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Apprendiamo con soddisfazione
l'annuncio del ministro Centinaio, in merito ai pagamenti degli
arretrati delle assicurazioni agricole. Un cambio di passo
decisivo. Ricordo infatti che l'Agenzia per le erogazioni in
agricoltura (Agea) deve agli agricoltori lombardi 62 milioni di
euro". Così Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura,
Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, in merito
all'annuncio del ministero delle Politiche agricole, alimentari,
forestali e del Turismo, che ha sbloccato, a livello nazionale,
i pagamenti per 49 milioni di euro e prevede inoltre
l'erogazione di 92 milioni di euro entro settembre, 69 milioni
entro ottobre, 50 milioni entro novembre e 33 milioni entro
dicembre.

"Ora attendiamo di capire la ripartizione delle risorse -
aggiunge Rolfi -, ma finalmente qualcosa si muove. Da un lato
Agea garantisce assicurazioni a prezzi vantaggiosi, ma
dall'altro ha accumulato ritardi vergognosi nei pagamenti: in
Lombardia ha erogato il 67 per cento del dovuto per il 2015, il
16 per cento del dovuto per il 2016 e lo 0 per cento per il
2017".

"Queste inadempienze stanno ricadendo sui consorzi di difesa che
anticipano i premi assicurativi - conclude Rolfi - e che di
fatto si sono trasformati in banche". (lnews)


“Devono essere i florovivaisti lombardi a curare il verde pubblico in Lombardia, non gli aspiranti profughi. E per il loro lavoro quotidiano i professionisti devono essere pagati il giusto. Occuparsi dei parchi e delle piante delle nostre città è una professione, non un passatempo”. Questa la sintesi della lettera che l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi ha inviato al presidente lombardo dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, Virginio Brivio.
“Il settore florovivaistico in Lombardia vale oltre 200 milioni di euro, il 9% del totale nazionale. Purtroppo il comparto sta affrontando delle difficoltà che non possono essere ignorate e che anzi gli amministratori pubblici devono aiutare a risolvere. Abbiamo professionisti di assoluto valore che si trovano a combattere in un mercato che per gli appalti pubblici prevede l’assegnazione a chi offre il prezzo migliore e non a chi garantisce un lavoro di qualità. Certo le nostre imprese e i nostri artigiani non possono competere con chi “lavora” gratis e viene strumentalizzato per coprire, almeno pubblicamente, gli effetti negativi della mala gestione del problema immigrazione che ha caratterizzato gli anni scorsi” ha aggiunto Rolfi.
“Ho ricevuto segnalazioni nelle ultime settimane relative ad alcuni sindaci lombardi che invece preferiscono destinare questi lavori ai richiedenti asilo. L’accoglienza degli immigrati è già molto onerosa, non possiamo chiedere un ulteriore immotivato sacrificio agli imprenditori e ai lavoratori lombardi del settore florovivaistico” ha concluso l’assessore.


Con deliberazione di Giunta regionale n. 11477 del 2 agosto 2018,  ha approvato il bando per la concessione di contributi a sostegno dei Comitati/Delegazioni regionali delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate, delle Associazioni e Società sportive dilettantistiche lombarde per l’anno 2018.

La finalità del bando:
Il bando, riconoscendo il ruolo del sistema sportivo lombardo nella diffusione dello sport per tutti i cittadini, sostiene l’attività ordinaria e continuativa realizzata sul territorio lombardo nel periodo compreso fra il 1° settembre 2017 e il 31 agosto 2018.

Possono partecipare al bando:
Linea 1 “Comitati/Delegazioni regionali” aventi sede legale o operativa in Lombardia appartenenti a: · Federazioni Sportive Nazionali (FSN);

· Discipline Sportive Associate (DSA);

· Enti di Promozione Sportiva (EPS);

· Federazioni Sportive Paralimpiche (FSP);

· Discipline Sportive Paralimpiche (DSP);

· Federazioni Sportive Nazionali Paralimpiche (FSNP);

· Discipline Sportive Associate Paralimpiche (DSAP).

Linea 2 “ASD/SSD lombarde”, senza scopo di lucro, aventi sede legale o operativa in Lombardia con la seguente iscrizione/affiliazione:

· iscrizione al Registro CONI e/o affiliazione a Federazioni Sportive Nazionali (FSN);

· iscrizione al Registro CONI e/o affiliazione a Discipline Sportive Associazione (DSA) ed Enti di Promozione Sportiva (EPS);

· iscrizione al Registro CIP (registro CONI sezione parallela CIP) e/o affiliazione a Federazioni Sportive Paralimpiche (FSP), Discipline Sportive Paralimpiche (DSP), a Federazioni Sportive Nazionali Paralimpiche (FSNP) e Discipline Sportive Associate Paralimpiche (DSAP)


Le domande si potranno presentare
dal 04 settembre 2018 ore 10:00 al 04 ottobre 2018 ore 16:00.

