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“L’attività di contenimento al momento non è sufficiente: è necessario fare sistema tra tutti gli attori in campo per renderla più efficace. Mi impegnerò a trovare maggiori risorse a livello regionale, che attualmente ammontano a 250mila euro, e a promuovere accordi territoriali che affianchino i piani provinciali. L’emergenza nutrie in Lombardia è alta. Ho scritto nei giorni scorsi anche al ministro Centinaio per chiedere un fondo nazionale”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia che questo pomeriggio a palazzo Lombardia ha presieduto la prima sessione del “tavolo nutrie”, al quale hanno partecipato le associazioni di categoria del mondo agricolo, l’Autorità Bacino del fiume Po, Province, ANCI, i rappresentanti dei consorzi di bonifica, AIPO e Federparchi.

“Ho notato una condivisione totale sugli obiettivi. Ora è necessario procedere affinché si crei omogeneità su tutto il territorio: il contenimento deve poter avvenire anche nei parchi e nelle aree protette ed è necessario che tutte le Province adottino piani di contenimento. La Regione Lombardia si farà promotrice di protocolli territoriali nelle zone più colpite. Mi impegnerò personalmente anche a coinvolgere le regioni limitrofe per un programma di contenimento sovraregionale condiviso” ha aggiunto Rolfi.
Nel 2017 in Lombardia sono state prelevate 85.393 nutrie: 1.598 in provincia di Bergamo, 13.815 in provincia di Lodi, 632 in provincia di Pavia, 24.841 in provincia di Cremona, 14.950 in provincia di Brescia e 29.557 in provincia di Mantova.


Dopo aver svernato allo stadio di larva nel terreno, a fine maggio gli adulti di Popillia japonica hanno incominciato ad emergere da tutti quegli appezzamenti scelti la scorsa estate dalle femmine per l’ovideposizione. Si tratta in maggioranza di prati stabili, giardini, campi da calcio, ma anche coltivazioni di mais e soia.

Come negli anni precedenti, da quando cioè nel 2014 il coleottero di origine giapponese è stato ritrovato in un’area del parco del Ticino al confine tra Lombardia e Piemonte, il Servizio fitosanitario di Regione Lombardia si è attivato per monitorare le popolazioni dell’insetto e controllarne la diffusione. Infatti, a partire da fine maggio, i tecnici di ERSAF hanno collocato nell’area focolaio le caratteristiche trappole, barattoli gialli e verdi con speciali ali che attraggono e catturano un gran numero di adulti del coleottero, sia maschi che femmine.

“Quest’anno la strategia di controllo prevede anche l’utilizzo di un nuovo tipo di trappola. Si tratta di una struttura formata da un treppiede ricoperto da una rete. Gli insetti vengono attirati verso la trappola dall’attrattivo posizionato al centro del treppiedi e vengono intercettati dalla rete. Il contatto degli adulti di Popillia japonica con la rete consente l’assorbimento di minime quantità di insetticida di cui è intrisa. La perdita di vitalità non è immediata, ma consente all’insetto di volare e muoversi ancora per qualche minuto. Per l’utilizzo di questo tipo di trappola i Servizi fitosanitari di Lombardia e Piemonte hanno chiesto e ottenuto una particolare autorizzazione dai ministeri della salute, dell’ambiente e dell’agricoltura” ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi.

 

Entrambi i tipi di trappola sono strumenti molto efficaci, ma devono essere utilizzati esclusivamente nell’ambito di strategie territoriali. Il loro potere attrattivo è superiore alla capacità di cattura e così una trappola collocata all’interno di un orto o di un giardino richiama insetti da centinaia di metri con la conseguenza di aumentare notevolmente il danno a carico della vegetazione presente, foglie, fiori e frutti. Il Servizio fitosanitario chiede quindi la collaborazione di tutti i cittadini perché le trappole non vengano spostate, sottratte o manomesse. I tecnici del Servizio fitosanitario si occuperanno della loro manutenzione.

