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“Nell’ambito del psr la Regione Lombardia ha assegnato tramite bando 20 milioni di euro per interventi di lotta agli incendi boschivi, come vasche e piazzole dedicate a elicotteri, per cure colturali ai boschi e per sistemazioni idraulico forestali. Siamo riusciti a finanziare 137 progetti. Un modo concreto per stare al fianco di comuni ed enti impegnati a prevenire o a combattere gli incendi”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia presentando le graduatorie del bando.
“Uno dei filoni che voglio seguire in questi anni riguarda la valorizzazione della filiera bosco – legno e intendo preservare questo ambiente con convinzione e con i mezzi di cui la Regione può disporre” aggiunge Rolfi
Nel caso di interventi di lotta agli incendi boschivi sono finanziate sei domande di 4 comunità montane per un contributo di 1.056.404,22 euro. Nel caso di interventi per cure colturali ai boschi sono finanziate 54 domande di comuni, parchi, consorzi forestali e aziende per un contributo di 5.221.484,07 euro. Nel caso di interventi per sistemazioni idraulico forestali sono finanziate 77 domande di comuni, comunità montane, parchi e consorzi forestali per un contributo di 13.922.419,94 euro.
Il decreto con le graduatorie complete sarà pubblicato nel BURL e sul sito internet della Regione Lombardia dedicato alla programmazione europea www.ue.regione.lombardia.it


“L’agricoltura è la principale attività di tutela dell’ambiente e della biodiversità. L’Italia ha fatto molti passi in avanti su alcuni temi come l’utilizzo di nitrati e pesticidi. La frutta e la verdura italiane rispettano i limiti di legge nel 99,5% dei casi e in quasi 6 casi su 10 hanno zero residui”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

“L’attenzione dei consumatori è molto alta su temi come la sostenibilità e l’origine dei prodotti. Quindi anche il successo del prodotto sul mercato è legato all’ambiente, basti pensare alla produzione biologica del vino in Lombardia che è aumentata del 93% in 7 anni e nel 2017 ha fatto registrare il record storico di esportazioni.
Sosteniamo il Ministro Centinaio nella sua lotta al consumo del suolo. La Regione Lombardia è stata la prima a dotarsi di una legge che va in questa direzione e che può rappresentare un modello anche a livello nazionale” conclude Rolfi.


“La Regione Lombardia ha approvato nel gennaio 2018 il nuovo Regolamento regionale della pesca che ha ridisegnato il territorio regionale in ambiti idrobiologici omogenei denominati bacini di pesca e ha stabilito nuove modalità esecutive di pesca sia professionale che sportiva in tutta la Lombardia. La Direzione Agricoltura insieme agli Uffici territoriali, confrontandosi in maniera proficua con le consulte provinciali, ha poi elaborato i regolamenti di bacino che entreranno in vigore il 18 giugno. Per facilitare l’attività dei pescatori, la Regione Lombardia ha redatto per ogni bacino un prontuario che indica puntualmente come, cosa e quando pescare”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi presentando i prontuari consultabili e scaricabili al link http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/cittadini/agricoltura/pesca/normativa-regolamenti-esercizio-pesca/normativa-regolamenti-esercizio-pesca

“Quello dei pescatori è un universo molto complesso, costituito in Lombardia da più di 75mila dilettanti e 240 professionisti. Quando si cambiano le regole è necessario che tutti siano informati in maniera chiara e precisa” aggiunge Rolfi. “Ringrazio le associazioni di pesca dilettantistica e professionale, le rappresentanze ambientali e gli esperti ittici nominati nelle consulte per il loro lavoro e il tempo dedicato alla stesura dei regolamenti”.

“Stabilite e semplificate le regole di pesca per ogni bacino, il prossimo traguardo sarà avere una gestione efficace nei controlli, rapida nell'attuazione degli interventi ittiogenici e volano di turismo e di occupazione locale. Nei prossimi mesi porterò all'attenzione della Giunta le Linee guida per la gestione dei bacini di pesca e valuteremo le candidature ai fini della gestione in concessione della pesca dilettantistica” ha concluso l’assessore.