Per ulteriori informazioni si rimanda al link: http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioBando/servizi-e-informazioni/enti-e-operatori/sport/sostegno-allo-sport/bando-sport-2018-contributi-sostegno-asd


“Legare i vini ai territori in cui vengono prodotti è una strategia vincente anche a livello turistico. Su questo la Franciacorta può fare scuola e contribuire al rilancio della Lombardia anche sotto questo aspetto”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, che questa mattina è intervenuto alla presentazione della Fondazione Vittorio e Mariella Moretti che gestirà il convento dell’Annunciata di Rovato per i prossimi 10 anni. 

“Il turista cerca sempre di più un’esperienza durante i viaggi e il vino può essere fonte di attrazione se riusciamo a promuovere la distintività e la qualità dei nostri prodotti. L’impegno della Regione per i prossimi anni è quindi quello di accompagnare i nostri produttori in modo tale che con queste caratteristiche vincano le sfide internazionali. Per questo ho istituito un tavolo regionale del vino, a cui partecipano tutti i consorzi, e non è un caso se l'export del vino lombardo nel 2017 ha fatto registrare, con un valore di 270 milioni e 360 mila euro, un incremento del 4,2 per cento sul 2016. Sul nostro territorio regionale si producono per il 90% vini a Denominazione di qualità, grazie a 5 DOCG, 21 DOC e 15 IGT. Abbiamo assistito negli ultimi anni anche a un vero e proprio boom della viticoltura biologica. Se nel 2010 gli ettari destinati a questo tipo di produzione erano 908, nel 2017 hanno raggiunto in Lombardia quota 1.751 ettari, con un incremento del 93%, a testimonianza di una attenzione sempre maggiore al tema della sostenibilità” ha concluso Rolfi.
In termini di produzione biologica, la provincia di Brescia è prima a livello regionale con 522,5 ettari a biologico e 504 ettari in conversione. Seguono la provincia di Pavia, con 259 ettari a bio e 378 in conversione, quella di Mantova (rispettivamente 34,5 e 20,8 ettari), quella di Bergamo (rispettivamente 7,6 e 10,4 ettari), quella di Sondrio (rispettivamente 2 e 8,7 ettari). Chiudono Lecco, con 0,3 ettari a bio e 2,2 ettari in conversione, Milano con 0,6 ettari bio e Varese, con 0,1 ettari a bio.


“Nel 2017 il vino lombardo ha fatto registrare il record storico di esportazioni, con un valore di 270 milioni e 360 mila euro e un incremento del 4,2 per cento sul 2016. L’obiettivo di quest’anno è di superarci ulteriormente”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia che questa mattina in Franciacorta, alle cantine Guido Berlucchi di Borgonato (BS), ha dato il via alla vendemmia 2018 in Lombardia.

“Colgo l’occasione per annunciare una misura molto attesa dalle aziende vitivinicole lombarde: l’ocm vino. Da oggi la Regione Lombardia mette a disposizione 3,8 milioni di euro per progetti, anche interregionali, di promozione dei vini lombardi sui mercati internazionali, dando priorità per gli stanziamenti a consorzi e aggregazioni di piccole medie imprese. Vogliamo accompagnare i nostri produttori nelle sfide del futuro” ha quindi annunciato Rolfi. 

 

Sul territorio lombardo si producono per il 90% vini a Denominazione di qualità, grazie a 5 DOCG, 21 DOC e 15 IGT e nel 2017 la viticoltura biologica ha raggiunto in Lombardia quota 1.751 ettari, con un incremento del 93% rispetto al 2010. A far la parte del leone, la provincia di Brescia, prima a livello regionale con 522,5 ettari a biologico e 504 ettari in conversione. “Andiamo decisi nella direzione del biologico. Abbiamo stanziato nei mesi scorsi 6 milioni di euro rivolti alle imprese agricole che si trovano nelle zone di produzione dei vini a denominazione di origine o a indicazione geografica. Grazie a questi fondi finanziamo la riconversione, anche mediante il sovrainnesto, una diversa collocazione o il reimpianto di vigneti e il miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti” ha aggiunto l’assessore.

