati, adibiti agli affitti per brevi periodi; una cifra che confligge pesantemente con i dati in possesso di Federalberghi, che ad aprile 2017 avrebbe contato oltre 25.000 alloggi presenti solo sul noto portale AirBnB.

L’esigenza di questa legge nasce quindi dalla gran mole di sommerso in questo settore emergente, rispetto alle case regolarmente denunciate, il ché si concretizza con l’esistenza di una forte concorrenza sleale verso gli altri operatori turistici, come bed and breakfast, alberghi ma anche nei riguardi di coloro che affittano le abitazioni alla luce del sole, pagando le tasse dovute. Questo Progetto di Legge, in linea con la norma sul Turismo, nasce proprio per contrastare l’abusivismo, dando strumenti concreti di controllo ai sindaci e alla Polizia locale, per tutelare quindi gli imprenditori onesti e per promuovere l’accoglienza nel rispetto delle regole.

Il testo definitivo dovrebbe venire approvato dalla Commissione nella giornata di giovedì, per poi giungere all’attenzione dell’Aula la prossima settimana. Abbiamo voluto raccogliere le istanze provenienti dalla gran parte delle associazioni di categoria rappresentative del turismo lombardo, a testimonianza del nostro impegno nei confronti di chi fa impresa, per difendere il lavoro serio e onesto oltre che il sacrificio degli operatori del settore, dando strumenti operativi di controllo – conclude Rolfi – agli enti locali.”


Milano, 19 dicembre. Presentato Ordine del Giorno al Bilancio regionale per fronteggiare l’emergenza dovuta alla proliferazione dei cinghiali in Lombardia. Nel merito è intervenuto il vice capogruppo della Lega Nord al Pirellone e primo firmatario, Fabio Rolfi.

“Con questo Ordine del Giorno – spiega Fabio Rolfi - vogliamo chiedere un impegno straordinario da parte di Regione Lombardia per far fronte al problema della proliferazione incontrollata dei cinghiali, ormai fuori controllo nonostante l’impegno delle polizie provinciali e delle squadre di contenimento. Diverse Città lombarde, compresa Brescia, convivono con i cinghiali nei centri urbani e stando alla situazione attuale non possiamo più limitarci alle misure ordinarie messe in campo fino ad oggi. A questo proposito è bene ricordare che il Consiglio regionale ha anche varato un’apposita Legge per far fronte all’emergenza, trovando purtroppo un impugnativa da parte dal Governo. In attesa che la situazione si sblocchi e ci sia un chiarimento, occorre trovare risorse ulteriori, valorizzando in particolare il ruolo importante di contenimento svolto dalla caccia. Occorre infatti tener conto che si tratta soprattutto di tutelare la sicurezza dei cittadini, specialmente sulle strade, considerati infatti i sempre più frequenti incidenti che avvengono ormai in tutta la Lombardia e non soltanto nelle zone alpine. A ciò si aggiungono gli ingenti danni causati all’agricoltura di montagna e di collina, oltre agli episodi di aggressioni alla persone e al bestiame da parte di questi animali. Serve quindi – conclude Fabio Rolfi – un’azione straordinaria e tempestiva, per contenere i cinghiali nella nostra Regione, evitando ulteriori e peggiori danni.” 


Milano, 11 ottobre. Approvata oggi dalla Commissione Sanità e Politiche Sociali del Pirellone la risoluzione riguardante il riconoscimento e il sostegno alla figura del “caregiver”. Nel merito è intervenuto il Presidente della Commissione Sanità Fabio Rolfi, già primo firmatario di una mozione sul tema. Il testo della risoluzione andrà in Aula in data 24 ottobre.