Il nuovo Regolamento regionale della pesca ha stabilito che i bacini in Lombardia sono 14 e ognuno ha un fiume o un lago come cuore dell’area omogenea:

1 Oltrepò Pavese;

2 Asta del fiume Po;

3 Ticino Terdoppio Sesia Agogna;

4 Lambro Olona;

5 Verbano Ceresio e Lario;

6 Adda sub-lacuale;

7 Valle Brembana;

8 Valle Seriana;

9 Oglio;

10 Valle Camonica;

11 Valle Trompia Valle Sabbia e Benaco;

12 Mincio;

13 Provincia di Sondrio;

14 Sebino.

Tra i cambiamenti si evidenziano le limitazioni all’uso delle reti da pesca nei laghi e il numero chiuso dei pescatori professionali che possono esercitare per ogni lago.


“Accogliamo con favore le parole del ministro Centinaio in difesa dell'agricoltura italiana e del made in Italy. La clausola di salvaguardia sul riso è necessaria per porre fine all'applicazione degli accordi eba sulle importazioni senza dazi dal sud est asiatico. L'importazione del riso dalla Cambogia è aumentata del 700% in questi anni e dal Myanmar del 42% in un solo anno”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia con riferimento alle dichiarazioni rilasciate dal ministro Gian Marco Centinaio sulla difesa del riso italiano.

“Le sfide del futuro sono dunque legate alla valorizzazione commerciale dei prodotti lombardi, sviluppandone la distintività attraverso campagne di comunicazione e maggiore visibilità nei punti vendita, e alla promozione di una nuova cultura dell'alimentazione. La Lombardia è leader di settore in Italia e in Europa. Abbiamo più del 40% di tutte le risaie italiane, per questo siamo molto sensibili al tema” ha aggiunto Rolfi.


“Basta fake news. Il latte fa bene e ha proprietà nutritive importanti. Le notizie sulla presunta insalubrità di questo alimento stanno producendo danni di carattere economico a tutta la filiera. La Regione Lombardia vuole fermare questo flusso di false informazioni e varerà nei prossimi mesi una massiccia campagna di comunicazione, partendo dalle scuole, per promuovere, insieme a tutta la filiera, le qualità del latte lombardo e favorire così il consumo di questo importante prodotto centrale per il nostro sistema agrozootecnico”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi che stamattina è intervenuto a un evento organizzato a Pandino (cr) nell’ambito del World Milk Day.

“Le nostre aziende sono le più controllate al mondo e garantiscono la sostenibilità e il benessere animale. In sostanza produciamo il latte più controllato e salubre che ci sia in circolazione; per questo va difeso da false credenze e dalle balle che vengono messe in giro” conclude Rolfi.


“Abbiamo espresso preoccupazione per i tagli previsti al comparto agricolo. Lavoreremo in sinergia con il ministro Centinaio per fare in modo che l’Europa non penalizzi un settore strategico. I tagli alla Pac avrebbero una forte ricaduta sull’economia lombarda. Solo per il primo pilastro, quello relativo ai pagamenti diretti agli agricoltori, la nostra regione rischia di perdere 50 milioni di euro. Standardizzare e appiattire a livello europeo i contributi su ettaro significa favorire i Paesi con costi di produzione inferiori, come quelli dell’Est Europa”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia al termine dell’incontro avvenuto oggi a Bruxelles con il Commissario europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan.

“Abbiamo evidenziato la necessità che la programmazione del Psr rimanga regionale: in Italia ogni territorio ha la propria vocazione e le proprie peculiarità” ha concluso Rolfi.


“Il fatto che il ministro alle Politiche agricole, alimentari e forestali sia un lombardo in gamba come Gian Marco Centinaio fa ben sperare. Serve una visione integrata della filiera, dall’agricoltura all’alimentazione. In Regione Lombardia c’è molta attenzione su questo tema e sono soddisfatto di vedere che il modello sarà replicato anche a Roma, a conferma dell’ottima scelta della giunta Fontana”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi della Regione Lombardia.

