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“La scelta di non acquistare più grano canadese effettuata da Barilla è importante sia sotto il profilo economico che sotto l’aspetto simbolico. Dobbiamo lanciare segnali forti in difesa del grano italiano. Non possiamo più accettare che per produrre pasta in Italia venga utilizzato grano canadese trattato in preraccolta con il glifosato, pratica vietata nella nostra nazione”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia. “Il parlamento italiano ora deve bloccare la ratifica del Ceta, l'accordo di libero scambio tra Europa e Canada, che a livello europeo è approvato in modalità provvisoria. Sarebbe bello se lo facesse all’unanimità. Oltre al danno economico per le nostre aziende, non possiamo permettere che in fase di importazione arrivino in Italia prodotti coltivati all’estero con metodi vietati sul nostro territorio. Ne va della qualità del cibo che mangiamo” conclude Rolfi.


“Il latte lombardo deve essere valorizzato come merita. Nelle prossime settimane convocheremo un tavolo regionale per affrontare con le parti tutti i problemi che vengono riscontrati. Vogliamo che il quadro di regole sia chiaro e oggettivo e soprattutto che le normative vengano rispettate da tutti; intendiamo inoltre puntare in maniera decisa su una migliore promozione del prodotto finito anche attraverso il coinvolgimento della grande distribuzione. Assicurare la qualità del cibo e il giusto prezzo è garanzia sia per il lavoro di tutta la filiera che per il consumatore”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

“La Regione Lombardia continuerà a essere interlocutore privilegiato per i produttori lombardi e si farà portavoce presso il ministero affinché le loro istanze vengano affrontate a livello nazionale” conclude l’assessore. “Ci auguriamo che il futuro governo abbia su questo tema una sensibilità diversa rispetto agli esecutivi che si sono susseguiti negli ultimi anni”.


“L’Unione europea ha dichiarato guerra all’agroalimentare lombardo e italiano: ha dato il via libera nel mercato europeo ad alimenti certificati come biologici, ma contaminati da prodotti chimici fitosanitari, e ha cancellato in sede tecnica con un colpo di spugna i decreti sull’etichetta d’origine, favorendo di fatto i fake food. Grazie a queste follie avremo sulle nostre tavole alimenti spacciati come bio, ma che non lo sono, e cibi che sembrano italiani, ma prodotti con materie prime provenienti da chissà dove”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia in merito all’approvazione definitiva da parte dell'europarlamento della nuova regolamentazione su produzione e etichettatura dei prodotti biologici. Il nuovo regolamento concede agli Stati europei la possibilità di mantenere in vigore soglie meno restrittive per i residui di fitofarmaci o di contaminazione da ogm.

“Apprendo con soddisfazione il fatto che gli europarlamentari italiani abbiano votato tutti contro al nuovo regolamento, ma ora faccio appello alle forze politiche nazionali affinché il tema sia portato all’attenzione dell’opinione pubblica e affinché si arrivi all’istituzione del Marchio biologico italiano. Deve essere una priorità del prossimo governo. La Regione Lombardia c’è ed è pronta a fare da capofila. Le regole sull'agricoltura biologica italiana, applicate da anni, rendono i nostri prodotti una eccellenza senza eguali e sull’altro fronte non possiamo continuare a permettere la diffusione dei cibi falsi che costano all’economia italiana 70 miliardi di euro ogni anno” conclude Rolfi.


 

“L’agroalimentare lombardo si trova ad affrontare sfide importanti sia su scala internazionale che locale: il tema della promozione dei nostri prodotti in primis. Siamo la prima regione agricola d’Italia e una delle prime in Europa: abbiamo potenzialità enormi che vogliamo sfruttare. La politica deve innanzitutto evitare di fare danni. Penso alle sanzioni alla Russia che hanno massacrato le imprese italiane togliendo una importante fetta di mercato. Dobbiamo al contrario creare nuovi sbocchi commerciali perché l’interesse verso il Made in Italy è forte nel mondo ed è necessario sfruttarlo”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Politiche verdi, intervenuto oggi all’assemblea annuale di Confagricoltura Varese.