“La Commissione – spiega Rolfi – ha approvato oggi all’unanimità questa risoluzione dove si chiede una sollecitazione al Parlamento italiano perché venga finalmente approvata una legge che riconosca a livello nazionale il caregiver. Puntiamo di metterci al passo con molti Paesi europei, dove sono previste anche specifiche tutele, tra cui supporti assistenziali e incentivi economici per chi, per molti anni, si è occupato di un famigliare non autosufficiente, magari rinunciando al lavoro e ad altri affetti. Si tratta di un provvedimento non più rimandabile e vogliamo unirci all’appello delle associazioni di rappresentanza lombarde. Il caregiver è colui che, per una scelta d’amore, dedica gran parte del proprio tempo ad un figlio, un genitore o un individuo fragile che necessita di cure continue. Viene da sé comprendere quanto questa scelta sia impattante sulla vita, sociale e lavorativa, di queste persone. Bisogna poi ribadire come questi soggetti svolgano una funzione integrativa dei servizi sanitari e sociali importantissima: senza le decine di migliaia di caregiver presenti in Italia, probabilmente, il sistema sanitario non potrebbe reggere. Va anche detto che nel 2009 il Premio per la Medicina Nobel, Elizabeth Blackburn, ha evidenziato come i caregiver familiari siano sottoposti a stress molto forti che influiscono persino sulla speranza di vita. Si tratta di una battaglia di civiltà e per questo ci schieriamo convintamente dalla parte delle associazioni chiedendo che venga approvata una legge che soddisfi questi soggetti, anche sotto il profilo economico e delle tutele di carattere previdenziale. Mentre a Roma qualcuno perde il suo tempo scioperando per lo Ius soli – chiosa Fabio Rolfi – in Lombardia invece ci si occupa dei disabili e delle loro famiglie.”


Milano, 30 novembre. “La Giunta Maroni ha messo a disposizione 1,5 milioni di euro, da sommarsi agli altri 10 milioni stanziati nel luglio di quest’anno, per l’erogazione di un voucher da 1000 euro per le famiglie con un anziano grave nelle RSA lombarde.” Lo afferma Fabio Rolfi, Presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali del Pirellone.

“Si tratta di un correttivo rispetto alla misura iniziale voluta dalla Giunta Maroni  – spiega Fabio Rolfi – che consentirà di coprire per intero il numero di beneficiari, che nella nostra Regione ammontano a 11.479 persone. Inizialmente infatti si era stimata un numero di 10.000 aventi diritto, cifra rivelatasi errata per difetto. Queste nuove risorse servono quindi a mantenere la promessa e l’impegno di sostenere tutti gli aventi diritto al voucher di 1000 euro, finalizzato a ridurre gli oneri economici delle persone anziane gravi residenti nelle RSA lombarde accreditate, che abbiano trascorso in queste strutture almeno 360 giorni, nel periodo dal primo ottobre 2016 al 30 settembre 2017.

Siamo consapevoli infatti – prosegue il Presidente della Commissione Sanità – di quanto siano gravosi i costi di mantenimento degli anziani in queste strutture per le famiglie interessate e la Regione quindi fornire un aiuto concreto, che possa lenire gli oneri affrontati. Questa misura rientra nel più ampio ventaglio di iniziative della Lombardia volte a sostenere la famiglia, con particolare riferimento ai soggetti maggiormente fragili, come gli anziani, che certamente più di altri – conclude Fabio Rolfi – meritano la giusta considerazione e il doveroso riconoscimento da parte delle istituzioni.”


Milano, 11 ottobre. La Commissione Sanità del Pirellone ha iniziato oggi l’esame del Progetto di Legge della Lega Nord su “Promozione e valorizzazione del termalismo lombardo”. Nel merito è intervenuto il Presidente della Commissione Sanità Fabio Rolfi. “Si tratta di una nuova legge – spiega Rolfi – che vuole rivedere e rilanciare il sistema del termalismo lombardo, anche sotto il profilo sanitario, considerato come ormai sia acclarato come le terme svolgano una funzione curativa o lenitiva dei disagi dovuti ad alcune malattie, anche croniche o di ambito pediatrico e favoriscano l’attività di riabilitazione dopo una fase di ricovero ospedaliero. Il fine di questo disegno di legge, che punta a diventare una sorta di testo unico, è certamente quello di sostenere e promuovere i distretti termali sul versante turistico, grazie anche all’implementazione del marchio ‘terme di Lombardia’, ma anche valorizzare il comparto sotto il profilo sanitario. Si prevede infatti che la Regione si impegni a formare i medici di medicina generale e i pediatri sulle proprietà curative delle acque termali, sui percorsi di cura negli stabilimenti, favorendo così un rapporto più stretto fra la medicina primaria e questo mondo, accreditato presso il sistema sanitario nazionale. Fra gli obiettivi inoltre c’è la sperimentazione di nuove forme di percorsi di cura in ambito terapeutico e riabilitativo all’interno delle nostre terme. In questa maniera – conclude Fabio Rolfi – si potrà trarre il massimo beneficio dai distretti termali in ambito curativo, il che si tradurrebbe in una riduzione della spesa farmaceutica, oltre ché in un miglioramento dello stile di vita.”