Il prossimo passaggio è quello di legare ancora di più vino, territorio e turismo. “La Franciacorta è un esempio mondiale. Anche per promuovere queste iniziative ho istituito un tavolo regionale con i consorzi lombardi del vino. È giusto valutare insieme quali azioni intraprendere e avere una sede istituzionale in cui confrontarsi. Voglio che ci sia gioco di squadra tra i produttori lombardi” conclude Rolfi.


L'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) deve agli agricoltori lombardi 62 milioni di euro. È quanto emerge dai dati forniti dalla Regione Lombardia. “Sulle coltivazioni vegetali hanno erogato 20 milioni di euro su 73 e per la zootecnia siamo a 0 su 9 milioni. Trovo che la situazione sia grave. Agea garantisce di stipulare assicurazioni a prezzi più vantaggiosi, ma sta accumulando ritardi estremi nei pagamenti: in Lombardia ha erogato il 67% del dovuto per il 2015, il 16% del dovuto per il 2016 e lo 0% per il 2017”.

“La situazione diventa paradossale – aggiunge Rolfi – se pensiamo che lo Stato non può rimborsare gli agricoltori per danni a colture assicurabili, ma poi tarda di diversi anni per pagare danni a colture assicurate. Queste inadempienze stanno ricadendo sui consorzi di difesa che anticipano i premi assicurativi e che di fatto si sono trasformati in banche e che ora sono esposti verso gli istituti di credito”.

“Agea non sta mantenendo fede agli impegni presi con la Regione e con gli agricoltori. Chiederò al ministro Centinaio, che si è già dimostrato sensibile sul tema, di agire affinché l’ente statale pagatore velocizzi le pratiche” conclude Rolfi.


 

"Dopo il flop della riforma dello scorso governo, finalmente con l’approvazione del decreto dignità tornano i voucher in agricoltura. Ora mi auguro che le procedure operative siano rapide. La vendemmia sta iniziando in questi giorni e i voucher sono essenziali per la flessibilità e rappresentano uno strumento che consente di regolarizzare la manodopera stagionale. Le cifre relative ai voucher del settore agricolo in Lombardia sono importanti: nel 2016 sono stati 160.000. Con l'aumento dell'export del vino e di altri settori i numeri potranno essere ancora più alti". Lo ha detto l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi, in merito all’approvazione definitiva del Decreto Dignità.


“La nutria in Lombardia deve essere contenuta in maniera più incisiva. Ho già chiesto al governo nazionale di dedicare un fondo specifico a questa emergenza. Nel frattempo ho scritto a tutti i sindaci delle zone interessate per coordinarci, fare gioco di squadra e risolvere il problema”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia che questa mattina ha inviato una lettera a 350 sindaci lombardi, alle Province di Brescia, Mantova, Cremona e Lodi, alla Città metropolitana di Milano, alle Ats, agli enti Parco, ai Consorzi di bonifica e alle associazioni di categoria.
Durante la prima seduta del tavolo nutrie, che si è tenuta lo scorso 9 luglio a Palazzo Lombardia, l’assessore Rolfi aveva annunciato l’intenzione di realizzare protocolli territoriali. “A settembre si svolgeranno incontri finalizzati alla sottoscrizione di un protocollo di coordinamento. Non possiamo più perdere tempo. Mi impegnerò a trovare maggiori risorse anche a livello regionale in sede di assestamento di bilancio. Attualmente ammontano a 250 mila euro e non sono sufficienti”.

Nel 2017 in Lombardia sono state prelevate 85.393 nutrie: 1.598 in provincia di Bergamo, 13.815 in provincia di Lodi, 632 in provincia di Pavia, 24.841 in provincia di Cremona, 14.950 in provincia di Brescia e 29.557 in provincia di Mantova.
“I numeri ci dicono che l’attività messa in atto finora non è sufficiente. Ricevo quotidianamente dagli agricoltori fotografie di campi devastati da questo roditore” ha concluso Rolfi, che nella missiva ha ricordato i contenuti del nuovo Piano Regionale nutria 2018 – 2020 e ha rinnovato l’impegno della Regione Lombardia ad assicurare un approccio omogeneo al problema su tutte le aree interessate.


“Mi associo all’appello lanciato dal mondo agricolo e dai consorzi di tutela delle Dop italiane: le aste online al doppio ribasso dei prodotti agroalimentari vanno fermate. Sollecito la politica nazionale a intervenire su questo tema”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia in merito al dibattito sulle aste online dei prodotti agroalimentari di qualità.