“La Regione Lombardia vuole farsi promotrice di un confronto pragmatico, partendo dal tema della sburocratizzazione. Faremo un tavolo operativo per ascoltare le proposte degli operatori ed eliminare i passaggi burocratici superflui. Gli imprenditori agricoli vogliono lavorare, non perdere tempo con le carte bollate. Intendiamo favorire anche una alleanza tra agricoltori e mondo venatorio, per contrastare il proliferare della fauna selvatica che tanti danni ha creato sia in termini economici che di sicurezza dei cittadini. Dobbiamo infine procedere nella direzione della difesa del suolo. La Regione Lombardia si è dotata di una legge efficace contro il consumo della terra e intendiamo ammodernare la norma. Vogliamo lavorare per il settore primario perché la Lombardia può correre di più solo se corre l’agricoltura” ha concluso Rolfi.


Splendida notizia! Barilla ha deciso di investire 240 milioni di euro in grano italiano e di dire basta all’acquisto di grano proveniente dal Canada. Il programma riguarderà 5.000 aziende italiane. Un bel segnale in difesa del made in Italy; un’operazione che avrà ricadute positive sul nostro mercato e sulla qualità della pasta che finisce sulle nostre tavole. Una politica aziendale che mi piace e che spero possa essere replicata. Nel grano canadese infatti sono presenti tracce di glifosato, sostanza che è oggetto di forti criticità e che molte nazioni preferiscono non utilizzare.  Una raccomandazione: controllate sempre le etichette e consumate italiano!


“Brescia è la prima provincia agricola all’interno della prima Regione agricola d’Italia. Promuovere i prodotti agroalimentari del territorio lombardo significa dunque valorizzare il lavoro di una intera filiera e di una comunità”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Politiche verdi, intervenuto questa mattina all’inaugurazione della Fiera Agricola e Sagra della Beata Cristina di Calvisano (BS).

“Per la prima volta in Italia, una Regione ha istituito un assessorato dedicato al cibo. Questo testimonia un impegno serio volto a difendere i prodotti lombardi, dai campi ai negozi, sia sul mercato nazionale che su quello internazionale, dove troppo spesso veniamo penalizzati dalla concorrenza sleale dei cibi falsi. Per fare questo occorre difendere e valorizzare la nostra identità agricola partendo anche da momenti comunitari come questo. Ringrazio i promotori della sagra agricola di Calvisano che con passione e dedizione proseguono nell’organizzazione di una iniziativa così importante per tutta la Bassa bresciana” conclude Rolfi.


“Il compito delle istituzioni è quello di agevolare il lavoro delle imprese. Vogliamo dare alle attività agroalimentari lombarde la possibilità di partecipare a una delle più grandi vetrine del mondo: il Sial di Parigi, cofinanziando uno spazio espositivo”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia presentando il bando pubblicato ieri.
Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, nell’ambito degli impegni assunti con l’Accordo di Programma per lo sviluppo economico e la competitività del sistema lombardo, intendono offrire a 12 imprese lombarde o consorzi del settore agroalimentare l’opportunità di partecipare alla manifestazione fieristica Sial che avrà luogo dal 21 al 25 ottobre 2018 a Parigi. Il SIAL prosegue nella sua politica di sviluppo per consolidare il suo posto di partner privilegiato della filiera agroalimentare mondiale infatti, rappresenta il primo network mondiale di saloni con una copertura geografica ineguagliabile. Il SIAL ha sviluppato, oltre a una conoscenza molto approfondita di tutti gli operatori della filiera agroalimentare, anche un ruolo di osservatorio privilegiato e riconosciuto delle tendenze e delle innovazioni provenienti da tutto il mondo.
L’avviso prevede l’offerta alle imprese beneficiarie di un pacchetto di servizi nell’ambito di uno spazio espositivo di complessivi 130 mq. All’interno dell’Area della collettiva lombarda ciascuna impresa partecipante avrà a disposizione una postazione con tutte le strumentazioni adeguate
Il valore complessivo di tali servizi è pari a € 9.776,66 + IVA (€ 11.927,52). Regione Lombardia stanzia un contributo a fondo perduto finalizzato a ridurre il costo fino al 59,36% rispetto al prezzo pieno previsto dall’Ente Fiera, pertanto la quota a carico di ogni singola impresa è pari a € 3.970,00 + IVA (€ 4.843,40)
Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 12.00 del 19 aprile 2018 fino alle ore 16.00 del 22 maggio 2018 tramite il sito http://webtelemaco.infocamere.it.
Bando completo all’indirizzo: http://www.unioncamerelombardia.it/images/file/AT_BANDI%202018/TESTO_%20SIAL_%20PARIGI_definitivo.pdf