Milano, 30 novembre. “Un plauso alle Forze dell’Ordine per l’operazione che ha consentito di trarre in arresto 12 persone legate allo spaccio di droga. Purtroppo, per l’ennesima volta, la metà di questi, 6 di nazionalità gambiana, risultano essere richiedenti asilo ospitati in strutture pagate dallo Stato.” Così Fabio Rolfi, vice capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia

“La misura è colma – prosegue Rolfi – perché si tratta dell’ennesimo caso di arresti legati al traffico di sostanze stupefacenti, che vede come protagonisti degli aspiranti profughi, che evidentemente hanno trovato un modo creativo per passare il loro tempo. Stando alla situazione odierna è giunto il tempo di controllare ogni richiedente asilo minuziosamente, verificando come impiega il suo immenso tempo libero. Mi chiedo anche, visto che l’attività della Polizia è durata a lungo, come mai i responsabili della cosiddetta accoglienza non si siano mai accorti di nulla. Oltre al reato, già di per sé particolarmente odioso se si considera come la droga venga venduta ai nostri ragazzi, c’è poi la presa in giro verso una collettività che paga loro l’alloggio e il vitto in hotel e strutture ad hoc. Oltre al danno quindi, la beffa e pure l’ingratitudine. Appare chiaro come la situazione della cosiddetta accoglienza sia ormai completamente sfuggita di mano, con sedicenti profughi che di giorno spacciano in ogni parco o parchetto, senza che il sindaco Del Bono se ne accorga, e la sera se ne ritornano tranquillamente al caldo – chiosa Fabio Rolfi – nelle location gentilmente messe a disposizione grazie alle sudate tasse dei bresciani.”


Fabio Rolfi: “Servizio importante, che arricchisce l’Ospedale dei bambini, hub pediatrico Lombardia orientale”
 
Milano, 30 agosto. Si è tenuta nella giornata odierna, presso gli Spedali Civili di Brescia, l’inaugurazione della Banca del Latte materno donato. Nel merito è intervenuto il Presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali del Pirellone, Fabio Rolfi.
 
“Si tratta di un’importante inaugurazione – spiega Rolfi – che arricchisce l’offerta dell’Ospedale dei bambini di Brescia e lo qualifica sempre più come hub pediatrico della Lombardia orientale. Si parla infatti di una realtà dove avvengono già oggi circa 3300 parti l’anno, con il trattamento di 500 bambini nati pretermine, provenienti non soltanto dalla Città o dalla nostra Provincia ma con un bacino di riferimento molto più ampio. Se consideriamo ad esempio come la terapia intensiva neonatale richiami a sé pazienti di altre zone, non poteva quindi mancare un servizio come quello inaugurato oggi, per offrire ai bambini nati pretermine quello che non è soltanto un alimento, ma costituisce un vero e proprio presidio terapeutico. Il latte infatti per questi bambini è vitale perché li aiuta a rinforzarsi, a creare le difese immunitarie e quindi a vincere la battaglia della vita. Sono molto contento di questa iniziativa che ho personalmente sollecitato, concretizzatasi grazie ad una proficua collaborazione pubblico-privato, che ha visto sponsor importanti, primo fra tutti la Centrale del Latte, ma anche il Gruppo Ambrosi, Dimmi di sì, Findomestic e altri, che hanno reso possibile l’acquisto dei macchinari necessari con una donazione di 100 mila euro. Anche la Regione ha fatto la sua parte: tramite l’Ospedale Civile ha fornito il personale e i costi per la futura gestione della banca.
A questo punto le sfide future sono l’ampliamento della rianimazione pediatrica, per la quale è pronto il progetto, il via libera all’acquisizione della risonanza magnetica per l’ospedale pediatrico e non da ultimo la realizzazione del cinema interno dedicato ai più piccoli, per una struttura che oltre ad essere un’eccellenza sanitaria grazie alla sua pluralità dell’offerta costituisce un fiore all’occhiello anche per la qualità dell’ospitalità, che – conclude Rolfi – costituisce elemento importante anche dal punto di vista terapeutico quando si ha a che fare con i bambini malati.”