“Le aste online al ribasso non possono essere uno strumento per vendere il cibo, soprattutto quello italiano. Parliamo di prodotti che racchiudono tradizioni e sistemi di produzione basati su qualità e salubrità che rappresentano un tutela per il consumatore. Questi aspetti fondamentali non possono essere sviliti da un sistema sbagliato con cui alcuni rappresentanti della grande distribuzione vogliono definire al ribasso i prezzi togliendo valore alle Dop, a tutto il comparto e al lavoro straordinario degli operatori” aggiunge Rolfi.

“La Lombardia è patria di 34 prodotti Dop e Igp. Non possiamo e non vogliamo rimanere insensibili a questo tema che penalizza il reddito degli agricoltori per destinarlo alla grande distribuzione” conclude l’assessore lombardo.


La Regione Lombardia ha elaborato, nell’ambito del psr, la graduatoria dei beneficiari dell’operazione che finanzia gli investimenti finalizzati alla prevenzione dei danni da fitopatie che saranno orientati all'impiego di sistemi, strumenti e metodi non tradizionali, di carattere strutturale ed agronomico. Gli interventi per limitare le popolazioni degli organismi nocivi saranno eseguiti nel rispetto dell'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, privilegiando i metodi non chimici.

“Abbiamo destinato 3,4 milioni di euro a 87 imprese agricole lombarde del comparto ortofrutticolo e del comparto florovivaistico. Si tratta di fatto di un investimento in ricerca e prevenzione per evitare danni alle piante soprattutto in un momento storico in cui i coleotteri asiatici stanno creando seri problemi agli agricoltori” ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi presentando la graduatoria.

“Grazie a questi contributi, le aziende agricole potranno dotarsi di strutture di protezione e acquistare materiali, trappole o attrezzature per favorirne la realizzazione. Dopo aver destinato fondi per ristorare le aziende danneggiate dai coleotteri era giusto investire anche in prevenzione” ha concluso Rolfi.

Provincia di BERGAMO – 2 aziende agricole - 101.597 euro
Provincia di BRESCIA – 2 aziende agricole - 105.182 euro
Provincia di COMO – 12 aziende agricole - 410.956,88 euro
Provincia di CREMONA – 2 aziende agricole - 43.272,32 euro
Provincia di LECCO – 2 aziende agricole - 113.031 euro
Provincia di MONZA BRIANZA – 4 aziende agricole - 272.615 euro
Città metropolitana MILANO – 5 aziende agricole - 191.510 euro
Provincia di MANTOVA – 20 aziende agricole - 844.245 euro
Provincia di SONDRIO – 35 aziende agricole - 1.099.410,22 euro
ALTRE 3 aziende agricole 185.198 euro


"Intendiamo preservare le varieta' vegetali e le razze animali tipicamente lombarde, ma di cui nel tempo sia stata dismessa la coltivazione o l'allevamento, poiche' considerate meno produttive sotto l'aspetto economico rispetto ad altre". Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, presentando il decreto pubblicato questa mattina sul Bollettino ufficiale della Regione.

CONSERVAZIONE PATRIMONIO GENETICO - Nell'ambito del Programma di Sviluppo Rurale infatti la Regione Lombardia distribuira' 3,5 milioni di euro per sostenere la conservazione delle varieta' vegetali e razze animali autoctone, possibilmente legate a prodotti locali, a limitata diffusione garantendo la conservazione del patrimonio genetico d'interesse lombardo.

BENEFICIARI, CONTRIBUTI, PROGETTI - I beneficiari sono Enti di ricerca a cui e' concesso l'aiuto sotto forma di contributo in conto capitale all'80% delle spese ammissibili. Le domande sono previste fra ottobre e dicembre con progetti pluriennali della durata di 24-36 mesi. Le tipologie di beneficiari sono universita' pubbliche e private, centri di ricerca privati o pubblici, fondazioni con esperienza in materia di conservazione delle risorse genetiche e con una sede in Lombardia.

FONDAMENTALE CONSERVARE BIODIVERSITA' - "La presenza di alcune specie e' fortemente diminuita sul territorio e il loro patrimonio genetico rischia di perdersi - conclude Rolfi -. La conservazione della biodiversita' e' fondamentale per noi e puo' essere anche una opportunita' economica per le aziende, dato il momento storico favorevole al recupero delle tradizioni culturali e produttive dei territori".