“Gli agricoltori della nostra regione hanno bisogno di risposte dal governo centrale. Auguro buon lavoro al nuovo ministro con il quale intendo da subito lavorare in sintonia. Sono sicuro che metterà impegno e dedizione in questo ruolo” conclude Rolfi.


 

“Auguro buon lavoro e faccio le mie congratulazioni al nuovo presidente del Consorzio di Tutela Oltrepo Pavese, Luigi Gatti. Sono ovviamente a disposizione per una proficua collaborazione. La sua elezione può rappresentare un bel segnale anche per creare un clima di lavoro più favorevole nell’interesse di tutti. C’è molto da fare per i vini dell’oltrepo. Già il 4 luglio si riunirà nuovamente nuovamente il tavolo di lavoro per entrare nel merito delle progettualità di valorizzazione. È una zona strategica per la Lombardia: il 62% della produzione regionale viene da lì”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, in merito all’elezione di Luigi Gatti come presidente del consorzio.


“Oggi a Roma ho avanzato la proposta di attivare al più presto tutte le misure necessarie affinché sulle confezioni di uova e sulle confezioni di prodotti che abbiano l’uovo come ingrediente principale sia obbligatoriamente indicato il Paese di provenienza. Questo per difendere la scelta consapevole da parte del consumatore e valorizzare i prodotti italiani, molto apprezzati all’estero per la loro qualità ma purtroppo penalizzati sul mercato”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, che oggi a Roma ha partecipato alla commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni

“All’estero vengono utilizzate sostanze chimiche che in Italia sono vietate. Lo scandalo del Fipronil è soltanto ultimo esempio a riguardo. È giusto dunque che i nostri prodotti siano etichettati in maniera chiara anche per difenderli da scandali internazionali che non li riguardano” aggiunge Rolfi.

“L’attuale normativa nazionale e comunitaria relativa alla etichettatura delle uova e degli ovoprodotti contiene lacune che vanno a discapito dei consumatori. L’indicazione del Paese di provenienza sulla confezione è infatti facoltativa. Qualcosa cambierà dal 2020, ma in maniera ancora troppo blanda. Chiediamo che l’etichettatura diventi obbligatoria” ha concluso Rolfi.


“L’anticipo della Pac è una richiesta forte del mondo agricolo e rappresenta una necessità per molti imprenditori che rischiano di andare in crisi di liquidità. Si tratta di una buona pratica che la Regione Lombardia ha sempre garantito fino al 2014 grazie all’efficienza amministrativa dell’ente. Poi una modifica alla normativa nazionale ha impedito di anticipare i fondi che non rientrano nel corso dell’anno. Da anni siamo bloccati da una norma ingiusta che penalizza le regioni virtuose e non consente di aiutare gli agricoltori lombardi”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

“Rilancerò la richiesta di modificare la norma nazionale e alla ripresa dell’attività parlamentare consegnerò a tutti i membri della commissione agricoltura una proposta di emendamento per consentire l’anticipo della Pac. E’ ingiusto e sbagliato impedirci una buona pratica che possiamo permetterci e che è apprezzata dal mondo agricolo” ha concluso Rolfi.


“Avvieremo nei prossimi giorni una campagna di monitoraggio regionale al fine di verificare i luoghi di stanziamento della fauna acquatica selvatica, vettore della malattia. Avremo così una mappatura dei luoghi critici. Stanzieremo in assestamento di bilancio 1 milione di euro che, in aggiunta ai contributi ministeriali, finanzierà un bando per sostenere il settore. È allo studio con Veneto ed Emilia-Romagna un protocollo comune per la gestione dell’aviaria. È necessaria una azione condivisa per gestire la crisi in maniera rapida, uniforme e omogenea”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, facendo il punto della situazione sul comparto avicolo.