 

Come era atteso, in questi giorni si stanno registrando i primi disagi per chi ha orti e giardini nei comuni maggiormente infestati. Consultando i siti 

http://www.ersaf.lombardia.it/Popillia_japonica/ e http://www.regione.lombardia.it/popillia-japonica è possibile leggere e scaricare le schede con le indicazioni per la difesa e rimanere informati sulle attività di monitoraggio e controllo di Popillia japonica messe in atto dal Servizio fitosanitario della Lombardia. Anche l’ente Parco naturale lombardo della valle del Ticino, che collabora con il servizio fitosanitario fin dal primo ritrovamento di Popillia japonica, è impegnato nelle azioni di sensibilizzazione e informazione.


“Abbiamo una visione federalista e territoriale della gestione degli enti. Per questo intendiamo applicare la legge 28 relativa alla riorganizzazione del sistema di gestione dei Parchi dialogando con i territori. Vogliamo che la razionalizzazione del sistema avvenga attraverso incentivi e non con l’imposizione. Il nostro obiettivo è quello di valorizzare le governance dei Parchi rilanciandone la funzione agricola e turistica”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia che questa mattina ha incontrato a palazzo Lombardia tutti i presidenti dei parchi regionali.

Gli obiettivi della legge 28 sono:

- favorire la realizzazione di un sistema integrato delle aree regionali protette e un incremento delle competenze e delle potenzialità dei servizi offerti;
- consolidare la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale e dei valori paesaggistici del territorio, incrementando gli standard di tutela ambientale stabiliti dalla normativa statale;
- incrementare i modelli di sviluppo sostenibile delle attività antropiche e riconoscere la rilevanza dei servizi ecosistemici;
- promuovere il completamento della Rete Ecologica Regionale e della la Rete Verde Regionale;
- potenziare la governance per la salvaguardia del paesaggio e della biodiversità.


“Nell’ambito del psr la Regione Lombardia ha assegnato tramite bando 20 milioni di euro per interventi di lotta agli incendi boschivi, come vasche e piazzole dedicate a elicotteri, per cure colturali ai boschi e per sistemazioni idraulico forestali. Siamo riusciti a finanziare 137 progetti. Un modo concreto per stare al fianco di comuni ed enti impegnati a prevenire o a combattere gli incendi”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia presentando le graduatorie del bando.
“Uno dei filoni che voglio seguire in questi anni riguarda la valorizzazione della filiera bosco – legno e intendo preservare questo ambiente con convinzione e con i mezzi di cui la Regione può disporre” aggiunge Rolfi
Nel caso di interventi di lotta agli incendi boschivi sono finanziate sei domande di 4 comunità montane per un contributo di 1.056.404,22 euro. Nel caso di interventi per cure colturali ai boschi sono finanziate 54 domande di comuni, parchi, consorzi forestali e aziende per un contributo di 5.221.484,07 euro. Nel caso di interventi per sistemazioni idraulico forestali sono finanziate 77 domande di comuni, comunità montane, parchi e consorzi forestali per un contributo di 13.922.419,94 euro.
Il decreto con le graduatorie complete sarà pubblicato nel BURL e sul sito internet della Regione Lombardia dedicato alla programmazione europea www.ue.regione.lombardia.it


“La Regione Lombardia sostiene convintamente la proposta di reintrodurre i voucher per il settore agricolo. Mi auguro che i tempi siano stretti e che già in sede parlamentare si possa integrare il decreto Dignità, perché la stagione estiva che è iniziata coincide anche con la raccolta dell’uva e dell’ortofrutta. È necessario dunque fornire agli imprenditori uno strumento che consenta di regolarizzare la manodopera stagionale. Le cifre relative ai voucher del settore agricolo in Lombardia sono importanti: nel 2016 sono stati 160mila. Con l’aumento dell’export del vino e di altri settori strategici sono convinto che nel 2018 i numeri possano essere ancora più alti”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.


“Non è possibile che ci siano regole diverse nello stesso lago. Ho scritto agli assessori di Regione Veneto e della Provincia Autonoma di Trento in relazione alla notizia della cattura nelle acque settentrionali del Benaco di un carpione.
Questa specie, presente solo nel Benaco, è a forte rischio estinzione. Quella catturata e non rilasciata è una femmina di 5 chili, con l’addome gonfio, pronta per la frega e il rilascio di almeno 10.000 uova di ottima qualità genetica, viste le dimensioni della riproduttrice. Un danno importante agli stock residuali ma soprattutto per la potenziale riproduttrice che avrebbe potuto contribuire significativamente alla salvezza di questa specie e forse, un domani, anche alla sua valorizzazione commerciale. Riprendo la necessità e l’urgenza di una gestione condivisa e unitaria della pesca nel Garda sia sportiva che professionale attraverso una consulta unica interregionale del Garda sul modello di quanto abbiamo realizzato per il Po. Per evitare ulteriori pescate di carpione nelle acque dei comuni di Riva del Garda e Torbole-Nago e per non vanificare i ripetuti rilasci eseguiti da Regione Lombardia ho chiesto alla Provincia di Trento di estendere alle acque di competenza il divieto assoluto di pesca cogente dal 2015 e fino al 2020 nelle acque veronesi e bresciane”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e sistemi verdi