“Già alla prima riunione di giunta abbiamo adottato due provvedimenti fondamentali: il dimezzamento del ticket sanitario e l’ampliamento della misura relativa agli asili nido gratuiti. L’avevamo promesso e l’abbiamo realizzato subito. Siamo al fianco in modo concreto alle fasce più deboli e alle famiglie lombarde”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi.
 “Sono già 14.000 i posti nido gratuiti in Lombardia. Dal prossimo anno aumenteremo di 1.400. Il ticket aggiuntivo sarà invece dimezzato e passerà da 30 a 15 euro. La Regione Lombardia aveva adottato questo provvedimento già lo scorso anno, ma si era dovuta fermare di fronte all’impugnativa da parte dello Stato” aggiunge Rolfi. “Aumenta dunque la già ampia platea di persone che usufruisce di tagli al ticket. La giunta Fontana vuole offrire una sanità più efficiente, veloce e accessibile a tutti e intende rilanciare le politiche della maternità: due obiettivi fondamentali per la Lombardia del futuro” conclude Rolfi.

“In settimana partirà la richiesta di deroga all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale per storno, fringuello e peppola, nonché la deroga per la cattura di torde, cesene e merli. L’iniziativa è stata condivisa con le associazioni venatorie lombarde. Intendo dare nuovo slancio al tema per superare le note resistenze di Ispra alla concessione di deroghe, comunque previste anche dalla normativa europea. Ho richiesto un incontro ai nuovi vertici Ispra che voglio allargare anche ai rappresentanti delle altre Regioni coinvolte dal tema e ai parlamentari del territorio. È necessario fare fronte comune per difendere un settore che ha un forte indotto occupazionale e che rappresenta una tradizione ancora viva del nostro territorio”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi in merito alla comunicazione approvata oggi durante la giunta regionale.

Lo storno ha causato gravi perdite alle produzioni lombarde. I danni accertati dal 2008 a oggi ammontano a 800 mila euro nella nostra regione. Solo nel 2017 le province di Brescia, Pavia e Sondrio hanno registrato danni per 60 mila euro. Le colture maggiormente colpite sono quelle vitivinicole per la produzione di vini DOC e DOCG e frutticole (melo, ciliegio), con concentrazione nel periodo della maturazione dei frutti a giugno e tra agosto e ottobre. Anche per la stagione venatoria 2018-2019, la Regione Lombardia intende attivare la procedura di deroga della Direttiva Uccelli. La richiesta sarà inoltrata all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale al fine di autorizzare le seguenti attività:

- il controllo di esemplari della specie Storno, da attuarsi mediante prelievo venatorio da parte di cacciatori espressamente autorizzati; il prelievo venatorio di esemplari delle specie Storno, Fringuello e Peppola per consentire, in condizioni rigidamente controllate e in modo selettivo, la cattura, la detenzione o altri impieghi misurati di determinati uccelli in piccole quantità. In questi due casi, per una parte molto limitata della stagione venatoria, su una ridotta percentuale della superficie regionale utile alla caccia e da parte di un numero di cacciatori identificabili nominalmente.

- la cattura di esemplari delle specie Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena e Merlo da cedere ai cacciatori come richiami vivi per la caccia da appostamento, per consentire, in condizioni rigidamente controllate e in modo selettivo, la cattura, la detenzione o altri impieghi misurati di determinati uccelli in piccole quantità. In questo caso per un periodo ben definito della stagione venatoria, in impianti di cattura pre-individuati quanto a numero e ubicazione territoriale ed espressamente autorizzati dalla Regione, su quantitativi prefissati di uccelli catturabili per ciascuna specie, a opera di soggetti abilitati e con modalità sottoposte a controlli da parte dei soggetti competenti.