RAZZE ANIMALI E VARIETA' VEGETALI - Tra le razze animali e le varieta' vegetali in oggetto risultano:
- razze bovine: Varzese-Ottonese, Cabannina, Bianca di Val Padana, Grigio Alpina, Rendena, Bruna linea carne;
- razze ovine: Pecora di Corteno, Pecora Brianzola, Pecora Ciuta;
- razze caprine: Capra di Livo o Lariana, Capra Orobica o di Val Gerola, Capra Frisa Valtellinese o Frontalasca, Capra Bionda dell'Adamello, Capra Verzaschese;
- varieta' agrarie e ortive: Zucca cappello del prete mantovana, Cipolla rossa di Breme, Mais spinato di Gandino;
- varieta' di vite: Groppello di Mocasina, Invernenga, Maiolina, Merera, Moradella, Moretto, Mornasca, Schiava Lombarda;
- varieta' di melo: Calvilla bianca d'inverno, Calvilla Ruggine, Campanino, Carla, Declo, Durello, Frascona, Pomella Genovese, Rosa mantovana, Rosmarina bianca.

I progetti possono riguardare la conservazione anche di altre risorse genetiche, purche' se ne documenti la presenza storica in Lombardia e il loro interesse per il mondo agricolo


“Si tratta di una situazione assurda: non possiamo permettere che a pagare le infrazioni siano gli allevatori che hanno semplicemente usufruito di una legge dello Stato”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi che ha sollevato oggi in Commissione politiche agricole della conferenza Stato – Regioni la questione riguardante il pagamento della settima rata delle quote latte. Una legge dello Stato italiano aveva infatti consentito ai produttori di posticipare di sei mesi il pagamento della rata, dal 31.12.2010 al 30.06.2011. Con sentenza del 25 ottobre 2017 la Corte di giustizia europea ha invece condannato l’Italia per aver accordato un aiuto di Stato non autorizzato. Questo comporterebbe per gli allevatori il pagamento degli interessi e delle more non solo per il ritardato pagamento della settima rata, ma anche per tutte le rate pagate in precedenza.

“In Lombardia sono coinvolte 289 aziende agricole per una somma di circa 10 milioni di euro. Si tratta di aziende che hanno espresso volontà di regolarizzare la propria posizione sulle quote latte rinunciando al contenzioso. Insieme ai colleghi di Veneto e Piemonte ho chiesto quest’oggi al governo di farsi carico di un problema che la politica nazionale nei mesi scorsi non ha affrontato e di sollevare la questione in sede europea. Non possiamo accettare che vengano penalizzate aziende che hanno usufruito di una legge votata dal parlamento e che l’istituzione europea assuma un atteggiamento così punitivo nei confronti di chi fa impresa. La Regione Lombardia terrà alta l’attenzione su questo tema ed è disposta a fare sistema per tutelare gli allevatori”.


La Regione Lombardia ha assegnato alle comunità montane 2 milioni di euro per effettuare i lavori di pronto intervento e di sistemazione idraulico forestali e gli interventi per la salvaguardia dei boschi e la valorizzazione dell'economia della filiera forestale. Il piano di riparto per le misure forestali è stato firmato questo pomeriggio.

 

"Ancora una volta Regione Lombardia è concretamente al fianco degli enti locali, destinando risorse economiche vitali per l'azione amministrativa. Questi interventi sono importanti per garantire il ruolo fondamentale delle comunità montane e danno seguito all'intenzione della Regione di valorizzare l'agricoltura di montagna e la filiera bosco-legno" ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi.

 

Le risorse saranno così ripartite: 

ALTA VALTELLINA euro 154.232,77 

ALTO GARDA BRESCIANO euro 61.681,78

LAGHI BERGAMASCHI euro 62.324,24 

LARIO INTELVESE euro 44.208,46 

LARIO ORIENTALE - VALLE SAN euro 42.555,60 

OLTREPO' PAVESE euro 101.113,19 

PIAMBELLO euro 37.717,02 

SEBINO BRESCIANO euro 42.235,42 

TRIANGOLO LARIANO euro 60.367,28 

VALCHIAVENNA  euro 118.508,94 

VALLE BREMBANA euro 115.566,41 

VALLE CAMONICA euro 261.960,64 

VALLE DI SCALVE  euro 54.604,56 

VALLE IMAGNA euro 31.567,74 

VALLE SABBIA euro 117.885,90 

VALLE SERIANA euro 117.239,63 

VALLE TROMPIA euro 81.271,27 

VALLI DEL LARIO E DEL CERESIO euro 69.748,95 

VALLI DEL VERBANO euro 57.527,32 

VALSASSINA VALVARRONE VAL D'ESINO E RIVIERA euro 67.905,57 

VALTELLINA DI MORBEGNO euro 96.113,03 

VALTELLINA DI SONDRIO euro 105.863,32 

VALTELLINA DI TIRANO euro 97.800,96


La Regione Lombardia ha elaborato, nell’ambito del psr, la graduatoria dei beneficiari dell’operazione che finanzia gli investimenti finalizzati a salvaguardare e valorizzare i sistemi malghivi e la pratica dell’alpeggio, garantire il presidio del territorio e la tutela del paesaggio montano e conservare le praterie ad alto valore naturalistico e incrementare la biodiversità vegetale e animale.