Prandini: “Vittoria importante e grande risultato di Coldiretti a favore dei territori”

“La nuova legge regionale sull’utilizzo delle cave dismesse come bacini di accumulo di riserve idriche strategiche è un importante passo in avanti per affrontare i cambiamenti climatici e l’emergenza acqua con la quale dobbiamo fare i conti ormai ogni estate” spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia nel commentare l’approvazione della prima legge lombarda sull’uso a scopi idrici della cave dismesse. Riconvertendo solo il 10% dei poli estrattivi esauriti – spiega Coldiretti Lombardia – si potrebbe creare una riserva strategica potenziale di almeno 90 milioni di metri cubi di acqua irrigui ogni anno per irrigare i campi, è una misura pari alla metà di tutto il Lago di Como oppure a quasi una volta e mezzo quello di Iseo. “La legge nasce dall’impegno, fra gli altri, del consigliere regionale Rolfi, dell’Assessore Beccalossi, di diversi sindaci lombardi e del Consorzio Medio Chiese ed è la risposta – afferma Prandini – alle sollecitazioni di Coldiretti rispetto a un problema concreto che riguarda tutti, non solo gli agricoltori e che ogni stagione diventa sembacino idricopre più serio”.

Tanto che il livello del Po al Ponte della Becca a Pavia – spiega Coldiretti Lombardia - è il più basso del decennio, con 3,18 metri sotto lo zero idrometrico. Mentre il Lago Maggiore, dal quale esce il Ticino, è a -35,6 centimetri contro un livello medio storico di +107,6 segnando – sottolinea la Coldiretti regionale – il record negativo degli ultimi 70 anni. In Lombardia – spiega la Coldiretti regionale - i siti estrattivi non più in produzione sono poco meno di tremila: la provincia con il maggior numero di cave dismesse è Pavia con 952 siti , segue Mantova con 598, Milano con 403, Brescia con 269, Bergamo con 158, Sondrio con 141, Cremona con 129, Varese con 108, Lodi con 89, Lecco con 42 e infine Monza e Como con una a testa.

“La siccità non è più un’emergenza ma un elemento strutturale e i dati che abbiamo evidenziano ogni volta una forte disparità fra disponibilità di acqua e fabbisogno idrico – sottolinea Fabio Rolfi, consigliere regionale lombardo e primo firmatario della legge appena approvata – visto che in Lombardia abbiamo tremila cave dismesse allora abbiamo pensato di mettere in relazione il problema della carenza idrica con la presenza di tali siti: è chiaro che non si risolve tutto così, ma rappresenta una risposta più strutturata, ragionata e meno emergenziale al problema. In questo modo spezziamo anche la logica che una cava dismessa possa diventare una discarica e puntiamo a trasformarla prima di tutto in un presidio idrico e ambientale con un uso multifunzionale dell’acqua”.


Fabio Rolfi: Vittoria lombarda, lotta a ludopatia resta priorità

Milano, 7 settembre. “Si tratta di una vittoria soprattutto lombarda, considerato che la nostra Regione è stata la capofila nella regolamentazione del gioco d’azzardo”. Lo afferma Fabio Rolfi, Presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali del Pirellone e relatore della legge regionale di contrasto alla ludopatia, circa l’intesa raggiunta in conferenza unificata. 

“La nostra Legge – afferma Rolfi – è salva, ma soprattutto è salvo il principio importantissimo in essa contenuto: gli enti locali devono essere attori e protagonisti delle regole sul gioco d’azzardo. L’impegno di tutti, dagli attori istituzionali del territorio, passando per le associazioni, è stato fondamentale nel respingere l’assalto centralista. Adesso non dobbiamo abbassare la guardia e si deve continuare a tenere alta l’attenzione sul fenomeno; bisogna ridurre ulteriormente il numero dei punti gioco, nell’ottica di un superamento della vecchia mentalità di un gioco d’azzardo dislocato praticamente ovunque. 