“La società sportiva Bettinzoli è parte integrante della storia e dell’identità del quartiere Don Bosco. Non può trasferirsi altrove. Mi metto a disposizione del Comune e della proprietà per trovare una soluzione condivisa”.

Lo ha detto Fabio Rolfi, consigliere regionale della Lega - Salvini Premier, in merito alla possibilità di un trasferimento della Bettinzoli per questioni riguardanti i lavori al campo da calcio.

“Questa società sportiva offre al quartiere non solo svago, ma anche attività di educazione, socializzazione e contrasto all’emarginazione. Tante generazioni sono passate da quel campo e tanti ragazzi sono stati educati a una vita sana grazie allo sport, grazie al lavoro di volontari, dirigenti e allenatori e grazie al legame con il quartiere e con i Salesiani” ha aggiunto Rolfi. “Rivolgo un appello formale a società, Salesiani e Comune di Brescia. È necessario un lavoro di squadra per trovare una soluzione e non privare il quartiere Don Bosco dell’attività sportiva, formativa ed educativa della Bettinzoli”.


“Abbiamo stanziato una somma importante da destinare ai consorzi di bonifica per effettuare opere di pronto intervento da loro segnalate. Finanzieremo gli interventi al 90 percento. Un modo concreto per risolvere problematiche reali presenti sul territorio, risolvendo problemi strutturali per contrastare la dispersione di acqua, fondamentale per l’attività agricola”. Lo hanno detto Fabio Rolfi e Pietro Foroni, assessori regionali all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi e al Territorio e Protezione Civile, che hanno proposto la delibera con la quale vengono stanziati 400 mila euro ai consorzi di bonifica Est Ticino Villoresi, Oglio Mella e Chiese per la realizzazione di opere di pronto intervento interessanti il reticolo idrico.

Si tratta di 4 interventi i cui lavori sono stati autorizzati dagli uffici regionali, per una spesa ammissibile complessiva di euro 443.583,89, di cui euro 399.225,05 quale contributo regionale.

Comune di Manerbio (BS): Erosioni e cedimento strutturale di un tratto della sponda destra del Vaso Baviona. Costo intervento: 85.217,06 euro (contributo regionale 76.695,35)

Comune di Gavardo (BS): Principio di cedimento strutturale della parte terminale della traversa ad arco sul fiume Chiese da cui prende origine il canale "NAVIGLIO GRANDE BRESCIANO". Costo intervento: 52.800 euro (contributo regionale 47.520 euro)

Comune di Mazzano (BS): Ammaloramento di un tratto di muro spondale del canale "NAVIGLIO GRANDE BRESCIANO". Costo intervento 300.000 euro (contributo regionale 270.000 euro)

Comune di Turbigo (MI): Cedimento di un tratto di sponda sinistra del Naviglio Grande. Costo intervento 5.566,33 euro (contributo regionale 5.009,70 euro)


Milano, 23 febbraio. “Un plauso alla mobilitazione dei sindaci dei Comuni che si sono costituiti in maniera bipartisan a difesa dell’Indice di pressione, contro il ricorso di AIB.”
Così Fabio Rolfi, consigliere regionale uscente e candidato per le elezioni regionali del 4 di marzo.
“Ciò testimonia la bontà della nostra riforma, che mette al centro la sostenibilità ambientale, la difesa del territorio contro gli sfruttamenti eccessivi e impropri e, cosa più importante, la salute dei cittadini. Il Fattore di Pressione, occorre ricordarlo, nasce dalla situazione di Montichiari e dintorni, che ‘vanta’ il discutibilissimo primato della più alta concentrazione di rifiuti in Italia, per quanto attiene le discariche e gli impianti di smaltimento legali. Si tratta senza ombra di dubbio di una situazione problematica che minaccia il futuro di queste comunità, la vivibilità di un territorio e che non deve assolutamente replicarsi. Questo principio va difeso, non si tratta di un provvedimento contro le imprese o avverso al circuito del rifiuto, ma semplicemente di un principio di buon senso, finalizzato ad evitare concentrazioni improprie di rifiuti ma soprattutto combattere l’idea di sfruttamento industriale, slegato da ogni limite, di una determinata area. 
Come dichiarato a più riprese siamo aperti ad un confronto con le ragioni degli industriali - conclude Fabio Rolfi - ma non per quanto attiene la cancellazione dell’Indice di pressione, una conquista che in quanto tale va difesa.”
 