“Sono state ammesse a finanziamento 11 domande per un contributo complessivo di 838mila euro nelle province di Bergamo, Brescia, Como e Sondrio” ha annunciato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

“L’agricoltura di montagna è da considerarsi eroica. Per questo la Regione Lombardia vuole essere regista tra tutte le realtà del territorio per concordare priorità e modalità di intervento. L’agricoltura di montagna ha bisogno di attenzioni specifiche e va valorizzata sia nell’ottica della specificità locale sia della promozione dei prodotti agroalimentari. Intendo fare un accordo con le comunità montane per dare continuità e certezza ai fondi finalizzati realmente all’agricoltura di montagna. È tempo di contrastare in maniera netta e definitiva gli utilizzi truffaldini delle malghe, penalizzando pesantemente i furbi che speculano. Mi impegno ad approvare linee guida regionali per assicurare la gestione delle malghe alla gente della zona, privilegiando proposte di qualità anziché esclusivamente di prezzo” ha aggiunto l’assessore.

I progetti ammessi a finanziamento sono:

PROVINCIA DI BRESCIA (4 PROGETTI 348 MILA EURO)

COMUNE DI ESINE 34.175,47

COMUNE DI MALONNO 66.169,80

COMUNE DI TEMU' 70.743,90

COMUNE DI PIANCOGNO 177.086,16

PROVINCIA DI COMO (2 PROGETTI 140 MILA EURO)

COMUNE DI TREMEZZINA 72.495,00

COMUNE DI CUSINO 67.092,29

PROVINCIA DI BERGAMO (2 PROGETTI 51 MILA EURO)

COMUNE DI SANTA BRIGIDA 26.244,00

COMUNE DI GANDELLINO 25.214,40

PROVINCIA DI SONDRIO (3 PROGETTI 300 MILA EURO)

COMUNE DI SPRIANA 29.646,00

COMUNE ARDENNO 119.971,48

COMUNE DI VERVIO 149.373,63


“Gli alpini rappresentano un patrimonio inestimabile per Brescia, per la Lombardia e per il nostro Paese. Nel 2019 a Milano si svolgerà la 92ª adunata nazionale, proprio in occasione del centenario della fondazione dell’Ana. La Regione vuole esserci e parteciperà anche economicamente. Con l’assestamento di bilancio abbiamo stanziato 1 milione di euro: 100 mila euro già quest’anno per avviare i lavori organizzativi della manifestazione e 900mila euro l’anno prossimo in sede di rendicontazioni al termine della adunata”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi della Regione Lombardia.

 

L’Associazione Nazionale Alpini ha infatti stabilito che la 92ª Adunata Nazionale Alpini, si terrà a Milano. La scelta ha un significato profondo poiché si svolgerà nel centenario della fondazione dell’ANA, che nacque proprio nel capoluogo lombardo l’8 luglio 1919. Per il capoluogo lombardo si tratta della quarta adunata dopo quelle del 1959, 1972 e 1992. Milano ha vinto il ballottaggio con Matera, l’altra città che si era candidata ad ospitare il più importante appuntamento alpino annuale.

 

“Come sempre la pattuglia bresciana sarà tra le più numerose. Io ovviamente sarò presente con la penna nera e sono felice di rappresentare una regione che partecipa in modo attivo per realizzare un vero e proprio evento, che porterà visibilità e indotto al nostro territorio. L’invasione pacifica delle penne nere metterà Milano al centro della scena nazionale e noi vogliamo farci trovare pronti” ha dichiarato Rolfi.


“Nella programmazione del psr 2021-27 daremo più attenzione alle giovani imprese e alle start up agricole. Già nei prossimi mesi inizieremo il confronto con gli operatori del settore sulle misure adottate in questi sette anni e penseremo al futuro dell’agricoltura in Lombardia. L’innovazione appartiene ai giovani, vogliamo favorire il passaggio generazionale”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi che è intervenuto questa mattina al palazzo Reale di Milano agli Oscar green 2018 organizzato da Coldiretti Giovani.

“Al di là dei tagli preventivati, la proposta europea di nazionalizzare la politica agricola comune ci trova fortemente contrari. Non può essere lo Stato ad articolare lo sviluppo rurale. Devono essere le Regioni, sia per conoscenza del territorio che per confronto con le realtà interessate” aggiunge Rolfi, il quale poi ha toccato il tema del prezzo del latte.