“Accogliamo con favore le parole del ministro Centinaio in difesa dell'agricoltura italiana e del made in Italy. La clausola di salvaguardia sul riso è necessaria per porre fine all'applicazione degli accordi eba sulle importazioni senza dazi dal sud est asiatico. L'importazione del riso dalla Cambogia è aumentata del 700% in questi anni e dal Myanmar del 42% in un solo anno”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia con riferimento alle dichiarazioni rilasciate dal ministro Gian Marco Centinaio sulla difesa del riso italiano.

“Le sfide del futuro sono dunque legate alla valorizzazione commerciale dei prodotti lombardi, sviluppandone la distintività attraverso campagne di comunicazione e maggiore visibilità nei punti vendita, e alla promozione di una nuova cultura dell'alimentazione. La Lombardia è leader di settore in Italia e in Europa. Abbiamo più del 40% di tutte le risaie italiane, per questo siamo molto sensibili al tema” ha aggiunto Rolfi.


 

“Abbiamo inviato al presidente di Ispra una lettera con le controdeduzioni al parere negativo sulle deroghe per la caccia a storno, fringuello e peppola e sull’autorizzazione all’utilizzo delle reti per la cattura dei richiami vivi. Abbiamo esposto ragioni giuridiche e di merito. Non possiamo più accettare l’ennesimo parere negativo in fotocopia. Le deroghe sono, a determinate condizioni, un diritto riconosciuto dalla normativa comunitaria. Chiediamo di ridiscutere i pareri: abbiamo fornito alcune proposte che non possono essere cestinate in maniera pregiudizievole, ma che devono almeno essere approfondite”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia con riferimento al parere negativo di Ispra sulla concessione delle deroghe.

“Ho concordato con gli assessori all’Agricoltura di Friuli, Liguria e Veneto di inviare una richiesta congiunta di incontro ai neo ministri all’Ambiente, Sergio Costa, e all’Agricoltura, Gian Marco Centinaio per discutere di questo tema” ha aggiunto Rolfi. “C’è di mezzo la salvaguardia della pratica venatoria, una attività che ha anche un consistente valore economico e occupazionale ed evidenti implicazioni per il mondo agricolo, basti pensare ai danni arrecati dallo storno alle coltivazioni di pregio. L’impegno è corale e forte da parte di queste Regioni. Vogliamo affrontare in maniera politica una scelta che, dato l’atteggiamento fin qui tenuto da Ispra, ha assunto carattere politico” ha concluso Rolfi.


“Abbiamo espresso preoccupazione per i tagli previsti al comparto agricolo. Lavoreremo in sinergia con il ministro Centinaio per fare in modo che l’Europa non penalizzi un settore strategico. I tagli alla Pac avrebbero una forte ricaduta sull’economia lombarda. Solo per il primo pilastro, quello relativo ai pagamenti diretti agli agricoltori, la nostra regione rischia di perdere 50 milioni di euro. Standardizzare e appiattire a livello europeo i contributi su ettaro significa favorire i Paesi con costi di produzione inferiori, come quelli dell’Est Europa”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia al termine dell’incontro avvenuto oggi a Bruxelles con il Commissario europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan.

“Abbiamo evidenziato la necessità che la programmazione del Psr rimanga regionale: in Italia ogni territorio ha la propria vocazione e le proprie peculiarità” ha concluso Rolfi.


È stato sottoscritto questa mattina a Isola Serafini, sul territorio comunale di Monticelli d'Ongina (Piacenza), il protocollo d’intesa triennale per il controllo della pesca illegale nel Bacino del Fiume Po tra le Regioni Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna, le prefetture di Milano, Torino, Venezia e Bologna e l’autorità di bacino del fiume Po.