Le aziende vitivinicole lombarde si preparano alla 52ª edizione di Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati che si terrà a Verona dal 15 al 18 aprile. La valorizzazione di un territorio unico per varietà di climi, ambienti e terroir rappresenta infatti un carattere distintivo della viticoltura regionale, la quale all’interno del Padiglione Lombardia, realizzato come da tradizione in Accordo di programma tra Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, sarà rappresentata da oltre 200 produttori.

"I vini lombardi sono apprezzati in tutto il mondo. L'export nel 2017 ha fatto registrare il record del millennio con un valore di 270 milioni e 360 mila euro, +4,2% sul 2016. Al Vinitaly la collettiva lombarda, tra le prime per numero di espositori, occuperà uno spazio di 8.500 metri quadrati complessivi al primo piano del PalaExpo. Qui consumatori, operatori e giornalisti specializzati troveranno circa 2 mila etichette in degustazione”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi presentando i numeri della delegazione lombarda al Vinitaly 2018

Dall’Erbamat in Franciacorta, alla Merera in Valcalepio, alla varietà Verdese sulle colline dell’IGT Terre Lariane, solo per fare qualche esempio, sono molte le varietà rilanciate negli ultimi anni. E anche grazie a loro la Lombardia, già ai primi posti a livello nazionale per varietà di vite per uve da vino coltivate, ha ulteriormente consolidato questa peculiarità, arrivando a 90 diverse tipologie presenti sul territorio regionale sulle 517 totali iscritte al Registro nazionale delle varietà di vite.

“La Lombardia può contare su oltre 3 mila imprese vitivinicole e 300 aziende giovani che hanno contribuito a raggiungere importanti risultati sui mercati esteri”, ha proseguito Fabio Rolfi. “In questo settore la Lombardia punta principalmente sulla qualità dei prodotti. Sul nostro territorio regionale si producono per il 90% vini a Denominazione di qualità, grazie a 5 DOCG, 21 DOC e 15 IGT. Il tema della biodiversità e della sostenibilità ambientale calza a pennello con le esigenze di mercato: il consumatore è sempre più sensibile rispetto alle tematiche della sostenibilità. Vinitaly è una vetrina straordinaria per i nostri prodotti e una chance strategica per recuperare mercato nei confronti delle produzioni estere” ha concluso Rolfi.

Accanto alla valorizzazione della biodiversità, si è assistito negli ultimi anni anche a un vero e proprio boom della viticoltura biologica. Se nel 2010 gli ettari destinati a questo tipo di produzione o in conversione erano 908, nel 2017 hanno raggiunto in Lombardia quota 1.751 ettari, con un incremento del 93%. A far la parte del leone, la provincia di Brescia, prima a livello regionale con 522,5 ettari a biologico e 504 ettari in conversione. Seguono la provincia di Pavia, con 259 ettari a bio e 378 in conversione, quella di Mantova (rispettivamente 34,5 e 20,8 ettari), quella di Bergamo (rispettivamente 7,6 e 10,4 ettari), quella di Sondrio (rispettivamente 2 e 8,7 ettari). Chiudono Lecco, con 0,3 ettari a bio e 2,2 ettari in conversione, Milano con 0,6 ettari bio e Varese, con 0,1 ettari a bio.

I Consorzi presenti a Vinitaly 2018 sono: Consorzio Franciacorta, Consorzio Lugana, Consorzio Moscato di Scanzo, Consorzio Oltrepò Pavese, Consorzio Provinciale Vini Mantovani, Consorzio San Colombano, Consorzio Terre Lariane, Consorzio Valcalepio, Consorzio Valtellina, Consorzio Valtènesi, ed Ente Vini Bresciani (in rappresentanza dei territori di Botticino, Cellatica, San Martino della Battaglia e Valcamonica).