“In un sistema di libero mercato la Regione non può imporre nulla, ma posso tranquillamente dire che in materia di prezzo del latte chi non rispetterà i contratti firmati con gli operatori non avrà più un interlocutore a Palazzo Lombardia. Ritengo poi necessario che le associazioni di categoria tornino ad avere le deleghe da parte degli allevatori per poter trattare, affinché si possa fare sistema e tornare a essere più incisivi” conclude l’assessore.


Oltre 2 milioni e mezzo di euro che vanno a finanziare 21 opere prioritarie per la sicurezza idrogeologica in località interessate da frane e alluvioni a causa degli eccezionali episodi di maltempo verificatisi a maggio e giugno di quest’anno, in particolar modo nelle province di Bergamo, Brescia e Lecco. Li ha stanziati oggi la Giunta lombarda su proposta dell’assessore regionale al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni. 

“Abbiamo ritenuto di dare una risposta tempestiva e mirata ai territori colpiti dagli eventi meteorologici dei mesi scorsi mettendo a disposizione una somma che permetterà di ripristinare in tempi brevi le infrastrutture, i reticoli idrici e i versanti franosi, e di mettere così in sicurezza gli abitati e le popolazioni residenti - ha commentato Foroni - Tra le molte situazioni a rischio abbiamo individuato i 21 interventi prioritari su scala regionale e strettamente connessi alle piogge e alle grandinate di fine primavera, nello specifico 14 nella provincia di Bergamo, 6 in quella di Brescia e uno in provincia di Lecco. Di più, abbiamo voluto disporre che l’erogazione dei fondi avvenga in un’unica soluzione di modo che i lavori possano procedere il più celermente possibile”.

"Regione Lombardia è ancora una volta in prima linea per dare sostegno concreto alle politiche di difesa del territorio dal rischio idrogeologico, della salvaguardia ambientale e della sicurezza dei suoi cittadini”, ha concluso Foroni.

“Ringrazio l’assessore Foroni per la celerità di intervento. Mi sono recato nei luoghi delle alluvioni nei giorni immediatamente successivi al maltempo. Avevo promesso che Regione Lombardia sarebbe rimasta al fianco di sindaci e della popolazione. Interveniamo in provincia di Brescia con oltre 400 mila euro.una cifra importante per consentire il ripristino in tempi brevi delle infrastrutture e reticoli idrici” ha aggiunto Fabio Rolfi, assessore regionale all’Agricoltura.

Ecco il dettaglio delle opere in cantiere in Provincia di Brescia

Gussago: 77.000 euro per il risezionamento dei torrenti Gandovere e La Canale.

Sabbio Chiese: 50.000 euro per il consolidamento di opere idrauliche sul torrente Vrenda.

Odolo: 80.000 euro per il consolidamento delle sponde del torrente Vrenda nel centro abitato a valle del ponte di via Marconi.

Barghe: 165.000 euro per la sistemazione idraulica dei torrenti Benici, Dasol, Calera e Gamba.

Gardone Riviera: 28.000 euro per il consolidamento delle sponde Valle del Poiano.

Toscolano Maderno: 30.000 euro per il ripristino della viabilità Valle Campei.

 