Nel corso del 2017 e primi mesi del 2018 infatti il comparto avicolo lombardo è stato interessato da una importante epidemia di influenza aviaria ad alta patogenicità con ingenti ripercussioni sanitarie ed economiche. Tali focolai hanno interessato prevalentemente le zona ad alta densità zootecnica avicola, in particolare la provincia di Brescia, Cremona, Mantova e Bergamo. In totale si sono avuti 53 focolai che hanno coinvolto allevamenti di tacchini, di galline ovaiole e di broiler. Le indagini epidemiologiche hanno individuato l’avifauna selvatica come probabile origine dell’infezione e alcuni contatti a rischio come causa della sua diffusione tra gli allevamenti. Al fine di evitare la probabile insorgenza di nuovi focolai sono stati disposti dalla Regione Lombardia, previo parere del Ministero della salute, 41 depopolamenti preventivi.

“Complessivamente sono stati abbattuti poco più di 3 milioni di volatili. Tutti gli animali abbattuti e i prodotti distrutti, come uova e mangimi, sono stati indennizzati agli allevatori da Regione Lombardia entro 90 giorni, tempo previsti dalla norma, per un totale di circa 23 milioni e mezzo di euro. A tale cifra va aggiunta anche quella sostenuta dalle ATS per le operazioni di abbattimento e smaltimento delle carcasse e prodotti, che ammonta a circa 7 milioni e mezzo di euro” ha concluso Rolfi.


 "Con l'approvazione del Piano regionale di contenimento ed eradicazione della nutria stanziamo 200.000 euro per finanziare i piani locali sostenuti dalle Province. In questo modo ampliamo gli interventi già messi in campo per arginare a un fenomeno che sul territorio regionale rappresenta un potenziale rischio sanitario per la salute pubblica e per la sanità animale". Lo ha comunicato l'assessore al Welfare di Regione Lombardia commentando l'approvazione su sua proposta, in concerto con l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, della delibera che approva il Piano regionale di contenimento ed eradicazione della nutria 2018/2020.

PROGETTI PROVINCIALI - "La misura approvata - ha spiegato l'assessore - definisce anche i criteri per l'attribuzione dei finanziamenti ai progetti che le Province presentano alla Dg Welfare la cui istruttoria sarà condotta dal Tavolo di coordinamento per l'attività di contenimento del roditore sulla base della presenza di nutrie presenti sul territorio".

875.000 EURO IN 3 ANNI - "I 200.000 euro stanziati oggi - ha concluso - si sommano ai 675.000 già messi a disposizione di Province e Comuni negli anni 2015 e 2016. Nel corso del 2016 sono state catturate e smaltite circa 50.000 nutrie. Siamo in attesa della rendicontazione delle Province relativa al 2017".

ASSESSORE AGRICOLTURA - "Grazie a questo documento - ha commentato l'assessore all'Agricoltura sono possibili i piani provinciali necessari per l'attività di contenimento delle nutrie. Il problema è serio e in decisa crescita, è necessario intensificare l'azione di contrasto ricercando nuovi operatori volontari, dando certezze normative agli stessi e investendo più risorse. Per questo motivo ho chiesto ai parlamentare Lombardi di attivarsi per modificare la legge 157 e introdurre anche a livello nazionale la figura dell'operatore volontario così come per individuare risorse nazionali per sostenere il territorio in questa battaglia. E' una emergenza e come tale va trattata anche con risorse straordinarie; le regioni non possono essere lasciate da sole".


Intensificare la lotta alla contraffazione alimentare, così da tutelare l'economia lombarda e la salute. Questo il messaggio portato dal presidente della Regione Lombardia alla 73esima Assemblea di Assolatte cui ha partecipato anche l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi.

"L'agroalimentare lombardo - ha detto il presidente - ha chiuso il 2017 con un incremento delle esportazioni del 16% sul 2016, raggiungendo un valore di 7 miliardi di euro. I prodotti maggiormente commercializzati all'estero vedono prevalere proprio il settore lattiero-caseario. Proprio per questo Regione Lombardia è da tempo impegnata sul fronte difesa dei prodotti 'Made in Lombardy'".