Il Po ha subito nel corso degli anni forti pressioni antropiche che hanno contribuito a una semplificazione della biodiversità ittiogenica e in particolare la rarefazione di specie autoctone come lo storione e l’anguilla. Si è registrato inoltre un aumento di specie aliene invasive che hanno ulteriormente ridotto la presenza di specie autoctone e protette.

“Purtroppo è in progressivo aumento la pesca illegale, anche ad opera di bande organizzate di stranieri - ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi - e intendiamo contrastarla lungo tutta l’asta del fiume Po. Ci siamo impegnati a portare a termine un regolamento comune di pesca che assicuri modalità di prelievo univoche semplici e conservative in modo da evidenziare inequivocabilmente la pesca illegale. Questo accordo prevede anche un potenziamento delle Forze di Polizia provinciale e locale anche con adeguamento delle attrezzature per il controllo notturno e la navigazione in alveo. Sarà necessario coordinare in questo anche i pescatori sportivi, le loro associazioni e i guardia pesca, che possono essere deterrente contro il bracconaggio” ha aggiunto Rolfi.

Il documento prevede anche il monitoraggio dei punti di imbarco pesca, sbarco e sosta degli automezzi di appoggio e, a medio termine, il potenziamento delle dotazioni in uso alle forze di Polizia provinciale, locale e di vigilanza ittica volontaria, come automezzi, natanti e relativi carrelli, visori notturni ed un budget su base annuale per la manutenzione.

“Ora bisogna accelerare su un regolamento comune per il Po nonché sulla individuazione di una modalità unitaria di gestione per assicurare a un ecosistema unico una gestione efficace, individuando un soggetto specifico, per difenderlo e valorizzarlo nel modo adeguato” conclude Rolfi.


 

“Auguro buon lavoro e faccio le mie congratulazioni al nuovo presidente del Consorzio di Tutela Oltrepo Pavese, Luigi Gatti. Sono ovviamente a disposizione per una proficua collaborazione. La sua elezione può rappresentare un bel segnale anche per creare un clima di lavoro più favorevole nell’interesse di tutti. C’è molto da fare per i vini dell’oltrepo. Già il 4 luglio si riunirà nuovamente nuovamente il tavolo di lavoro per entrare nel merito delle progettualità di valorizzazione. È una zona strategica per la Lombardia: il 62% della produzione regionale viene da lì”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, in merito all’elezione di Luigi Gatti come presidente del consorzio.


Province e Comuni adottino le misure predisposte da Regione Lombardia per semplificare e velocizzare i procedimenti autorizzativi relativi ai trasporti eccezionali. Lo chiedono gli assessori regionali Claudia Maria Terzi (Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile), e Fabio Rolfi (Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi) in due lettere di sollecito indirizzate alle Province lombarde, alla Città metropolitana di Milano e all’Anci Lombardia.
“Le linee guida per snellire l’iter, varate dalla Giunta regionale il 24 luglio 2017 e aggiornate il 2 febbraio 2018, prevedono, tra le altre cose, che gli enti proprietari delle arterie stradali pubblichino sul proprio sito istituzionale le cartografie e gli elenchi delle strade percorribili dai veicoli in questione. Questa misura consente, per le categorie individuate, di sostituire i nullaosta e i pareri che la legge impone di acquisire dai medesimi enti proprietari, a volte particolarmente numerosi”.
“Purtroppo ancora oggi, - spiegano Terzi e Rolfi - dobbiamo constatare come le pubblicazioni effettuate da parte degli enti proprietari coprano solo parzialmente il territorio regionale e, soprattutto, non consentano di dare continuità agli itinerari strategici per la circolazione di queste tipologie di veicoli e trasporti”.
“Questa inadempienza, che vanifica l’azione complessiva di semplificazione, è particolarmente evidente per alcune categorie di veicoli come le macchine agricole eccezionali, che nella maggioranza dei casi non presentano problemi di massa”.
La Regione ha più volte sollecitato gli attori in campo attraverso lettere inviate all’Anci e a tutti i Comuni lombardi: “Inoltre l’accordo per rendere operativa la piattaforma Te-online, che consente di gestire in via telematica la procedura relativa alle diverse fasi delle autorizzazioni, e per implementare l’archivio stradale regionale non è stato ancora sottoscritto dalle Province di Bergamo, Lecco e Sondrio. È necessario che ognuno faccia la sua parte perché si tratta di un tema di grande importanza per il tessuto agricolo e produttivo lombardo: assurdo ignorare le esigenze delle imprese che chiedono procedure più semplici e rapide per il rilascio dei permessi”.
L’auspicio è che il modello lombardo di efficienza, anche da questo punto di vista, possa essere esteso a livello nazionale: “Riteniamo necessaria un’azione congiunta verso il Governo appena insediato affinchè inserisca nel codice della strada e nel suo regolamento attuativo elementi di semplificazione normativa, soprattutto per le categorie di veicoli meno impattanti sulle infrastrutture come le macchine agricole e le macchine operatrici eccezionali, consapevoli – concludono Terzi e Rolfi - che ogni provvedimento di semplificazione in nessun caso può comportare il venir meno dei requisiti di sicurezza della circolazione e di conservazione dell'infrastruttura stradale”.