Milano, 23 febbraio. Circa i recenti sviluppi riguardanti il futuro della ex Caserma Serini di Montichiari sono intervenuti Fabio Rolfi ed Eva Lorenzoni, candidati rispettivamente in Consiglio regionale e alla Camera dei Deputati per la Lega e Marco Togni, capogruppo del Carroccio nel comune bresciano.
 
“È vergognoso – afferma Rolfi – che il Governo Gentiloni, nonostante il periodo elettorale, voglia comunque portare avanti il progetto di realizzazione di un centro per immigrati all’ex caserma Serini, ipotesi contro la quale la popolazione di Montichiari si è mobilitata da mesi esprimendo una contrarietà senza appello. Si tratta di un vero e proprio colpo di mano, dopo che per mesi il progetto si era arenato, anche in forza di problemi tecnici che parevano insormontabili. Ciò che sta accadendo, con la Prefettura mobilitata in fretta e furia, rappresenta il tentativo di un Governo morente di creare danni fino all’ultimo giorno. L’appello che faccio è di fermarsi, chiedendo al Prefetto di non essere complice di una volontà politica che presto sarà bocciata dalle elezioni. Quando saremo al Governo nazionale il progetto di un centro per immigrati a Montichiari sarà soltanto un brutto ricordo. La politica verso l’immigrazione cambierà radicalmente: il concetto specioso di ‘accoglienza indiscriminata’ sarà spazzato via, per essere sostituito con il pragmatismo dei respingimenti nei confronti di tutti questi immigrati, quasi sempre giovani maschi in ottima salute e con ben poca voglia di lavorare, che nella stragrande maggioranza dei casi non hanno alcun diritto alla protezione internazionale.”
 
“Appare chiaro – prosegue Eva Lorenzoni – come le cose non possano proseguire in questo modo. La politica dell’accoglienza, senza se e senza ma, portata avanti da Roma in questi anni, ha causato danni enormi al tessuto sociale. La popolazione di Montichiari ha espresso una volontà chiara e chi governa dovrebbe avere la decenza di rispettarla, senza diktat o imposizioni di stampo autoritario. Come Lega, quando saremo al Governo, le cose cambieranno e di parecchio. In primo luogo metteremo fine ad un sistema economicamente insostenibile, che sta prosciugando letteralmente le poche risorse a disposizione dello Stato. L’Italia non è più nelle condizioni di mantenere gente che si spaccia per profughi senza averne i requisiti. Occorre rivedere l’intero meccanismo, adottando soluzioni più incisive e mettendo nel cassetto una volta per tutte quel buonismo fasullo che ha causato solo problemi.”
 
“Non vogliamo sentir parlare né di centro di accoglienza né di centro di espulsione per quanto riguarda la Serini – prosegue Marco Togni – i rimpatri devono essere fatti direttamente alla frontiera, senza che queste persone entrino nel Paese. Come Lega di Montichiari chiediamo al sindaco Fraccaro cosa avrebbe fatto per cercare di bloccare questo progetto assurdo e quale posizione assumerà adesso, dato che il Prefetto ha annunciato che la Serini diventerà a tuti gli effetti un CPR; su questo tema infatti il primo cittadino non si è ancora esposto, probabilmente per imbarazzo verso la sua parte politica. Fra l’altro, a quanto si apprende, il collegamento con le fognature verrà fatto direttamente con la rete fognaria di Montichiari e vogliamo sapere cosa intende fare il Sindaco a questo proposito. Se l’idea è quella di difendere il Comune che amministra – conclude Togni – oppure di cedere alle pressioni politiche di chi, ancora per poco, governa (male) questo Paese.”

“Il centro di accoglienza nella ex caserma Serini di Montichiari rappresenta un doppio spreco tipicamente italiano. Innanzitutto perché non si sarebbe dovuto nemmeno avviare il progetto e secondariamente perché abbandonarlo poi in questo modo rappresenta un ulteriore scempio. Il degrado in cui versa la struttura, ormai dimora di clandestini e senzatetto, è il simbolo del malgoverno del Partito Democratico”. Lo hanno detto l’assessore regionale Fabio Rolfi e il capogruppo della Lega - Salvini premier nel Consiglio comunale di Montichiari Marco Togni in merito alle notizie riportate sugli organi di stampa circa la situazione di degrado e abbandono in cui versa la ex caserma Serini di Montichiari.
 