AGROPIRATERIA GENERA TRAFFICO DA OLTRE 60 MILIARDI - L'agropirateria alimentare genera un traffico di oltre 60 miliardi di euro con prodotti alimentari di finto 'Made in Italy' e la Lombardia, la regione con l'export più importante, subisce questo danno in maniera superiore alle altre Regioni italiane. "Non è più accettabile - ha proseguito - che i produttori lombardi subiscano ogni anno danni miliardari e siano penalizzati dalla concorrenza sleale dei prodotti di italian sounding".

ASSESSORE: IL LATTE FA BENE - "Il latte fa bene - ha dichiarato l'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi - basta fake news. La Regione Lombardia scenderà in campo nei prossimi mesi con una campagna istituzionale contro le notizie non vere sulla presunta insalubrità di questo alimento e promuovendone i valori nutritivi. Ristabilendo la verità si farà un primo passo anche per un più equo posizionamento sul mercato del latte. Abbiamo già istituito una tavolo regionale sul latte a cui partecipano tutti gli attori della filiera, dagli agricoltori ai trasformatori fino ai rappresentanti della grande distribuzione, per trovare soluzioni condivise". (Lnews) dvd/mam 13-GIU-2018 13:24
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“Con questo documento intendiamo stimolare la filiera bosco - legno - energia nel rispetto della conservazione dell’ambiente. Il piano di indirizzo forestale è uno strumento importante per l’individuazione delle attività selvicolturali da svolgere. Regolamenta il pascolo per la ripulitura dei boschi a scopo di prevenire gli incendi boschivi e conservare il paesaggio rurale, individua le nuove strade forestali utili per accedere nei boschi e delimita le aree in cui possono essere autorizzati gli interventi che comportino la trasformazione del bosco. Il PIF è un supporto per la definizione delle priorità nell’erogazione di incentivi e contributi pubblici e risulta essenziale per individuare gli interventi finanziabili con alcune operazioni del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia in merito all’approvazione in giunta del Piano di Indirizzo Forestale della Comunità Montana Parco dell’Alto Garda Bresciano. Il documento sarà valido per i 15 anni.

“La filiera bosco legna è per noi una priorità da sviluppare perché i nostri boschi sono un patrimonio straordinario che dobbiamo valorizzare al meglio per consolidare economie locali vitali per le aree montane. Altre regioni hanno fatto passi da gigante in tal senso e dobbiamo recuperare con una visione strategica che coinvolga tutti gli attori. Per queste ragioni intendo costituire a breve l’osservatorio bosco legna che rappresenterà strumento di progettazione e programmazione condivisa di misure per la filiera” conclude Rolfi.


“È una decisione forte che vuole essere una risposta concreta alla situazione di esasperazione che molti agricoltori sono costretti a vivere. Con questa delibera attiviamo la possibilità per gli agricoltori, provvisti di regolare licenza, di sparare tutto l’anno ai cinghiali. Si tratta di un ampliamento dell’attività di contenimento finora riservata solo alla polizia provinciale e ai cacciatori”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia in merito alla delibera presentata oggi in giunta.

Nel quinquennio 2013/2017, sul territorio regionale, il cinghiale ha arrecato danni alle colture agricole per 1.669.989 euro di indennizzi erogati da Regione Lombardia, corrispondenti a 2.807 eventi di danno denunciati e ha provocato 384 sinistri stradali denunciati, con erogazione di risarcimenti 606.664 euro complessivi.

“Vogliamo aumentare i prelievi per contrastare l’incremento incontrollato di una specie che danneggia colture e che rappresenta un pericolo anche per la sicurezza delle persone. La Regione Lombardia ha già chiesto a Ispra anche una maggiore elasticità, soprattutto nella possibilità di utilizzo della tecnica della braccata per permettere una attività di contenimento più incisiva. Vogliamo lavorare a una classificazione del territorio in zone vocate e non vocate affinché si possano concentrare gli interventi laddove necessario” conclude Rolfi.