“Oggi a Roma ho avanzato la proposta di attivare al più presto tutte le misure necessarie affinché sulle confezioni di uova e sulle confezioni di prodotti che abbiano l’uovo come ingrediente principale sia obbligatoriamente indicato il Paese di provenienza. Questo per difendere la scelta consapevole da parte del consumatore e valorizzare i prodotti italiani, molto apprezzati all’estero per la loro qualità ma purtroppo penalizzati sul mercato”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, che oggi a Roma ha partecipato alla commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni

“All’estero vengono utilizzate sostanze chimiche che in Italia sono vietate. Lo scandalo del Fipronil è soltanto ultimo esempio a riguardo. È giusto dunque che i nostri prodotti siano etichettati in maniera chiara anche per difenderli da scandali internazionali che non li riguardano” aggiunge Rolfi.

“L’attuale normativa nazionale e comunitaria relativa alla etichettatura delle uova e degli ovoprodotti contiene lacune che vanno a discapito dei consumatori. L’indicazione del Paese di provenienza sulla confezione è infatti facoltativa. Qualcosa cambierà dal 2020, ma in maniera ancora troppo blanda. Chiediamo che l’etichettatura diventi obbligatoria” ha concluso Rolfi.


La giunta regionale lombarda ha approvato, su proposta dell’assessore Fabio Rolfi, la nuova suddivisione del territorio agro-silvo-pastorale regionale in aree idonee e aree non idonee alla presenza del cinghiale. “Un documento molto atteso dal mondo agricolo e dal mondo venatorio” ha dichiarato il responsabile regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi.
“Le aree idonee e quelle non idonee alla presenza della specie sono state individuate in sinergia con le associazioni del territorio e tenendo in considerazione alcuni fattori come la consistenza e la frequenza dei danni arrecati alle colture agricole e ai pascoli, la presenza di coltivazioni di particolare pregio, la presenza di habitat e di specie animali e vegetali di importanza per la biodiversità e le modalità pregresse di gestione della specie” ha aggiunto Rolfi.
La delibera prevede, fatto salvo il divieto di caccia laddove già previsto dalle norme vigenti, che la gestione del cinghiale avvenga nelle aree idonee mediante prelievo venatorio e controllo e, nelle aree non idonee, mediante controllo e prelievo venatorio di selezione.
“La presenza massiccia dei cinghiali sta creando danni consistenti, alle coltivazioni così come per la sicurezza delle persone. Per questo voglio creare una alleanza proficua tra mondo agricolo e mondo venatorio” ha detto Rolfi al termine della seduta di giunta.
La Regione Lombardia ha redatto la proposta di suddivisione del territorio regionale in aree idonee e non idonee alla presenza del cinghiale, nonché di individuazione dei confini delle unità di gestione della specie, attraverso un confronto con province, comunità montane, associazioni agricole, venatorie e ambientaliste regionali.

Aree idonee alla presenza della specie:
• Unità A Insubria Varese
• Unità B Insubria Como/Lago
• Unità C Insubria Como/Triangolo
• Unità D Pavia Oltrepo
• Unità E Lecco/Bergamo
• Unità F Brescia;

Aree non idonee alla presenza della specie:
• Unità G Pavia
• Unità H Città Metropolitana
• Unità I Padana
• Unità L Brescia Pianura
• Unità M Brianza
• Unità N Bergamo Pianura
• Unità O Insubria
• Unità P Orobie Bergamasche
• Unità Q Valle Camonica e Valle Sabbia
• Unità R Sondrio;
“Nelle prossime settimane – conclude Rolfi – saranno definite le modalità di gestione del cinghiale nonché le modalità di monitoraggio dei risultati conseguiti”.