“La Lega è da sempre contraria a questo centro accoglienza. Facciamo ora appello formale a tutti i parlamentari bresciani affinché il progetto di ospitare richiedenti asilo nella struttura tramonti definitivamente. Montichiari ha bisogno di un aeroporto che funzioni e che faccia ripartire l’economia, non di immigrati da mantenere” concludono Rolfi e Togni.

Milano, 19 febbraio. “Un No deciso ad una lista di immigrati per le elezioni comunali di Brescia. Ipotesi di alleanze o apparentamenti con un’eventuale lista che avrebbe la sua ragion d’essere su base etnica, confessionale o di rappresentanza esclusiva per immigrati e stranieri, per quanto mi riguarda sono fantascienza.”
Lo afferma Fabio Rolfi, vice capogruppo della Lega al Pirellone e candidato alle elezioni regionali del 4 di marzo.
“La sola esistenza di una lista simile – prosegue l’esponente bresciano del Carroccio – andrebbe nella direzione di una ghettizzazione, anche per quanto attiene la rappresentanza elettorale, quindi in senso opposto alla vera integrazione. Gli stranieri che vivono regolarmente nella nostra Città, pagano le tasse, rispettano le regole e non delinquono, hanno tutte le possibilità che la legge riconosce loro, se muniti dei requisiti, per candidarsi e farsi eventualmente eleggere nelle liste civiche o nei partiti che si presenteranno per amministrare Brescia. Non c’è bisogno di un’ulteriore separazione e non serve una lista di immigrati che si rivolga esclusivamente agli stranieri stessi. Auspico che queste considerazioni diventino patrimonio comune di tutto il centrodestra cittadino e spero che le aperture dichiarate sui giornali da parte di certi esponenti siano infondate o frutto di un’interpretazione errata. Questo perché un’operazione simile sarebbe in aperta contraddizione con i valori e i programmi che il centrodestra ha appena firmato per la guida di Regione Lombardia e del Paese. Sono gli elettori stessi – chiosa Fabio Rolfi – che pretendono chiarezza e coerenza con gli impegni presi.”

”L’agropirateria per l’Italia pesa 60 miliardi di euro. L’importazione del riso dalla Cambogia è aumentata del 700% in questi anni per colpa dell’Unione europea che ha azzerato i dazi. Le sfide del futuro sono dunque legate alla valorizzazione commerciale difesa dei prodotti lombardi e alla promozione di una nuova cultura dell’alimentazione. Le possiamo vincere solo se riusciamo a creare un sistema tra produttori, operatori commerciali e istituzioni. All’estero c’è grande attenzione verso la nostra offerta e praterie commerciali che possiamo conquistare”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia durante un’iniziativa che si è svolta stamattina nella sede di Coldiretti Pavia.

“Dobbiamo puntare a una alleanza tra agricoltura, ristorazione e marketing territoriale per rendere consapevoli consumatori locali e turisti della qualità dei prodotti lombardi. Cercherò personalmente di promuovere i prodotti del nostro territorio nella ristorazione collettiva e di fare in modo che vengano distinti e valorizzati anche all’interno della grande distribuzione” aggiunge l’assessore.

“L’Italia deve battere i pugni sul tavolo affinché vengano introdotti a livello comunitario dei dazi sul riso proveniente dal sud est asiatico. La Lombardia produce il 40% del riso nazionale e dietro questa filiera c’è un indotto importante. Non difenderlo significa creare problemi anche di carattere sociale. Su questa insensata politica comunitaria, il governo precedente è stato remissivo, confidiamo che il prossimo sia in discontinuità” conclude Rolfi.