La Regione Lombardia ha approvato, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, una delibera che consentirà la caccia in deroga allo storno durante la stagione venatoria che si aprirà a settembre. Dal 2008 al 2017 lo storno ha causato alle colture lombarde danni accertati per 787mila euro. Nel 2017 ha provocato 60mila euro di danni a raccolti di vite, melo, mirtillo e ciliegio.
“Abbiamo adottato questo provvedimento discostandoci in maniera netta dal parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che consentiva il prelievo dello storno, ma con limiti che di fatto rendono impraticabile la caccia. Noi intendiamo tutelare gli agricoltori e il loro lavoro e consentire l’attività venatoria su tutto il territorio regionale con condizioni meno restrittive” ha dichiarato al termine della seduta di giunta l’assessore Rolfi.
“È una novità importante, a testimonianza della nostra volontà di affrontare il tema della caccia, attività necessaria per la tutela dell’agricoltura, in maniera pragmatica e non ideologica. Non intendiamo più subire da Ispra imposizioni scientificamente non motivate. Il tema della caccia in deroga va risolto. Rilancio l’appello al governo e al ministro Costa per un incontro con le Regioni che perorano questa istanza affinché si trovi una soluzione che possa consentire, nel rispetto della legge, l’esercizio della pratica venatoria, una tradizione diffusa che in Lombardia ha anche un forte valore economico e occupazionale” ha dichiarato Rolfi.
“Stiamo procedendo alla costituzione dell’osservatorio faunistico regionale: vorrei aprire il progetto anche ad altre Regioni affinché ci sia un altro soggetto che possa fare valutazioni scientifiche fondamentali per i piani di prelievo senza i condizionamenti ideologici che finora hanno caratterizzato il lavoro di Ispra. Siamo ancora in attesa da Ispra – conclude Rolfi – di una risposta alle nostre controdeduzioni rispetto al parere negativo sulla caccia a peppola e fringuello. Sollecito l’istituto a rispondere affinché la Regione Lombardia possa decidere quali azioni intraprendere”.
Cosa prevede la delibera:
- il prelievo dello storno potrà essere effettuato a una distanza non superiore da 500 metri da vigneti e meleti localizzati sul territorio regionale;
- il prelievo potrà essere effettuato dai cacciatori residenti in Lombardia espressamente autorizzati;
- ogni cacciatore dovrà annotare i capi prelevati sul tesserino venatorio;
- il prelievo potrà essere effettuato nel periodo compreso tra il 24 settembre e il 31 ottobre 2018;
- viene stabilito un numero massimo pari a 8.000 capi prelevabili e un numero massimo pari a 600 cacciatori autorizzabili al controllo;
I cacciatori interessati al prelievo dovranno, in base alla residenza, fare richiesta di autorizzazione al controllo ai rispettivi Uffici Territoriali Regionali o alla Provincia di Sondrio, nel periodo 1 agosto - 31 agosto 2018 e, in caso di superamento del numero massimo pari a 600, verrà adottato il criterio dell’ordine cronologico di arrivo delle domande;


A pochi giorni dall’inizio della raccolta dei pomodori, l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabiio Rolfi si è recato nella sede del Consorzio Casalasco del Pomodoro di Rivarolo del Re (CR), realtà leader nella coltivazione e trasformazione.

“I numeri previsti per il 2018 sono inferiori rispetto allo scorso anno a causa delle piogge abbondanti, ma la coltivazione del pomodoro in Lombardia si conferma comparto economico strategico. Quest’anno la produzione in Lombardia sarà d i 4,7 milioni di quintali, per un valore complessivo di 37 milioni di euro contro i 43 milioni del 2017. Le piogge di maggio, gli sbalzi termici e la grandine hanno danneggiato il settore. In Lombardia abbiamo oltre 7 mila ettari di terreni coltivati a pomodoro. Per il 90% si trovano in provincia di Mantova, Cremona, Pavia e Brescia”.

“Ritengo necessario – ha concluso l’assessore – fornire agli imprenditori uno strumento che consenta di regolarizzare la manodopera stagionale. Per questo accolgo di buon grado la reintroduzione dei voucher in agricoltura grazie al decreto Dignità del governo. Le cifre relative ai voucher del settore agricolo in Lombardia sono importanti: nel 2016 sono stati 160mila”.


Abbiamo obiettivi importanti in questi anni: sensibilizzare i lombardi a consumare prodotti
lombardi e i ristoratori a proporre prodotti del territorio. Pavia offre riso e vini di grande qualita' e dalle potenzialita' economiche enormi. Vogliamo che la loro valorizzazione parta
proprio dalle zone di produzione". 

Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura,
Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia questa
mattina alla borsa merci di Mortara (Pv) dove insieme al
ministro Gian Marco Centinaio e all'assessore regionale alle
Politiche per la famiglia, genitorialita' e pari opportunita'
Silvia Piani, ha incontrato i risicoltori della zona.

"Vogliamo difendere e promuovere i prodotti lombardi e siamo in
sintonia con il ministro e con il governo per una azione
istituzionale comune che possa portare risultati concreti" ha
rimarcato Rolfi, il quale poi in merito al lavoro della borsa
merci di Mortara ha aggiunto: "Crediamo molto in questa realta'.
E' un luogo fisico dove oltre a contrattare merci si instaurano
rapporti umani. Rappresenta il cuore pulsante della filiera del
riso di Pavia. Incontrero' nuovamente a settembre il direttore,
ma ho gia' assicurato l'impegno della Regione Lombardia a
sostenere la borsa merci nei progetti futuri relativi
all'innovazione del lavoro. Al momento non e' possibile un
impegno diretto della Regione nella compagine societaria, ma
garantisco l'intenzione a collaborare in maniera concreta per
nuovi progetti di ricerca in ambito di risicoltura".

"L'agricoltura lombarda - ha concluso l'assessore - e' minacciata
dai possibili tagli europei alla Pac. Siamo al fianco del
ministro Centinaio che si sta battendo in sede europea contro
questa prospettiva e per contenere la convergenza esterna".


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