“Avvieremo nei prossimi giorni una campagna di monitoraggio regionale al fine di verificare i luoghi di stanziamento della fauna acquatica selvatica, vettore della malattia. Avremo così una mappatura dei luoghi critici. Stanzieremo in assestamento di bilancio 1 milione di euro che, in aggiunta ai contributi ministeriali, finanzierà un bando per sostenere il settore. È allo studio con Veneto ed Emilia-Romagna un protocollo comune per la gestione dell’aviaria. È necessaria una azione condivisa per gestire la crisi in maniera rapida, uniforme e omogenea”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, facendo il punto della situazione sul comparto avicolo.

Nel corso del 2017 e primi mesi del 2018 infatti il comparto avicolo lombardo è stato interessato da una importante epidemia di influenza aviaria ad alta patogenicità con ingenti ripercussioni sanitarie ed economiche. Tali focolai hanno interessato prevalentemente le zona ad alta densità zootecnica avicola, in particolare la provincia di Brescia, Cremona, Mantova e Bergamo. In totale si sono avuti 53 focolai che hanno coinvolto allevamenti di tacchini, di galline ovaiole e di broiler. Le indagini epidemiologiche hanno individuato l’avifauna selvatica come probabile origine dell’infezione e alcuni contatti a rischio come causa della sua diffusione tra gli allevamenti. Al fine di evitare la probabile insorgenza di nuovi focolai sono stati disposti dalla Regione Lombardia, previo parere del Ministero della salute, 41 depopolamenti preventivi.

“Complessivamente sono stati abbattuti poco più di 3 milioni di volatili. Tutti gli animali abbattuti e i prodotti distrutti, come uova e mangimi, sono stati indennizzati agli allevatori da Regione Lombardia entro 90 giorni, tempo previsti dalla norma, per un totale di circa 23 milioni e mezzo di euro. A tale cifra va aggiunta anche quella sostenuta dalle ATS per le operazioni di abbattimento e smaltimento delle carcasse e prodotti, che ammonta a circa 7 milioni e mezzo di euro” ha concluso Rolfi.


“Ho incontrato oggi a palazzo Pirelli i rappresentanti regionali e provinciali dell’Associazione dei Consorzi di Bonifica. C’è piena sintonia e intenzione di collaborare proficuamente su diversi temi quali la gestione del deflusso ecologico, del rinnovo delle concessioni e del contenimento delle nutrie”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.
“Ho chiesto collaborazione per definire insieme un rinnovato piano regionale di contenimento delle nutrie. Voglio portare questo tema a essere affrontato come emergenza nazionale e nei prossimi giorni incontrerò il ministro Centinaio, che ha già dimostrato sensibilità sulla questione, per trovare una soluzione efficace. Durante l’incontro abbiamo affrontato anche il tema delle risorse in ambito irriguo. Purtroppo il Programma nazionale di sviluppo rurale attualmente in vigore penalizza parecchio le regioni del Nord. Mi batterò a livello nazionale per appianare questo sbilanciamento di risorse. L’agricoltura irrigua è molto praticata soprattutto in Lombardia ed è necessario che qui, più che altrove, sia sviluppata una rete di consorzi di bonifica, di canali irrigui e di ingegneria idraulica per garantire agli agricoltori l’acqua nei tempi, nei modi e con i prezzi giusti” ha concluso Rolfi.


Intensificare la lotta alla contraffazione alimentare, così da tutelare l'economia lombarda e la salute. Questo il messaggio portato dal presidente della Regione Lombardia alla 73esima Assemblea di Assolatte cui ha partecipato anche l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi.

"L'agroalimentare lombardo - ha detto il presidente - ha chiuso il 2017 con un incremento delle esportazioni del 16% sul 2016, raggiungendo un valore di 7 miliardi di euro. I prodotti maggiormente commercializzati all'estero vedono prevalere proprio il settore lattiero-caseario. Proprio per questo Regione Lombardia è da tempo impegnata sul fronte difesa dei prodotti 'Made in Lombardy'".