Questa è la strada tracciata da Regione Lombardia, ed è la sola percorribile per riuscire a diminuire progressivamente il numero dei giocatori potenzialmente a rischio di dipendenza. Arrivare a debellare la piaga moderna della ludopatia, che ha messo sul lastrico migliaia di famiglie – conclude Rolfi – resta una nostra priorità.”


Presidente Fabio Rolfi: “Confermata la volontà politica della Regione, struttura indispensabile per il territorio”
A breve l’appalto per la nuova progettazione, Regione Lombardia garantisce lo stanziamento dei 3 milioni di euro necessari

Milano, 22 novembre 2017 – “Regione Lombardia completerà i lavori dell’Ospedale di Asola e si assume le proprie responsabilità nel garantire la prosecuzione dell’iter e nel darne attuazione concreta. Nelle prossime settimane sarà indetta la gara per la nuova progettazione dei lavori, che richiederà circa tre mesi: serviranno poi altri sei mesi per la progettazione vera e propria, così da poter ipotizzare la gara di appalto dei lavori per l’autunno 2018”. Lo ha assicurato questa mattina l’Assessore regionale al Welfare Giulio Gallera intervenendo in audizione in Commissione Sanità sul futuro dell’ospedale di Asola, presenti anche il Sindaco della cittadina mantovana Raffaele Favalli, il Direttore generale della ASST di Mantova Luca Stucchi e il Direttore generale di Lombardia Infrastrutture Guido Bonomelli. “Per completare l’opera servono 3 milioni di euro –ha ribadito l’Assessore Gallera- uno dei quali è già disponibile: Regione Lombardia assicura sin d’ora anche gli altri due milioni di euro necessari”.
Una presa di posizione accolta con favore dalle istituzioni territoriali presenti e dalla Commissione, primo fra tutti il Presidente Fabio Rolfi (Lega Nord). “Ho fortemente voluto questa audizione per fare chiarezza –ha precisato Rolfi-, lieto che l’incontro di questa mattina abbia confermato la determinazione e la volontà di Regione Lombardia nel completare gli interventi sul presidio ospedaliero di Asola, per il quale già erano recentemente state stanziate altre 400mila euro. La struttura asolana –ha proseguito il Presidente della Commissione- rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per molte specialità sanitarie ed è ben integrata col territorio grazie anche alla sua collocazione geografica di connessione tra l’Alto mantovano e la Bassa bresciana orientale. Purtroppo i diversi intoppi di natura burocratica, il rinvenimento di reperti archeologici durante i lavori iniziali e alcune varianti in corso d’opera hanno impedito che la chiara volontà politica della Regione si potesse concretizzare in tempi rapidi. Ora la Commissione Sanità –ha concluso Fabio Rolfi- monitorerà con attenzione e in accordo con le istituzioni del territorio il rispetto dei tempi indicato nella road-map condivisa questa mattina”.
Sulla parte vecchia dell’ospedale di Asola i lavori di ristrutturazione, iniziati nel 2010, sono fermi ormai da quasi quattro anni, con una interruzione definitiva del cantiere verificatasi nel giugno 2014 a causa del ritrovamento in loco di alcuni reperti che hanno richiesto l’intervento della Soprintendenza e a causa della successiva necessità di alcune varianti ai lavori stessi. Prima di riprendere i lavori, Infrastrutture Lombarde e Regione Lombardia hanno voluto verificare la correttezza delle procedure, per evitare il rischio di incorrere in eventuali infrazioni procedurali con possibili conseguenze anche in sede penale e civile. Da qui la decisione di richiedere prima un parere anche all’Autorità nazionale anticorruzione a conforto dell’azione regionale.
Sulla necessità di riprendere quanto prima i lavori si erano pronunciati in modo inequivocabile anche i cittadini del territorio, con una petizione che ha raccolto oltre 25mila firme e l’adesione di 22 amministrazione comunali.
Nel corso dell’audizione di oggi sono intervenuti i Consiglieri regionali del territorio Anna Lisa Baroni (Forza Italia), Marco Carra (PD) e Andrea Fiasconaro (M5Stelle), tutti sostanzialmente concordi sulla necessità di ripartire in tempi rapidi senza perdere ulteriore tempo.