 


Milano, 16 febbraio. “Sono vergognose le dichiarazioni del ministro Calenda che, nella sua tappa bresciana, ha definito ‘cialtrone’ il candidato Premier della Lega Salvini, dando di fatto lo stesso appellativo alle milioni di cittadini che votano il nostro partito.” 
Lo afferma Fabio Rolfi, Vice Capogruppo del Carroccio al Pirellone e candidato alle elezioni regionali del 4 di marzo.
“La disperazione del Pd - prosegue Rolfi - ormai consapevole della batosta imminente spinge a insultare l’avversario politico e gli elettori altrui, un atteggiamento tipico di quella sinistra cattocomunista che a Brescia conosciamo fin troppo bene. 
Se i cialtroni siamo noi, non riesco proprio a immaginare un aggettivo adatto per descrizione chi, dall’alto della sua spocchia e inettitudine, ha ridotto l’Italia nelle condizioni attuali: in uno stato difficoltà cronico, con un debito pubblico in continua crescita, con riforme farlocche esistenti solo sulla carta e, da ultimo ma non per importanza, con più di mezzo milione di immigrati irregolari che vivono alle sbaffo dei contribuenti, impoverendo tutti ma arricchendo pochi grandi approfittatori. Senza contare poi le migliaia di risparmiatori italiani truffati dalle banche degli amici di chi siede sugli scranni dello stesso Governo di cui Calenda si ‘onora’ di far parte. Eccoli i veri cialtroni: proprio coloro che oggi reagiscono stizziti - chiosa Fabio Rolfi - magari perché gli italiani, il prossimo 4 di marzo, gli presenteranno il conto dei danni causati in questi cinque anni.”

“L’intervento del presidente Fontana sul programma amministrativo di questi cinque anni coniuga lungimiranza e concretezza: da una parte il presidente ha ben chiaro l’orizzonte della Lombardia del 2023. Priorità ad autonomia, sanità, infrastrutture, ambiente e agricoltura. Dall’altra, entrando nel merito delle proposte ha dimostrato di avere ben chiare le ricette per ottenere risultati. I lombardi hanno fatto un’ottima scelta eleggendo Attilio Fontana, questa è l’ennesima conferma”. Lo ha detto l’assessore regionale all’agricoltura, alimentazione e sistemi verdi Fabio Rolfi.


Milano 16 febbraio. “Dal candidato Gori e dal centrosinistra, nel programma elettorale, proposte e impegni per aumentare gli aborti in Lombardia, degni del peggior manifesto abortista.”
Così Fabio Rolfi, Presidente uscente della Commissione Sanità di Regione Lombardia e candidato alle regionali del 4 di marzo, commenta quanto contenuto nel programma della coalizione di centrosinistra.
“Si tratta di una visione nichilista e contaminatrice – prosegue Rolfi – che intendiamo respingere con forza al mittente. Sia la proposta di somministrare la pillola abortiva in day hospital che quella di fare concorsi riservati esclusivamente ai medici non obiettori, andando a calpestare per altro un diritto stabilito dalla legge, fanno parte di una carrellata di assurdità su cui non possiamo certamente tacere. È un modo di pensare tipico della sinistra abortista, da nipotini dei radicali, quale appare Gori, che respingiamo e contrastiamo con il massimo della forza, proprio perché crediamo che la vita sia un valore da difendere sempre. Per quanto ci riguarda l’aborto va disincentivato e contrastato, soprattutto in una situazione come quella odierna, con un forte calo demografico, dove ogni vita risulta essere doppiamente preziosa per la comunità lombarda. Serve quindi una politica regionale che sia a favore della vita, non l’opposto e per questo ci impegneremo per difendere la libertà di coscienza dei nostri medici, a non ostacolarla e a sostenere invece il diritto alla vita con iniziative importanti, come i fondi Nasko e Cresco, difendendo e incentivando i centri per l’aiuto alla vita disseminati pressoché ovunque in modo capillare – conclude Fabio Rolfi – a dimostrazione della cultura per la vita che distingue le nostre comunità.”

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  11. Regione approva legge su case vacanze, Rolfi: "Lombardia tutela imprenditori onesti”
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  14. Lombardia bando di 5 milioni per oratori lombardi, Rolfi: “Centri fondamentali a garanzia dei nostri giovani”
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  17. Rolfi: “Ulteriori risorse per voucher, 1000 euro ad ogni famiglia con anziani gravi nelle RSA”
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