AGROPIRATERIA GENERA TRAFFICO DA OLTRE 60 MILIARDI - L'agropirateria alimentare genera un traffico di oltre 60 miliardi di euro con prodotti alimentari di finto 'Made in Italy' e la Lombardia, la regione con l'export più importante, subisce questo danno in maniera superiore alle altre Regioni italiane. "Non è più accettabile - ha proseguito - che i produttori lombardi subiscano ogni anno danni miliardari e siano penalizzati dalla concorrenza sleale dei prodotti di italian sounding".

ASSESSORE: IL LATTE FA BENE - "Il latte fa bene - ha dichiarato l'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi - basta fake news. La Regione Lombardia scenderà in campo nei prossimi mesi con una campagna istituzionale contro le notizie non vere sulla presunta insalubrità di questo alimento e promuovendone i valori nutritivi. Ristabilendo la verità si farà un primo passo anche per un più equo posizionamento sul mercato del latte. Abbiamo già istituito una tavolo regionale sul latte a cui partecipano tutti gli attori della filiera, dagli agricoltori ai trasformatori fino ai rappresentanti della grande distribuzione, per trovare soluzioni condivise". (Lnews) dvd/mam 13-GIU-2018 13:24
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La Regione Lombardia finanzierà, attraverso le Comunità montane, le “Misure forestali”, ossia i lavori di pronto intervento e di sistemazioni idraulico forestali e gli interventi per la salvaguardia dei boschi e la valorizzazione dell’economia della filiera forestale.
Lo ha annunciato Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi: “Abbiamo stanziato 2,9 milioni di euro, da ripartire tra le 23 Comunità Montane della Lombardia. Le domande di aiuto verranno raccolte dal 27 agosto al primo ottobre”.

“Ancora una volta la Regione Lombardia si mostra concretamente al fianco degli enti locali, destinando risorse economiche vitali per l’azione amministrativa. Questi interventi sono importanti per garantire il ruolo fondamentale delle comunità montane e danno seguito all’intenzione della Regione di valorizzare l’agricoltura di montagna e la filiera bosco-legno” ha aggiunto Rolfi.

Il decreto con i criteri previsti per tutti i bandi locali sarà pubblicato sul Burl del 2 luglio. L’approvazione delle graduatorie da parte delle Comunità Montane è prevista entro il 14 dicembre 2018.


“È una decisione forte che vuole essere una risposta concreta alla situazione di esasperazione che molti agricoltori sono costretti a vivere. Con questa delibera attiviamo la possibilità per gli agricoltori, provvisti di regolare licenza, di sparare tutto l’anno ai cinghiali. Si tratta di un ampliamento dell’attività di contenimento finora riservata solo alla polizia provinciale e ai cacciatori”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia in merito alla delibera presentata oggi in giunta.

Nel quinquennio 2013/2017, sul territorio regionale, il cinghiale ha arrecato danni alle colture agricole per 1.669.989 euro di indennizzi erogati da Regione Lombardia, corrispondenti a 2.807 eventi di danno denunciati e ha provocato 384 sinistri stradali denunciati, con erogazione di risarcimenti 606.664 euro complessivi.

“Vogliamo aumentare i prelievi per contrastare l’incremento incontrollato di una specie che danneggia colture e che rappresenta un pericolo anche per la sicurezza delle persone. La Regione Lombardia ha già chiesto a Ispra anche una maggiore elasticità, soprattutto nella possibilità di utilizzo della tecnica della braccata per permettere una attività di contenimento più incisiva. Vogliamo lavorare a una classificazione del territorio in zone vocate e non vocate affinché si possano concentrare gli interventi laddove necessario” conclude Rolfi.

La delibera attua quanto disposto dall’art. 4, comma 3 della l.r. 19/2017 in ordine all’autorizzazione rivolta ai proprietari o conduttori dei fondi per l’effettuazione del controllo del cinghiale, ove siano stati accertati danni. Vengono definiti i requisiti per i richiedenti, nonché le prescrizioni che l’autorizzazione deve contenere, con particolare riferimento alla sicurezza, al coordinamento con le Polizie provinciali e agli accertamenti igienico-sanitari da condurre sui cinghiali abbattuti.


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