Rolfi e Vergano: Spezzare binomio cava-discarica, si utilizzino per fronteggiare emergenza idrica

Milano, 8 settembre. Si è tenuto nella giornata di ieri, alle ore 18, ospitato dalla fiera di Santa Maria di Calcinatello il convegno di presentazione del Progetto di Legge regionale su emergenza idrica e utilizzo delle ex cave come bacini idrici. Nel merito sono intervenuti il Presidente della Commissione Sanità e primo firmatario, Fabio Rolfi e l’Assessore all’Ecologia e Sicurezza del Comune di Calcinato, Stefano Vergano.

“Questo Progetto di Legge – spiega Rolfi – nasce da specifiche richieste provenienti dal territorio. La stagione che volge alla sua conclusione è stata infatti caratterizzata da una preoccupante emergenza idrica, con effetti gravi in particolare sulla nostra agricoltura. La proposta di cui sono primo firmatario punta a trovare una soluzione di lungo respiro al fenomeno, mediante la riconversione delle ex cave, numerose in tutta la Lombardia, in bacini idrici che possano fungere da strumento utile per fronteggiare le future emergenze. La volontà è quella di arrivare entro la fine dell’anno, e quindi prima della conclusione del mandato, all’approvazione della legge. Il tutto si inserisce in maniera armoniosa nel disegno portato avanti dalla Giunta Maroni anche per quanto attiene la gestione dei rifiuti; l’introduzione del cosiddetto ‘fattore di pressione’ ha voluto marcare la differenza con il passato, ponendo il territorio al centro dell’azione politica grazie ad un indice studiato per misurare in modo scientifico la compatibilità di una specifica area geografica con la realizzazione di nuove discariche, in particolare tenendo conto della presenza di altri impianti di smaltimento. Si tratta di argomenti strettamente connessi in quanto purtroppo il binomio cava – discarica ha costituito una costante nel recente passato. Da qui l’opportunità di utilizzare le ex cave per un fine differente, utile alla risoluzione di un problema che sembra destinato a divenire cronico, facendo quindi di necessità virtù. Il nostro obiettivo è quello di fare un lavoro efficace e concreto in tempi certi. Siamo infatti consapevoli di come oggi il tema della ‘tropicalizzazione’ del clima non sia più un’emergenza, ma bensì un processo costante, che in quanto tale va affrontato con raziocinio, ciò anche per superare la situazione di costante tensione nella gestione dei livelli dei laghi. Contare quindi su riserve integrative, come potrebbero essere le cave, significa poter giocare una carta in più, specie se consideriamo che, ad oggi, ben 9 litri di acqua piovana su 10 vanno persi; tratta di una risorsa – conclude l’esponente del Carroccio – che non possiamo più permetterci di sprecare”

“Esprimo soddisfazione – prosegue l’Assessore comunale all’Ecologia e Sicurezza Stefano Vergano – per il proficuo dibattito ospitato dalla fiera di Santa Maria a Calcinatello. Calcinato infatti è stato fra i primi comuni a promuovere e sollecitare la Regione per l’adozione di questo progetto di legge, che riteniamo sostenibile e interessante, anche alla luce del fatto che sul territorio sono presenti due ambiti estrattivi operanti e una cava dismessa. L’auspicio è che grazie alla sensibilità dimostrata dal Gruppo della Lega Nord, in particolare dal primo firmatario Fabio Rolfi e dal relatore Silvia Piani, quesa proposta, che ha rilevanza non soltanto agricola ma anche ambientale, possa essere adottata in tempi rapidi. Ritengo – conclude Stefano Vergani – che la Provincia di Brescia, date le sue peculiarità, possa essere fra le prime ad ospitare i progetti pilota e ringrazio i numerosi partecipanti di ieri per il loro contributo alla buona riuscita del convegno.”


© 2018 Fabio Rolfi Official Site
Powered by JS Network Solutions