La delibera attua quanto disposto dall’art. 4, comma 3 della l.r. 19/2017 in ordine all’autorizzazione rivolta ai proprietari o conduttori dei fondi per l’effettuazione del controllo del cinghiale, ove siano stati accertati danni. Vengono definiti i requisiti per i richiedenti, nonché le prescrizioni che l’autorizzazione deve contenere, con particolare riferimento alla sicurezza, al coordinamento con le Polizie provinciali e agli accertamenti igienico-sanitari da condurre sui cinghiali abbattuti.


“La situazione è allarmante e inaccettabile. Ammonta a mezzo miliardo di euro il mancato versamento dei contributi da parte dello Stato italiano per le assicurazioni contro le calamità nelle campagne”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi.

“Questi ritardi indeboliscono anche tutti gli interventi effettuati dalle Regioni virtuose come la Lombardia in difesa del lavoro e della agrozootecnia. Noi abbiamo appena confermato per esempio l’assicurazione per lo smaltimento delle carcasse. I ritardi romani stanno mettendo in difficoltà i consorzi di difesa che sono ormai obbligati a fare un servizio bancario. Lo Stato deve rimettere in circolo i soldi degli agricoltori. Agea si svegli, su questo tema siamo disposti a muoverci anche in sede legale” conclude l’assessore.


“Sostengo con convinzione l’iniziativa organizzata da diverse sigle dei cacciatori che venerdì 8 giugno saranno a Torino per manifestare. La proposta di legge che la Regione Piemonte sta per approvare è di fatto apertamente anti cacciatori. Una norma che vuole vietare 15 specie che sono cacciabili sul resto del territorio nazionale e che mirerebbe addirittura a vietare la caccia nei giorni festivi. Invito la Regione a ripensarci e a evitare che venga promulgata una legge in aperto contrasto con la normativa, visto che le Regioni non possono prevedere ulteriori specie cacciabili o non cacciabili rispetto all’elenco nazionale”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia in merito alla protesta organizzata dalle sigle dei cacciatori per venerdì 8 giugno a Torino.

“Le regioni che condividono una forte vocazione agricola, una ampia porzione di territorio montano e una radicata tradizione rurale e venatoria devono condividere azioni comuni di valorizzazione e difesa della caccia come strumento di regolazione dell’ecosistema e di contrasto alla fauna selvatica in eccesso. Spero che la manifestazione di Torino venga colta dalla Regione Piemonte come opportunità di rivedere le posizioni sulla caccia e di ragionare insieme alle Regioni confinanti su azioni per promuovere in maniera corretta l’attività venatoria” conclude Rolfi.


La Regione Lombardia nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 ha pubblicato il bando relativo agli incentivi per la costituzione di nuove aziende agricole da parte di giovani agricoltori (18-40 anni). L’iniziativa ha l’obiettivo di favorire l’accesso di giovani agricoltori qualificati nel settore agricolo e il ricambio generazionale, tramite la concessione di un premio per il primo insediamento in qualità di titolare o legale rappresentante di un’impresa agricola.
“Tra il 2015 e il 2017 abbiamo già dato 19 milioni di euro per 738 progetti. Ora mettiamo a disposizione altri 11,5 milioni. Crediamo che l’agricoltura sia il settore chiave del futuro, soprattutto in Lombardia, e vogliamo avvicinare i giovani a questo mondo. Agevolarli sotto il profilo economico è uno dei modi più concreti ed efficaci. La Lombardia è la prima regione agricola d'Italia. Siamo orgogliosi di questo primato e intendiamo promuoverlo nelle giovani generazioni” ha detto Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.
Le domande possono essere presentate dal 13 giugno 2018 al 30 aprile 2019 in quattro diversi periodi di riferimento. Potranno accedere al fondo i giovani agricoltori che si insediano per la prima volta in una azienda agricola in qualità di titolare di una impresa agricola individuale o il legale rappresentante di una società agricola di persone, di capitali o cooperativa.


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